Ucraina, Battaglione Azov - Photo: Azov Battalion in 2020 (Credit: SERGEI SUPINSKY/AFP via Getty Images)
Ucraina, Battaglione Azov – Photo: Azov Battalion in 2020 (Credit: SERGEI SUPINSKY/AFP via Getty Images)

 

 

di Leonardo Guerra

 

In queste ultime settimane, due fatti, che hanno molti tratti distintivi comuni, sono giunti con vigore alla ribalta della cronaca.

Mi riferisco a:

  • Il “Giorno della Memoria” e
  • l’escalation della “guerra in Ucraina” 

Entrambi sono accumunati da un uso della memoria, a dir poco, strumentale dei nostri governanti che sembrano avere le briglie agli occhi, dimostrando, inoltre, di non essere interessati in alcun modo ad ascoltare, a prendere in considerazione altre ragioni e altri punti di vista. Un’analisi attenta forse ci può aiutare a comprendere meglio che entrambi sono parte di un piano multistrato che arriva da lontano, rivolto contro noi cittadini, la nostra cultura e la nostra civiltà Cristiana.

Procediamo con ordine.

Giorno della Memoria. Come sempre, è stato fatto corrispondere esclusivamente con la Shoah, l’Olocausto Ebreo perpetrato dai Nazisti. Totalitarismo che sta facendo scuola ancora oggi e che non è certo iniziato con i campi di sterminio, ma in modo graduale manipolando le menti delle persone grazie alla propaganda. Soltanto una persona nei vari canali d’informazione alternativi che seguo ha citato un genocidio, fra quelli negati, molto rilevante che prosegue indisturbato perché legale: l’aborto. I numeri sono spaventosi. Il processo di desensibilizzazione funziona, eccome. Si è trattato, quindi, più della Giornata dell’Ipocrisia che della Memoria. I vertici delle nostre Istituzioni che si sono riempiti la bocca di vuota retorica dopo che per tre anni hanno firmato normative incostituzionali e avallato pratiche e azioni repressive di tipo nazista.

Escalation della guerra Ucraina. Il Ministro della difesa Crosetto, smentendo sé stesso, con la Nato sostiene d’inviare armi strategiche (fornitura di carri armati e sistemi missilistici antiaerei) all’Ucraina per “difendere la pace”, evitare la terza guerra mondiale e aiutare così gli Ucraini. Con ciò negando il genocidio operato dal governo di Kiev contro le popolazioni russofile del Donbass dal 2014. Con tale posizione s’impenna la probabilità di un coinvolgimento diretto del nostro paese e dei nostri soldati sul terreno del conflitto ucraino. Come quella di un conflitto nucleare in cui l’Italia diventerebbe un obiettivo primario. Chi non vuole la guerra o chi solleva dubbi viene etichettato con protervia, usando un neologismo pallottola: “Putiniano”. L’abbinamento è, quindi, diventato: “no-vax” e “pro-Putin”.

Risulta, quindi, opportuno farci parte attiva e ricostruire la Verità e anche, con l’occasione, la nostra consapevolezza a partire dai fatti, dopo questi 3 anni di “candeggio e centrifuga Covid” dei nostri cervelli. La concentrazione e la consapevolezza ci aiuteranno a far riaffiorare il ruolo chiave della Libertà, della Verità e della Giustizia nella vita quotidiana e nella società.

Il relativismo morale imperversa, ormai da decenni. La ragione, infatti, è la serva della mente. La qualità della ragione dipende da quella della mente. Gli ultimi governi e la politica di questi anni hanno svelato apertamente il loro volto disumano, la loro volontà malvagia e la loro natura diabolica nel polarizzare e dividere la società in cittadini “buoni” e “cattivi”.

Le due situazioni più sopra menzionate hanno in comune, appunto, un governo e i vertici delle istituzioni assolutamente non interessati ad ascoltare e comprendere la ragione altrui. Il Presidente della Repubblica quelle dei dissidenti, il Governo e il ministro della Difesa quelle di Putin e degli abitanti del Donbass.

Risulta chiaro che le ragioni avanzate dal governo sono strumentali, di tipo materiale. Il problema però è l’appoggio popolare di cui continua a godere anche questo governo. Senza l’obbedienza ai potenti di turno, gli stessi sarebbero impotenti e tutto questo non sarebbe possibile.

C’è un grande bisogno di recuperare urgentemente una ragione di tipo umano (il cd “buon senso” dei nostri padri), più elevata e profonda. Il risveglio nelle persone della capacità di pensiero potrà permetterci di superare quella materiale, legata ad impulsi non certo nobili.

Il Cristianesimo e le grandi tradizioni religiose si basano sul “senso della ragione”. Su questo terreno sono nate le grandi idee della filosofia e della psicologia, germogliate come delle vere e proprie piante che hanno prodotto “fiori e frutti” che hanno nutrito l’umanità nei secoli scorsi.

Il livello più basso della ragione, quello materiale, è molto spesso generato da un ritmo mentale collettivo caotico. Una persona che vive con un ritmo mentale caotico può conoscere soltanto questo tipo di ragione. Mentre un ritmo mentale collettivo più lento, incline all’osservazione attenta e all’armonia fra i propri simili (rispetto e considerazione della ragione altrui), genera nelle persone una ragione umana in grado di riconoscere la ragione più elevata dietro quella materiale. Quando il ritmo mentale si riduce ulteriormente si arriva a vivere in armonia con tutto ciò che ci circonda, con la nostra stessa Essenza, si inizia a vedere la causa di ogni ragione e a trovare ispirazione. Questa è la c.d. ragione dei saggi. La saggezza è quel “precipitato” che si ottiene da un processo continuo di ragionamento sociale aperto e costruttivo, che così diventa patrimonio della collettività. Queste sono le nostre radici greco-romane, antiche e recenti, della civiltà Cristiana.

Adesso, forse, può risultare più chiaro perché i nostri cosiddetti governanti continuano a terrorizzarci, generare tensione, urgenze, emergenze, agitazione e caos tramite il “bombardamento mediatico” e con tutti i mezzi. Le persone che si abbeverano alle “verità della TV” vengono trasformate progressivamente in automi (e così la società), rendendoli facilmente controllabili, manovrabili e manipolabili.

Ragionare è una scala che permette di elevarsi, grazie appunto al pensiero, al di sopra del caos del “Paese dei balocchi”. L’atteggiamento, infine, è fondamentale.

Un ritmo più lento della nostra mente ci consente una visione più profonda, con un orizzonte più ampio e così anche per il nostro sguardo sulla Vita.

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

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