Il relatore generale del Sinodo sull’Amazzonia, card. Claudio Hummes, nella conferenza stampa presso la Aula Stampa Vaticana ha spiegato che il documento di lavoro del Sinodo è una base per la discussione dei padri sinodali e degli altri partecipanti, non un testo “magisteriale” cercando di  minimizzare le diffuse preoccupazioni che il documento preparatorio ha generato.Ne parliamo in modo più approfondito attraverso un articolo di Edward Pentin pubblicato sul National Catholic Register. La traduzione è a cura di Annarosa Rossetto.

 

Sinodo Amazzonia conferenza stampa di presentazione 03 10 2019 (screenshot)

Sinodo Amazzonia conferenza stampa di presentazione 03 10 2019 (screenshot)

 

Il Sinodo dei vescovi nella regione panamazzonica è il risultato di due anni di preparazione che ha visto consultate circa 80.000 persone e, ha detto oggi il relatore generale dell’incontro mensile con la stampa, sarà quindi un evento di “serio ascolto”.

In risposta alle diffuse critiche al documento di lavoro del assemblea sinodale, o instrumentum laboris, il cardinale Claudio Hummes ha detto ai giornalisti in Vaticano che il documento “non è del Sinodo; è per il sinodo ”, e quindi è “davvero la voce della Chiesa locale dell’Amazzonia ”.

“Papa Francesco ha sempre sottolineato che dovremmo ascoltare sul serio”, ha detto il cardinale brasiliano, e ha cercato di rassicurare i critici che, “alla fine del Sinodo, tutto sarà cum Petro et sub Petro [con Pietro e sotto Pietro]”.

Il documento di lavoro sinodale, che costituirà la base per le discussioni per il Sinodo del 6-27 ottobre su “Nuovi Cammini per la Chiesa e per una Ecologia Integrale”, è stato fortemente criticato anche come eretico e costituisce ciò che il cardinale Walter Brandmüller ha definito un “attacco alle basi della fede”.

Il cardinale Raymond Burke e il vescovo ausiliare Atanasio Schneider si sono mostrati così preoccupati per alcuni dei contenuti del documento di lavoro da aver chiesto una crociata di preghiera e digiuno di 40 giorni affinché gli errori non siano approvati e un certo numero di prelati, clero e i fedeli laici hanno elencato quattro elementi del documento di lavoro che considerano “inaccettabili” e fatto riferimento ad esso come incoerente con l’insegnamento della Chiesa.

Il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, ha detto ai giornalisti di aver “letto le critiche” e di sperare che non si trattasse di “fake news”. Sottovalutando la reazione negativa, ha parlato di notizie esagerate facendo il paragone di quando tutta Roma si ferma a causa di una “pozzanghera” in città.

Il cardinale, che ha sottolineato più volte durante la conferenza stampa che l’ Instrumentum laboris “non è un documento pontificio”, ha affermato che se un cardinale o un vescovo “non è d’accordo con i contenuti”, allora è “necessario ascoltare e non giudicare, perché non è un documento magisteriale.”

Tuttavia, ha detto che il documento racconta la base e la “sintesi” delle risposte alle domande dei sondaggi ed è un mezzo per “iniziare il lavoro e costruire il documento finale da zero”.

Il prelato ha affermato che il Sinodo non dovrà seguire “con precisione” il contenuto del documento di lavoro, ma si limiterà a fare riferimento ad esso come guida per le discussioni. Il sinodo, ha affermato, è un “organo consultivo” il cui lavoro è quello di produrre un documento finale che “aiuterà il Santo Padre a decidere” su un’esortazione apostolica post-sinodale.

Domande sul celibato

Rispondendo alle domande sul celibato sacerdotale, se verranno prese delle misure per introdurre i viri probati – l’ordinazione di uomini sposati di “comprovata virtù” per portare l’Eucaristia in aree rurali isolate – il cardinale Baldisseri ha affermato che i padri sinodali “sono liberi di esprimersi e discutere questo argomento e presentare proposte.”

Il cardinale Hummes ha affermato che “il 70% -80% delle comunità in Amazzonia ha una vita sacramentale limitata. Hanno la Parola di Dio, ma non i sacramenti, che sono carenti, un vero divario tra carità e misericordia”. Ha aggiunto che nelle aree rurali isolate della regione, le persone hanno limitate “vita sacramentale, ad eccezione del battesimo e dei matrimoni” e possibilità di catechesi.

“Pochissimi ricevono l’Eucaristia”, ha detto, e ha fatto riferimento ai commenti di Papa San Giovanni Paolo II, secondo cui la Chiesa “sgorga dall’Eucaristia, che costruisce la Chiesa”.

La questione della possibilità di consentire l’ordinazione di uomini sposati al Sinodo è stata al centro di molte critiche. La preoccupazione è che consentire l’eccezione minerà il celibato sacerdotale obbligatorio nel rito latino, soprattutto perché alcuni responsabili della Chiesa in Occidente, in particolare in Germania, hanno espresso la speranza che si spianerà la strada ai sacerdoti sposati in altre aree in cui le vocazioni sono poche. Il cardinale Hummes, tra l’altro, è un noto sostenitore di lunga data della possibilità di consentire il clero sposato.

Alla domanda se la Chiesa è pronta a discutere di una maggiore partecipazione delle donne (il documento di lavoro richiede nuovi ministeri per le donne), il cardinale Hummes ha affermato che la Chiesa “non ha paura” della questione e “deve prestare attenzione allo Spirito Santo”. è possibile sapere “cosa ci dice lo Spirito Santo” “ascoltando le voci delle persone e della Terra”.

Nel suo discors, il cardinale Baldisseri ha sottolineato che, a differenza dei sinodi “ordinari” e “straordinari” (quelli che riguardano rispettivamente la Chiesa universale e le emergenze), questa “assemblea speciale” non è “una rappresentazione parziale” dei vescovi, ma “vengono convocati tutti i prelati della regione, mettendo così in evidenza la collegialità ”.

Ha anche sottolineato, tuttavia, la dimensione universale di questo sinodo regionale, rilevando che la partecipazione dei prelati di altre Chiese, i capi dei dicasteri curiali e i 33 membri nominati personalmente dal Papa “sottolinea il legame” tra questa assemblea speciale “e la Chiesa universale”.

Il cardinale ha detto che parteciperanno 184 padri sinodali, di cui 113 provenienti dalla regione (Guyana Francese, Guyana, Suriname, Venezuela, Colombia, Ecuador, Brasile, Bolivia e Perù). Così anche 17 rappresentanti di “popolazioni autoctone e gruppi etnici indigeni, tra cui nove donne” (il numero totale di donne partecipanti è di 35).

“Duplice” focalizzazione

Il cardinale Baldisseri ha affermato che il Sinodo avrà un “duplice” obiettivo: la “missione evangelizzatrice” della Chiesa in Amazzonia, che pone al centro “la salvezza di Gesù Cristo” e “il tema ecologico” che sottolineerà l’interconnessione tra l’uomo, la cultura e il suo ambiente.

Ha detto che la segreteria sinodale ha cercato di fare la sua parte per aiutare l’ambiente eliminando la carta nelle sue comunicazioni, limitando l’uso di plastica (i bicchieri del sinodo saranno realizzati in materiale biodegradabile) e usando sacchetti di “fibra naturale” e carta con una “filiera di origine e produzione” certificata.

Nel suo discorso, il cardinale Hummes ha sottolineato l’”urgente” crisi socio-ambientale che sarà al centro dell’incontro. L’ha individuata come, in primo luogo, “crisi climatica”; in secondo luogo, “crisi ecologica” riguardo il degrado e la contaminazione del pianeta; e, in terzo luogo, “crisi sociale della evidente povertà”, che colpisce soprattutto le comunità indigene.

Anche lui ha sottolineato l’interconnessione di esseri umani, comunità e vita sociale, nonché l’importanza di “ecologia integrale” e la necessità di “una conversione ecologica, ispirata da San Francesco d’Assisi”.

Alla conferenza stampa di oggi è intervenuto anche il vescovo Fabio Fabene, sottosegretario al Sinodo dei vescovi, che ha delineato le procedure per il prossimo mese. Dopo mesi di preparazione, ha affermato che il Sinodo entra ora nella sua “fase celebrativa”, ossia il Sinodo vero e proprio.

Dopo il discorso di apertura del cardinale Baldisseri che delineerà il percorso sinodale, il cardinale Hummes pronuncerà la propria relazione, prevista per lunedì, presentando i risultati della fase preparatoria e gli argomenti principali da discutere nell’Aula e nei circoli minori, ovvero i piccoli gruppi di lavoro.

Ai partecipanti verranno assegnati interventi di quattro minuti durante le Congregazioni Generali nell’Aula sinodale, seguiti da “interventi liberi” da parte dei padri sinodali nel tempo rimanente.

I contributi dei piccoli gruppi e gli interventi dell’Aula sinodale contribuiranno quindi alla preparazione del documento finale, che sarà elaborato dal cardinale Hummes e da due segretari speciali – mons. David Martinez de Aguirre del Perù e il neo cardinale Michael Czerny – dopo di che potranno essere proposti emendamenti per la stesura definitiva, che sarà poi votata.

Il vescovo Fabene ha affermato che sebbene i padri sinodali possono rilasciare interviste, come negli ultimi sinodi, i loro interventi “non saranno pubblicati ufficialmente”. L’ufficio stampa della Santa Sede pubblicherà invece le relazioni dei gruppi di lavoro.

 

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