Oratorio di Santa Maria della Vallicella a Roma

Oratorio di Santa Maria della Vallicella a Roma

 

di Giuliano Di Renzo

 

La signora Anna Maria ricorda che i concerti in chiesa si sono dati sempre.
Le ho inviato una mia plausibile ricostruzione storica e considerazione.
Mai si davano concerti in chiesa, tranne i canti che facevano parte del culto o ad esso si collegavano.
Si pensi alle lodi di intrattenimento spirituale. Oppure agli Oratori, che sorsero dall’amore di Dio e delle anime di quell’anima infiammata che fu San Filippo Neri e si chiamano appunto Oratorio dall’oratorio nel quale il santo organizzava trattenimenti insieme ricreativi, di preghiera e di elevazione spirituale. L’oratorio di Santa Maria della Vallicella a Roma.
L’abitudine invalsa nel nostro tempo di dare concerti in chiesa a me pare che si debba far risalire al 1962.
Al termine della Prima Sessione del Concilio Vaticano II, l’Orchestra della RAI volle rendere cortese omaggio ai Padri conciliari con l’esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven nella basilica romana di San Paolo Fuori le Mura.
Nel 1967 la Comunità di Sant’Egidio organizzò per la prima volta il pranzo di Natale per i poveri nella basilica di Santa Maria in Trastevere.
Si era nel momento di intenso aggiornamento del dopo Concilio.
I seminari allentarono la loro disciplina. Penso che molti dei scandali di pedofilia trovino la spinta iniziale dall’atmosfera di dismissione che in pratica furono quegli aggiornamenti.
Mi pare che il Papa Emerito Benedetto XVI nel suo ultimo scritto scriva la stessa cosa.
Ma fu anche della conseguente generale minore attenzione alla qualità delle vocazioni sacerdotali e religiose e della formazione teologica e filosofica loro, dei catechisti e insegnanti di religione.
Troppe vocazioni in via di preparazione infatti si persero o se andate avanti poi si persero. Fu non un aggiornamento ma la rincorsa all’aggiornamento che a me pare essere stata una “rivoluzione”.
Sarebbe poi il caso di ricordare che la dottrina marxistica considera motore della storia la dialettica hegheliana dello Spirito volta in materialismo dialettico. La Materia al posto dello Spirito e la Dialettica chiamata Rivoluzione. La Rivoluzione come essenza della realtà e anima della storia, la “Lotta Continua”. Da cui l’antipatia contro ogni principio di autorità, di ordine e di disciplina. Essa è la “radiazione fossile” del primordiale big bang della poi generale rivolta spirituale e morale che fu il “Non serviam” degli angeli ribelli all’amore di Dio, che proprio per questo loro orgoglioso volontario accecarsi di fronte alla Luce si avvitarono su se stessi e precipitarono nelle tenebre che formano ora il loro inferno.
La storia umana quindi è storia religiosa nel senso suo assoluto.
Sarebbe perciò anche il caso di avere in considerazione che il ’68 venne dopo il Concilio.
Dunque una domanda al modo di Hume: “Post hoc ergo propter hoc” ?
Non lo so, anche se per me sì.

 

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