A seguito delle critiche suscitate dai licenziamenti di alcune personalità, di seguito riporto il comunicato stampa del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e Famiglia.

Pontifica Università Lateranense

Pontifica Università Lateranense – Roma

 

COMUNICATO STAMPA

A seguito di alcune voci e commenti relative all’approvazione degli Statuti e del nuovo Ordinamento degli Studi del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II, si precisa quanto segue:

  • L’approvazione del doppio titolo di studi (Licenza e Dottorato in Teologia del matrimonio e della famiglia e in Scienze del matrimonio e della famiglia) assicura un guadagno alla specificità della ricerca teologica che viene al contempo esplicitata e connessa con il resto delle scienze che studiano il matrimonio e la famiglia. Inoltre tale duplice percorso risponde con maggior cura agli standard previsti dal processo di Bologna.
  • All’interno di questo rafforzamento dell’assetto teologico, la riflessione morale trova nuova e più specifica collocazione, che si declina nel duplice insegnamento di Morale del matrimonio e della famiglia e di Etica teologica della vita. Viene meno invece l’insegnamento di Morale Fondamentale,già previsto nel piano di studi teologici del primo ciclo, senza il quale non si può accedere alla licenza in Teologia (art. 3 degli Statuti).
  • In questo senso il progetto accademico del nuovo Istituto, approvato dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, si configura come un allargamento della riflessione sulla famiglia e non come una sostituzione di temi e argomenti. Tale allargamento, mostrando ancor di più la centralità della famiglia nella chiesa e nella società, conferma e rilancia con vigore nuovo l’intuizione originaria e ancora feconda di san Giovanni Paolo II.
  • A questo proposito sono destituite di ogni fondamento le voci che vedono la soppressione della Cattedra Karol Wojtyla e l’allontanamento del suo direttore, l’ottantacinquenne prof. Grygiel.
  • Altrettanto destituita di fondamento è la notizia di una lettera di 150 studenti che si lamentano delle novità. A oggi, alle autorità accademiche risulta giunta una sola lettera da parte dei rappresentanti degli studenti del corso di licenza e di master in cui chiedono spiegazioni circa le novità in atto. A differenza di quanto divulgato, tutti gli studenti sono stati prontamente informati delle novità e rassicurati, a norma dell’art. 89 dello statuto, circa la validità triennale dei vecchi programmi di studio. A tutti sarà data la possibilità di scegliere tra vecchi e nuovi ordinamenti e il tempo per redigere eventuali nuovi piani di studi.
  • Gli Statuti approvati regolano con precisione i ruoli delle diverse autorità accademiche, a partire dal Gran Cancelliere cui sono affidati precise incombenze, secondo quanto indicato da Veritatis Gaudium. Risulta dunque falsa la notizia relativa a un accentramento di potere nelle mani di quest’ultimo. Ad esempio, a differenza di quanto accadeva in passato, la nomina dei nuovi docenti stabili dovrà avvenire mediante un concorso pubblico (cfr art. 24).
  • La cessazione del vecchio istituto e l’attivazione del nuovo ha comportato, a norma dell’art. 90 degli Statuti, la nomina ex novo di tutti i docenti (in via eccezionale e solo per questo primo passaggio a cura del Gran Cancelliere e del Preside, in quanto non ancora operante il consiglio di Istituto) e, nei prossimi mesi, delle cariche accademiche. In tale occasione si è dovuto prendere atto dell’impossibilità del prof. Noriega a occupare il ruolo di docente stabile in quanto superiore Generale di un ordine religioso, (ai sensi del can. 152 CJC, dell’art. 29 della Veritatis Gaudium, recepiti dall’articolo 31 degli Statuti). Non è stato inserito tra i docenti stabili del nuovo istituto il prof. Melina poiché non è più presente la cattedra di teologia morale fondamentale da lui occupata fino a oggi. Naturalmente, per entrambi saranno assicurati tutti i diritti acquisiti.
  • In base a un criterio di coerenza ed economia, grazie anche ad alcune sinergie con la Pontificia Università Lateranense, sono stati ridotti inoltre il numero dei corsi complementari e dei seminari. Questo ha determinato il mancato rinnovo, per quest’anno, di alcune collaborazioni con docenti incaricati. A tutti loro è stata comunicata l’ipotesi di riprendere la collaborazione per gli anni futuri, grazie a una programmazione ciclica di alcuni insegnamenti complementari.
  • È assolutamente falsa la notizia relativa al licenziamento di alcun dipendente amministrativo dell’Istituto. Tutti continuano il loro servizio, particolarmente gravoso in questo tempo di cambiamento. A loro va la gratitudine per tutto il lavoro svolto in queste settimane.

 

Le precisazioni qui riportate nascono a fronte di una comunicazione distorta, faziosa, talvolta in mala fede, che spesso non ha mai neanche cercato una verifica delle notizie alla fonte. Si ringraziano tutti quei giornalisti che, anche con legittime posizioni critiche verso alcune scelte, hanno voluto raccontare con onestà i cambiamenti in atto. L’ufficio stampa è sempre disponibile per chiarimenti e informazioni.

Città del Vaticano, 29 luglio 2019

 

Ufficio Stampa

Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia

www.istitutogp2.it – press@istitutogp2.it

 

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Nota per i lettori: 

Per le ragioni indicate nel comunicato stampa, oltre a mons. Livio Melina, già presidente dell’Istituto, e a padre José Noriega, a quanto si apprende dalla stampa, sono stati licenziati (perchè non è stato confermato il contratto o per altro motivo):

Stanislaw Grygiel, uno dei padri fondatori dell’Istituto e allievo, nonché buon amico di Giovanni Paolo II;

Monika Grygiel, psichiatra;

Padre Przemislaw Kwiatkowski, specialista in teologia e spiritualità del papa polacco;

Maria Luisa Di Pietro specialista in bioetica;

suor Vittorina Marini, dogmatista con focus su cristologia e mariologia.

Sono tutti docenti che in buona parte sono cresciuti alla scuola del card. Carlo Caffarra, primo presidente dell’Istituto (voluto espressamente a questo compito proprio da Giovanni Paolo II), o direttamente vicini a Giovanni Paolo II (è il caso di Stanislaw Grygiel).

Contestualmente, stando a quanto riportato dalla stampa, tra i nomi che più ricorrono (benché manchi una conferma ufficiale) tra quelli che potrebbero riempire le posizioni vacanti spicca quello di don Maurizio Chiodi, docente di teologia morale presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, che sulla contraccezione in passato ha espresso posizioni non proprio in linea con la Humanae Vitae (anche qui). Inoltre, anche sulla bontà dei rapporti omosessuali ha espresso posizioni come la seguente, riportata nella intervista  a “Noi famiglia & vita”  del  28 luglio scorso. “Noi famiglia & vita”  è l’inserto  del quotidiano dei vescovi italiani Avvenire. L’intervista è stata ripresa e commentata dalla Nuova Bussola Quotidiana.

Ecco il passaggio che ci interessa: 

Domanda: «È d’accordo con chi sostiene che gli atti all’interno di una coppia omosessuale dovrebbero essere valutati sulla base dei frutti spirituali che producono, se ordinati o meno cioè a costruire il bene della persona?».

Maurizio Chiodi: (…) «È evidente che, all’interno di una prospettiva storica, a ciascuno è chiesto non solo quello che gli è possibile, ma anche quello che gli è possibile in un momento determinato della sua vita. […] Sotto tale profilo, a me pare sia difficile – anzi impossibile – dare delle risposte pre-confezionate, come se da una teoria antropologica si potessero dedurre immediatamente tutte le risposte pratiche. Io ritengo che le relazioni delle coppie omosessuali presentino lacune e innegabili differenze che impediscono di equipararle alle coppie eterosessuali, annullandone la diversità ciononostante, il compito morale riguarda le effettive possibilità, vale a dire il bene possibile, che tenga conto della storia effettiva di un soggetto. Per tale ragione, non escluderei che, a certe condizioni, una relazione di coppia omosessuale sia, per quel soggetto, il modo più fruttuoso per vivere relazioni buone, tenendo conto del loro significato simbolico, che è insieme personale, relazionale e sociale. Questo, ad esempio, accade quando la relazione stabile sia l’unico modo per evitare il vagabondaggio sessuale o altre forme di relazioni erotiche umilianti e degradanti o quando sia aiuto e stimolo a camminare sulla strada di relazioni buone».

Non c’è nulla da aggiungere, la risposta si commenta da sé!

Staremo a vedere se i rumors saranno confermati da una eventuale futura assunzione del prof. Maurizio Chiodi presso il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e Famiglia.

 

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