Il governatore di New York, il democratico, cattolico Andrew Cuomo, già il 22 gennaio del 2019 aveva firmato la legge che consente l’aborto fino al nono mese di gestazione, per qualunque motivo e praticato da qualsiasi operatore sanitario, non necessariamente un medico.

Per sottolineare l’esultanza di fronte ad una tale conquista di civiltà e progresso, aveva disposto che il pinnacolo del World Trade Center si colorasse di rosa (rimando al video che ho realizzato su questo argomento qui e all’articolo pubblicato su questo blog).

Quest’anno, in prossimità della Santa Pasqua, Cuomo ha legalizzato il commercio derivante dal business dell’utero in affitto (o maternità surrogata commerciale, come viene chiamato negli USA), conquistando un’ulteriore tappa nella devastante marcia verso la dissoluzione e mercificazione dell’uomo.

Ce ne parla Jennifer Lahl, fondatrice e presidente del Center for Bioethics e responsabile della campagna internazionale StopSurrogacyNow (si veda la petizione qui)  nell’articolo pubblicato su First Thing,  di cui riporto di seguito la traduzione.

 

Andrew Cuomo, Governatore dello Stato di New York (USA)

Andrew Cuomo, Governatore dello Stato di New York (USA) (Foto – Associated Press)

 

Il Parlamento dello stato di New York ha legalizzato il commercio derivante dalla maternità surrogata: l’affitto di uteri materni e la compravendita di neonati.

Questo obiettivo é stato ottenuto su insistenza del governatore Andrew Cuomo, che non ha lasciato che la crisi del coronavirus andasse sprecata. Si è rifiutato di discutere il disegno di legge come un atto legislativo a sé stante, scegliendo invece di nascondere la sua proposta di maternità surrogata nel budget dello stato, che è stato approvato nelle prime ore del mattino del 3 Aprile.

É illegale per la legislazione dello stato vendere organi, ma una donna può affittare il suo utero per trarne profitto, posto che sopravviva al processo di gestazione surrogata.

La maternità surrogata implica la fecondazione di una madre surrogata, impiantandole embrioni prodotti da ovuli prelevati da una madre prefissata o donatrice di ovuli e sperma di un prefissato padre o donatore di sperma. Le donne e i neonati spesso non sopravvivono alle gravidanze gestazionali, e coloro che le fanno riportano spesso danni fisici e psicologici.

Per esempio, le madri surrogate Brittney Rose Torres e Melissa Cook hanno avuto entrambe tre gemelli. Durante la loro gravidanza sono state forzate ad abortire due dei loro tre bambini e hanno affrontato minacce e la rovina economica per essersi rifiutate di farlo.

Aborto e clausole di riduzione selettiva sono di routine nei contratti di maternità surrogata come strumento di controllo sul prodotto finale: il bambino. Molti embrioni soccombono nel processo di maternità surrogata. E come é ben documentato in letteratura medica, una donna incinta con ovuli donati è ad alto rischio di complicazioni legate alla gravidanza come la preclampsia e talvolta la morte. Michelle Reaves e Crystal Wilhite, madri surrogate, sono decedute durante il parto, lasciando orfani i propri figli.

 Ormai New York è avviata verso il business di compravendita di bambini. Broker, avvocati, dottori ne trarranno profitto profumatamente, mentre le madri surrogate e le donatrici di ovuli correranno tutti i rischi.

La maternità surrogata senza scopo di lucro è sempre stata legale nello stato di New York. Ma la commercializzazione della procedura attuata da Cuomo sovverte una precedente decisione firmata da suo padre, il Governatore Mario Cuomo, che, nel 1992, poneva fuori legge i contratti di utero in affitto.

Sulla scia della battaglia di Baby M nel New Jersey nel 1980, Mario Cuomo convocò una task force che all’unanimità concluse che i contratti di maternità surrogata non potessero essere distinti dalla vendita di bambini e che essa li poneva in grave pericolo.

La task force respinse l’idea che il diritto di un genitore alla relazione con il bambino nel proprio grembo materno dovesse essere acquistato e venduto o rifiutato irrevocabilmente prima della nascita del bambino.

Ma le opinioni sono cambiate, specialmente da quando il matrimonio tra persone dello stesso sesso è stato legalizzato a New York nel 2011. Alcuni dei lobbisti più accaniti per la maternità surrogata commerciale a New York sono stati attivisti gay. Andrew Cuomo si è avvalso dell’aiuto di Andy Cohen di What Happens Live di Bravo TV. Cohen è un gay che ha un figlio nato mediante maternità surrogata. L’autore del disegno di legge è stato il senatore Brad Hoylman (D-Greenwich Village), un altro omosessuale con figli nati attraverso la maternità surrogata. La formidabile influenza politica della comunità gay – che presenta la maternità surrogata commerciale come un’estensione dei diritti omosessuali – ha cambiato il modo di concepire la maternità surrogata.

Nel 2017 la task force ha pubblicato un nuovo rapporto in cui si afferma:

L’approvazione  del Marriage Equality Act del 2011 nello Stato di New York e la decisione della Corte suprema di Obergefell v. Hodges nel 2015 richiedono il riesame delle politiche dello stato in materia di maternità surrogata. L’equità deve essere un principio guida se tutte le coppie devono godere dell’opportunità di accogliere i bambini nella propria famiglia. La maternità surrogata gestazionale offre alle famiglie lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) un’importante opportunità per avere figli. Le famiglie LGBT dovrebbero avere opzioni simili a quelle di altre famiglie con infertilità e pari accesso all’adozione.

Nel frattempo, quelli della task force che si sono opposti alla legalizzazione della maternità surrogata commerciale sono stati rimproverati per “retorica divisiva riguardo alle famiglie non tradizionali, la comunità LGBT e i diritti riproduttivi delle donne presentando credenze e opinioni come fatti”. L’11 febbraio di quest’anno, Cuomo ha lanciato la sua campagna “Love Makes a Family” (“L’amore fa una famiglia”, ndr). Ha dichiarato: “è vergognoso che siamo solo uno dei tre stati che non consente agli individui LGBTQ e alle persone che hanno problemi di fertilità di usare la maternità surrogata gestazionale per formare le loro famiglie”.

I sostenitori della maternità surrogata sostengono che la legge protegge le donne attraverso una “Carta dei diritti dei surrogati”. Eppure Cuomo ha rifiutato di aggiungere protezioni al disegno di legge sulla maternità surrogata, come le disposizioni richieste dal senatore Liz Krueger (Partito Democratico di Manhattan). Sebbene il disegno di legge alternativo di Krueger sia rimasto imperfetto, almeno ha riconosciuto la miriade di conflitti di interesse coinvolti nella maternità surrogata commerciale e lo sfruttamento e i rischi per la salute di donne e bambini. Ad esempio, il disegno di legge Krueger richiedeva controlli dell’ambiente e visite a domicilio.

La legge di Cuomo afferma che “il genitore o i genitori designati” (che non devono necessariamente essere sposati) non sono soggetti ad alcun controllo finanziario o penale. Inoltre, solo uno dei genitori deve essere un cittadino degli Stati Uniti o un “residente permanente in regola”, che è un invito per i ricchi di altri paesi a venire a New York per acquistare la prole, una pratica già diffusa in California. Questa nuova legge incoraggia efficacemente la tratta e il turismo riproduttivo.

I sostenitori della maternità surrogata hanno affermato che questo disegno di legge è un’estensione della legge sulla parità dei matrimoni dello stato. Ma la legalizzazione del matrimonio gay non è un motivo per aprire questa pericolosa lattina di vermi. Non esiste il diritto di nuocere agli altri per avere un figlio. Ma per le coppie gay – che pagheranno profumatamente per i bambini – la domanda per la prole biologica è diventata politicamente più importante del rischio di sfruttamento e della salute che la pratica dell’utero in affitto comporta per la mamma ed i bambini.

 

 

Jennifer Lahl è fondatrice e presidente del Centro di Bioetica e membro fondatore della campagna internazionale StopSurrogacyNow.

 

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