Ricevo da un lettore e volentieri pubblico.

 

 

 
Egr. Dott. Paciolla,
 
questa settimana nella regione in cui attualmente vivo (Lombardia) è stato effettuato il test di It-Alert.

Cercando di ragionare in termini obiettivi per provare a fare seriamente luce sulla questione, cosa cambia da punto di vista tecnico e della privacy? Poco o nulla. Il protocollo di rete cui si appoggia il sistema It-Alert è il vecchio cell-broadcasting, il quale permette di diffondere una determinata informazione a tutti gli utenti che si trovano sotto la copertura radiomobile di una precisa cella/gruppo di celle. In definitiva il singolo terminale rimane tracciabile esattamente come lo era prima, in quanto il gestore di rete, nel fornire connettività all’utente, sa sempre dove esso si trova e le sue attività, mettendo a disposizione queste informazioni a chi può averne accesso.

Quali sono allora gli elementi che potrebbero far storcere il naso?

1 – L’utente è costretto ad interagire con la notifica, anche solo per poter continuare ad utilizzare il terminale

2 – Le impostazioni della funzionalità consentono di disabilitare i messaggi, tuttavia, viene dichiarato che quelli “di particolare rilevanza” (stabilita da chi?) bypasseranno comunque questa restrizione, rendendola di fatto inutile

Precisando che sia nell’area del dissenso sia in quella dei fanboy delle istituzioni (così ben rappresentate dall’uomo che è rimasto al colle per un commovente senso di amore verso i connazionali) non è certo priva di soggetti strambi o paranoici, sull’ormai consueto stucchevole oltre che sfiancante teatrino del “dagli al complottista” che immancabilmente si è scatenato in rete, val la pena fare un paio di rapide annotazioni.

1 – Leggere commenti, rivolti verso veri o presunti complottisti, del tono “sarà una selezione naturale” o “io mi salvo, gli altri muoiono” non solo ci ripropone con altre parole lo squallido “non ti vaccini, muori” peraltro rivelatasi una immensa idiozia, ma dice che la frattura sociale evidenziatasi nell’ultimo triennio è tutt’altro che sopita. Capito? Non ti affidi alle istituzioni? Muori. Come poi potrà salvarmi il messaggio che mi avvisa che la diga di fronte a me sta crollando non è dato sapere, ma nemmeno sembra così importante. L’importante è credere, obbedire e combattere il complottista brutto e cattivo.
Tralascio le considerazioni verso i soggetti ossessionati perché la notifica del nuovo sevizio “salvavita” non li ha raggiunti (così, leggo). Un dramma esistenziale indicibile. Mica come il sottoscritto che in orario lavorativo lascia il telefono nell’armadietto e rigorosamente spento.

2 – L’implementazione del servizio può essere letta in continuità con l’emergenzialismo perpetuo che è divenuto una costante da almeno un ventennio assurgendo a forma di governo ordinaria, spingendo verso l’accentramento dei poteri e la cessione di quote di libertà e diritti. Attualmente la notifica di allarme può attivarsi ignorando le impostazioni dell’utente sulla base di una casistica predeterminata. Ma chi potrebbe impedire, una volta sdoganato il meccanismo, futuri sviluppi così da farci vivere costantemente sulle spine e con risvolti che il triennio covidista (peraltro ancora in auge) avrebbe dovuto farci ben comprendere?

Le confesso che quando leggo o ascolto tutte queste persone che ostentano orgogliosamente la propria fiducia fideistica nelle istituzioni mi vien quasi da rimpiangere il “piove, governo ladro”.

Grazie per la sua attenzione

Claudio – Saronno
 


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