di Mattia Spanò

 

 

Diciamo che esiste un disegno antiumano denominato Great Reset – o New World Order, a piacer vostro – il quale, forte di mezzi finanziari mai visti prima nella storia e da un apparato di propaganda altrettanto unico, che si propone di sovvertire l’ordine storico – non dico naturale, termine equivoco e abusato – del mondo.

Questo sistema ha prima imposto un vaccino non solo inutile, ma dannoso e in numerosi casi letale, poi ha imposto l’uso di mezzi di trasporto elettrici, sta finanziando una guerra non solo catastrofica ma persa in partenza, contro la Russia e presto anche la Cina, poi cerca di imporre identità digitali, denaro digitale, passaporti digitali basati su terapie innovative, abolizione della libertà di parola e creazione di una “verità di Stato”, città da 15 minuti, cambiamento radicale dell’alimentazione umana con abolizione della carne e introduzione dei gustosissimi insetti – abbiamo letto del latte di blatta ai neonati, molto più nutriente di quello materno – microchip sotto pelle, l’idea che il sesso sia decidibile a capocchia, l’impiego massiccio di scie chimiche per combattere i cambiamenti climatici (pazienza se scatenano uragani in Val Brembana, e soprattutto: non erano teorie da complottisti?), intelligenza artificiale per cancellare ciò che resta delle arti liberali e perché no, governare il mondo. Dimentico qualcosa?

Tutto questo scatena nelle persone senzienti una certa dose di ansia, se non vera e propria paura. Di fronte a questo spiegamento di geometrica potenza, la prima reazione è la paura. In realtà non dovremmo averne affatto. Per una ragione molto banale e di patente evidenza: chi promuove questi cambiamenti è inguaribilmente stupido.

Si può soffrire di ecoansia, decidere di siringarsi il prossimo autunno con gli intrugli a Mrna o pensare di cambiare sesso la prossima settimana, sentendosi donne o uomini a giorni alterni. Si può pensare di andare da Milano a Roma in monopattino, o trovare la marmellata di vermi ottima, la porchetta di tofu migliore di quella di maiale, mettersi un chip sotto pelle a patto di spendere il proprio denaro in prodotti eco-friendly e soprattutto non contraddire mai la versione del potere. Sono scelte che non fanno di te una persona intelligente.

Ci sono due fattori al momento fuori dai radar: non puoi sentirti intelligente se sei stupido come un uovo sodo, e non puoi sentirti ricco se sei un patetico straccione. Quest’ultima discriminazione in particolare mi disturba alquanto: non capisco perché io non possa ritirare 50.000 euro al giorno in banca per spappolarmeli in vaccate supreme, in virtù della ridicola e offensiva argomentazione che non li ho sul conto corrente.

L’intelligenza poi è distribuita da Dio – o dalla natura per chi non crede – con eccezionale parsimonia, quel che è peggio prescindendo da interventi umani successivi come il livello d’istruzione, la carriera, le condizioni sociali. È una qualità molto apprezzata dagli stupidi, i quali fanno a gara per attribuirsela da soli o distribuirla agli altri.

Gli stupidi ignorano in genere due cose. La prima, che cosa sia l’intelligenza. Non ne hanno idea: sono stupidi. La prova è che non sanno darne alcuna definizione passabilmente accettabile. La seconda, l’infinita pena che uomini realmente intelligenti provano in un mondo popolato da stupidi, quel che è peggio forzati dalla propria natura di persone intelligenti a dubitare costantemente della propria intelligenza. L’intelligente sa di essere stupido e ne soffre, almeno quanto lo stupido desidera intensamente l’intelligenza per goderne gli impareggiabili benefici. Benefici che ignora.

Un corollario interessante, diciamo pure una conseguenza, di questi due fattori obliterati dai più – intelligenza e denaro – è che il secondo non compra la prima. Anzi diciamo che accade il contrario. Con lodevoli ma rarissime eccezioni, il denaro funziona come un vero e proprio colpo di pistola alla testa: sopprime ogni forma di intelligenza.

Torniamo alla paura che assale molti – pur sempre una minoranza – di fronte a questi fantasmagorici progetti di rifacimento dell’uomo e del mondo. Questi progetti cui ho rapidamente accennato sono propalati da una cosiddetta élite che, con un gravissimo errore concettuale, disponendo di ingenti mezzi passa per essere ingentemente intelligente. In realtà sono un’oligarchia di stupidi senza speranza.

Nella storia umana non credo si sia mai verificata una tale concentrazione di potere nelle mani di un manipolo di individui mentalmente trascurabili. Un simile spiegamento di idiozia al potere – e che potere – era francamente difficilmente prevedibile, nonostante i segni ci fossero tutti.

Tutto si può dire di Alessandro Magno, Gengis Khan, Augusto, Solimano, Napoleone e altre figure di questa portata fuorché che fossero stupidi o ignoranti, o peggio ancora malati di mente.

Un paio di giorni fa ho sentito Ursula Von Der Leyen dichiarare che i russi stanno smontando frigoriferi per costruire armi, né posso dimenticare l’aut-aut fra la pace e il condizionatore acceso d’ineffabile draghesca memoria, o Josep Borrell che crede di vivere nel giardino europeo mentre il resto del mondo è una jungla. Per tacere di Biden che parla con la gente morta, annusa bambini piccoli e intona God Save the Queen. Sono piccoli esempi nello tsunami di stupidità che ha sepolto questi atlantidei.

L’unico risultato apprezzabile che hanno ottenuto è stato trasferire nelle masse questa eccezionale idiozia. Siamo passati dall’imperfetta democrazia alla perfetta coleocrazia. Per assonanza, il termine greco κολεός non dovrebbe risultare troppo ostico. L’idiozia, la mediocrità più abietta governano le cose umane. Almeno la parte che ci è toccata in sorte.

Non c’è dubbio che uno stupido possa fare danno ben peggiori di un cattivo. Soprattutto se gode della considerazione del popolo. Tuttavia, egli rimane ciò che è per natura. Dunque, nulla di ciò che costruisce dura. Il tempo, sotto questo profilo, è spietato. Rimette sempre ordine in ciò che è stato disfatto. Questa gente non merita nemmeno la nostra paura.

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog hanno il solo scopo di alimentare un civile e amichevole confronto volto ad approfondire la realtà.


 

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