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di Maurizio Patti

 

La storia di Felix Ngole ha veramente dello straordinario. Se non sapessimo che è reale, la sua drammatica vicenda potrebbe essere ambientata in un romanzo distopico di un futuro che è tragicamente presente.

Il tutto inizia all’Universita’ di Sheffield (Regno Unito). Nel 2014 Felix si iscrive a un corso di due anni per un master in studi sociali. Ama molto l’ambiente che lo ha accolto e ha una grande passione per gli studi che ha intrapreso. Vuole diventare un assistente sociale. Nel 2016 la sua vita è completamente sconvolta.

Come capita spesso nella routine di una giornata di uno studente universitario, Felix controlla la posta elettronica e la sua pagina Facebook. Nota che è sorta una discussione riguardo ad una donna americana che si è rifiutata di firmare un certificato di matrimonio di due persone dello stesso sesso. Questa decisione è appoggiata dai suoi diritti costituzionali, tuttavia viene condannata. I partecipanti alla discussione la insultano. Felix viene a questo punto colpito da una affermazione che sostiene che la Bibbia non ha nessun riferimento specifico all’omosessualità. Gli viene chiesto di citare i passi biblici dove lo si dichiara. Felix risponde fornendo le informazioni richieste. Per questo viene immediatamente segnalato all’Universita’. Una “commissione di vigilanza sull’abilitazione professionale” dichiara Felix non abile ad esercitare il lavoro per cui sta studiando. La motivazione sono le citazioni espresse nel dibattito di Facebook ritenute omofobe. Viene quindi espulso dall’Ateneo e condannato in prima istanza per omofobia. In appello dopo 4 anni Felix Ngole vince la causa perché i suoi diritti di libertà di parola e pensiero – difesi dalla Convenzione europea per i diritti umani – sono stati infranti con l’espulsione dall’Ateneo. Questa vittoria è stata raggiunta grazie al sostegno dello studio legale Christian Concern e il Centro Cristiano legale.

Quattro anni della vita di Felix Ngole sono stati drammaticamente sconvolti. La reputazione sviluppata per la condanna ricevuta gli ha creato innumerevoli problemi. Padre di 3 bambini ha avuto grosse difficoltà nel trovare lavoro. Questo solamente per avere citato dei passi della Bibbia considerati omofobi.
Se in Italia passa la legge contro l’omofobia, queste situazioni possono diventare all’ordine del giorno infrangendo le più sacre libertà di pensiero, parola, religione, educazione, associazione e stampa.

La vita di Felix Ngole è cambiata radicalmente con l’ingiustizia e l’umiliazione di aver perso 4 anni solo per avere citato la Bibbia.

Vogliamo che questo succeda anche a noi  qui in Italia con l’approvazione della legge sulla Omofobia proposta da Zan, Scalfarotto e altri?

 

Vi proponiamo due brevissimi video in italiano dove Felix Ngole racconta la sua storia. Abbiamo effettuato il doppiaggio in italiano perché si capisca meglio il dramma che Felix Ngole ha attraversato. La versione originale in inglese dei video la trovate qui e qui.

 

 

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(Alla realizzazione tecnica dei due video ha collaborato Wanda Massa. La voce del doppiaggio è di Maurzio Patti)

 

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