Ministero dell'istruzione
Ministero dell’istruzione

 

 

di Lucia Comelli

 

Cinquantamila firme contro l’ideologia gender e la Carriera Alias nelle scuole, raccolte con una petizione online, sono state consegnate mercoledì 13 dicembre al sottosegretario all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, durante l’incontro con il direttore di CitizenGo Italia, Matteo Fraioli, e con la presidente di Non si tocca la Famiglia, Giusy D’Amico. Questo primo incontro, cui ne seguiranno altri, è stato richiesto dalle due associazioni affinché il ministero e il governo fermino con decisione la diffusione dell’ideologia gender nelle scuole e l’introduzione, in un numero crescente di istituti scolastici, della Carriera Alias. In questa circostanza, sono stati consegnati all’on. Frassinetti alcuni documenti, come l’atto, predisposto da un gruppo di esperti, che dimostra giuridicamente l’illegalità della Carriera Alias e il testo, prodotto dalla Rete Sui tetti e sottoscritto dalla novantina di associazioni che ne fanno parte, che analizza criticamente – dal punto di vista giuridico e pedagogico – il caso del prof. del liceo Cavour di Roma, sottoposto a linciaggio mediatico, per aver doverosamente sostituito su una verifica scritta, cioè su un atto pubblico, il nome (maschile) di elezione di una studentessa con quello anagrafico.  Negli ultimi due anni, infatti, ben 131 istituti scolastici italiani hanno introdotto la Carriera Alias, permettendo a studenti e studentesse minorenni di scegliere la propria identità di genere, senza bisogno del consenso dei genitori e senza certificato medico. Tali iniziative sono illegali, ideologiche e pericolose! ha sostenuto il direttore di CitizenGo Italia, Matteo Fraioli, al termine dell’incontro:

“L’introduzione della carriera alias sulla base del principio di ‘fluidità del genere’ e di ‘inclusività’ può generare un disastro educativo nei confronti di tutto il corpo scolastico, inducendo i ragazzi e i bambini più fragili ad aumentare un’incertezza identitaria. La nostra petizione online è attiva da oltre un anno e, pur avendola presentata al precedente ministro Patrizio Bianchi, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Ora ci attendiamo una chiara presa di posizione dal ministro Giuseppe Valditara, anche sul rispetto del primato educativo delle famiglie. La modalità con cui alcuni istituti aderiscono alla Carriera Alias è totalmente illegale e deve essere fermata al più presto!”

Durante l’incontro, Non si tocca la Famiglia ha inoltre presentato al sottosegretario Frassinetti i risultati di un recente convegno a Roma (il 28 ottobre) contro l’ideologia gender nelle scuole, organizzato assieme all’Osservatorio di bioetica di Siena, e il testo del Manifesto internazionale[1] dell’Osservatorio scientifico La Petite Sirène che denuncia la pressione su bambini e adolescenti della propaganda gender e i danni che provoca loro la medicalizzazione invasiva della transizione di genere:

“Questo Manifesto certifica, su base della scienza, del diritto e dei principi psicopedagogici, il carattere deleterio della narrazione oggi imperante sull’identità di genere, con le conseguenze gravissime già denunciate da diversi Paesi europei che – dopo essere stati pionieri in tal senso – oggi stanno tornando indietro” – ha sottolineato la presidente di Non si Tocca la Famiglia, Giusy D’Amico –  “È giunto il momento di fermare questa deriva ideologica: è un imperativo per tutta la comunità educante tutelare la costruzione identitaria di migliaia di bambini e ragazzi nel pieno dell’età evolutiva e adolescenziale, che hanno il diritto a crescere senza questa pressione mediatica, culturale e politica legata all’autodeterminazione di genere. Non si può più aspettare!”.

 

[1] https://www.nonsitoccalafamiglia.org/appello-manifesto-europeo-contro-la-propaganda-gender/. Ulteriori informazioni sulla petizione online Fuori il gender dalle scuole sono disponibili qui: https://citizengo.org/it/ed/209344-fuori-il-gender-dalle-scuole

 


 

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