di Fabio Vessillifero
L’AGIRE SEGUE L’ESSERE
Credo che ormai nessuno possa misconoscere il motivo delle sofferenze che attanagliano la Chiesa da oltre un decennio, negare in merito le responsabilità di Jorge Mario Bergoglio significa essere ciechi o conviventi.
È triste dover esprimere un giudizio così perentorio nei riguardi di colui che occupa la Cattedra di Vescovo di Roma ma non è possibile restare inerti di fronte alla continua opera di demolizione della vita di fede da parte dell’ex Arcivescovo di Buenos Aires.
In questi 11 anni di “pontificato” gli attacchi alla dottrina, alla liturgia e alla morale sono stati sistematici e hanno condotto a una perdita generalizzata della fede che possiamo riscontare ormai in ogni ambito del tessuto ecclesiale: nelle diocesi, nelle comunità parrocchiali e religiose.
Bergoglio ha dimostrato abbondantemente di non avere la grazia di stato necessaria per governare la Chiesa. Il suo pontificato è stato devastante.
Penso che sia del tutto insufficiente la riflessione di coloro che vogliono ricondurre il male della Chiesa alla penetrazione del pensiero modernista durante il post-concilio, occorre anche interrogarsi seriamente sull’identità della persona di Jorge Mario Bergoglio e di come egli intenda il rapporto con Dio.
Non voglio avventurarmi in indagini di natura psicologica o di ordine morale, mi limito semplicemente a mettere in luce il senso di certe scelte che rivelano le convinzioni profonde dell’uomo “venuto dai confini del mondo”.
Se è vero il celebre assioma della filosofia scolastica che l’agire segue l’essere (“agere sequitur esse”) – cioè l’azione (ciò che facciamo) è la conseguenza dell’essere, di ciò che noi siamo -, allora possiamo affermare che l’operato di Bergoglio non solo non è coerente con il mandato petrino ma neppure con la stessa vocazione cristiana (Ef 1).
Mi sembra evidente che Bergoglio non percepisca nel suo ministero di Vescovo di Roma una reale continuità con i suoi Predecessori dal momento che le espressioni “Successore di Pietro” o “Vicario di Cristo” sono ora relegate nell’Annuario Pontificio come semplici “titoli storici”, cioè come retaggi obsoleti di un’epoca storicamente conclusa.
La scelta di abbandonare questi titoli infatti è significativa perché essi esprimono il carattere ontologico del ministero del Vescovo di Roma quale successore di Pietro, l’Apostolo su cui Cristo ha voluto fondare la sua Chiesa (Mt 16,18), al quale ha consegnato il potere delle Chiavi (Mt 16,19) e a cui Cristo ha dato il compito di confermare i fratelli nella fede (Lc 22,32).
Non si tratta di un semplice cambio di prospettiva ma di un vero atto rivoluzionario. Chi segue da vicino la vita della Chiesa deve ammettere che Bergoglio ha usato e usa il mandato conferitogli dal Conclave, non con l’intento di servire la Chiesa nella linea della Tradizione Apostolica, ma per “aggiornarla” secondo criteri e aspettative delle grandi élite finanziarie globaliste.
Era evidente che dopo i grandi e incisivi pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI la Chiesa non potesse continuare a svolgere indisturbata la sua missione apostolica. Anch’essa doveva esser presa di mira dal governo totalitario delle élite per essere “rieducata” alla stregua di tutte le grandi istituzioni del mondo occidentale (Unione Europea, parlamenti, università, media…).
Il mandato è stato evidentemente raccolto con entusiasmo da Jorge Mario Bergoglio, il papa che ha ricevuto in udienza il maggior numero di banchieri e speculatori, al punto da meritarsi il titolo di “Guida morale dei Rothschild”, la ben nota famiglia di banchieri che da secoli tiene in ostaggio l’economia d’intere comunità nazionali.
Un colpo decisivo?
Fedele a questo compito, Bergoglio si appresta ora a sferrare un colpo decisivo che andrà a devastare in profondità la natura stessa della Chiesa Cattolica.
Si tratta di un’operazione d’inaudita gravità perché la pretesa è proprio quella di voler cambiare definitivamente i connotati della Chiesa, quei connotati voluti e stabiliti dallo stesso suo divin Fondatore.
Qual è il progetto che ha in mente Bergoglio? E quale nuova fisionomia intende dare alla compagine ecclesiale?
Per chi ha un po’ di dimestichezza con la storia della Chiesa e la teologia non avrà certo bisogno di compiere grandi sforzi speculativi: si tratta semplicemente d’imporre alla Chiesa una versione aggiornata della Riforma protestante.
È evidente che la nuova impostazione è funzionale al sistema perché meno la compagine ecclesiale sarà compatta e più sarà malleabile alle influenze del grande progetto globalista (Cfr. Agenda 2030 – World Economic Forum…).
Il fatto che la Chiesa Cattolica non sia passata attraverso la riforma di Lutero, Zwingli e Calvino, è per Bergoglio e i suoi compari modernisti – malati di storicismo – indice di arretratezza culturale e spirituale. Occorre dunque aggiornarsi!
Tutto il pontificato bergogliano è andato decisamente verso questa direzione fin dai suoi primordi, come ha candidamente ammesso l’ex prete Vito Mancuso: Bergoglio “piccona quotidianamente la struttura tradizionale della Chiesa, piccona i pilastri della tradizione e della struttura del suo ufficio” (da Il Fatto Quotidiano).
attacco al DOGMA PETRINO
Sarà soprattutto il sinodo di ottobre in Vaticano a demolire l’Autorità petrina per favorire la nascita di nuove forme di governo decentrate a carattere locale non previste dal Diritto Canonico e dalla Tradizione Apostolica.
Ricordo che, per la Chiesa Cattolica, i soli Pastori legittimi stabiliti dal diritto divino sono il Papa e i Vescovi (con presbiteri e diaconi). I vescovi possono agire legittimamente quando sono in comunione con il Romano Pontefice. Eventuali concili o sinodi a carattere universale, nazionale o provinciale non possono porsi in maniera autonoma di fronte all’autorità del Successore di Pietro. Solo con l’approvazione del Papa i documenti da essi prodotti potranno essere promulgati come veri atti magisteriali.
ATTACCO AL SACRAMENTO DELL’ORDINE
Ma vi è un altro motivo per guardare con preoccupazione alla seconda fase del “sinodo” bergogliano (la parola va rigorosamente virgolettata perché solo impropriamente esso può definirsi come sinodo cattolico). A questa assise infatti sono convocati dei fedeli laici che, sebbene privi del munus docendi, gubernandi e sanctificandi, potranno esprimersi nel voto in maniera deliberativa alla stregua dei successori degli Apostoli cioè dei Vescovi.
Siamo di fronte a una situazione teologicamente assurda perché il governo della Chiesa implica necessariamente il carisma dell’Ordine Sacro: la persona chiamata a pascere il Popolo di Dio deve cioè inerire sacramentalmente al Mistero di Cristo, Capo del Corpo mistico (Lumen Gentium).
Si potrà obiettare che Bergoglio approverà comunque di sua autorità i documenti e le decisioni del fantomatico sinodo… ma tale approvazione non potrà essere coerente con i contenuti del Deposito della Fede di cui, paradossalmente, dovrebbe essere il Custode supremo.
L’atteggiamento di Jorge Mario Bergoglio è, quindi, a dir poco inquietante: nessun papa ha emesso documenti magisteriali con l’intento di rivoluzionare il Deposito della Fede e di menomare la natura della Chiesa. Neppure gli antipapi o i papi più corrotti di alcune tristi epoche storiche hanno mai preteso di arrivare a tanto!
È evidente che la partecipazione dei laici al sinodo bergogliano con voto deliberativo va nella direzione indicata da Lutero: enfatizzare il sacerdozio battesimale dei fedeli per rendere anacronistico il sacerdozio ministeriale (l’Ordine Sacro).
Che l’ex Arcivescovo di Buenos Aires non avesse ben chiara l’identità e il ruolo del ministro ordinato lo si era capito all’inizio del suo “pontificato” durante la visita alla Chiesa luterana di Roma. Bergoglio in quell’occasione si espresse in modo molto ambiguo riguardo alla possibile intercomunione tra cattolici e luterani.
Qualcuno avrebbe potuto ricordargli che senza il ministro ordinato non è possibile celebrare una valida Eucaristia. Il pastore protestante, infatti, non è un sacerdote ma un semplice fedele laico delegato dalla Comunità.
Attacco alla divina eucarestia
Sarebbe stato troppo, poi, ricordare all’Argentino che la Cena protestante non è il Sacrificio eucaristico e che in essa non c’è la presenza reale capace di trasformare la sostanza del pane e del vino nella realtà del Corpo e del Sangue di Cristo? La Cena può essere compresa solamente come una presenza di Grazia che può essere accolta da coloro che si accostano con le dovute disposizioni.
In fondo, il vero punto di arrivo della rivoluzione bergogliana non potrà che essere questo: disperdere la fede e la pietà del popolo di Dio verso il Mistero eucaristico. L’Eucaristia è infatti il Cristo stesso sotto le specie del pane e del vino.
Se qualcuno ancora nutrisse dubbi sulle reali intenzioni di Bergoglio, consideri la testimonianza di mons. Dorylas Moreau. Dal portale canadese di lingua francese Radio-Canada.ca il vescovo di Rouyn-Noranda «riferisce nei termini che seguono la risposta che gli sarebbe stata data da papa Francesco a una sua preoccupazione circa la mancanza di sacerdoti nelle piccole comunità: “Senta, Lei dimentica due cose: il futuro della Chiesa è più attorno alla parola di Dio che attorno all’Eucaristia”. Per la parola di Dio, prosegue l’arcivescovo riportando il pensiero del Papa, “non c’è necessariamente bisogno di sacerdoti per esprimerla e metterla in opera nei nostri ambienti”. Il Papa, secondo mons. Moreau, avrebbe «insistito molto sulle opere di misericordia. Ma questo è nuovo, è fare il bene, prendersi cura dei poveri, essere aperti sul piano della giustizia, ecc. È questo che darà la testimonianza della Chiesa» (https://lanuovabq.it/it/il-futuro-della-chiesa-e-nelleucarestia-e-maria).
Le cannonate di Bergoglio vanno dunque dritte al cuore della Chiesa dal momento che essa esiste, vive e si sviluppa grazie all’Eucaristia. L’Eucaristia, insegna il Concilio Ecumenico Vaticano II, è “la fonte e il culmine della vita della Chiesa” (SC). Proprio grazie all’Eucaristia il Cristo può prolungare nel mondo e nel tempo la sua incarnazione. La Chiesa, nella sua profonda identità, quindi, non è altro che il Cristo stesso diffuso e comunicato (Bossuet), è cioè il suo Corpo Mistico! (cfr. Col 1,24 – 1 Cor 12).
Non avendo una valida Eucaristia, i fratelli protestanti non possono essere considerati realmente “Chiesa”. Essi sono semplicemente delle comunità o congregazioni cristiane con le quali condividiamo unicamente la grazia del Battesimo.
Dare la preminenza alla Sarca Scrittura a discapito del Sacramento (andando paradossalmente contro la stessa Parola di Dio: “Ogni giorno tutti insieme salivano al Tempio e spezzavano il pane nelle loro case” At 2,46), significa negare la realtà soprannaturale della Chiesa, e ridurla a un luogo didattico, a una mera società umana compresa e regolata dentro gli schemi di categorie morali, antropologiche o sociologiche…
La falsa Chiesa
Forse il modello di chiesa che ha in testa Bergoglio non è dissimile da quello di una loggia massonica: una “chiesa” di élite, illuminata, progressista e totalmente dedita ad attività filantropiche.
È impressionante notare come in passato santi e mistici avevano profetizzato con una certa precisione la lotta escatologica dei tempi che stiamo vivendo. Così racconta a riguardo, ad esempio, la mistica tedesca Caterina Emmerich nelle sue ben note visioni:
“Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola… Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto… Si tratta probabilmente di una chiesa di umana creazione, che segue l’ultima moda, così come la nuova chiesa eterodossa di Roma, che sembra dello stesso tipo…”. (12 settembre 1820)
“Ho visto di nuovo la strana grande chiesa che veniva costruita là [a Roma]. Non c’era niente di santo in essa… Tutto veniva fatto secondo la ragione umana…”
“C’era qualcosa di orgoglioso, presuntuoso e violento in tutto ciò, ed essi sembravano avere molto successo…”. (12 settembre 1820)
“Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la Chiesa. Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Così doveva essere la nuova Chiesa… Ma Dio aveva altri progetti”. (22 aprile 1823)
Sconcerta, quindi, constatare come la maggioranza dei sacerdoti e fedeli non riescano a scorgere le gravi provocazioni di Jorge Mario Bergoglio. Si direbbe quasi che una forza preternaturale abbia precluso la loro capacità di comprendere e di reagire: è come se gli anticorpi della loro vita di fede avessero smesso di funzionare!
È estremamente irresponsabile e colposo anche l’atteggiamento di non pochi vescovi che non hanno saputo opporsi alla narrativa bergogliana: proprio coloro che sono stati posti dallo Spirito Santo a pascere il Popolo di Dio (At 20,28), hanno di fatto aperto la porta a lupi randagi e, di fronte al triste spettacolo della devastazione del gregge, tacciono inerti o addirittura osservano compiaciuti. Quale sarà il loro destino quando saranno vagliati dal supremo Pastore del gregge?
lo spergiuro
Prima di concludere la mia riflessione vorrei condurre l’attenzione a quanto prevedono le prescrizioni dell’Ordo Ritum Conclavis (e Civitate Vaticana 2000) alle pagine 61-62 affinché appaia chiaro la portata del tradimento di colui che occupa le istituzioni della Sede Apostolica.
40. Il Cardinale Decano o, se egli è assente o legittimamente impedito, il Sottodecano o il primo dei Cardinali per ordine e per anzianità, pronuncerà a voce alta la seguente formula di giuramento:
Noi tutti e singoli Cardinali elettori presenti in questa elezione del Sommo Pontefice promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo di osservare fedelmente e scrupolosamente tutte le prescrizioni contenute nella Costituzione apostolica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis, emanata il 22 febbraio 1996.
Parimenti, promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo che chiunque di noi, per divina disposizione, sia eletto Romano Pontefice, si impegnerà a svolgere fedelmente il munus Petrinum di Pastore della Chiesa universale e non mancherà di affermare e difendere strenuamente i diritti spirituali e temporali, nonché la libertà della Santa Sede.
Soprattutto, promettiamo e giuriamo di osservare con la massima fedeltà e con tutti, sia chierici che laici, il segreto su tutto ciò che in qualsiasi modo riguarda l’elezione del Romano Pontefice e su ciò che avviene nel luogo dell’elezione, concernente direttamente o indirettamente lo scrutinio; di non violare in alcun modo questo segreto sia durante sia dopo l’elezione del nuovo Pontefice, a meno che non ne sia stata concessa esplicita autorizzazione dallo stesso Pontefice; di non prestare mai appoggio o favore a qualsiasi interferenza, opposizione o altra qualsiasi forma di intervento con cui autorità secolari di qualunque ordine e grado, o qualunque gruppo di persone o singoli volessero ingerirsi dell’elezione del Romano Pontefice.
41. Poi i singoli Cardinali elettori, secondo l’ordine di precedenza, presteranno il giuramento con la seguente formula:
Ed io N., Cardinale N.,
prometto, mi obbligo e giuro.
E ponendo le mani sul Vangelo presentato a ciascuno di essi dai Cerimonieri, aggiungeranno:
Così Dio mi aiuti
e questi Santi Evangeli
che tocco con la mia mano.
Bergoglio e l’iscariota
Sappiamo dal Direttore dell’Osservatore Romano che Bergoglio ha appeso nel suo studio privato una foto di una scultura situata nella chiesa di Vézelay. La scultura rappresenta il suicidio di Giuda Isacriota e il Cristo buon pastore. L’accostamento delle due figure è servito a Bergoglio per parlare della misericordia di Dio (https://www.osservatoreromano.va/it/news/2021-04/quo-074/giuda-e-lo-scandalo-br-della-misericordia.html). Ovviamente una misericordia a tutto campo dove non è contemplato minimamente il ruolo della giustizia divina (del resto Lutero non aveva insegnato “pecca fortiter sed crede fortius” – “pecca con vigore, e credi ancora più fortemente”?) .
L’esaltazione dell’Iscariota non desta più meraviglia perché ormai nella narrativa del ecclesialese corretto anche Giuda si sarebbe salvato. Non importa se questa convinzione cozza contro le parole di Gesù ben poco lusinghiere nei confronti del traditore e soprattutto contro il mistero insondabile della libera volontà che può rifiutare la comunione con Dio… e quanti oggi, a livello pratico e teorico, la rifiutano!
Per questo ritengo utile per la nostra vita di fede meditare costantemente sul destino di alcuni personaggi che hanno contrassegnato nel male la storia della salvezza e le cui vite sono state totalmente possedute dal Mysterium iniquitatis.
Il primo è certamente Satana che con la sua ribellione ha portato il male, la sofferenza e la morte nella creazione (il serpente era già presente nell’Eden di Adamo); il secondo è quindi Giuda Iscariota che ha consegnato il Figlio di Dio alla morte di croce.
Infine, il terzo figuro, sarà certamente Colui che consegnerà la Chiesa nelle mani dei suoi nemici.
La sofferenza DELLA CHIESA PRECEDE LA PARUSIA
La cosa sembra infatti ineluttabile. Se la Chiesa è il Corpo mistico di Cristo, ed essa non potrà avere un’altra esistenza se non la vita del suo mistico Sposo: come Cristo è stato consegnato nelle mani dei nemici così anche la Chiesa dovrà subire necessariamente la stessa sorte.
Tuttavia, se noi oggi condividiamo le sofferenze del Corpo mistico, parteciperemo presto anche al mistero della sua risurrezione ed esaltazione.
La lotta è giunta al suo culmine e, nel campo della Chiesa, il grano sta per essere separato dal loglio.
All’orizzonte si profila già il tracollo dei potentati di questo mondo che si sono arricchiti con la speculazione sulla pelle dei popoli e hanno profanato le Istituzioni della Sede Apostolica.
Il Signore, giusto giudice, darà presto a ciascuno il suo.
Ma che ne sarà di colui per il quale oggi si consuma il martirio della Sposa di Cristo? Non potremmo forse condividere le severe parole del Vangelo: “Sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato” (Mt 26,24)?
15 agosto 2024
Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria
“Oggi la Vergine Maria, madre di Cristo,
tuo Figlio e nostro Signore,
è stata assunta nella gloria del cielo.
In lei, primizia e immagine della Chiesa,
hai rivelato il compimento del mistero di salvezza
e hai fatto risplendere per il tuo popolo, pellegrino sulla terra,
un segno di consolazione e di sicura speranza” (Prefazio dell’Assunta).
Fabio Vessillifero è uno pseudonimo
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Ringrazio per questo corposo articolo, ricco di spunti e di cruciali nodi di congiunzione, su cui focalizzare l’attenzione e da sciogliere, per lo più ed inevitabilmente legati alla legittimità di tale “pseudo pontificato”! Si tratta di nodi di natura giuridica, teologica/dottrinale e profetica! Mi concentro, nello specifico, sul Giuramento dei Cardinali, riportato diligentemente dall’autore, e da cui non può sfuggire il chiaro ed espresso riferimento al munus Pietrino e l’impegno da parte dei Cardinali a rispettare la Universi Dominici Gregis ( dove per l’appunto al Can.332 si esige, per una valida abdicazione, la rinuncia al Munus!) Altresì, da tale giuramento, si evince come il munus Pietrino si debba svolgere, ossia esercitare, per affermare e difendere sia i “diritti spirituali “, che i “diritti temporali”della Chiesa, nonché la libertà della Santa Sede! A dir poco strano, e per certi versi sconcertante, come la Declaratio di Papa BXVI non si sia mai “letta” alla luce anche di questo giuramento, da cui, a mio avviso, risaltano ed emergono ancora più chiaramente le parole e la volontà espresse da Papa BXVI,di voler rinunciare proprio ad esercitare quei “diritti temporali”( esercizio attivo) e di voler continuare a svolgere i “diritti spirituali “ del suo munus Pietrino, nel silenzio della preghiera/Offerta Eucaristica. E dove oltretutto, proprio nella prima parte, è lo stesso Papa BXVI a specificare come l’esercizio del munus compiuto “con le opere e le parole “ non è meno importante di quello svolto “soffrendo e pregando “! Il tutto senza mai rinunciare al Munus! Un Conclave indetto su tali premesse e su tali basi come può mai essere considerato legittimo e valido, malgrado tutte le “forzature”, comprensive anche di giudizi e pregiudizi, e fraintendimenti della stessa volontà dichiarata da Papa BXVI!Sugli aspetti, non meno rilevanti, di natura teologico/dottrinale e profetica, trattati nell’articolo, i fatti parlano da soli!
Il 25 agosto una blogger di Stilum Curiae di Tosatti ha evidenziato lo spergiuro di alcuni cardinali connessi alla mafia di S.Gallo all’atto del loro tentativo di eleggere Bergoglio del 2005, poi riuscito nel 2013. Le deduzioni del post sono molto interessanti.
https://www.marcotosatti.com/2024/08/23/quando-il-corriere-titolava-paolo-vi-scelto-dagli-007-le-armi-di-distrazione-di-massa-radio-spada/#comment-247062
Ancor prima il 24 agosto la stessa commentatrice ha fatto conoscere come anche Mons. Viganò abbia fatto nel 1992 un preciso e dettagliato giuramento, che è stato da lui completamente tradito:
“Io SARÒ SEMPRE FEDELE e obbediente alla CHIESA santa APOSTOLICA romana e al SOMMO PONTEFICE, successore del beato Pietro Apostolo nel primato e Vicario di Cristo, e ai suoi legittimi SUCCESSORI [.] li tratterò con sommo onore [.] che ad essi sia riservato il dovuto rispetto e da essi sia tenuta lontana qualunque offesa.
Sarà mia preoccupazione promuovere e DIFENDERE I DIRITTI E L’AUTORITÀ dei Romani Pontefici; come pure le prerogative dei loro legati e procuratori. Riferirò al romano pontefice con sincerità qualunque cosa che potesse costituire un attentato ai medesimi da parte di chiunque.
[…]
Metterò diligente attenzione nel conservare puro e integro il deposito della fede e nel trasmetterlo in modo autentico
[…]
FARÒ MIE LE DISPOSIZIONI DEL CONCILIO VATICANO II e gli altri decreti canonici che riguardano l’istituzione”.
https://www.marcotosatti.com/2024/08/21/intervista-dellarcivescovo-carlo-maria-vigano-con-franca-giansoldati-testo-integrale/#comment-246990
Grazie signora Giuseppina, per gli ulteriori ottimi spunti e contributi!
Una lettura interessante, non la solita spatafiata tanto per.
Tra le righe, sempre più, mi balzava alla mente il realistico concetto di quel vitium consensus portato all’attenzione di tutti da Mons. Viganò. E benchè IN ALCUN MODO condivida posizioni e atteggiamento di questo alto prelato, scomunicato obbligatoriamente giacchè da se medesimo postosi fuori della Chiesa, penso che il vitium consensus possa sussistere e debba essere studiato, indagato. Anche per il futuro e per altre circostanze!
E’ vero che le intenzioni non sono ancora la realtà – benchè a Dio siano ben note e contino! – ma la realtà può manifestare le vere intenzioni. Anche se l’idea non è ancora fatto, il fatto che sussisterà potrebbe condurre ai veri valori di chi è mosso all’azione.
Con quale spirito, con quale animo, con quale cuore? Per rispondere, non si osservano forse gli eventi successivi?…
Eppure sta alla gerarchia ecclesiastica, sta ai successori degli apostoli prendere posizione. O non prenderla.
Dio vuole ma, talvolta, Dio permette. Se permette è solo perchè intende e sa trarre il massimo bene dal più grande male. Occorrerebbe ben riflettere su questo…Infatti, ci siam ben meritati questo “grande male” per la subdola, infingarda disobbedienza a San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
Gli obbedienti formali sono solo dei doppi d’animo, come Giuda, degli ipocriti come Giuda, dei farisei e dei sepolcri imbiancati. E così Dio rivela il pensiero di molti cuori in un colpo solo…Siamo in una prova decisiva per tutti. E al momento non c’è affatto un rinsavimento generale. Anzi.
Come possono dunque cambiare le cose? Come può Dio ascoltare le nostre suppliche fin tanto che non esaminiamo noi stessi alla Sua luce? Non c’è perdono senza ammissione di colpa! Non c’è riconciliazione se nessuno vuol battersi il petto e vede solo nell’altro la colpa.
Non c’è obbedienza senza ascolto. Nè ascolto senza umiltà.
Occorre impegnarsi in una conversione personale. Chi si converte, converte. La conversione è affar di tutta una vita…
A “far fede” ritengo sia e rimanga sempre la volontà, dichiaratamente espressa da parte di Papa BXVI, “nel pieno esercizio dei suoi poteri”, la quale emerge tutta nella Declaratio ed in tutta la sua chiarezza ed intenzionalità! Evidentemente chi da questa lettura ne ha tratto difformi e dissonanti conclusioni, si è concentrato unicamente e strettamente su quell’esercizio “attivo”( di potere), al quale Papa BXVI dichiara di voler rinunciare! Che poi si tratti di un grande tempo di prova e di sofferenza, di cui lo stesso Papa BXVI sembra averci indicato il cammino, finalizzato alla propria conversione, al discernimento dei cuori, ad una personale responsabilizzazione, che passi necessariamente da una seria e netta presa di coscienza… tutto ciò è innegabile, evidente e senz’altro indispensabile, al fine della propria salvezza spirituale!
Analisi molto interessante la quale però oblitera in qualche modo il percorso post conciliare ammesso che il concilio stesso fosse stato un fulmine a ciel sereno (chiaro che non lo è). Come sarebbe stato possibile una così supina accettazione dello scempio odierno senza una preparazione preventiva? Se davvero vi fosse un gap così netto dai precedenti pontificati come è possibile che l’intero Corpo mistico di Cristo abbia accolto un così deciso cambio di passo senza colpo ferire? Senza nulla togliere alla santità personale di GP II e B XVI è chiaro che una certa deviazione rispetto al corso della Santa Chiesa di sempre era già iniziato ed è stata in qualche modo assecondata. Davvero i fedeli stessi sarebbero così sciocchi da scordare tutto d’un colpo il percorso ed il magistero di secoli? La presenza di “anime” all’interno della Chiesa profondamente distanti fra loro e non di rado dalla Verità, è cosa palese da un pezzo e non certo da riferirsi all’ultimo decennio. Questo è indice di una confusione frutto anche di un avvelenamento che Paolo VI stesso aveva intravisto parlando del “fumo di Satana” senza tuttavia domandarsi chi avesse aperto le finestre… Detto ciò accetto senza problemi la posizione che l’articolo esprime, su questo punto ho solo espresso la mia.
Colgo l’occasione di questo articolo chiarissimo ed esaustivo per suggerire ai fratelli lettori tre pro-memoria per i tempi che verranno; cerco di farlo con molta umiltà e ricordando le parole di mons. Lefevre: “La Chiesa si distruggerà attraverso l’obbedienza”.
1) la Tradizione: sotto il manto di Maria, sembra essere l’unica depositaria della verità. Visto il livore con la quale si combatte, è evidente come sia essa il primo nemico della falsa chiesa;
2) Sacrificio Eucaristico: oggi è sempre più sciatto e scarno (e guai a far notare questo ad un sacerdote!!) perchè abbiamo dimenticato il motivo per cui Caino ha ucciso suo fratello: per l’invidia del gradimento di Dio riservato al sacrificio offerto da Abele. Caino avrà forse più considerazione della nostra generazione di fronte a Dio? Rigettiamo, quindi, ogni critica alla pur necessaria perfezione e rigidità rituale.
3) le parole del card. Biffi: “Ci sono in giro troppe caricature di San Francesco (siamo nel 1991)…. La chiesa del Dio vivente è ridotta ad una associazione benefica, culturale e socializzatrice”.
Caro Luigi, chi ha preparato da tempo questo cambio di prospettiva nella Chiesa non è stato il Concilio Ecumenico Vaticano II e neppure i Papi legittimi che ad esso si sono succeduti ma una parte della élite ecclesiastica di matrice modernista e progressista, condizionata, ricattata, convivente con l’ideologia relativista radical chic degli Obama, Clinton, Rothschild, Soros… Questa élite ha messo le mani sul Conclave attraverso la corruzione di una parte di cardinali. Ma perché la parte sana della Chiesa tace? Perché si è deciso fin da subito di non fare scismi. Si è detto che uno scisma non potrà essere riassorbito facilmente. Perciò sei è lasciato che Bergoglio mettesse la quinta e andasse da solo a schiantarsi contro il muro. L’elezione di Trump, infondo, può aver dimostrato l’intelligenza di questa tattica dal momento che ora i poteri forti che sostengono Bergoglio sono allo sfascio totale. I Cattolici americani chiederanno a Trump di aprire l’inchiesta sul Conclave del 2013. A quel punto, tutto il marcio verrà a galla e Bergoglio e i suoi compari modernisti saranno destinati a volatilizzarsi dalla scena mondiale.
La Santa Chiesa Cattolica ed Apostolica si fonda e si edifica, per volontà divina, in obbedienza a NSGC, su Pietro, Suo Vicario sulla Terra e sulla sua legittima Successione! Mettere in discussione questo “pilastro”, ossia la Pietra vivente, implica disconoscere e porsi al di fuori di questa Verità Assoluta, di Fede e di Dottrina Cattolica! Altrettanto discutibile e cattolicamente inaccettabile, l’ardire di poter/dover giudicare umanamente, l’Infallibilita’ Papale ( altro dogma di fede e di Dottrina!), spesso sulla base di azioni, o di scelte fatte, ma mai in contraddizione al Depositum Fidei, anzi il più delle volte sulla base di scelte, scaturite e partorite, nel corso dei secoli,anche all’interno della stessa Gerarchia Ecclesiastica, e risoltisi in veri e propri atti di disobbedienza, non conformi alla Volontà Divina, verso lo stesso Vicario di Cristo sulla Terra! Sommo Pontefice per cui solo può realizzarsi quel “collegamento”, quella “Unione” tra Cielo e Terra! Sempre altrettanto ardito e del tutto arbitrario, ritengo sia lo scegliere o il voler decidere, sulla base di giudizi e criteri umani, quale o fino a quando una legittima Successione papale abbia ragione di esistere o di essere accettata! Mi riferisco, a riguardo, al criterio di giudizio utilizzato per decretare il CVII come uno strumento di divisione, temporale e spirituale, della Santa Chiesa! Altro discorso, senz’altro doveroso fare, è quello di analizzare il preciso momento storico vissuto nella/dalla Chiesa, partendo da una precisa ed espressa volontà, dichiarata dal legittimo Successore di Pietro, Papa BXVI, le cui conseguenze, a buon titolo e a buona ragione, si potrebbero, a mio modesto avviso, sintetizzare con un semplice, ma efficace “ tutti i nodi vengono al pettine “, con cui poter avvalorare ed evidenziare come tutte le disobbedienze, le ostilità, le avversioni, le interferenze ed ogni atto di libero arbitrio perpetrati nel tempo,e da ogni ambito, nei confronti dei legittimi Pontefici, quindi contro la Chiesa e la Volontà Divina, siano oggi emersi ed esplosi tutti, nel culmine massimo di mancato rispetto, comprensione e obbedienza all’ultima volontà, espressa e dichiarata, da parte dell’ultimo legittimo Vicario di Cristo, ossia della Santa Chiesa Cattolica ed Apostolica!
Sconcerta, quindi, constatare come la maggioranza dei sacerdoti e fedeli non riescano a scorgere le gravi provocazioni di Jorge Mario Bergoglio. Si direbbe quasi che una forza preternaturale abbia precluso la loro capacità di comprendere e di reagire: è come se gli anticorpi della loro vita di fede avessero smesso di funzionare!
Non poteva essere detto meglio!