Pranzo nella chiesa della Santissima Annunziata a Siena,13 Novembre 2022 (Foto: Arcidiocesi di Siena)
Pranzo nella chiesa della Santissima Annunziata a Siena,13 Novembre 2022 (Foto: Arcidiocesi di Siena)

 

III Domenica di Quaresima (Anno B)

(Es 20, 1-17; Sal 18; 1Cor 1, 22-25; Gv 2, 13-25)

 

di Alberto Strumia

 

Il Vangelo

In questa terza domenica di Quaresima – dopo che nella scorsa domenica il Vangelo ha  descritto la Trasfigurazione del Signore sul monte Tabor – oggi, quasi per contrasto, ci parla della cacciata dei mercanti dal Tempio, a frustate! («Fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del Tempio»).

In questa scena vediamo Gesù, il Figlio di Dio, seriamente adirato con gli uomini che stavano profanando il luogo sacro del Tempio e soprattutto con coloro che dovevano esserne dei responsabili custodi: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».

Che cosa farebbe oggi, Lui, il Signore, vedendo non solo le chiese incendiate e profanate dai nemici di Cristo, ma addirittura trasformate in osterie e dormitori con annessi “servizi igienici”, e insieme usate per celebrarvi quello che ancora resta del rito della Messa, proprio da coloro che ne sono i responsabili custodi!

Come allora, anche oggi ci sarebbe da aspettarsi che costoro gli obiettassero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?», presumendo forse ingenuamente di essere loro gli interpreti “giusti” dell’amore verso il prossimo.

Oggi chi ha ancora conservato un briciolo di fede – come i suoi discepoli che «quando poi fu risuscitato dai morti […] si ricordarono» di ciò che aveva fatto e detto: «Distruggete questo Tempio e in tre giorni lo farò risorgere» – aspetta di vederlo fare finalmente pulizia nella Sua Chiesa, liberandola dalle false “dottrine” ideologiche e dalla falsa “prassi”, o “pastorale” come ipocritamente la si chiama, che la stanno dominando, in sostituzione di un insegnamento e di una carità seriamente cristiani, in una continuità non ambigua con il deposito della fede.

 

La seconda lettura

Come san Paolo, il popolo cristiano che chiede e vuole fedeltà a Cristo e alla Sua dottrina è stanco e soffocato da quei «Giudei che chiedono segni» (che oggi sono coloro che guidano la Chiesa su false vie che deviano dalla Via che è Cristo) e da quei «Greci [che] cercano sapienza» in ideologie fabbricate da loro che, alla prova dei fatti, producono un mondo sempre peggiore, perché sono pilotati da Satana. Alcuni di loro in modo forse consapevolmente complice e altri in modo ingenuamente inconsapevole.

 

La prima lettura

Il libro dell’Esodo, nella prima lettura, parla dei Dieci Comandamenti, rivelati da Dio in modo esplicito, a conferma inequivocabile di quanto essi siano iscritti per natura in ogni essere umano.

Questi sono le leggi di natura che rendono possibile una vita buona per coloro che liberamente li rispettano, così come le leggi del mondo fisico ne governano il funzionamento e l’armonia.

Presumere di eludere i Comandamenti trasgredendoli, o inventandone di nuovi in loro sostituzione, o anche solo modificandoli, comporta i disastri nella vita individuale, domestica e pubblica ai quali, oggi, siamo costretti ad assistere ogni giorno, in forme sempre più frequenti e gravi.

Il Tempio oggi viene profanato con questi comportamenti che l’uomo mette in atto contro Dio e si rivoltano inevitabilmente anche contro lui stesso. Ma non lo si vuole ancora riconoscere ammettendolo! Profanando il Tempio di Dio si profana allo stesso tempo quel tempio di Dio che è l’uomo.

Dovrà tornare Cristo a scacciare i mercanti per rimettere le cose a posto. Sarà, allora, la manifestazione esplicita del potere della Sua Passione, Morte e Risurrezione – il Suo “passaggio” che è la Pasqua – a far capire agli uomini che è Lui il centro del cosmo e della storia ed è giunto il momento di smettere di cercare altre strade per evitarlo. Non vediamo l’ora che Egli intervenga direttamente nella storia di questa umanità e di questa chiesa ubriacate dalle loro ideologie politicamente farneticanti come lo fu Giuda e faccia risplendere la Verità agli occhi di tutti.

In quel momento accadrà che, come allora, «i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù» (Vangelo).

Senza una manifestazione del tutto esplicita del Suo intervento ricostruttore che si compie con la Pasqua, che rimette nella “giusta posizione” il cuore dell’uomo, è inevitabile che accada ancora che Egli non si fidi di chi dice di credergli ma solo a parole ma non nei fatti («Lui non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno gli desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo»).

Ma con la Sua Passione, Morte e Risurrezione il Signore ha riaperto l’accesso alla “giustizia originale” con Dio, e quindi con se stessi e con gli altri. Sta all’uomo accorgersene e volerlo seguire seriamente.

Maria, la Madre di Dio, è il primo “modello esemplare” di questo “accorgersene” e “seguire”. Ed è a lei che ci affidiamo per non perdere la strada. Attraverso il trionfo del suo Cuore Immacolato, lei ci manifesterà, al momento opportuno, la definitiva vittoria di Cristo.

Il Tempo di questa Quaresima ci è dato per prenderne coscienza e agire di conseguenza.

 

Bologna, 3 marzo 2024

 

 

Facebook Comments