di Brunella Rosano

 

In realtà la frase era diversa: “Certi di alcune grandi cose” e si riferiva ad un libro di don Luigi Giussani: una raccolta di suoi scritti dal 1979 al 1981. Quindi cose “alte”. Più modestamente mi riferisco a due cose che stanno avvenendo in Italia: uno, si muore solo più di COVID, ovvero virus cinese, due, qualsiasi cosa succeda, è colpa dell’omofobia degli italiani.

Andiamo con ordine. Parlare di covid dopo il profluvio di parole dette e scritte da chiunque in questi mesi, mi sembra decisamente temerario, per cui mi limito all’essenziale. Sembra che in Italia l’unica causa di morte sia il covid. O i nostri medici sono diventati particolarmente bravi ed hanno sconfitto tutte le altre malattie, oppure semplicemente non le curano più: o “ sei covid” e allora meriti le cure oppure….. aggiustati! Lo disse anche il governatore del Veneto Zaia nella conferenza stampa del 27 agosto. L’importanza di una preposizione semplice! Morire “di” covid o morire “con” covid cambia completamente il significato non solo della frase, ma della realtà, e la gente resta terrorizzata!  Ci hanno imposto anche la causa della morte! Uniformati, appiattiti fino alla fine! Non sono proprio ferrata in “diritto”, ma quando ero giovane se si  dichiarava il falso in atto d’ufficio, si commetteva reato. Ora non più?

Sono stata più volte rimproverata per la mancanza di paura nei confronti del virus. Ho seguito e seguo quanto disposto dai vari DPCM (che alcuni/molti giuristi hanno dichiarato anti-costituzionali, ma che sono sempre in vigore e di fatto hanno cambiato la nostra vita) il tanto che basta per non pagare le salatissime multe previste per chi “sgarra”, e ho adottato il  metodo “don Bosco”: durante la peste del 1854 a Torino promise ai suoi ragazzi che si sarebbero salvati dalla peste se “avessero vissuto in grazia di Dio, portato al collo una medaglia di Maria S.S. e recitato ogni giorno un Pater, Ave, Gloria”. Ho cercato di vivere come quei ragazzi: messa al mattino celebrata da don Gabriele Mangiarotti grazie al collegamento con Pietrarubbia ( monastero delle monache dell’Adorazione Eucaristica), medaglietta della Madonna al collo, e preghiera per vivere “in grazia di Dio”.  La nostra vita è nelle Sue mani : possiamo fare tutto quello che vogliamo, ma quando arriva il nostro momento, non possiamo aggiungere alla nostra vita neanche un’ora! E poi, come disse il figlio di Costanza Miriano: “Tutt’al più muoio. Tanto c’è la vita eterna”!

All’inizio della reclusione forzata, 19 marzo 2020, monsignor Crepaldi  scrisse tra le altre queste cose “La parola Salus significa anche salvezza e non solo salute. In un certo senso, la salvezza dà anche la salute”. Si riduce tutto a questa semplice domanda : vogliamo solo perseguire la salute del corpo, e quindi seguiamo tutto ciò che ci viene imposto, ragionevole o no, oppure desideriamo la salvezza della nostra anima e quindi cerchiamo di vivere in Verità?? 

Secondo: qualsiasi cosa accada c’è di mezzo l’omo-trans-fobia! Un aereo viene dirottato? Sicuramente il pilota è omofobo e sull’aereo viaggia una persona transessuale! Ho esagerato volutamente per dire che l’ideologia viola la realtà pur di affermarsi!! Come si può affermare che in Italia c’è l’emergenza omofobia quando addirittura tra chi ci governa, cioè in Parlamento, ci sono onorevoli dichiaratamente “omosessuali”? Come sono arrivati su quei seggi? Se c’è un’emergenza in Italia è l’incuria del territorio: è vero, negli ultimi giorni si sono aperte le cataratte del cielo, è venuta giù l’acqua di sei mesi, ma non è possibile che ogni volta che piove i ponti crollino, le strade franino fino a scomparire, le gallerie si allaghino, lasciando interi paesi isolati, senza acqua potabile e senza corrente elettrica! Se c’è un’emergenza è la mancanza di lavoro! Non siamo omofobi! Ma sicuramente non siamo ben disposti verso chi inventa emergenze e non vede la realtà, anzi la deforma a proprio uso e consumo! Inevitabile trattandosi di una “ideologia”! Non ci sono bastate le ideologie del secolo scorso che hanno seminato morte e distruzione, parlo del comunismo e del fascismo. Adesso vogliono sottometterci con un’altra perversa ideologia: il “genderismo”: ognuno di noi può scegliere il proprio sesso. Partendo dal presupposto che il sesso biologico è un puro “accidente”, l’ideologia “gender” afferma che ognuno può scegliere di essere ciò che si sente di essere. L’essere maschio o femmina è un “condizionamento sociale” e quindi non si può essere determinati dal sesso biologico! E’ esattamente il contrario: si nasce maschi o femmine e l’ideologia impone la confusione, la possibilità di scegliere cosa essere, in modo variabile, a seconda del “sentimento”! E per imporre che tutti siano d’accordo con questa idea farlocca vogliono legiferare in proposito. In realtà sono anni che le correnti più laiciste che vanno al governo in modo più o meno casuale  tentano di imbavagliarci: ci aveva già provato l’onorevole Scalfarotto anni fa. Ora, approfittando della distrazione da covid, sono tornati alla carica con un nuovo progetto di legge, la Zan- Scalfarotto- Boldrini….. A furia di provare un giorno o l’altro ce la faranno e chi avrà l’ardire di affermare che la famiglia è composta da padre, madre, figli, o che per crescere bene un bambino ha bisogno di una figura paterna e una figura materna, verrà accusato di incitamento all’odio e rischierà la prigione, sei anni,non un giorno!

Proprio ieri mi è capitato sotto gli occhi un articolo di Raffaella Frullone apparso sulla Nuova Bussola Quotidiana sul libro di Walt Heyer, un ex “trans gender” che ha subito su di sé i danni della “transizione chirurgica”, sull’esperienza drammatica di trenta persone con “disforia di genere” (il termine tecnico con cui si identifica il disturbo legato alla non accettazione del proprio sesso biologico): esperienze drammatiche di dolore, disperazione e rimpianto per tutti i farmaci a base ormonale assunti, per  le operazioni chirurgiche subite e la sensazione continua di inadeguatezza e infelicità che molte volte ha portato a tentare il suicidio! Pur riconoscendo che la genesi psichica dell’attrazione omosessuale rimane in gran parte inspiegabile, il dolore e la disperazione  non sono provocati tanto dalla  non accettazione sociale (ormai la cultura lgbt è dominante ), quanto dalla profonda infelicità che affligge il nostro cuore quando non accettiamo il disegno di Dio Creatore.

Wilna Van Beek, ex lesbica, ha lanciato un appello al premier canadese Trudeau perché non vengano vietate le cosiddette “terapie di conversione”, cioè quei supporti psicologici che aiutano a mettere a fuoco l’origine della “disforia di genere”, che si trova spesso in situazioni famigliari caratterizzate da squilibri nei ruoli delle figure genitoriali, senza escludere, a volte, episodi di violenza e abusi sofferti nella prima infanzia. Il guaio è che queste terapie hanno un grave difetto: non rendono alle industrie farmaceutiche! Avete presente il giro d’affari che c’è dietro questa falsa idea che è possibile scegliere il proprio sesso? E’ di questi giorni la notizia che l’Aifa ha posto a carico del Sistema Sanitario Nazionale, cioè di tutti noi contribuenti, i farmaci per chi si identifica come trans e desidera cambiare sesso. Stiamo parlando di persone perfettamente “sane” che vogliono assumere farmaci per transitare nel sesso opposto, come se bastasse sostituire gli organi genitali per diventare quello che non si è. Ogni singola cellula del corpo umano ha il dna maschile o femminile!

La cultura laicista rifiuta il Dio creatore e vuole imporre a tutti questa concezione imbavagliando chi la pensa diversamente.

Per il covid ci hanno messo la mascherina, per l’omofobia ci appioppano la legge Zan- Scalfarotto.

E chi la pensa diversamente deve subire l’ostracismo del negazionista o del carcere.

La dittatura del pensiero unico è servita!

 

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