Un sacerdote mi scrive e volentieri pubblico.

Giuseppe Conte che ride

 

 

di Un sacerdote

 

Caro Sabino, man mano questo governo da nessuno eletto prende le sue decisioni, specie nel campo specifico di ciò che riguarda la nostra fede (scrivo appena dopo l’uscita dell’editto preparato per la cosiddetta fase 2), sempre più mi sovviene alla mente l’immagine del Minosse dantesco che “giudica e manda secondo ch’avvinghia” (Divina Commedia, Inferno V, 4-6), giudice inappellabile che decide del nostro destino (grazie a Dio, nel nostro caso, solo per quello terreno) e di fronte al quale non c’è protesta che tenga perché per Minosse siamo tutti bambocci “viralmente colpevoli” di qualcosa di cui però noi sinceramente non riteniamo essere in colpa! Ma Minosse sa e, come disse il marchese del Grillo, “io so’ io … e voi …”. Dunque, zitti e muti …

Così stanno le cose e non c’è niente da ridere! Dico non c’è niente da ridere anche perché (e spero di sbagliarmi) l’orrido paternalismo con cui siamo trattati mi sembra abbia convinto gran parte della gente ad accettare qualsiasi cosa, magari pure con un po’ di obtorto collo, pur di salvare la pelle, sempre meno chiedendosi a cosa questa pelle (potremmo dire l’uomo nella complessità delle sue espressioni, dalle più elementari alle più nobili) debba mai servire e se essa possa anche avere concretamente un destino eterno, non solo nel senso finalistico del termine, ma un destino riconosciuto capace di fargli gestire nel proprio presente la pelle in un modo corrispondente ad esso. È proprio quello che voleva farci capire Gesù Cristo quando diceva: “Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?” (Mc 8, 36-38).

Di fronte a questo interrogativo fondamentale e decisivo sembra prevalere invece il falso realismo del Satana di Giobbe: ““Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quanto ha, l’uomo è pronto a darlo per la sua vita. Ma stendi un poco la mano e toccalo nell’osso e nella carne e vedrai come ti benedirà in faccia!». 6 Il Signore disse a satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita»” (Giob 4, 4-5).

Pelle per pelle …”. Sempre più la libertà di decisione che Dio giustamente ci concede sta restringendosi al far di tutto per conservare la pelle, perché Minosse / Satana vuole persuaderci che solo questo è il problema e che nella parola “sicurezza” trova la sua soluzione. Lasciati guidare, dice lui, anzi, dicono loro, perché sono in tanti tra consiglieri, commissioni, comitati di esperti ecc., tanto che ti viene da dire, parafrasando il Vangelo: uscite dalla nostra vita voi che siete una Legione, perché siete in molti (cfr. Mc 5, 9).

Ecco, un’offerta di “sicurezza” spacciata per quella “certezza” che solo Cristo ci offre, e che si fa di tutto – con motivazioni che non stanno in piedi – per negarci, salvo – bontà loro – i funerali con non più di quindici persone (non si capisce se il defunto è compreso nel numero), sul resto le kommisioni stanno studiando … Una “certezza” che Cristo aveva la pretesa di affermare quando diceva: “senza di me non potete far nulla” (Gv 15, 5), che in positivo significa che con lui tutto possiamo (non è forse iniziata così la storia nuova e vera del mondo? v. Lc 1, 37). Una “certezza” che adesso viene surrogata dalla “sicurezza” di Minosse / Satana che in sintesi dice: senza di me non potrai fare nulla, ma se mi obbedisci potrai, farai, ti muoverai e se poi ti dico che non potrai, sappi che sarà solo per il bene della tua pelle. Visto che amo l’Apocalisse mi viene da pensare che stanno cercando di marchiarci questa pelle che dicono di volerci salvare con qualche poco simpatico marchio: “Vidi poi salire dalla terra un’altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago … Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere [lavorare, circolare …] senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome” (Ap 13, 11. 16-17).

Ma ancora più inquietante è il pensare che Minosse / Satana (e qui il mio pensiero si allarga al mondo intero) sia anche colui che persegue da tempo in modi più che complessi e svariati un disegno teso a creare situazioni di insicurezza tali che poi la gente si affretti a chiedere a lui (proprio a lui!) misure sempre più estese di sicurezza. Ma qui vado sul complottismo, tipo il pensare che le Torri Gemelle non siano cadute proprio come ci ha fatto credere certo mainstream, e mi fermo qui …

Comunque le situazioni di insicurezza tendono a giocare brutti scherzi. C’è un episodio interessante nella Sacra Scrittura (v. Es 32, 1-8) dove si vede bene che quando sembra venir meno, anche solo momentaneamente, un rapporto di certezza con Dio (ma, per analogia, una certezza sulla vita), subito la gente cerca comunque di sostituire tale certezza con un sistema di sicurezza sotto sotto dal Minosse / Satana di turno suggerito. Quando Mosè sale sul monte Oreb per ricevere le tavole della Legge, sembra che non ritorni più, e allora il popolo cosa fa? Si crea un surrogato di Dio, il vitello d’oro davanti al quale prostrarsi; e lo fanno con i loro beni, con il loro oro, ci smenano pure, ma sono tutti contenti, infatti poi si danno alla pazza gioia! È il godimento dello schiavo!

È qualcosa di tragico, tragico ancor più perché Aronne, il rappresentate religioso e sacerdotale di allora, rinuncia al suo dovere di custodire il popolo nella verità. Aronne per debolezza, e per convenienza, per mantenere il suo posto, la sua cattedra di sommo sacerdote, cede alle pretese del popolo e accetta che si forgi il vitello d’oro. Speriamo che i nostri Aronne, sino adesso troppo accondiscendenti, si diano una mossa. Nel momento in cui scrivo qualche protesta sembra salire dal cuore. Stiamo a vedere e, da buoni cristiani, speriamo!

 

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