Card. Ruini: Il DDL Zan è “relativismo che diventa assolutismo. E noi dobbiamo difendere la libertà di espressione, guai se cediamo su questo!”

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Stralcio dal colloquio tra Don Nicola Bux e il Card. Camillo Ruini e il Senatore Gaetano Quagliariello. L’incontro merita di essere visto tutto.

 

Domanda: Rimanere attaccati al Magistero della Chiesa e recuperare il gusto della battaglia, oggi, vuol dire anche riempire le piazze  d’Italia per manifestare contro il DDL Zan?

Quagliariello: Penso che su questo tema sarebbe importante organizzare una battaglia. A diversi livelli: giuridico, in Parlamento e anche con momenti di mobilitazione, che vanno però pensati e organizzati come furono organizzati i primi Family day, per capirci. Perché momenti, diciamo così, improvvisati, servono a quel che dicevo prima, magari a guadagnare qualche tweet, però poi alla fine sono controproducenti. Credo che quel DDl abbia a che fare profondamente con il tema della verità e in qualche modo con il politicamente corretto. Non si ha il coraggio di ammettere, da parte dello stesso estensore, ciò che quel disegno di legge contiene. Non si tratta di colpire chi fa uso di violenza, sia pure violenza verbale. Quel disegno di legge prevede un reato di opinione. Determinate opinioni possono essere punite penalmente. Sotto questo aspetto alcuni contenuti di quel disegno di legge avrebbero potuto essere ospitati dal Codice Rocco (due codici, adottati in materia penale durante il ventennio fascista in Italia, ndr), un Codice Rocco rivisto ed aggiornato ai tempi di oggi, cioè è espressione di regimi autoritari, se non totalitari, passati ai raggi X del politicamente corretto. Ma sempre reati di opinione rimangono. Su questo dovremmo impostare la nostra opposizione al DDL, e se lo si facesse con intelligenza, si potrebbe suscitare sdegno indipendentemente dalla materia. Perché quello che è veramente grave è che chi esprime un’opinione senza usare violenza, senza offendere può essere incriminato. E avere anche in teoria una condanna a molti anni. E questa cosa non è passata fin qui [nell’opinione pubblica], e questa sarebbe una cosa su cui riorganizzarci però, ripeto, con intelligenza. Se si tratta semplicemente di organizzare subito una piccola manifestazione  e poi fondamentalmente rassegnarsi a far passare il provvedimento, sarebbe un’altra occasione persa. 

 

Ruini: Io vorrei condividere fino in fondo quello che ha detto il senatore Quagliariello, Questo è un tipico esempio di dittatura del relativismo. Cioè, in nome di alcune idee, essi ritengono non solo di poterle affermare, ma di criminalizzare idee diverse. E quindi un relativismo che diventa in realtà un assolutismo. E qui noi proprio dobbiamo difendere la libertà di espressione, guai se cediamo su questo! E devo dire che in questo caso la CEI si è espressa in maniera tempestiva e chiara; però che cosa è accaduto? Che anche i giornali cattolici continuano a essere piuttosto ambigui, a dire, sì, è così, sotto un certo aspetto, però ci sono anche altre interpretazioni possibili, ecc. ecc.. E non si dice invece come ha detto giustamente, in maniera chiara, il prof. Quagliariello che se concediamo questa possibilità di censurare giuridicamente, penalmente non delle offese, non delle istigazioni a colpire, ma semplicemente delle valutazioni di ordine antropologico e morale, allora veramente la libertà è in pericolo. E su questo credo anch’io che insistendo e lanciando queste idee alla grande opinione [pubblica] si possano ottenere vastissimi consensi; è ridicolo che la differenza fra uomo e donna possa venire alla fine criminalizzata.

 




Omofobia: Il ddl Zan & C. produrrebbe l’effetto di rovesciare l’ordine etico della società

In Parlamento si discute sul testo unificato che contiene il Ddl contro l’omotransfobia. Quali saranno le ricadute se dovesse diventare legge? Cosa si potrà dire e cosa no? Avremo ancora un diritto d’opinione o questo segnerà la fine del libero pensiero? Ida Giangrande, di Punto Famiglia, mi ha posto alcune domande. Di seguito l’intervista.

 

Foto: Avv. Gianfranco Amato

Foto: Avv. Gianfranco Amato

 

Il quotidiano della C.E.I. “Avvenire” ha ospitato l’onorevole Alessandro Zan per spiegare che il testo unificato delle proposte di legge in materia di omotransfobia non sono liberticide e che per i cattolici non c’è nessun problema per quanto riguarda il diritto d’opinione e di credo religioso. L’hanno convinta le rassicurazioni dell’on. Zan?

In effetti l’on. Zan ha precisato che l’estensione dell’attuale art.604 bis del codice penale non riguarderebbe la «propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico». Sembrerebbe, quindi, che in caso di approvazione delle modifiche proposte, ai cattolici sarà possibile affermare che gli eterosessuali sono superiori agli omosessuali o, se si preferisce, che gli omosessuali sono inferiori agli eterosessuali. Sarebbe inoltre consentito, sempre secondo Zan, affermare pubblicamente che l’omosessualità è una «grave depravazione», come sancisce il punto 2357 del Catechismo della Chiesa cattolica. Bene, questo ci tranquillizza. Ciò che, invece, ci lascia alquanto perplessi è il secondo aspetto del ragionamento di Zan. Secondo il deputato del PD, infatti, ciò che verrebbe punito è la discriminazione o l’istigazione alla discriminazione basata su motivi di genere, orientamento sessuale e identità di genere, e la violenza o la provocazione alla violenza basata sempre sui predetti motivi.

 

Quali sono gli elementi che la lasciano perplessa circa la discriminazione e la violenza?

Ci sono due obiezioni che subito mi vengono in mente. La prima riguarda la definizione del concetto di discriminazione che la proposta di legge non chiarisce. E non è un problema da poco se si formulano alcune ipotesi che certamente interessano cattolici e relativa Chiesa.

Se, per esempio, il Rettore di un Seminario diocesano decidesse di non ammettere o di espellere un seminarista perché pratica l’omosessualità, integrerebbe evidentemente un atto di discriminazione sanzionabile ai sensi dell’art. 604 bis, lett. a) del Codice Penale, secondo la riforma voluta da Zan. Stessa cosa se un parroco decidesse di non dare un incarico pastorale ad un omosessuale convivente e militante per i diritti LGBT, o decidesse di non affidare i ragazzi dell’oratorio per un campo estivo ad un responsabile scout che si trovasse nelle stesse condizioni. Nell’identica situazione di troverebbe un parroco che rifiutasse la provocazione di due lesbiche conviventi e militanti per i diritti LGBT che chiedessero, per la strana coppia, una benedizione in chiesa.

Discriminazione sarebbe considerata anche quella di un pasticciere cattolico che si rifiutasse di confezionare una torta “nuziale” per la cerimonia di un’unione civile tra due omosessuali. O un fotografo cattolico che rifiutasse di prestare il proprio servizio fotografico per un’analoga cerimonia. Le ipotesi potrebbero proseguire fino all’esclusione di un uomo che si “sente” donna dall’accesso ai bagni riservati alle donne, o dall’accesso agli spogliatoi femminili di una piscina.

In questo caso la discriminazione avverrebbe sulla base dell’identità di genere.

Sempre rispetto a questo tema, un istituto scolastico non potrebbe imporre un codice di abbigliamento ad un insegnante transessuale o persino ad un docente Drag Queen, perché il variopinto trucco e l’eccentrico costume costituirebbero un’espressione dell’identità di genere tutelata per legge. La scuola non potrebbe porre in essere una discriminazione nei confronti dell’insegnante come i genitori non potrebbero rifiutarsi di mandare i propri bimbi a scuola con una simile maestra. Raccogliere, poi, le firme per protestare contro l’istituto scolastico integrerebbe un’istigazione alla discriminazione. Né sarebbe, ovviamente, consentito ai genitori impedire che i propri figli partecipino ai cosiddetti “corsi gender”, quelli appunto basati sul concetto di identità di genere.

 

Quali sarebbero le pene previste per i casi da lei appena indicati nell’ipotesi in cui passasse la proposta di legge in tema di omotransfobia?

In tutti i casi summenzionati il malcapitato “discriminatore” rischierebbe la reclusione fino ad un anno e sei mesi e la multa fino a 6.000 euro. In più, al giudice verrebbe concessa la facoltà di disporre a carico del condannato «l’obbligo di rientrare nella propria abitazione o in altro luogo di privata dimora entro un’ora determinata e di non uscirne prima di altra ora prefissata, per un periodo non superiore ad un anno; la sospensione della patente di guida, del passaporto e di documenti di identificazione validi per l’espatrio per un periodo non superiore ad un anno, il divieto di detenzione di armi proprie di ogni genere e il divieto di partecipare, in qualsiasi forma, ad attività di propaganda elettorale per le elezioni politiche o amministrative successive alla condanna, e comunque per un periodo non inferiore a tre anni, nonché, se il condannato non si oppone, la pena accessoria dell’obbligo di prestare un’attività non retribuita in favore della collettività per finalità sociali o di pubblica utilità», a favore di organizzazioni a tutela di omosessuali e transessuali.

 

Quale sarebbe, invece, la seconda obiezione che si sente di sollevare rispetto al ragionamento dell’on. Alessandro Zan?

La seconda obiezione riguarda il confine incerto tra istigazione alla discriminazione e istigazione alla violenza. Se è vero che esistono già le leggi che reprimono ogni comportamento violento e persecutorio, è altrettanto vero che il mondo dell’omosessualismo militante tende a considerare qualunque manifestazione del pensiero che invita a differenziare in relazione all’orientamento sessuale e all’identità di genere, come un discorso di odio che porta con sé l’incitamento alla violenza nei confronti degli omosessuali e transessuali. L’esperienza dei cosiddetti “reati d’odio” (hate crime) introdotti soprattutto nei Paesi anglosassoni, mostra come sia oramai acquisita a livello legale e giudiziario l’equazione discriminazione/odio = violenza

Anche in Italia, come nei citati Paesi anglosassoni, l’attività volta ad impedire che gli omosessuali o i transessuali possano sposarsi o adottare figli, potrebbe essere considerata istigazione alla discriminazione e all’odio e, quindi, una forma di violenza.

 

Lei è stato personalmente testimone, in questi anni, di quanto possa essere labile anche in Italia questo confine?

Sì, mi è capitato più volte. Durante un confronto avuto con l’on. Ivan Scalfarotto al Liceo Scientifico Cavour di Roma il 20 ottobre 2014, per esempio, mi sono sentito apostrofare come “violento” dal suddetto parlamentare, semplicemente per il fatto di aver ribadito la mia ferma contrarietà al fatto che gli omosessuali possano sposarsi o adottare figli. In quell’occasione Scalfarotto mi ricordò che esiste anche una «violenza verbale» e che «le parole sono pietre».

Recentemente un giornalista ha scritto di me la seguente frase: «Gianfranco Amato si chiede: “Sostenere pubblicamente che l’unica vera famiglia è quella fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna è omofobia?”. Ed ovviamente la risposta è sì, dato che non esiste violenza più grande di un tizio che pretende che le altre famiglie siano considerate “false” solo perché lui erge a dogma i suoi pruriti sessuali». Se a questo aggiungiamo il fatto che un magistrato della Repubblica, il dott. Marco Gattuso giudice del Tribunale di Bologna, ha definito sul suo profilo Facebook un’iniziativa del Family Day come una manifestazione «di talebani che hanno riempito di odio una piazza», beh, sinceramente, qualche preoccupazione l’avverto. Visto, peraltro, che da quel palco io ho pure parlato. E, poi, è sufficiente vedere come il quotidiano “Repubblica” abbia dedicato, lo scorso 28 giugno 2020, un’intera pagina al tema, pubblicando anche un’intervista a Simone Alliva che tra le varie risposte ha dato anche questa: «Ricordate lo spauracchio dell’inesistente “gender”? I libri messi al bando? I Pro-life che tuonavano contro i documenti con scritto genitore 1 e genitore 2?

Tutto questo si è trasformato in un’istigazione all’odio». È chiarissimo il clima che ci attende qualora venisse approvata questa devastante proposta di legge.

 

Le pene previste nel caso di condanna in questi casi sarebbero diverse da quelle contemplate per la discriminazione e l’istigazione alla discriminazione?

Per la violenza e la provocazione alla violenza è prevista la reclusione da sei mesi a quattro anni, oltre le pene accessorie viste prima: uscita e rientro a casa entro una certa ora, ritiro di patente, passaporto, impossibilità di propaganda politica per tre anni, lavori socialmente utili in favore di associazioni LGBT, eccetera.

 

Quello che preoccupa sarebbe quindi una eccessiva genericità di alcuni termini?

Il problema è esattamente questo. Discriminazione, odio, violenza rischiano di diventare concetti generici che, se non esattamente definiti, lasciano un margine di discrezionalità alla vittima e al giudice del tutto inaccettabili.

 

Rileva altre perplessità circa il testo della proposta di legge?

Sì, più d’una. Per esempio, la previsione in favore delle asserite vittime di omotransfobia del gratuito patrocinio (lo Stato pagherà il loro avvocato) e la definizione di esse come persone «in condizione di particolare vulnerabilità».

 

Quest’ultima considerazione perché sarebbe un problema?

Lo sarebbe dal punto di vista procedurale. Il riconoscimento delle vittime di omotransfobia come persone «in condizione di particolare vulnerabilità» consentirebbe, infatti, di raccogliere la loro deposizione in un incidente probatorio quasi segreto, con serie limitazioni al controesame da parte dell’avvocato, oltre al riconoscimento del diritto ad opporsi alla richiesta di archiviazione e il diritto a nominare associazioni rappresentative. Come ha giustamente rilevato il dott. Giacomo Rocchi, magistrato della I Sezione Penale della Corte di Cassazione, in tal modo già si intravede una sorta di “processo speciale”, che rischierà di arrivare “confezionato” in dibattimento, limitando fortemente il diritto di difesa degli accusati.

 

Il testo di legge prevedrebbe anche l’istituzione di una “Giornata contro l’omofobia”, come solennità civile nazionale, al pari del “Giorno del Ricordo” o della ricorrenza internazionale del  “Giorno del Memoria”. Si avverte davvero una simile necessità?

Per essere precisi la norma proposta parla testualmente di istituzione della «Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia», con espressa previsione di organizzare «cerimonie, incontri e ogni altra iniziativa utile, anche da parte delle amministrazioni pubbliche, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado», quindi anche per le scuole paritaria di ispirazione cristiana. È legittimo chiedersi quale necessità ci sia di istituire un’apposita Giornata per un fenomeno che, come si è visto, riguarda in media una ventina di persone l’anno, e non pensare di istituire, piuttosto una Giornata contro la cristianofobia (fenomeno ben più tragico e diffuso) o un Giornata nazione della famiglia.

 

Lei ha parlato di una ventina di casi all’anno. Da dove ha ricavato questo dato?

Sono dati ufficiali rilasciati dall’OSCAD, l’Osservatorio per la Sicurezza contro gli atti discriminatori, reperibili nel sito istituzionale del Ministero dell’Interno. Dal 2010 al 2018, infatti, sono stati segnalati 197 casi di discriminazione per orientamento sessuale e 15 casi per discriminazione dovuta ad identità di genere, per un totale, quindi, di 212. Se la matematica non è un’opinione 212 diviso otto fa 26,5 casi all’anno.

 

Il nostro Paese è omofobo?

uno dei più autorevoli e accreditati istituti ameri- cani d’indagine demoscopica, il Pew Research Center di Washington ha pubblicato uno studio intitolato The Global Divide On Homosexuality contenente i risultati di un sondaggio sull’atteggiamento verso l’omosessualità nelle principali aree geografiche del mondo. Il dato davvero interessante è che l’Italia, secondo quello studio, si colloca nella top ten, tra le dieci nazioni più gay friendly a livello mon- diale, con il 74 per cento della popolazione che dichiara la propria non ostilità all’omosessualità, ed un 18 per cento che, invece, profes- sa un atteggiamento contrario.

Il nostro Paese si colloca un gradino sotto la liberalissima Gran Bretagna (76% a favore e 18% contro), anch’essa appena sotto la laicissima Francia (77% a favore e 22% contro).Quanto poi il clima italiano sia davvero gay friendly almeno in po- litica, lo dimostra anche un dato incontrovertibile. Nel Mezzogiorno del nostro Paese, che l’immaginario collettivo dipinge come una ter- ra culturalmente arretrata e sacca della più becera omofobia, ben due Presidenti delle due più importanti regioni, la Sicilia e la Puglia, sono stati eletti pur essendo omosessuali dichiarati e pubblicamente conviventi con i rispettivi partner. La circostanza, com’è noto, non ha impedito loro una brillante carriera culminata con l’elezione diretta da parte dei cittadini.

 

Qualcuno ritiene che uno degli effetti inevitabili della legge proposta sia quello di incrementare l’ ideologia omosessualista attraverso un’azione pervasiva nei vari settori della società. Condivide questa preoccupazione?

È una considerazione fondata. Basta leggere l’art. 6 del testo unificato, ove si prevede che l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale) elabori «con cadenza triennale una strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni per obiettivi e l’individuazione di misure relative all’educazione e istruzione, al lavoro, alla sicurezza, anche con riferimento alla situazione carceraria, alla comunicazione e ai media». Ciò significherebbe dare valore legale al documento dello stesso UNAR già elaborato nel 2013 proprio con il titolo di Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni, il quale si sarebbe dovuto articolare proprio secondo quattro “assi”: (I) Educazione e Istruzione, (II) Lavoro, (III) Sicurezza e Carcere, (IV) Comunicazione e Media. Mette conto evidenziare che per quanto riguarda, per esempio, il primo asse relativo all’educazione ed istruzione, la summenzionata Strategia dell’UNAR prevedeva espressamente, tra l’altro, l’obiettivo strategico di «ampliare le conoscenze e le competenze di tutti gli attori della comunità scolastica sulle tematiche LGBT», di «garantire un ambiente scolastico sicuro e gay friendly», di «favorire l’empowerment delle persone LGBT nelle scuole, sia tra gli insegnanti che tra gli alunni», nonché di «contribuire alla conoscenza delle nuove realtà familiari, superare il pregiudizio legato all’orientamento affettivo dei genitori per evitare discriminazioni nei confronti dei figli di genitori omosessuali», anche attraverso: (a) la «valorizzazione dell’expertise delle associazioni LGBT in merito alla formazione e sensibilizzazione dei docenti, degli studenti e delle famiglie, per potersi avvalere delle loro conoscenze»; (b) il «coinvolgimento degli Uffici scolastici regionali e provinciali sul diversity management per i docenti»; (c) la «predisposizione della modulistica scolastica amministrativa e didattica in chiave di inclusione sociale, rispettosa delle nuove realtà familiari, costituite anche da genitori omosessuali» (genitore 1 e genitore 2); (d) l’«accreditamento delle associazioni LGBT, presso il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, in qualità di enti di formazione»;

(e) l’«arricchimento delle offerte di formazione con la predisposizione di bibliografie sulle tematiche LGBT e sulle nuove realtà familiari, di laboratori di lettura e di un glossario dei termini LGBT che consenta un uso appropriato del linguaggio».

Stesso indottrinamento nel campo del lavoro, della sicurezza e dei mezzi di comunicazione.

 

Si parla anche del rischio di legalizzare la prospettiva della cosiddetta ideologia gender. Cosa pensa a questo riguardo?

Il testo parla espressamente di «identità di genere». Tale concetto nasce da quel filone della filosofia post-strutturalista nordamericana, rappresentato da accademici come Judith Butler, secondo cui il genere non dipende dall’aspetto binario che si trova in natura (ma- schile/femminile), ma dalla volontà soggettiva di un individuo, grazie alla teoria della “performatività”. Proprio la Butler ha coniato il termine “genere performativo”. In base a tale teoria sarebbe la percezione soggettiva manifestata in un com- portamento esteriore a determinare il sesso e il genere di una persona.

Si tratta di una visione filosofica decostruzionista introdotta nel diritto attraverso l’espressione «identità di genere», così definita nel preambolo dei cosiddetti Principi di Yogyakarta (2007): «l’identità di genere si riferisce all’esperienza del genere profondamente sentita, interna ed individuale, che può o non può corrispondere con il sesso assegnato alla nascita, compreso il personale senso corporeo (che può implicare, se liberamente scelte, modificazioni dell’aspetto o delle funzioni del corpo con mezzi medici, chirurgici od altri) ed altre espressioni del genere, com- preso l’abbigliamento, l’eloquio ed il linguaggio del corpo».

In Italia esiste un documento intitolato Linee guida per una comunicazione rispettosa delle persone LGBT, redatto dall’ente governativo UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale), appartenente al Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che così definisce l’identità di genere: «É il senso intimo, profondo e soggettivo di appartenenza alle categorie sociali e culturali di uomo e donna, ovvero ciò che permette a un individuo di dire: “Io sono uomo, io sono donna”, indipendentemente dal sesso anatomico di nascita». Questa idea è alla base della cosiddetta ideologia gender, oggetto di non poche critiche che sarà sempre più difficile continuare a sollevare nel caso in cui venissero approvate la proposta di legge in esame.

 

Lei è sempre stato molto critico nei confronti dell’ideologia gender, che combatte da anni. Ma quali problemi può creare dal punto di vista legislativo?

L’idea che sta alla base di questa ideologia è che attraverso una mera autodichiarazione un individuo possa scegliere il proprio sesso, senza alcuna modificazione della sua struttura fisica che possa esternare in maniera evidente il sesso scelto. In definitiva, la percezione soggettiva deve prevalere sulla evidenza oggettiva. Ora, se questa singolare idea può, in astratto, essere presa in considerazione nell’ambito filosofico, come quello del post-strutturalismo e del decostruzionismo, nel concreto ambito giuridico può creare più di un problema.

Il diritto per attuare le funzioni regolatrici che gli sono proprie necessita di situa- zioni, fatti e dati definitivi, determinati e soprattutto comprovabili.

Ci sono casi in cui la realtà si deve poter verificare e valutare con evidenza obiettiva. Questo vale, per esempio, con il fenomeno delle cosiddette “quote rosa, ovvero quel meccanismo legislativo con cui viene garantito un mimino di partecipazione femminile in determinati ambiti come quello politico o aziendale. Ora, può invocare tale diritto un uomo che si sente donna ma che non intende sottoporsi ad alcun trattamento chirurgico per modificare il suo aspetto fisico esteriore? Un uomo con i propri genitali intatti, con le proprie caratteristiche maschili totalmente integre può pretendere che gli vengano applicate le norme sulle quote rosa, se si sente donna? E coloro che sono tenuti ad interpretare ed applicare la legge, come possono verificare e valutare una percezione soggettiva non comprovabile e indimostrabile? Altro esempio: se nel sistema legale di un Paese le donne vanno in pensione prima degli uomini, perché un uomo che si sente donna non potrebbe invocare il diritto delle donne a ritirarsi dal lavoro prima del raggiungimento dell’età prevista per gli uomini?

Questa pericolosa intromissione nel campo giuridico da parte della speculazione filosofica relativa al concetto gelatinoso e arbitrario di identità di genere rischia di mettere in crisi lo stesso funzionamento del diritto.

 

 

Se esisto già tutte le tutele legali a favore delle persone omosessuali e transessuali, quali sarebbero, allora, le vere finalità che i proponenti della legge si prefiggono?

In mancanza di reali esigenze concrete, qualunque ampliamento delle garanzie giuridiche già esistenti produrrebbe l’effetto paradossale di sconvolgere e rovesciare l’ordine etico della società umana. Infatti, l’inevitabile punto di approdo di qualunque intervento normativo in materia – com’è già avvenuto in altri Paesi europei – è costituito dal matrimonio omosessuale, dall’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali, nonché dalla loro “capacità di riproduzione” attraverso la tecnica della fecondazione artificiale eterologa.

Aggiungerei, anche, che includere l’orientamento sessuale fra le considerazioni per cui è illegale discriminare può facilmente portare a ritenere l’omosessualità quale fonte positiva di diritti umani, ad esempio, in riferimento alla cosiddetta “affirmative action”, ovvero lo strumento politico che mira a ristabilire e promuovere principi di equità razziale, etnica, di genere, sessuale e sociale. In altre parole, nel momento in cui si riconosce che la categoria degli omosessuali e transessuali è stata ingiustamente discriminata al punto da meritare una privilegiata tutela giuridica, occorre rimediare agli effetti della discriminazione attraverso misure compensative, quali ad esempio quote riservate. È ciò che è successo con gli afroamericani negli USA. Gli obiettivi dell’affirmative action sono raggiunti, normalmente, attraverso quote riservate nelle assunzioni, nelle cariche istituzionali, nell’assegnazione di alloggi pubblici, nell’erogazione di servizi e così via. Già qualcuno comincia a parlare di “quote arcobaleno”, in analogia rispetto a quanto accaduto con le cosiddette “quote rosa” in materia di discriminazione femminile. Quindi lo Stato rischia di offrire un modello comportamentale più vantaggioso, in un momento di grave crisi economica.

 




Come ti sponsorizzo la categoria più “discriminata” al mondo.

 

LGBT Outreach 2020

 

 

di Annarosa Rossetto

 

E’ finito il mese di giugno.

Come forse saprete è il mese che la lobby LGBT ha da anni fatto diventare il “mese dell’orgoglio gay”.

E ogni anno vediamo intensificare l’onda di arcobaleno che invade i loghi di aziende di ogni tipo dalle reti telefoniche alle squadre di calcio, dai colossi della vendita online ai piccoli produttori che cercano di farsi notare, dalle case di cosmetici al pasticcere di grido. I più famosi discriminati del mondo sono coccolati, blanditi e sponsorizzati dalla Major del cinema, dalle multinazionali, dai politici, dallo Star System. In qualche caso anche dalla Chiesa come potete vedere dall’immagine di copertina, il logo di un evento della “pastorale LGBT” New Ways Ministry soppresso per l’epidemia di Covid ma trasformato dal gesuita padre James Martin in un messaggio video cui hanno partecipato moltissimi vescovi e sacerdoti.

LGBT e grandi marchi

(Una piccola collezione dei marchi commerciali in versione “Pride” nella foto della pagina Facebook “Il gender non esiste” tra le cui foto potrete ammirarne molti altri)

 

Poi c’è chi vuole strafare. Uno degli spot più scioccanti per sponsorizzare un marchio cavalcando l’onda del Pride è quello del marchio di abbigliamento Diesel che è riuscito a mescolare transgenderismo e religione con un video in cui un ragazzo, a furia di pastiglie di ormoni e depilazioni, lascia gli studi e la famiglia e diventa novizia in un convento di suore.  Francesca Vecchioni, fondatrice e Presidente di Diversity (agenzia che si occupa di “inclusione”), consulente per la realizzazione dello spot, ci spiega che «Per determinare un vero cambiamento sociale in direzione della gender equality e dell’inclusione, è essenziale parlare ai giovani e non solo: nel modo giusto, offrire loro storie di rottura e superamento degli stereotipi, e la storia di Francesca risponde in pieno a questi bisogni». Naturalmente questo era solo il “via” a tutto un mese dedicato al tema LGBTQ+  e dopo l’uscita dello spot, Diesel ha lanciato la sua collezione 2020 dedicata al Pride e finanziato due progetti internazionali sull’identità di genere e sull’integrazione: San Francisco Lesbian Gay Bisexual Transgender Community Center) e Transgender Europe.

Anche la rivista on-line Freeda, rivista femminile seguitissima sui social da tantissime ragazze, ha davvero spinto a fondo sul pedale dell’ideologia LGBTQ+. A conclusione del mese del “Pride” ha pubblicato il video di un bambino “transgender” che, da quando aveva 4 anni, è stato trattato da femmina poiché tale si sentiva. Nel video il bambino che si fa chiamare Cloe, racconta quanto sia meraviglioso essere “una bambina transgender” e di come sia super la psicologa che l’ha confermato in questa sua fissazione da quando ha dichiarato alla sua famiglia di essere femmina. Racconta delle difficoltà avute con altri bambini che lo hanno bullizzato spesso per la sua “diversità”, cosa ormai superata perché ora è in una scuola meravigliosa dove tutti lo rispettano come “bambina trans”. Tra una mossetta, una boccaccia e una capriola passa poi ad immaginare quando finalmente potrà prendere ormoni ed infine sottoporsi alla chirurgia per “cambiare sesso”.

Il tutto naturalmente raccontato con la semplicità di un bambino di nove anni che non ha idea di cosa comporterà per il suo fisico e la sua psiche questo percorso a tappe forzate e senso obbligato verso ormoni e plastiche agli organi genitali e ancora ormoni che durerà tutta la vita. Il video ha ricevuto più di 70.000 visualizzazioni su Facebook e più di 600.000 su Instagram oltre, naturalmente, a migliaia di commenti entusiasti. E questa volta non era uno spot commerciale, semplicemente uno spot per diffondere tra i giovani l’ideologia “queer”, ovvero che sesso e genere sono categorie separate e che si può “fluire” da un genere ad un altro.

E niente, grazie al Cielo giugno è finito anche quest’anno e, poiché il progetto di legge Zan-Boldrini-Scalfarotto per ora è solo in discussione, possiamo tirare un sospiro di sollievo senza essere ancora accusati formalmente di omotransfobia.

 




Il Forum delle Famiglie, la legge sull’omofobia e il piatto di lenticchie.

De Palo Luigi, presidente del Forum delle Associazioni Familiari

De Palo Luigi, presidente del Forum delle Associazioni Familiari

 

di Sabino Paciolla

 

Gigi De Palo è il presidente del Forum delle Associazioni Familiari, un’associazione di associazioni di orientamento cattolico a carattere nazionale, che si propone la promozione di politiche familiari secondo quanto indicato dalla Carta dei diritti della famiglia della Santa Sede.

Me lo ricordo, quando, poco dopo la sua elezione a presidente del Forum, nel gennaio 2016, rilasciò una intervista a Vita.it in cui disse: “Il Family day (del 2007, ndr) è stato uno dei più grandi fallimenti che abbia visto”. E poco prima aveva detto: “La famiglia è un fatto concreto, non un’idea. Ed è stato un errore trasformarla in un concetto astratto, ideologico, identitario”.

Lui al Family day del 2007 aveva preso parte, ma secondo lui quell’adunanza non aveva prodotto nulla, occorreva dunque uscire dalle battaglie “ideologiche” ed essere concreti. Per questo, in quella intervista cambiò la celeberrima frase dostoevskiana “La bellezza salverà il mondo“ in  “la concretezza salverà il mondo”, sottolineando che quella era stata la bussola della sua vita. E già questo mi fece rabbrividire.   Inoltre, per una questione di chiarezza, bisogna ricordare a De Palo che il primo Family day del 2007 fu organizzato principalmente contro i DICO (una specie di legge Cirinnà, ma più debole), cioè cibtro il disegno di legge presentato dal Governo Prodi II l’8 febbraio 2007. E quelli non passarono.  

Quella intervista, che all’epoca criticai sul mio profilo Facebook, mi è venuta in mente quando ho letto la sua intervista apparsa ieri su Avvenire, nella quale esordisce dicendo che “E’ stata scritta una pagina storica della politica italiana. Per la prima volta il dibattito parlamentare sulla famiglia non ha assunto toni ideologici”. Si riferiva alla discussione attorno al ddl Delrio-Lepri, quella sul Family act, una legge delega che per diventare operativa dovrà attendere i decreti attuativi che dovranno essere approvati entro i 12-24 mesi e che prevede, tra l’altro, un assegno per ogni figlio dell’importo al momento imprecisato. 

Come vedete, ancora una volta ha parlato di assenza di “toni ideologici”, e ciò, almeno a prima vista, potrebbe essere considerata una cosa positiva. 

Purtroppo, le cose non stanno così perché è da circa un mese che osservo il sito del Forum delle famiglie e le loro pagine Facebook (nazionali e regionali, ove presenti) e la cosa che mi ha colpito è stata la totale assenza di qualsiasi cenno alla questione della legge sulla omofobia. Un fugace cenno lo troviamo solo sulla pagina facebook del Forum della Puglia, ma sembra quasi un minimo sindacale, un atto dovuto, qualcosa per mettersi la coscienza a posto. 

Probabilmente pensano che la questione della omofobia sia un affare “ideologico”, impostato sullo scontro tra posizioni identitarie, e non sul dialogo, una lotta basata su concetti astratti, e che dunque sia molto più produttivo operare sulla concretezza, portando a casa cose tangibili come aiuti per la famiglia. 

Ora, che grazie alla loro attività in questi anni si sia portato qualcosa di significativo a favore della famiglia è cosa opinabile. Dati i risultati, a me sembra più un atteggiamento da mosca cocchiera che altro. Ma quand’anche fosse vero, ciò non giustificherebbe affatto un silenzio totale sulla questione critica e delicata della legge sull’omofobia che costituisce un momento delicato della vita democratica del nostro paese, visto che con essa si introdurrebbero elementi da regime dittatoriale

Tra l’altro, nel consiglio direttivo del Forum delle Famiglie è presente un componente in rappresentanza della CEI. Nonostante questo, non si comprende la contraddizione tra il vertice della CEI che, preoccupato, emette un comunicato forte e chiaro contro il Ddl Zan sull’omofobia, parlando addirittura di “derive liberticide”, ed un forum delle famiglie che snobba totalmente la questione. 

A De Palo e co. sfugge completamente il semplice fatto che se pure il governo Conte dovesse approvare un assegno per mio figlio, non sarei affatto contento se, allo stesso tempo, fossi in galera perché condannato per la legge sulla omofobia approvata da quello stesso governo. A De Palo e co. sfugge totalmente il fatto che gli aiuti alla famiglia sono necessari, ma ancora più necessario è che la famiglia, meglio, la persona, sia un soggetto libero e vitale, perché solo un soggetto libero e vitale genera una società libera e vitale. E con la legge Zan la persona e la famiglia non sarebbero più libere come lo sono oggi. 

A ben vedere, questo atteggiamento “dialogoso” del Forum delle famiglie, che ha avuto la sua massima espressione nel rifiuto di partecipare ai due Family day del 2105 e 2016 perché, dicevano, la piazza è divisiva, ha dato il suo indiretto, forse non voluto, contribuito all’approvazione della legge Cirinnà che istituisce le unioni civili, cioè il “matrimonio” gay sotto mentite spoglie. Allo stesso modo oggi, rifiutando di occuparsi del Ddl Zan sull’omofobia, perché, sempre secondo loro, è una questione ideologica e non di rischio concreto, il Forum potrebbe ottenere il significato risultato, se così si può dire, di contribuire, sempre indirettamente, all’approvazione della legge disumana sull’omofobia.

Come Forum che gravita direttamente o indirettamente all’ombra della CEI e che ha come obiettivo statutario quello di promuovere e tutelare la famiglia naturale secondo la Carta dei diritti della famiglia della Santa Sede sarebbe un bel risultato….concreto! 

D’altra parte, se il Forum delle famiglie avesse a cuore la libertà democratica di espressione del pensiero, se avesse a cuore la concreta libertà di educazione delle famiglie (con la legge Zan non vi sarebbe), se avesse a cuore la libertà di associazione (proprio il Forum che è un’associazione di associazioni), se avesse a cuore la libertà religiosa (proprio il Forum che vive all’ombra della CEI), se avesse a cuore la libertà di stampa, cose che con la legge Zan scomparirebbero, allora sui loro siti web istituzionali, sulle loro pagine Facebook avrebbero pubblicato giornalmente quintalate di articoli, avrebbero alzato la voce, avrebbero organizzato incontri tra i loro associati, avrebbero ….e  invece niente!!! Niente di niente.  

Il nostro Gigi De palo oggi è contentissimo perché “E’ stata scritta una pagina storica della politica italiana. Per la prima volta il dibattito parlamentare sulla famiglia non ha assunto toni ideologici”. Non si accorge il De Palo che stiamo annegando nella ideologia, prova ne sia l’approvazione della legge Cirinnà, della legge sul fine vita ed ora la proposta di legge Zan sull’omofobia. Verrebbe da dire: ma dove vive? 

E invece, De Palo dovrebbe spiegare come mai oggi la grave questione della legge sull’omofobia è così assente dalla sua agenda quando fu proprio lui il principale promotore, negli stessi giorni della neonata Manif pour Tous Italia, cioè nel luglio 2013, di un flash mob davanti a Montecitorio, contro la legge Scalfarotto sull’omofobia. Dovrebbe spiegare come mai proprio oggi che Zan ed i suoi amici e colleghi propongono una delle peggiori leggi antidemocratiche ed incostituzionali della storia della nostra Repubblica i suoi siti pubblicano di tutto tranne che tale questione. Cosa è cambiato da quei primi mesi del 2013 ad oggi? 

Il Forum delle famiglie sembra essersi ridotto al “sindacato delle famiglie”, all’attività di mera richiesta del sussidio, della prebenda, dell’aiutino, tutte cose necessarie s’intende, ma dimenticando la questione centrale e fondamentale che è culturale, una questione che è anche educativa, una questione che discende direttamente dalla antropologia cristiana, che è ciò che ci distingue, o ci dovrebbe distinguere dagli altri. Al contrario, il rischio sarebbe quello di una pura omologazione.

Se si è così focalizzati sull’ottenere qualcosa per le famiglie dal governo Conte, dimenticando il resto, si corre il rischio di mettersi volontariamente la mordacchia e tacere su cose importanti come il rischio di perdere la libertà, rischiando così di cadere in una logica di puro scambio di basso profilo. Cosa che non vorremmo accadesse mai. Perché se così fosse, significherebbe cedere sul bene per un misero piatto di lenticchie.  

 




Nella Chiesa siamo risuscitati dal pensiero malvagio per camminare nella benedizione.

Gesù e Pietro paga tributo - Masaccio (particolare)

Gesù e Pietro paga tributo – Masaccio (particolare)

 

 

di Antonello Iapicca

 

“Perché pensiamo cose malvagie nel cuore”? Perché pensiamo che Gesù “bestemmi”? Perché portiamo dentro lo scandalo della sofferenza e non crediamo che Gesù abbia il potere di giungere alla radice del male ed estirparlo. Non riusciamo a credere in un perdono che cancelli e dimentichi i peccati e possa ricreare una persona sino a fare di un assassino un santo. Sappiamo che Dio è buono, onnipotente, e nel Credo professiamo la fede nel perdono dei peccati. E così cominciamo a pensare male di Gesù, proprio quando la Chiesa ci chiama alla fede, ad abbandonarci all’amore di Dio e a portare ai piedi di Gesù e aspettare che Lui operi la guarigione nelle situazioni difficili, nelle relazioni paralizzate, o di quello che in noi vi è di infermo. “Pensiamo male di Gesù” perché, indurito il cuore per l’inganno del demonio, non accettiamo che alla radice di qualsiasi problema vi siano i peccati. Come nel Vangelo, la mormorazione e il giudizio scattano quando Gesù, invece di operare il miracolo che guarisca le situazioni, punta diritto i peccati. Quando la Chiesa vorrebbe deporci ai piedi di Gesù perché ci perdoni e trasformi il cuore ci ribelliamo perché vorremmo un miracolo che cambi la realtà attorno a noi. Non accettiamo chi ci annuncia che vi è il peccato dietro la paralisi del dialogo e della comunione con il coniuge o le esplosioni continue dei figli che non siamo capaci di far ragionare e ci trascinano in altrettante esplosioni di ira. Vorremmo capire i perché di tante atrocità, di tante ingiustizie, ma rifiutiamo di accettare che esista una radice del male, la paralisi del peccato perché il pensiero unico che domina la nostra cultura non la prevede. Adagiati nel peccato pensiamo cose malvagie. Non riconoscerlo, guardarlo con supponenza, sorvolarne la serietà e la drammaticità è dare del bestemmiatore a Gesù. Significa essere nemici della sua Croce. Ignorare il peccato è ignorare Dio, il suo potere, il suo amore. Restare appiattiti sulle sue conseguenze, cercando come eluderle o sbianchettarle, dimenticando la Rivelazione che indica nel peccato la radice di ogni male, anche quelli che chiamiamo malattie o disastri naturali, conduce a pensare male di Dio, o a escluderlo dalla vita; non possiamo accettare un Dio che sembra non agire contro le ingiustizie, e preferiamo dimenticarlo, o cercare comunque e ad ogni costo un capro espiatorio su cui riversare il dolore e il risentimento. Il giustizialismo e l’indignazione di questi tempi nascondono negli armadi gli scheletri di una società che ha legittimato l’omicidio più efferato, quello perpetrato sulle creature più indifese. Il cortocircuito demoniaco stringe come un cappio mortale le nostre vite, cadute nell’illusione che si possa vincere il male con un male più grande travestito da bene. Insieme con la cultura mondana, non crediamo che la paralisi indichi il disordine del peccato, ma è piuttosto un incidente cui ribellarsi. La Scrittura ci rivela che la morte è entrata nel mondo per invidia del demonio e ne fanno esperienza quelli che gli appartengono. Vi è un solo cammino per guarire: guardare in faccia la Verità, lasciarci giudicare dalle Parole d’amore di Gesù. In Lui i peccati sono rimessi e sperimentiamo la vera liberazione, perché il mistero del male si svela nel perdono. A Boezio che si chiedeva “Se Dio esiste, da dove il male?”, San Tommaso d’Aquino rispondeva capovolgendo i termini: “Si il male è, Dio è”, perché l’esistenza di Dio è affermata e argomentata proprio a partire dalla realtà del male (Contra Gentiles, 1. III, c.71). Il perdono ci fa accettare le conseguenze dei nostri peccati e, in esse, le conseguenze dei peccati di ogni uomo. Da questa attitudine nasce l’umiltà e spariscono i pensieri malvagi, i giudizi, la malizia. Sulla roccia della Verità si infrangono le onde del male, e sorge un pensiero nuovo, di pazienza e misericordia. Nella Verità si dischiude la porta della vita davanti ad ogni peccatore, a ciascuno di noi: lasciarsi amare, riconciliare, perdonare. Accettare d’essere peccatori, e gettarsi ai piedi di Gesù, aiutati e accompagnati dalla Chiesa: “O Signore, non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa”. Perché Gesù è mosso dalla fede degli amici del paralitico a compiere il miracolo del perdono riconsegnando forza e vigore alle membra paralizzate. Abbiamo bisogno della comunità cristiana, dei pastori e dei fratelli, del Popolo santo che è capace, per amore del povero e del debole, di scoperchiare i tetti e deporre i malati ai piedi di Gesù. Abbiamo bisogno della fede della Chiesa che apre per noi un cammino distruggendo pareti e tetti che ci accerchiano e ci impediscono di andare a Cristo, per essere liberati e tornare a casa, nella storia di ogni giorno con il letto che è la memoria dei nostri peccati e la consapevolezza della nostra debolezza nella quale si rivela pienamente la potenza dell’amore di Dio. A noi la memoria di quello che siamo, a Gesù l’amore e il perdono.

 

Don Antonello Iapicca è missionario da 30 anni in Giappone. Ora opera nella città di Takamatsu.

 




RASSEGNA STAMPA del 03 luglio 2020 – aggiornata continuamente

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    Detenzioni arbitrarie e respingimenti da parte delle autorità greche a danno dei migranti. Li denunciano l’organizzazione Oxfam e il Greek Council for Refugees, che, in un rapporto, fotografano gli effetti del nuovo sistema di asilo nel Paese a cui, si teme, potrebbe anche ispirarsi l’Unione europea.... Read more
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  24. Barbagallo (Aif): nuovi progressi nel sistema di controllo dell'attività finanziaria vaticana
    Il presidente dell’Autorità di Informazione Finanziaria, Carmelo Barbagallo, parla del Rapporto 2019 e del lavoro del primo semestre del 2020. Abbiamo compiuto, spiega, numerosi progressi nel sistema dei controlli delle attività finanziarie degli enti vaticani... Read more
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  25. Vaticano. Rapporto Aif: risultati concreti dalla collaborazione internazionale
    Nel 2019 sono state 64 le segnalazioni di attività sospette. L’Autorità di Informazione Finanziaria della Santa Sede ha disposto 4 misure preventive, oltre 370 i soggetti coinvolti negli scambi di richieste di informazioni con l’estero. S’intensifica la collaborazione interna e internazionale... Read more
    Source: Vatican News - Italiano Published on: 4 hours ago
  26. Card. Ruini: Il DDL Zan è “relativismo che diventa assolutismo. E noi dobbiamo difendere la libertà di espressione, guai se cediamo su questo!”
    (se il video qui sotto non si carica fare il refresh di questa pagina o cliccare qui)     Stralcio dal colloquio tra Don Nicola Bux e il Card. Camillo Ruini e il Senatore Gaetano Quagliariello. L’incontro merita di essere visto tutto.   Domanda: Rimanere attaccati al Magistero della Chiesa e recuperare il gusto della [...]L'articolo Card. Ruini: Il DDL Zan è “relativismo che diventa assolutismo. E noi dobbiamo difendere... Read more
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  27. Card. Zen: La legge sulla sicurezza non garantirà piena libertà religiosa
    Il vescovo emerito di Hong Kong non ha fiducia nella Cina e teme che ad Hong Kong si verifichi una intromissione del governo negli affari della Chiesa. Diversa la posizione del card. Tong. Sacerdote di Hong Kong: Pechino permetterà solo la libertà di culto. Ma la libertà religiosa è più ampia.... Read more
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  28. Pakistan, la morte di Nadeem. Ucciso per aver preso casa tra i musulmani
    I vicini ritenevano quei cristiani “indegni” di vivere tra loro, in un quartiere a maggioranza islamica. Così hanno sparato allo stomaco del capofamiglia L'articolo Pakistan, la morte di Nadeem. Ucciso per aver preso casa tra i musulmani proviene da Tempi.... Read more
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    Source: Nicola Porro Published on: 4 hours ago By Nicola Porro
  30. Toccante testimonianza sull'efficacia del Rito Antico
    Ci sono fatti eloquenti di per sé, senza bisogno di commenti.Mi segnala un carissimo lettore che nella sua diocesi, che non nomino per ovvi motivi, per effetto della quarantena Covid sono state chiuse (e non ancora riaperte) molte chiese. In compenso, un vero sacerdote ha continuato a celebrare le sue messe in Rito antico, senza pubblicità, per pochi intimi. Naturalmente ha continuato a farlo secondo Dio e non secondo le... Read more
    Source: Chiesa e post concilio Published on: 4 hours ago
  31. Magister: " Che cosa è cambiato in due anni tra i vescovi cinesi. Il fallimento dell’accordo del 2018"
    Stiamo peggio della peggiore Ostpolitik del duo CasaroliSilvestrini anni '70.Almeno loro erano cattivi ma intelligenti.Questi neanche.Come diceva Churchill, meglio trattare con un cattivo che con uno stupido, il cattivo almeno ogni tanto si riposa.E questi sono cattivi e pure stupidiLuigi22-6-20, Settimo CieloIl prossimo 22 settembre, al compiere dei suoi due anni, l’accordo segreto siglato nel 2018 tra la Santa Sede e la Cina sulla nomina dei vescovi “scadrà”. L’ha detto... Read more
    Source: MiL - Messainlatino.it Published on: 4 hours ago
  32. C’è una strategia precisa dietro gli ultimi attacchi a Trump
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  33. FABBRICATA L’ESTREMA DESTRA ASSASSINA. SI CHIAMA “BOOGALOO”.
    Lo  ha  scoperto  per  prima  (già  nel 2019)  l’AntiDefamation  League of B’Nai Brith; lo ha  riscoperto l’Economist questo  maggio, e  subito il Telegraph, il Guardian, Haaretz  hanno levato l’allarme all’unisono;  […] L'articolo FABBRICATA L’ESTREMA DESTRA ASSASSINA. SI CHIAMA “BOOGALOO”. proviene da Blondet & Friends.... Read more
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  34. Santa Sofia potrebbe tornare moschea tra 15 giorni
    Erdogan spinge per la conversione in luogo di culto e il Consiglio di Stato si dà due settimane per decidere L'articolo Santa Sofia potrebbe tornare moschea tra 15 giorni proviene da Tempi.... Read more
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  37. Omofobia: Il ddl Zan & C. produrrebbe l’effetto di rovesciare l’ordine etico della società
    In Parlamento si discute sul testo unificato che contiene il Ddl contro l’omotransfobia. Quali saranno le ricadute se dovesse diventare legge? Cosa si potrà dire e cosa no? Avremo ancora un diritto d’opinione o questo segnerà la fine del libero pensiero? Ida Giangrande, di Punto Famiglia, mi ha posto alcune domande. Di seguito l'intervista.   [...]L'articolo Omofobia: Il ddl Zan & C. produrrebbe l’effetto di rovesciare l’ordine etico della società... Read more
    Source: Il blog di Sabino Paciolla Published on: 5 hours ago By Gianfranco Amato
  38. ​Card. Gracias: Tommaso, apostolo dell’India, ci aiuti nella pandemia
    La celebrazione della festa di san Tommaso apostolo. “La sua professione, ‘Mio Signore e mio Dio’, Kyrios Theos è la più chiara dichiarazione della divinità di Gesù nella Sacra Scrittura”.... Read more
    Source: www.asianews.it Published on: 5 hours ago
  39. Trame della Domenica. XIV Domenica del Tempo Ordinario per giovani e adulti con disabilità intellettiva – I piccoli e l’asinello
    Una proposta per i ragazzi con disabilità cognitiva e le loro famiglie, da fare in casa, o, se possibile, in piccoli gruppi (di famiglie, parrocchie,…... Read more
    Source: Chi ci separerà? Published on: 5 hours ago
  40. OMOTRANSFOBIA: ANCHE RUINI CRITICA L’AMBIGUITÀ DI AVVENIRE.
      Marco Tosatti Carissimi Stilumcuriali, ieri sera, come vi avevamo annunciato, su @ilpensierocattolico si è svolto un dibattito a cui hanno partecipato oltre a mons. Nicola Bux il cardinale Camillo Ruini e il segnatore Gaetano Quagliariello. Vi consigliamo di andare su questo collegamento per seguire il dibattito, veramente appassionante. Ci sembra interessante però estrapolare due...Leggi di più... Read more
    Source: STILUM CURIAE Published on: 5 hours ago By Marco Tosatti
  41. FLASH - Sopravvive all'aborto e incontra sua madre
    Melissa Ohden era destinata all'aborto tardivo, ma sopravvisse. Ora, da adulta, ha avuto modo di conoscere la sua madre naturale e riconciliarsi con lei. Quest'ultima, Ruth, racconta che fu costretta da sua madre, un'infermiera, ad abortire, quando aveva solo 19 anni. A intervento effettuato, le era stato detto che la bambina era stata ormai gettata nei rifiuti sanitari, come avviene per quasi tutti i bambini abortiti. Ma Melissa era ancora... Read more
  42. Santa Sede: ridurre il debito dei Paesi poveri provati dalla pandemia
    L’emergenza Covid-19 rappresenta una sfida senza precedenti, che impone attenzione per i Paesi in via di sviluppo. Ieri l’intervento dell’Osservatore permanente della Santa Sede all'Onu di Ginevra, alla 67.ma sessione dell’Unctad, la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo... Read more
    Source: Vatican News - Italiano Published on: 5 hours ago
  43. Il Venerabile Emilio Recchia, uno stimmatino Giusto tra le Nazioni
    Entrando nella chiesa di Santa Croce sulla via Flaminia, a Roma, si scopre un pezzo della storia della Città eterna. La parrocchia, costruita in una età piuttosto recente è un gioiello dell'architettura dei primi del Novecento. Nel quartiere però, oltre alla bellezza di quanto descritto vi è anche qualcos'altro per certi versi più importante ovvero la presenza di un venerabile che ha officiato, per lunghi anni, nel tempio romano: padre... Read more
    Source: ACI Stampa Published on: 6 hours ago By Gianluca Giorgio
  44. Non volete la Comunione in mano? Allora niente Messa
    Mentre in Italia e in Europa l’epidemia del Covid sta finalmente terminando, non così purtroppo si può dire dell’indotto generato dalla stessa: per parecchio tempo ancora dovremo aspettarci minacce di un sedicente ritorno, dovremo vederci prospettare forme di controllo personale, come il tracciamento, e limitazioni alle libertà. L’epidemia sta rappresentando un’occasione per introdurre cambiamenti radicali di tipo politico, economico, culturale, e non da ultimo ecclesiale. All’interno della Chiesa cattolica l’epidemia... Read more
    Source: Aldo Maria Valli Published on: 6 hours ago By Aldo Maria Valli
  45. Rafforzare identità cristiana e cultura caldea: le sfide del neo-vescovo di Zakho
    P. Felix Dawood al-Shabi guiderà l’eparchia, oggi distinta da quella di Amadiyah su proposta del patriarca Sako. Un’area strategica per i commerci con Siria e Turchia, oltre a essere “il cuore del mondo caldeo”. Ai fedeli chiede di “avere coraggio e speranza”; ai cattolici dell’Occidente di “sostenere i fratelli sofferenti”.... Read more
    Source: www.asianews.it Published on: 6 hours ago
  46. Ciclo di Webinar sulla cultura della Vita
    COSA STA SUCCEDENDO? Ciclo di webinar sull’attualità della cultura per la vita. Il primo, martedì 7 luglio, sulla RU486, qua tutte le informazioni per iscriversi.  L'articolo Ciclo di Webinar sulla cultura della Vita proviene da Strano Cristiano.... Read more
    Source: Strano Cristiano Published on: 6 hours ago By Assuntina Morresi
  47. Che cos’è il “rebate”
    Per rebate (in italiano “rimborso”) si intende nel gergo politico dell’Unione Europea il processo di restituzione a un Paese membro di parte dei fondi versati al bilancio comunitario in seguito a un accordo bilaterale tra questo e Bruxelles. Il “rebate” per eccellenza è quello di cui la Gran Bretagna ha goduto dalla metà degli Anni Ottanta fino alla […] Continua a leggere The post Che cos’è il “rebate” appeared first on InsideOver.... Read more
    Source: InsideOver Published on: 6 hours ago By Andrea Muratore
  48. FLASH - A 15 anni sceglie la Vita
    Quando ha inizio una gravidanza, vuol dire che c'è un bambino in più in questo mondo, da accogliere e amare. È quello che ha coraggiosamente fatto Valeria, rifiutando l'aborto e dando alla luce la piccola Noemi. Così, ora la madre di Valeria, a 34 anni, è diventata la nonna più giovane della Puglia. Spiega: «Certo, non mancheranno le difficoltà ma andiamo avanti». I nostri migliori auguri a questa famiglia di cinque generazioni... Read more
  49. FLASH - Eutanasia a una ragazza, «Darle da mangiare è crudele»
    «Una donna in Irlanda vuole che un giudice permetta a sua figlia di morire di fame, affermando che la giovane soffre in uno "stato vegetativo" e che continuare a darle da mangiare è "crudele"». Comprendiamo il dolore, lo strazio e le difficoltà di una madre, che rispettiamo, al vedere la propria figlia in stato vegetativo, ma quella ragazza è e resta una persona e la sua vita merita di ricevere tutta... Read more
  50. Silvio Berlusconi: da persona a vita nuda
    Il giudizio politico giudiziario sulla confessione del Giudice Franco in ordine alla sentenza della Corte di Cassazione del 1° agosto 2013 produttiva degli effetti distruttivi della vita personale e politica di Silvio Berlusconi, del partito Forza Italia e con essa delle istituzioni della nostra repubblica parlamentare è in corso di strutturazione. Quanto pubblicato è già […] L'articolo Silvio Berlusconi: da persona a vita nuda proviene da l'Occidentale.... Read more
    Source: l'Occidentale Published on: 6 hours ago By Giuseppe
  51. Protestanti e cattolici perseguitati per bloccare le «infiltrazioni straniere»
    A causa delle crescenti tensioni con le democrazie occidentali, il regime fomenta i sentimenti nazionalistici e reprime le religioni come «agenti stranieri» di Wang Yong Secondo la propaganda del PCC, il protestantesimo e il cattolicesimo sono strumenti utilizzati dagli «imperialisti per invadere la Cina». Nel corso della guerra commerciale con gli Stati Uniti d’America, delle […]... Read more
    Source: Bitter Winter Published on: 6 hours ago By Wang Yong
  52. Legge sulla sicurezza: L’attivista democratico Nathan Law fugge da Hong Kong
    La sua destinazione è sconosciuta. Poche ore prima aveva testimoniato in videoconferenza davanti al Congresso Usa. Autorità cittadine: Slogan a favore della democrazia o dell’indipendenza violano la normativa. I timori del campo democratico.... Read more
    Source: www.asianews.it Published on: 7 hours ago
  53. Sto con Renzi e il Cavaliere contro le toghe politicizzate
    Scrivo per fatto personale: la premessa è necessaria perché quello che scriverò non riguarda approfonditi studi o ardite analisi dietrologiche, ma semplicemente quello che ho vissuto. Tra il 1992 ed il 1993 ho visto sparire, tra i tanti, il mio partito, il Partito Liberale Italiano. È stato doloroso e mortificante tra processi, tangenti, carcere, tradimenti […] More L'articolo Sto con Renzi e il Cavaliere contro le toghe politicizzate proviene da... Read more
    Source: Nicola Porro Published on: 7 hours ago By Antonio De Filippi
  54. Giustizia, perché il caso Palamara e il caso Franco sono due facce della stessa medaglia
    Il caso Palamara dimostra cos’è stato il sistema giudiziario italiano negli ultimi anni. Qualcuno potrebbe consigliare di leggere il quadro dell’ex presidente dell’Anm alla stregua di un episodio. Quasi come se, personalizzando la faccenda, la portata dello scandalo potesse venire meno. A nostro giudizio non è possibile   . Perché il caso Palamara, per quanto […] L'articolo Giustizia, perché il caso Palamara e il caso Franco sono due facce della... Read more
    Source: l'Occidentale Published on: 7 hours ago By Giuseppe
  55. Myanmar, 162 vittime nell’incidente alla miniera di giada
    Uno smottamento provocato dalle forti piogge monsoniche ha travolto i lavoratori. Recuperati solo i corpi che galleggiano, molti restano sepolti dalla coltre di fango. Al momento si contano anche 54 feriti, ricoverati negli ospedali della zona. L’industria mineraria birmana vale miliardi di dollari, ma i proventi restano nelle mani dei militari e dell'ex giunta al potere. ... Read more
    Source: www.asianews.it Published on: 7 hours ago
  56. FLASH - Wikipedia, Pillon. Data di morte: "il prima possibile"
    Il senatore leghista Simone Pillon è noto per le sue battaglie a favore della Vita umana, della Famiglia naturale e contro l'ideologia Gender; per questo, è stato sempre duramente attaccato da chi si fa promotore di idee contrarie. «Se inserite in Google il nome del senatore leghista Simone Pillon l’anteprima di Wikipedia vi dice che Pillon è nato il primo giugno del 1971 ed è morto "il prima possibile". Inoltre il suo curriculum è... Read more
  57. Arriva il tour Lgbt nelle città d’arte. Ma sono queste le priorità di una comunità che si dice discriminata?
    Ci mancava solo il Grand Tour LGBT, quello realizzato in cinque città del centro-nord Italia. E già perché, come se non bastassero i media a martellarci, tutti i giorni, coi messaggi improntati al “love is love”, si è pensato bene, ora, di ripercorrere anche la storia LGBT, rivisitando luoghi ed epoche chiave del nostro Paese. Insomma, sia di fronte al tentativo di inserire il pensiero arcobaleno, nelle radici stesse della... Read more
  58. Paglia: urge un dialogo per ripensare il dopo coronavirus
    Per l’arcivescovo, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, la pandemia è un grande schiaffo che può essere salutare. “Chi crede sia solo una parentesi sta giocando con il fuoco”... Read more
    Source: Vatican News - Italiano Published on: 7 hours ago
  59. Per non fermarsi col rosso passano col verde
    di Marcello Veneziani. Dopo le Sardine verranno le Zucchine. La sinistra cerca un nuovo travestimento per le competizioni elettorali e si converte alla Verdura perché tira, dopo il Covid, Greta e l’amazzonico Bergoglio. Ma il tema verde è molto più serio e profondo di un travestimento elettorale o di una battaglia anti-Trump; e non appartiene […]... Read more
    Source: Libertà e Persona Published on: 7 hours ago By Lorenza Perfori
  60. I cinque danni della caccia a Berlusconi
    Allora era vero. Era proprio vero che ci fosse un complotto, un linciaggio giudiziario-mediatico e una campagna pianificata contro Berlusconi per cacciarlo dal governo a cui era arrivato col voto popolare. Dunque non era complottismo, non era vittimismo, non erano fake news, non era campagna di fango e veleni contro i magistrati e i purissimi [&hellipL'articolo I cinque danni della caccia a Berlusconi proviene da Marcello Veneziani.... Read more
    Source: Marcello Veneziani Published on: 7 hours ago By Marcello Veneziani
  61. Favori al Pd e migranti usati: la Caritas pelosa di Bergamo
    di Andrea Zambrano. Accuse pesantissime di business sui clandestini: dall’associazione a delinquere allo sfruttamento del lavoro, ma per i sacerdoti e le coop sociali indagati nell’inchiesta della Procura sul Sistema Bergamo cala il silenzio: della Diocesi, di Avvenire e dei giornali d’area cattolica. Eppure, al di là dell’aspetto giudiziario, emerge una connivenza di potere e rapporti tra Pd e […]... Read more
    Source: Libertà e Persona Published on: 7 hours ago By Lorenza Perfori
  62. Le esplosioni che inquietano l’Iran
    Una nuova misteriosa esplosione colpisce l’Iran. La terza nel giro di una settimana. La prima è avvenuta il 25 giugno, uno scoppio che ha illuminato di arancione il cielo di Teheran e proveniente da un’area vicina al vecchio sito nucleare di Kohjir. I funzionari iraniani hanno negato che si trattasse dell’ex sito nucleare o del […] Continua a leggere The post Le esplosioni che inquietano l’Iran appeared first on InsideOver.... Read more
    Source: InsideOver Published on: 7 hours ago By Lorenzo Vita
  63. L’economia USA torna a ruggire: a giugno 4.8 milioni di posti di lavoro in più. E Trump gongola
    Mentre la saldatura internazionale e nazionale anti-Trump si va affinando sempre di più, portando a spiccare anche un mandato di cattura internazionale verso Trump – vedi il regime degli ayatollah – con la morsa sempre più stretta, composta dal lamestream media e da quello che ormai potremmo ribattezzare il Covid-party, il tasso di disoccupazione negli […] L'articolo L’economia USA torna a ruggire: a giugno 4.8 milioni di posti di lavoro... Read more
    Source: l'Occidentale Published on: 7 hours ago By Giuseppe
  64. Così i manifestanti hanno devastato il quartiere “occupato” di Seattle
    Abitazioni danneggiate, sporcizia e immondizia ovunque, graffiti: così si presenta il quartiere di Capitol Hill a Seattle – sei isolati nel centro cittadino – liberato ieri dalle forze di polizia dopo tre settimane di occupazione da parte dei manifestanti antirazzisti (Black Lives Matter, Antifa e altre organizzazioni della sinistra radicale americane). Su ordine della sindaca […] Continua a leggere The post Così i manifestanti hanno devastato il quartiere “occupato” di... Read more
    Source: InsideOver Published on: 7 hours ago By Roberto Vivaldelli
  65. Eutanasia in Portogallo, il grande lavoro dei pro life per respingerla
    La Portuguese pro-life Federation ci aggiorna circa il duro lavoro che sta portando avanti contro la legalizzazione dell’eutanasia. Cinque proposte di legge, lo scorso 20 febbraio, sono state approvate dal parlamento portoghese, ma la Federazione portoghese pro life aveva già lanciato una petizione per ostacolarla da alcuni giorni prima. Così, mentre le proposte erano state inviate ad una commissione parlamentare che le avrebbe discusse una ad una, il 7 marzo... Read more
  66. Netflix celebra (e ostenta senza motivo) il mese del Pride
    Una provocazione bella e buona, quella lanciata da Netflix Italia sui socil network, in cui si risponde a chi denuncia troppi film con personaggi LGBT, proponendo al suo pubblico nuove “nomi” di film di questo “genere”, affiancando un emoticon arcobaleno ad ognuno di questi titoli. E così Netflix Italia comincia a sciorinare un lungo elenco arcobaleno di nomi di famosi film modificati proprio in chiave arcobaleno. “A thread”, “Gender things”,... Read more
  67. Conferenza stampa a Firenze per denunciare i rischi del ddl Zan. Intervista a Filippo Bianchi
    Il Comune di Bergamo è notoriamente tra quelli che più sovvenzionano iniziative Lgbt. L’opposizione di centrodestra, tuttavia, non getta la spugna e attende la discussione di una mozione che impegna la giunta Gori ad «attivarsi presso il Governo e il Parlamento italiani», affinché prendano le distanze dal ddl Zan-Scalfarotto contro l’omofobia. Un provvedimento simile, in forma di risoluzione, è stato respinto lunedì scorso al Consiglio Comunale di Firenze. È proprio... Read more
  68. Un report svela il calo degli aborti in Italia. Una buona notizia, ma il dramma di tante donne non è ancora debellato
    È stato inviato al Parlamento il rapporto annuale sull’attuazione della Legge 194, quella che dal 1978 ha introdotto l’aborto legale in Italia. Ma anche se «i casi sono in calo», come titola il Corriere della Sera, questo non ci rassicura affatto, perché è in aumento «il ricorso all’aborto farmacologico e l’uso della pillola del giorno dopo e dei 5 giorni dopo». L’aborto farmacologico, infatti, non è “meno aborto” di quello... Read more
  69. Il Comune di Genova vince l’appello: no alla doppia maternità. Insorgono le associazioni Lgbt
    Una notizia importante, alla vigilia della discussione di una legge (il ddl Zan- Scalfarotto) che vorrebbe annullare ogni possibilità di affermare l’obiettiva differenza biologica e di conseguenza anche il concetto di famiglia, ci giunge in questi giorni. Una bimba genovese non potrà essere riconosciuta come “figlia di due mamme”. E’ stata la Corte d'Appello ad aver accolto il ricorso presentato dall'amministrazione comunale contro la sentenza di primo grado del Tribunale... Read more
  70. Princìpi non negoziabili, la battaglia politica non è un optional
    Le leggi cattive trasformano la percezione sociale del male in bene The post Princìpi non negoziabili, la battaglia politica non è un optional appeared first on IFN.... Read more
    Source: IFN Published on: 9 hours ago By Marco Respinti
  71. È ora di smetterla di tirar fuori argomenti pretestuosi in difesa del Vaticano II e della messa Novus Ordo
    Nella nostra traduzione da LifeSiteNews 30 giugno, l'articolo che segue mostra come si va ampliando il dibattito teologico e culturale non più eludibile. Qui i precedenti significativi. Sono molti ormai gli studiosi che ne hanno raccontato la tragica storia: adesso è ora di agire, tanto per i sacerdoti come per i laici. Nota dell’editore: il seguente articolo è stato redatto da un sacerdote anonimo. In molte delle sue recenti dichiarazioni,... Read more
    Source: Chiesa e post concilio Published on: 9 hours ago
  72. L’Irlanda inghiottita dall’aborto
    Numeri inquietanti, cifre in rialzo e un “sommerso” da paura The post L’Irlanda inghiottita dall’aborto appeared first on IFN.... Read more
    Source: IFN Published on: 9 hours ago By Luca Volontè
  73. WHITE SUPREMATISM. WHERE WAS IT BORN? BUT IT’S (ALMOST) VANISHED…
      Marco Tosatti Dear friends and enemies of Stilum Curiae, Agostino Nobile has sent us a reflection on the historical reality of what is called “white suprematism”, and which is actually a form of racism preparatory to the theories of the race we saw in Nazism. But its roots are elsewhere… §§§      ...Leggi di più... Read more
    Source: STILUM CURIAE Published on: 9 hours ago By Marco Tosatti
  74. SUPREMATISMO BIANCO. DOVE È NATO? MA È (QUASI) SVANITO.
      Marco Tosatti Carissimi amici e nemici di Stilum Curiae, Agostino Nobile ci ha inviato una riflessione sulla realtà storica di quello che viene chiamato “suprematismo bianco”, e che in realtà è una forma di razzismo propedeutica alle teorie della razza che abbiamo visto nel nazismo. Ma le sue radici sono altrove… §§§   I...Leggi di più... Read more
    Source: STILUM CURIAE Published on: 9 hours ago By Marco Tosatti
  75. 5 ragioni per cui un cattolico dovrebbe preferire la S. Comunione in bocca - III parte
    III parte: la testimonianza dei santi, dei papi e degli angeli.Qui le altre ragioni.Roberto5 RAGIONI PER CUI I CATTOLICI DOVREBBERO RICEVERE LA S. COMUNIONE SOLO SULLA LINGUA di John Henry Western su Lifesitenews, 24.06.2020traduzione per MiL da parte di un nostro gentile lettore Jacopo Dellapasqua3) La testimonianza dei Santi, dei Papi, e degli angeli S. Tommaso d’Aquino, universalmente visto come il più grande dei Dottori della Chiesa, ha scritto nella Summa Theologiae, nel XIII secolo: Per... Read more
    Source: MiL - Messainlatino.it Published on: 9 hours ago
  76. La Borraccia per il 4 luglio
    Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi ogni tanto. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione, che si...... Read more
    Source: Il Cammino dei Tre Sentieri Published on: 9 hours ago By admin
  77. COVID e crisi della famiglia. Di Julio Loredo
    Tavolo di Lavoro sul dopo-cornavirus COVID e crisi della famiglia   Di Julio Loredo Presidente dell’Associazione Tradizione Famiglia Proprietà (TFP)   Se la famiglia avesse conservato la sua struttura naturale e tradizionale, invece di essere sconquassata dalle tendenze moderne, la pandemia da COVID-19 non sarebbe stata così nociva, sia in termini assoluti sia in percentuali di infezione e di mortalità. [...]... Read more
    Source: News dell'Osservatorio Published on: 10 hours ago By admin
  78. Mese del Preziosissimo Sangue: molti che agiscono freneticamente pensano di essere attivi e invece non fanno nulla (4 luglio)
    ESEMPIO Al mondo vi sono state sempre anime sante che si sono offerte vittime per allontanare i castighi di Dio dalla povera umanità. Una di queste fu Santa Maria Maddalena de’ Pazzi (1566-1607), nobile fiorentina....... Read more
    Source: Il Cammino dei Tre Sentieri Published on: 11 hours ago By admin
  79. 4 luglio 2012: Annuncio della scoperta del Bosone di Higgs… ovvero la particella che ci fa una lezione di Catechismo
    Tempo fa famigliacristiana.it pubblicò un’intervista a Guido Tonelli, tra i protagonisti della scoperta del famoso Bosone di Higgs.  Di questa intervista riportiamo tre passaggi che ci sembrano molto importanti. Domanda: Professore, perché le scoperte del bosone...... Read more
    Source: Il Cammino dei Tre Sentieri Published on: 12 hours ago By admin
  80. Il “dibbbattito” sulla scuola no, per favore
    Un appello sul Corriere per mettere la scuola tra le priorità del Paese. D'accordo, cioè? Almeno la Cdo fa qualche proposta, ragioniamo su quelle L'articolo Il “dibbbattito” sulla scuola no, per favore proviene da Tempi.... Read more
    Source: Tempi Published on: 13 hours ago By Emanuele Boffi
  81. Come ti sponsorizzo la categoria più “discriminata” al mondo.
          di Annarosa Rossetto   E’ finito il mese di giugno. Come forse saprete è il mese che la lobby LGBT ha da anni fatto diventare il “mese dell’orgoglio gay”. E ogni anno vediamo intensificare l’onda di arcobaleno che invade i loghi di aziende di ogni tipo dalle reti telefoniche alle squadre di [...]L'articolo Come ti sponsorizzo la categoria più “discriminata” al mondo. proviene da Il blog di... Read more
    Source: Il blog di Sabino Paciolla Published on: 13 hours ago By Annarosa Rossetto
  82. Il Forum delle Famiglie, la legge sull’omofobia e il piatto di lenticchie.
    De Palo Luigi, presidente del Forum delle Associazioni Familiari   di Sabino Paciolla   Gigi De Palo è il presidente del Forum delle Associazioni Familiari, un’associazione di associazioni di orientamento cattolico a carattere nazionale, che si propone la promozione di politiche familiari secondo quanto indicato dalla Carta dei diritti della famiglia della Santa [...]L'articolo Il Forum delle Famiglie, la legge sull’omofobia e il piatto di lenticchie. proviene da Il blog... Read more
    Source: Il blog di Sabino Paciolla Published on: 13 hours ago By Sabino Paciolla
  83. Nella Chiesa siamo risuscitati dal pensiero malvagio per camminare nella benedizione.
    Gesù e Pietro paga tributo - Masaccio (particolare)     di Antonello Iapicca   "Perché pensiamo cose malvagie nel cuore"? Perché pensiamo che Gesù "bestemmi"? Perché portiamo dentro lo scandalo della sofferenza e non crediamo che Gesù abbia il potere di giungere alla radice del male ed estirparlo. Non riusciamo a credere in [...]L'articolo Nella Chiesa siamo risuscitati dal pensiero malvagio per camminare nella benedizione. proviene da Il blog di... Read more
    Source: Il blog di Sabino Paciolla Published on: 13 hours ago By admin
  84. Il piacere è santo solo se è indirizzato al giusto fine …ecco cosa dice padre Tanquerey
    Nel suo famosissimo “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, padre Adolphe Tanquerey (1854 – 1932) così scrive del piacere: Il piacere non è cattivo in se stesso; Dio lo permette ordinandolo ad un fine superiore,...... Read more
    Source: Il Cammino dei Tre Sentieri Published on: 13 hours ago By admin
  85. Svolto un incontro per la pace in Siria nel formato Astana, Europa ridicola
    Dopo una lunga pausa, il processo di negoziazione nel formato Astana per la pace in Siria si è tenuto nuovamente il 1 luglio alle 14.00. I presidenti di Russia, Iran e Turchia – i paesi garanti del cessate il fuoco in Siria – hanno giudicato inopportuna tenere la riunione- come originariamente previsto – a Teheran […] Source... Read more
    Source: VIETATO PARLARE Published on: 14 hours ago By Patrizio Ricci
  86. Come mai la morale islamica può permettere che si produca e si traffichi droga?
    Dio è Verità, Bontà e Bellezza Il Cammino dei Tre Sentieri... Read more
    Source: Il Cammino dei Tre Sentieri Published on: 14 hours ago By admin
  87. La “via pulchritudinis” con John Brown
    Noi de Il Cammino dei Tre Sentieri siamo convinti che sia importante ribadire che Dio è Somma Verità, Somma Bontà e Somma Bellezza. Che la Verità Cattolica non solo è “vera” ma è anche “bella”,...... Read more
    Source: Il Cammino dei Tre Sentieri Published on: 15 hours ago By admin
  88. Le incognite della fine di un pontificato
    L'attenta analisi di Roberto De Mattei si inserisce nell'alveo dei contributi al serio dibattito innescato dai recenti interventi sul Vaticano II dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò e del vescovo ausiliare di Astana Athanasius Schneider [qui].Le dimissioni di Benedetto XVI saranno ricordate come uno degli eventi più catastrofici del nostro secolo, perché hanno aperto la porta non solo a un disastroso pontificato, ma soprattutto a una situazione di caos crescente nella Chiesa.A... Read more
    Source: Chiesa e post concilio Published on: 18 hours ago
  89. padre Daniel Maes dalla #Siria sul Caesar Act
    Un messaggio da padre Daniel in Siria, al mondo, sul Caesar Act Cari amici Stiamo vivendo i “tempi bui”, che Gilbert Keith Chesterton (+ 1936) aveva previsto? Prediceva il crollo della nostra civiltà con la demolizione dei suoi pilastri morali, religiosi e culturali. “La gente tende a guardare con entusiasmo al futuro perché ha paura […] Source... Read more
    Source: VIETATO PARLARE Published on: 20 hours ago By Patrizio Ricci
  90. Come liberarci dalla sindrome di popolo sottomesso – Valentino Bellucci
    Come liberarci dalla sindrome di popolo sottomesso - Valentino Bellucci La nostra intervista al prof. VALENTINO BELLUCCI sociologo, antropologo, docente di storia e filosofia. Conduce CARLO SAVEGNAGO Sponsor della trasmissione: Antenore Energia www.antenore.it "Luce e gas a misura d'uomo" Cashmere… Source... Read more
    Source: VIETATO PARLARE Published on: 20 hours ago By Patrizio Ricci
  91. BUX, RUINI E QUAGLIARIELLO DISCUTONO: UN’ALTRA LIBERTÀ.
      Marco Tosatti Cari Stilumcuriali, un post brevissimo per annunciarvi che questa sera GIOVEDì 2 LUGLIO, ORE 21.00 – Ci sarà una DIRETTA FACEBOOK su @Ilpensierocattolico. In dialogo con Don Nicola Bux interverranno l’On. Gaetano Quagliariello e S.E.R. Card. Camillo Ruini. “Il coronavirus ha riportato in primo piano la grande questione del limite dell’essere umano e...Leggi di più... Read more
    Source: STILUM CURIAE Published on: 20 hours ago By Marco Tosatti
  92. Bravo Sileri, che stronca gli avvoltoi della seconda ondata
    Pierpaolo Sileri, professione capro espiatorio. Uno che non alza la voce, non le spara grosse anzi si presta a coprire le bordate altrui. In questi mesi di epidemia, di lockdown, di follie governative e mediatiche c'era spesso lui in televisione a ricevere critiche, a metterci la faccia anche per il superiore gerarchico, il ministro della […] More L'articolo Bravo Sileri, che stronca gli avvoltoi della seconda ondata proviene da Nicola... Read more
    Source: Nicola Porro Published on: 21 hours ago By Max Del Papa
  93. Hong Kong: qualcuno svegli Conte e Di Maio
    Hong Kong stava meglio quando stava peggio: quando era una colonia britannica. Nel 2014 ci fu la ribellione degli ombrelli a seguito dell'approvazione di una legge elettorale "truffa" e nel 2019 la scena si ripetette con una legge sull'estradizione. Il regime comunista cinese ha sempre risposto con la repressione del dissenso come sta avvenendo in […] More L'articolo Hong Kong: qualcuno svegli Conte e Di Maio proviene da Nicola Porro.... Read more
    Source: Nicola Porro Published on: 22 hours ago By Giancristiano Desiderio
  94. Da dove vengono i soldi dell’Ue per stimolare la ripresa
    Il passaggio della pandemia di coronavirus e le ripercussioni sull’economia dell’Europa hanno obbligato in questi mesi l’Unione europea a mettere in campo un piano di finanziamenti e di stimoli all’economia reale che non ha eguali nella storia del Vecchio continente. Una sorta di versione moderna del piano Marshall per la ricostruzione successiva alla Seconda guerra […] Continua a leggere The post Da dove vengono i soldi dell’Ue per stimolare la... Read more
    Source: InsideOver Published on: 22 hours ago By Andrea Massardo
  95. La politica “credibile” ha quasi dell’incredibile
    Massimiliano Panarari ti stupisce sempre. Durante la fase più dura del lockdown, sulla Stampa, è riuscito a porre la questione delle libertà che venivano compromesse con un decreto presidenziale. Sociologo della comunicazione, ha posto la questione «da sinistra», per intenderci. Anche per questo ho letto con molta curiosità il suo ultimo libro realizzato con Guido […] More L'articolo La politica “credibile” ha quasi dell’incredibile proviene da Nicola Porro.... Read more
    Source: Nicola Porro Published on: 23 hours ago By Nicola Porro
  96. Tulsi Gabbard svela chi protegge i terroristi in Siria
    Mentre Sanders e Biden si spartiscono i delegati per la nomination, c’è un’altra candidata democratica che è stata completamente ignorata dai media americani: la deputata delle Hawaii Tulsi Gabbard. Corre su una piattaforma anti-interventista e anti-imperialista che naturalmente l’ha subito… Source... Read more
    Source: VIETATO PARLARE Published on: 1 day ago By Patrizio Ricci
  97. Il beato Richard Henkes: un pallottino a Dachau
    A Roma, alla fine di via Giulia si incontra piazza San Vincenzo Pallotti. Santo, romano, apostolo della Carità e fondatore di una Congregazione religiosa, che assume il nome di Apostolato Cattolico, fu un vero padre per coloro che ebbero il privilegio di conoscerlo. Fra i suoi figli spicca   il nome di padre Richard Henkes. Beatificato da papa Francesco il 19 settembre 2019, il nome di questo uomo è annoverato fra... Read more
    Source: ACI Stampa Published on: 1 day ago By Gianluca Giorgio
  98. SILENZIO, DIETRO LE SBARRE!
    di Gianluca Marletta DEPOSITATO IN PARLAMENTO dall’On. ZAN (PD) SCALFAROTTO BOLDRINI il testo unificato sul reato di omo e trans-fobia da approvare entro la fine dell’estate. CI SONO DELLE “CHICCHE” […] L'articolo SILENZIO, DIETRO LE SBARRE! proviene da Blondet & Friends.... Read more
    Source: Blondet & Friends Published on: 1 day ago By Maurizio Blondet




O tifosi della loro squadra o galera e silenzio. Il martirio che ci aspetta con il Ddl Zan spiegato facile facile

Alberto Sordi - film Il presidente

 

di Antonello Iapicca

 

Siccome, purtroppo, mi pare che la stragrande maggioranza degli italiani, forse a causa (o proprio in virtù…) del Coronavirus, non si renda conto dell’evento epocale che sta per accadere, cerco di riflettere e spiegare facile facile cosa accadrebbe nel caso il DDL Zan divenga legge.

Se io, tifoso del “Borgorosso Football club”, guardando le partite della mia squadra, mi emoziono, grido, esulto, piango, godo della vittoria e mi deprimo per la sconfitta, forse per questo mi si deve riconoscere il diritto di obbligare il mondo intero ad interessarsi, sostenere moralmente ed economicamente, e condividere i miei gusti calcistici? Mi si deve riconoscere il diritto di obbligare per legge di indottrinare i bambini su quanto belle, pure, innocenti e superiori siano le mie preferenze calcistiche? O addirittura mi si deve riconoscere per legge il diritto ad essere l’unico a poter parlare di calcio, nel senso che quando si parla di calcio a priori si deve pensare, riconoscere, affermare che il “Borgorosso Football Club” è fortissimo, non sbaglia mai partita, vince (anche se perde bisogna dire che vince), che ha i tifosi più educati, civili, pacifici e tolleranti, anche se colti ad insultare e a menare quelli avversari? Mi si deve accordare il diritto di far studiare tutti, a spese dello Stato, la storia del “Borgorosso Football Club” scritta dai suoi Ultras, storia ovviamente raccontata con gli occhi dei tifosi che vedono rigore dove non c’è e non lo vedono dove è chiaro come l’alba? Mi si deve accordare il diritto a non essere contraddetto mai, che cioè non vi siano tifosi di altre squadre, e giornalisti che seguano le partite? Anzi, devo avere il diritto che non vi siano proprio altre squadre se non compagini che – avendo vietato ribattere e contrastare gli attacchi del “Borgorosso” e, men che meno, fargli gol – siano composte da giocatori intimiditi o con il cervello lavato e lobotomizzato, e che lascino vincere la mia squadra? Devo vedermi riconoscere infine il diritto di denunciare chi non magnifica il “Borgorosso Football Club” e non si attiene alle regole di cui sopra? E condannare i colpevoli a pagare multe alla Società, e, soprattutto, a venire al campetto di allenamento ad essere rieducato al tifo per il “Borgorosso” imparando i cori dei suoi ultras, mentre si falcia e annaffia l’erba, si lavano le magliette, si lavano le macchine dei giocatori? Devo vedermi assicurare il diritto a punire con leggi speciali chi non solo mi insulta o mi ferisce in quanto tifoso del Borgorosso, ma anche chi osa opinare che il rigore accordato alla mia squadra sia inventato, o, più semplicemente, che il Borgorosso non è una squadra di calcio perché gioca tutto meno che a pallone? Non vi sono già delle leggi che mi tutelano dalla violenza in quanto persona, o devo avere il diritto ad una legislazione speciale che mi garantisca lo status di unico avente diritto a tifare e ad esprimere opinioni di tifoso proprio in quanto tifoso del Borgorosso? Ho diritto a una legge che tappi la bocca e faccia ammainare le bandiere di chi ha opinioni diverse e tifi per un’altra squadra?

Sembra uno scherzo, eppure la realtà sarà ben più tragica. Se leggete attentamente il testo del DDL Zan vi accorgerete che, non delineando nessun reato, stabilisce solo in astratto una serie di farneticazioni ideologiche che i giudici potranno a discrezione convertire in reato. Ma il reato, alla fine, sarà sempre e solo uno, non essere tifoso del “Borgorosso Footbal Club”. Non potendolo affermare, ciurlano nel manico per lasciare campo libero alle interpretazioni dei giudici che, basta accendere la televisione, tra spettacoli, fiction, film e programmi, possiamo ben immaginare quale china prenderanno. O tifi per loro, oppure sei fuori, e ormai neanche più in senso metaforico o per emarginazione culturale. No no, proprio fuori, cioè in prigione, o ridotto al silenzio nei ghetti. Purtroppo il Coronavirus ha spento cuori e menti nella paura e nell’ansia di ricominciare a prenderci le libertà che il lockdown ci aveva sottratto, e non ci rendiamo conto – moltissimi cattolici in primis – che il DDL Zan, se convertito in legge, sarà infinitamente più catastrofico del lockdown che abbiamo vissuto. Altro che mascherine e distanziamento sociale, si tratta di cucire le bocche per cercare di rieducare le menti e trasformarci in polli ideologizzati da batteria. Il vero obbiettivo del DDL Zan non sono mica le tutele delle minoranze, e nemmeno i soldi che le solite lobby mungeranno dallo Stato e dai cittadini con le multe. Questi sono solo effetti collaterali. Il grande e malcelato attacco è satanico, e satana mira sempre a Cristo, ai cristiani e alla Chiesa, e quindi all’uomo. La lobby LGBT imploderà perché un regno diviso in se stesso non può perdurare. E’ marcio e la corruzione corromperà le strutture. Ma occorre aprire gli occhi, perché sta per saltare quel poco che resta in piedi delle Istituzioni e della libertà. Occorre discernere per essere pronti ad affrontare con le armi spirituali lo tsunami che ci sta investendo. Già non si possono vedere il 95 % dei film e delle fiction, Netflix o Rai o qualsiasi altra piattaforma. Già stanno buttando giù statue nella pretesa di riscrivere una storia già vissuta e passata, non avendo, oltre alla violenza intollerante, un presente e ancor meno un futuro da scrivere. Già stanno definendo una neolingua per tentare di esprimere il vuoto spirituale e morale delle parole menzognere del serpente. Già stanno violentemente imponendo il pensiero unico in ogni centimetro del globo, nella moda, nei media, nei social, a scuola e all’università, persino nello sport. Ovunque è insinuato il veleno di una ideologia satanica e menzognera che, non avendo forza in sé, deve imporsi con leggi dittatoriali, con la violenza verbale e concreta dei manganelli branditi in faccia a chi non è d’accordo e non piega le ginocchia di fronte al Cesare di turno, alla bestia e alla sua menzogna idolatrica. Il DDL Zan è un’avanguardia dell’attacco frontale che verrà presto: già ferita e sanguinante, è la stessa Dottrina sociale della Chiesa, lo splendore della Verità sull’uomo, sulla vita, sulla famiglia ad essere presa di mira per negargli cittadinanza. Perché l’unico bastione che ancora si erge di fronte è la Chiesa che annuncia il Vangelo della Vita, la Grazia donata in Cristo che fa bella, autentica e compiuta la vita nell’amore. Per questo occorre cercare di impedire la conversione in legge del DDL Zan. Ma ci sono politici che davvero hanno a cuore la vita delle persone che rappresentano? O pensano che sia più importante un bonus vacanze in più, 100 euro in busta paga, 10 punti di Iva in meno ed ecco la libertà e la felicità? E chissenefrega della Verità, della famiglia, della vita e della dignità della persona? Silenziata lei e messo in galera il Vangelo satana e i suoi epigoni credono di avere campo libero per distruggere l’uomo e condurlo all’inferno. Ma “La Parola di Dio non è incatenata”, anzi. Proprio le catene, il carcere e le persecuzioni che ci attendono, il sangue che molti saranno chiamati a versare, segneranno la sconfitta del disegno di satana e del mondo. Ma occorre essere preparati, perché mai come ora risuonano forti e urgenti le parole di Gesù: “Ma quando il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà la fede sulla terra?”. Allora, accanto a quanto si può e si deve fare perché il DDL Zan non passi, la nostra chiamata è alla conversione e alla fede, a stringerci al nostro Buon Pastore perché ci doni il suo Spirito e la sua Vita, e, crocifissi con Lui, possiamo offrire la vita per la salvezza di questa generazione.

Don Antonello Iapicca è missionario da 30 anni in Giappone. Ora opera nella città di Takamatsu.

 




L’Osservatorio di Bioetica di Siena scrive ad Avvenire esprimendo la sua ferma contrarietà al DDL ZAN

OSSERVATORIO DI BIOETICA di SIENA logo

 

Caro Direttore,

ci inseriamo nel dibattito in corso sul Suo giornale per esprimere un nostro contributo sui DDL in discussione alla Camera e probabilmente destinati ad essere presto posti in votazione.

Altri interventi svolti su queste colonne hanno già confermato che in Italia non esiste una “emergenza sociale” relativa ad episodi di violenza e discriminazione nei confronti delle persone omosessuali e transessuali a motivo della loro condizione. Ci limitiamo ad aggiungere altri due elementi, a nostro avviso molto significativi. Il primo è il Report «European Public Opinion» pubblicato nell’ottobre del 2019 dal prestigioso Pew Research Center[1]  che ha accertato che in Italia la percentuale dei cittadini che considera l’omosessualità come pienamente accettabile nella società è ormai il 75%, ponendosi a poca distanza dai paesi dell’Europa Occidentale e in misura significativamente superiore a quella dei Paesi dell’Est europeo. Il secondo è la “Mappa dell’intolleranza 4.0”[2] pubblicata da VOX, Osservatorio Italiano sui Diritti, che nella sua ultima rilevazione registra una incidenza di Tweet “omofobi” pari a solo il 5%, ben al di sotto di altre fattispecie (Xenofobia, Misoginia, Antisemitismo, Islamofobia, Disabilità). Ogni atto discriminatorio è esecrabile e deve essere perseguito secondo giustizia, ma affermare che in Italia vi sia una “escalation dei crimini d’odio legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere” non trova quindi riscontro nelle più accreditate e indipendenti rilevazioni statistiche. Né tantomeno sembrano esserci elementi tali da poter configurare un “clima” di ostilità diffusa nell’opinione pubblica, quantomeno in confronto ad altre categorie sociali.

Un altro aspetto riguarda la già rilevata indeterminatezza della condotta idonea ad essere configurata come penalmente perseguibile. Ciò è particolarmente critico per ciò che concerne i reati privi di violenza, come l’istigazione e l’incitamento alla discriminazione che, nei DDL proposti, possono arrivare a prevedere fino a 6 anni di reclusione se commessi in ambiti associativi. Da questo punto di vista, nell’esprimere la piena condivisione con quanto su queste colonne ha recentemente sostenuto il prof. Francesco D’Agostino, l’ulteriore elemento di riflessione che vorremmo apportare al dibattito è relativo alla costante strategia di espansione delle richieste del mondo LGBT finalizzate a far considerare “diritti acquisiti” fattispecie che a prima vista possono essere considerate come mere rivendicazioni, a volte anche fantasiose. I recenti episodi di “persecuzione” nei confronti dell’autrice della saga di Harry Potter, J.K. Rowling, colpevole secondo gli attivisti transessuali di utilizzare un linguaggio non inclusivo e discriminatorio soltanto perché ha affermato che solo le donne possono avere le mestruazioni, sono la spia di una tendenza volta a colpevolizzare pubblicamente l’esercizio di una innocua manifestazione di pensiero critico nei confronti di una ideologia che è ben lungi dall’essere accettata (o accettabile) da parte della comunità scientifica e sociale. E’ quindi fondato il timore di essere di fronte a reati di opinione “a geometria variabile”, ovvero identificati come tali solo dalla parte lesa e non in base a criteri ex ante chiari, oggettivi e ben noti da parte di chi esprimesse opinioni diverse da quelle delle organizzazioni LGBT, ancorché espresse in forma privata, generica e non rivolte a casi specifici. Reati peraltro destinati ad espandersi indefinitamente nella misura in cui le rivendicazioni LGBT si espandono anch’esse.

Siamo quindi di fronte ad una prospettiva davvero inquietante in cui, in nome di una emergenza che non esiste, viene creato un sistema aspramente punitivo basato sull’indeterminatezza e sulla assoluta discrezionalità, sostanzialmente impossibile da evitare in particolare per chi dovesse esprimere le proprie posizioni in ambito religioso, educativo, medico, scientifico e giornalistico. Una prospettiva in cui l’obiettivo ultimo di chi la vuole portare avanti non sembra essere la tutela delle persone fragili, quanto piuttosto quello di imporre con la forza un certo pensiero.

 

Osservatorio di Bioetica di Siena

 

[1] https://www.pewresearch.org/global/wp-content/uploads/sites/2/2019/10/Pew-Research-Center-Value-of-Europe-report-FINAL-UPDATED.pdf – pagine 89 e 158, dove si evince che lo stesso dato nella primavera del 2007 era del 65%

[2] http://www.voxdiritti.it/nuovi-dati-della-mappa-dellintolleranza-in-4-mesi-cresce-lantisemitismo/

 




Il Ddl omofobia, la Chiesa italiana e quelle sue “voci stonate”.

Luciano Moia, giornalista di Avvenire

Luciano Moia, giornalista di Avvenire

 

di Sabino Paciolla

 

Con il deposito del Ddl Zan sulla Omotransfobia è certo che un vulnus rischia di essere introdotto nella nostra democrazia, che la porterebbe ad un lento, inesorabile, scivolamento verso la dittatura. Un fatto grave, anzi, gravissimo. 

Un Ddl “unificato”, quello di Zan, in quanto sostituisce le precedenti 5 proposte. E poiché recepisce il peggio dei 5 precedenti Ddl, è esso stesso il peggio del peggio.

Il Ddl Zan stabilisce, senza però specificare, il reato di omotransfobia legandolo a quattro categorie: sesso, genere, identità di genere e orientamento sessuale. Tenta cioè di colpire un sentimento, quello di un presunto odio, senza però collegarlo ad una specifica condotta concreta e materiale come potrebbe essere quella di uccidere, ferire, insultare, diffamare, rubare, ecc., avvilendo così, anzi macchiando, tutta una civiltà giuridica di tutela della persona, che ci ha accompagnati fino ad ora. Una tale procedura non può che lasciare alla magistratura amplissimi margini di interpretazione, con il rischio di colpire la libera espressione del pensiero che è sancita dall’articolo 21 della nostra Costituzione.

In particolare, si parla di un fantomatico reato di odio che nascerebbe dalla lesione della dignità nascosta dentro la nebulosa della identità di genere, che è declinata, come dicono i diretti interessati, in una sessantina di varietà/definizione diverse. Un guazzabuglio di definizioni in cui si fa fatica solo a nominarle, senza parlare poi di cosa significhino: Agender, Androgino, Bigender, Cisgender, Genere non conforme, Genderqueer, Intersessuale, Non binario, Pangender, Transgender, Two-Spirit, ecc. ecc. La questione, come si vede, è così complicata che una persona rischierebbe di essere incriminata per il reato di omofobia per il solo fatto di guardare con tono tra il frastornato, l’incredulo e lo stupito una espressione concreta delle suddette identità.

Come è noto, di leggi che sanzionano comportamenti criminosi ve sono ed in abbondanza. Per altro, dati alla mano, non esiste una emergenza omofobica in Italia. Dunque non ci sarebbe necessità di introdurre una nuova, specifica legge, men che meno una che coinvolgesse gli articoli 604 bis e ter del codice penale. E’ per questo che la stessa CEI, il 10 giugno scorso, riferendosi ai 5 ddl in discussione alla Commissione Giustizia della Camera, aveva emesso un preoccupato comunicato in cui paventava il rischio di “derive liberticide”.

E verso una deriva liberticida sicuramente ci stiamo avviando vista la versione definitiva del ddl unificato che è stata depositata, il quale prevede pene altissime, fino a sei anni di carcere, per uno scritto, per un articolo su giornale o su un blog o, addirittura, per un semplice commento scritto su Facebook che venga qualificato come omofobico. 

Quindi ci si aspetterebbe una levata di scudi soprattutto dagli ambienti e dai media cattolici che in teoria sarebbero, per via della concezione antropologica che discende dalla fede cristiana, i primi ad essere sotto tiro. E invece, stranamente, assistiamo ad una placida tranquillità, o ad un malcelato dispiacere legato al fatto che gli autori della legge si siano spinti un “tantino” in là nella scrittura della legge, tradendo un eccesso di ambizione. Si fossero fermati un pochino prima, ed il risultato sarebbe stato ottimale.

Prendete ad esempio il commento di Luciano Moia su Avvenire, il giornale dei vescovi italiani, scritto ieri a commento del deposito del Ddl. 

Egli, dopo aver detto che “Non vengono superate le definizioni di ‘identità di genere’ e di ‘orientamento sessuale’ con tutto il loro pesante carico di problematicità.”, scrive queste strabilianti parole: 

Tutte iniziative ad alto tasso di rischio ideologico che sarebbe però sbagliato bollare subito come propaganda lgbt a senso unico. Con una gestione equilibrata e senza estremismi potrebbero rivelarsi anche ottime occasioni educative. La disponibilità a mettersi in gioco anche, ma non solo, da parte dell’associazionismo familiare sarà la discriminante decisiva. 

Avete letto bene, Moia ha scritto: “Rischio ideologico” (non ideologia allo stato puro!),  “sarebbe però sbagliato bollare subito come propaganda lgbt a senso unico”, e, sentite sentite, “Con una gestione equilibrata e senza estremismi potrebbero rivelarsi anche ottime occasioni educative”.

Cosa cosa cosa?: “Ottime occasioni educative”?!?!?

Ma stiamo “pazziando”? (direbbero a Napoli). Già nella legge si parla per i condannati per omofobia di lavori obbligatori gratuiti presso strutture LGBT con finalità rieducativa. E Moia ci parla di “ottime occasioni educative”. Per di più dal giornale dei vescovi!!! Quando si dice la confusione.

Avevamo già messo in evidenza questa potente contraddizione tra il comunicato della CEI del 10 giugno scorso e l’intervista a Zan di due giorni dopo, e ci eravamo chiesti a che gioco il giornale dei vescovi italiani stesse giocando. Qui si ripresenta la questione. 

Più o meno dello stesso tenore il tweet di padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, la rivista storica dei gesuiti che qui riportiamo: 

 

 

Da notare che il tweet di padre Antonio Spadaro porta la data del 15 giugno. Quindi, mentre la presidenza dei vescovi italiani il 10 giugno aveva detto che non c’è bisogno di alcuna legge anti omofobia perché vi sarebbero rischi di derive liberticide, padre Antonio Spadaro, 5 giorni dopo, scrive invece che c’è proprio bisogno di una legge, anche se non lesiva delle legittime idee. Data la materia ambigua e fluida del reato, non si vede come si possa scrivere una legge” non lesiva delle legittime idee”. Da gesuita colto, ce lo potrebbe spiegare lui.

Data la gravità della situazione dovuta al deposito del Ddl anti omofobia, in cui i membri della Chiesa italiana, a tutti i livelli, corrono il rischio di essere potentemente coinvolti nel ruolo di presunti colpevoli per omofobia, è bene che nella Chiesa italiana, da ora in poi, vi sia un indirizzo univoco. Che i suoi media si allineino con quanto dichiarato pubblicamente dal suo vertice, che non vi siano voci stonate o persone che remano contro. Ne va della libertà di tutti.

 




L’inganno: con la “lotta” per i diritti creano una società fatta di punizioni e repressione

(se il video qui sotto non si carica fare il refresh della pagina o cliccare qui)

 

 

Titola così un articolo de La Repubblica: “Omosessualità e diritti LGBT, l’odio verso gay e trans diventa reato. Fino a 4 anni per chi discrimina”. Si fa riferimento alla nuova legge che punisce gli odiatori che si macchiano di disprezzo e offese verso gay e trans.

Credo che il fatto che l’odio sia punito sia una cosa giusta, quale che sia il soggetto che lo subisce, tuttavia il tranello di cui è bene dare conto è che si fa passare per odio tutto ciò che non rientri nel nuovo ordine erotico. Ecco allora che la giusta lotta contro l’odio finisce per colpire ogni concezione che non sia allineata.

E dunque diventa odio anche riconoscere che un bambino abbia diritto ad avere un padre e una madre, dire che per natura un bambino nasce da un uomo e da una donna, riconoscere che per natura si è differenti tra maschi e femmine.

In sostanza ci troviamo al cospetto di un inganno che è tipico del nuovo ordine erotico. A ogni diritto di qualcuno corrisponderà il dovere di qualcun altro e ciò nella cornice di una società dai diritti insaziabili che sono diritti soggettivi e che fanno sì che la società stessa diventi una società con elevatissimi tassi di repressione e sorveglianza, con annesse punizioni. Violare qualche diritto altrui diventa una sorta di fantasma che impedisce di vivere e di pensare spingendo ad autocensurarsi.

Non c’è più la libertà sostanziale di un’etica comunitaria, ma c’è la libertà intesa come capriccio individuale delle classi possidenti. Questa è la concezione dei diritti del consumatore, che tanti diritti ha quanti può comprarne e tanta libertà ha quanto è il suo potere di acquisto.

RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego Fusaro

 




Quella sospetta educazione mondialista, con la scusa del Covid-19.

Tedros Adhanom Ghebreyesus

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore OMS

 

 

di Pierluigi Pavone

 

In una intervista appena rilasciata l’altro giorno (leggi qui), Tedros Adhanom Ghebreyesus, il direttore generale dell’OMS ha affermato che non siamo affatto usciti dal pericolo Coronavirus e che il peggio deve ancora arrivare.

Quanto a noi, mi sembra in questa sede, inutile riportare le infinite notizie che circolano, i gesti di responsabilità e i gesti di incredibile negligenza, la diversità di diffusione del virus, in base al clima, alla povertà di alcuni paesi, alle zone rurali di questi stessi paesi. È altrettanto inutile discutere sulla divisione che regna tra gli stessi scienziati, sulla difficile prevedibilità di evoluzione virale. Ecc.

Non solo. Forse qualcuno non apprezzerà questa mia confidenza, ma personalmente sono tra quelli che hanno condiviso le misure restrittive e le hanno rispettate. Sono tra quelli che non hanno inneggiato alla fine dell’Europa, perché un virus sarebbe bastato per destabilizzare il processo di unificazione della grande finanza (perché sono convinto che la grande finanza sia “ben oltre” una pandemia biologica quanto quelle economiche a volta imprevedibili, a volte più particolari…). E questo, per quanto sappia abbastanza delle istanze massoniche e abbia in tempi non sospetti denunciato l’emissione della moneta a debito (leggi qui). Sono tra quelli che si è anche scandalizzato quando ha visto la movida  delle grandi città e le spiagge gremite, confrontando quelle immagini con quelle dei mezzi dell’esercito che trasportavano cadaveri. Sono tra quelli che non sottovalutano la situazione per il prossimo autunno. Quindi condivido l’idea di tenere alta la guardia. Ovunque. Con saggezza e prudenza e senza eccessi inutili o psicosi, in un verso o in un altro.

Altra cosa è l’ideologia ecologista (già denunciata qui) che spesso si nasconde anche in sordina dietro alcune analisi o artifici letterari sull’origine o sulla diffusione del Covid-19 (di cui ho parlato qui); altra cosa ancora è l’uso narcotico delle nuove religioni panteiste, evidente fin dalle prime manifestazioni studentesche (leggi qui).

La novità che qui merita attenzione, però, è l’aggiunta del nostro direttore generale dell’OMS, quando specifica: “un mondo diviso aiuta il virus a diffondersi”. Sarebbe da capire il senso della divisione: le differenze socio-economiche? Le disposizioni dei singoli governi, reciprocamente indipendenti le une con le altre? Perché non c’è una procedura comune? La conservazione di segreti di Stato? Il fatto che alcune Nazioni sottovalutano la situazione? Quale che sia la risposta, sembra che si debba accettare un dato come oggettivo: la quarantena e le frontiere tra i paesi hanno contenuto la diffusione del virus, permettendoci di arrivare all’estate dove (sembra) il virus, ancora in circolazione, si diffonde in modo meno preoccupante e più controllabile. Almeno in questa parte del mondo.

Ora, invece, avviene – tra le righe – qualcosa di analogo a quello che si vede nei film sulle invasioni aliene.

Fermo restando che io sono convinto che l’alieno sia un “mito religioso” nato nell’occultismo satanista tra Ottocento e Novecento e volto a sostituire, tecnologicamente e misticamente, l’antico demiurgo gnostico della Gnosi – come analizzato e dimostrato da Martella e Pennetta in Extraterrestri. Le radici occulte di un mito moderno, Rubbettino –, nei film sugli alieni si registrano sempre due elementi essenziali: o l’alieno è il maestro cosmico che per fratellanza stellare importa ad esseri infra-umani la scienza (come già in 2001. Odissea nello spazio); oppure l’alieno è il despota fuggito da un pianeta inquinato e distrutto, che trova negli uomini, potenziali schiavi (sullo stile di Stargate o Independence Day). In entrambe le soluzioni si giunge alla ovvia unificazione del “popolo umano”. Quasi si odono – in versione mondialista – slogan tipici dei regimi: un pianeta, un capo, un popolo. Persino in Avatar, in cui siamo noi terrestri i cattivi capitalisti e deturpatori della religione panteista di Pandora, alla fine si uniscono tutte le tribù per combattere il nemico galattico, pur di salvare “la loro madre”: anzi la divinità planetaria permette che si uniscano alla lotta persino i fratelli animali.

Allora, viene un certo sospetto: non è che, con la scusa della prevenzione e della protezione dal comune nemico biologico, viene impartita alle masse, una – pur sempre democratica, (ci mancherebbe!) –  educazione al globalismo? Non è che come per alcune crisi economiche, anche queste epidemie sono strumentalizzate da certi poteri, per scopi che vanno ben oltre le fluttuazioni di mercato o il confinamento virale?

Perché viene questo sospetto, forse un po’ esagerato? Come dice il proverbio andreottiano “a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si indovina”.

Amche perché – come dire – la logica messianico-globalista è attribuita dalla escatologia cristiana (cattolica e di alcune comunità conservatrici protestanti) alla logica dell’Anticristo!

 




Tre domande sulla fecondazione artificiale

+++ TRE DOMANDE SULLA FECONDAZIONE ARTIFICIALE +++Riteniamo opportuno pubblicare questo video perché abbiamo fatto…

Posted by Universitari per la Vita on Wednesday, July 1, 2020

 

 

Oggi gli Universitari per la vita hanno pubblicato “un video completamente dedicato al tema della fecondazione artificiale, tema di cui purtroppo molto spesso non si parla ma che è strettamente e intimamente legato alla pratica abortiva. Come molti sanno, la legge italiana che disciplina la pratica di fecondazione artificiale è la legge 40 del 2004 ed è stata acclamata da più parti come una legge unica nel suo genere, finanche pro-life, in quanto poneva fine al far-west procreativo in atto fino alla sua promulgazione. Per di più, è l’unica legge nell’ordinamento giuridico attuale che parla espressamente di “diritti del concepito”.

In particolare, in questo video, tenteremo di rispondere a tre principali domande:

  1. La legge 40 tutela davvero i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito?
  2. La legge 40 è una legge cattolica?
  3. La fecondazione artificiale di tipo omologo va bene mentre quella di tipo eteronomo no?

Vedremo assieme quali sono le conseguenze della fecondazione artificiale sulla coppia che vi ricorre e sul figlio concepito, ma vedremo anche l’iter di modifica della legge 40 ad opera principalmente della Corte Costituzionale. Infine, analizzando la relazione ministeriale sull’applicazione della legge 40 cercheremo di capire qual è una stima plausibile degli embrioni che vengono sacrificati annualmente (purtroppo è possibile solo una stima e non un calcolo preciso a causa della mancanza di dati sufficienti). Sfortunatamente gli ultimi dati contenuti nella relazione del 2019, risalgono all’anno 2017 e non ve ne sono di più recenti, ma è comunque possibile farsi un’idea su cosa nasconda effettivamente questa pratica e perché comporti una sistematica violazione del diritto alla vita.”

Faccio i miei complimenti agli Universitari per la vita, ed in particolare all’amico Fabio Fuiano che compare nel video.