Ho già riportato in un precedente articolo (qui), come in vari altri articoli che troverete nei link collegati all’articolo che segue, della vicenda poco chiara del vescovo Gustavo Zanchetta, una delle prime nomine a vescovo fatte da Papa Francesco nel 2013. Zanchetta nel luglio 2017 lasciò repentinamente la conduzione della sua diocesi adducendo motivi di salute. Dopo qualche tempo di silenzio, il suo nome è tornato alla ribalta il 19 dicembre 2017 quando è stato promosso ai vertici dell’APSA, l’entità che amministra il patrimonio immobiliare del Vaticano. Successivamente le accuse di abusi. Il Vaticano emise un comunicato ufficiale affermando che all’epoca della promozione non si conoscevano accuse di abusi. Varie testimonianze dicevano il contrario. L’articolo che riporto sembra smentire la versione vaticana sulla base di documenti ufficiali interni inviati al Vaticano, riportati fotograficamente dal giornale argentino El Tribuno de Salta.

Di seguito l’articolo di Debora Key, nella mia traduzione.

Il vescovo Gustavo Zanchetta

Il vescovo Gustavo Zanchetta

 

di DÉBORA REY di Associated Press

 

Al Vaticano è stato comunicato che il vescovo argentino Gustavo Zanchetta, che pochi giorni prima era stato denunciato penalmente per abusi sessuali, si comportava in modo inappropriato con seminaristi che erano sotto il suo ordine, nonostante il Papa Francesco lo abbia nominato ad un alto incarico nella Santa Sede nel 2017.

Lo confermano i documenti interni della Chiesa del 2015 e del 2016 indirizzati alle autorità ecclesiastiche locali e all’allora nunzio apostolico in Argentina, monsignor Paúl Emile Tscherrig, in cui cinque subalterni di Zanchetta nel vescovado di Orán, nella provincia settentrionale di Salta, hanno allertato le autorità ecclesiastiche su “strani atteggiamenti verso i seminaristi”.

Il testo è stato pubblicato in Argentina questo giovedì scorso dal quotidiano El Tribuno de Salta. Uno dei cinque religiosi che hanno firmato il rapporto ha confermato alla Associated Press la sua autenticità, ma ha chiesto che la sua identità sia mantenuta riservata a causa della sensibilità della questione.

La Santa Sede insiste sul fatto che non ci fossero state accuse di abusi sessuali contro Zanchetta quando è stato nominato alla seconda carica in ordine di importanza nella gerarchia della gestione finanziaria del Vaticano, l’APSA, nell’agosto 2017. Tuttavia, un ex vice vescovo, padre Juan José José Manzano, alla fine di gennaio ha detto all’Associated Press (AP) di aver inviato relazioni al Vaticano tra il 2015 e il 2017 accusando il vescovo di cattiva condotta, con foto di sé nudo e la molestia dei seminaristi adulti.

Uno di questi rapporti è stato pubblicato giovedì da El Tribuno in concomitanza con l’inizio di un vertice senza precedenti delle Conferenze Episcopali a Roma per affrontare il flagello dell’abuso sessuale che ha afflitto la Chiesa cattolica.

La AP ha contattato la Nunziatura e l’Arcivescovado di Buenos Aires per un commento sui documenti interni venuti alla luce, ma nessuno ha risposto alla richiesta.

Dieci giorni fa, una presunta vittima ha presentato una denuncia penale contro Zanchetta per abuso sessuale e la sua testimonianza ha dato impulso a un’indagine che il sistema giudiziario argentino aveva avviato d’ufficio quando lo scandalo è stato scoperto da pubblicazioni giornalistiche.

Il documento indirizzato alla Nunziatura di Buenos Aires afferma che nel settembre 2015 il cancelliere segretario del vescovo di Orano, il laico Luis Amancio Díaz, ha avuto accesso al cellulare di Zanchetta su richiesta dello stesso vescovo per scaricare alcune fotografie legate agli affari ufficiali e che tra queste ha potuto notare “immagini pornografiche di sesso omosessuale esplicito tra giovani e altri che si auto-fotografavano (sic) con il sistema “selfie” nudo, mostrando i loro organi genitali e in atteggiamenti masturbatori, inviati dal loro telefono cellulare ad un’altra persona (non identificata)”.

Diaz ha detto che “Ho collegato le immagini con il seminario, che ora funziona accanto alla curia e alla casa vescovile”.

La denuncia interna contro Zanchetta – elaborata e firmata da tre vicari generali e due monsignori – avvertiva anche di “strani atteggiamenti verso i seminaristi, come guardarli di notte passeggiando per le loro stanze a tarda notte con una torcia elettrica, chiedendo massaggi, entrando nelle loro stanze quando si alzavano, seduti sul loro letto o incitandoli a bere bevande alcoliche o una certa preferenza per quelli più attraenti, secondo i commenti dei seminaristi stessi”.

Il rapporto afferma che una chiavetta USB con il materiale compromettente di Zanchetta è stata inviata al cardinale primate d’Argentina, monsignor Mario Poli.

In un altro paragrafo, si sostiene che Zanchetta non ha segnalato al Vaticano la vendita di due proprietà per un valore totale di un milione di dollari perché “secondo il vescovo Sua Santità gli ha suggerito personalmente di non comparire da nessuna parte per evitare che la diocesi sia considerata meno bisognosa”.

A quanto pare Zanchetta era a conoscenza delle denunce interne, poiché nell’ottobre 2015 è stato convocato in Vaticano. Al suo ritorno, Diaz raccontò che il vescovo disse a Papa Francesco che si trattava di un fotomontaggio, che erano trucchi”.

Fonte: Associated Press

 

Qui i documenti vaticani:

Fonte: El Tribuno

Documento su caso mons. Gustavo Zanchetta

Documento su caso mons. Gustavo Zanchetta

Facebook Comments