Padre James Martin (da Twitter)

Padre James Martin (da Twitter)

 

di Annarosa Rossetto

 

Padre Martin si è premurato di rispondere sui suoi profili Twitter e Facebook alle precisazioni di Mons. Chaput di cui abbiamo parlato ieri.

Come potrete leggere “Jim l’ambiguo” (così lo chiama padre Dwight Longenecker) non va mai al punto, continua a dichiarare di non attaccare l’insegnamento della Chiesa ma in realtà ribadisce le sue posizioni ambigue, per l’appunto, di cui abbiamo già parlato molte volte (ad esempio, si veda qui, qui, qui…… ).

Non spiega perché sarebbe meglio etichettare con esplicito riferimento alle loro attrazioni/identità sessuali le persone “LGBT” invece di come le chiama la Chiesa Cattolica, continuando ad identificarli così.

Non spiega perché parli di “nato così” riferendosi alle persone con attrazione per lo stesso sesso o disturbi dell’identità sessuale, andando contro l’insegnamento cattolico.

Non spiega perché continua a parlare di crudeltà degli insegnamenti della Chiesa nel definire “disordinata” l’attrazione per persone dello stesso sesso.

Non spiega perché, in disobbedienza alla lettera per la cura delle persone omosessuali citata da mons. Chaput, continui a collaborare con “pastorali LGBT” chiaramente in contrasto con l’autentico magistero.

Non spiega perché tutti siano convinti che lui suggerisca un futuro cambiamento degli insegnamenti.

La cosa forse più interessante è il voler sottolineare da parte sua che quanto dice nei suoi discorsi pubblici, come quello cui Mons. Chaput fa riferimento a Filadelfia, è stato letto e approvato dal Vaticano per la Giornata Mondiale delle Famiglie nell’agosto 2018 a Dublino.

Ecco la sua risposta integrale:

L’arcivescovo Charles Chaput oggi mi ha gentilmente inviato il testo per la sua rubrica prima della pubblicazione, e accolgo con favore questa risposta ponderata alla mia lezione all’Università di St. Joseph questa settimana. Ecco la mia risposta:

Caro Arcivescovo:

La Pace di Cristo sia con te!

La ringrazio molto per aver inviato il suo articolo in anticipo. Mi dispiace che lei abbia sentito la necessità di pubblicarlo.

Penso che la mia risposta principale sia che è difficile rispondere alle critiche sul fatto che sto “insinuando”  cose, quando sono diligente, nei miei scritti e nei miei discorsi, nel non attaccare mai l’insegnamento della chiesa. Ne ho scritto chiaramente qui, tra l’altro: https://www.americamagazine.org/faith/2018/04/06/what-official-church-teaching-homosexuality-responding-commonly-asked-question

Inoltre, la conferenza alla St. Joseph’s University di questa settimana, che ha ispirato il suo articolo, è la stessa conferenza che ho presentato all’Incontro Mondiale delle Famiglie a Dublino lo scorso anno, il cui testo era stato verificato e approvato in precedenza dal Vaticano. (grassetto nostro)

Uno dei motivi per cui non mi occupo di parlare di relazioni tra persone dello stesso sesso e sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, che so essere entrambe inammissibili (e immorali) nell’insegnamento della chiesa, è che i cattolici LGBT l’hanno ascoltato ripetutamente. Anzi, spesso questa è l’unica cosa che sentono dalla loro chiesa.

Quello che sto cercando di fare invece è incoraggiare i Cattolici a vedere le persone LGBT più che semplici “esseri sessuali”, a vederle nella loro totalità, proprio come Gesù vedeva le persone ai margini, persone che,  anche loro, erano viste come “diverse” ai suoi tempi.

La ringrazio per aver chiesto a tutti di evitare attacchi ad hominem e apprezzo il tono attento della sua lettera come ho sempre apprezzato le sue gentili comunicazioni con me.

Grazie ancora per l’invio.

Pace,
Jim

 





 

 

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