Foto Vincenzo Livieri – LaPresse 16-01-2020 – Roma Politica Incontro organizzato da Forza Italia sulla riforma della prescrizione. Nella foto Carlo Nordio Photo Vincenzo Livieri – LaPresse 16-01-2020 Rome Politics Meeting organized by Forza Italia on prescription reforme. In the photo Carlo Nordio

 

 

di Sabino Paciolla

 

Alla luce di questo che è venuto fuori con l’ammissione della dirigente Pfizer alla Commissione dell’Europarlamento che i vaccini non sono mai stati testati sulla capacità di interrompere la trasmissione del virus, cosa che effettivamente non fanno (aspetto che noi sapevamo benissimo da mesi e mesi, e lo abbiamo pure scritto più volte su questo blog), le affermazioni di Carlo Nordio, neo Ministro per la Giustizia, fanno sorridere con un sorriso amaro. Le presentiamo per il semplice motivo che si sappia con chi si ha a che fare, si sappia la storia di un individuo, cosa ha pensato, come ha agito riguardo alla più grave violazione dei diritti umani e costituzionali della Repubblica Italiana. A volte la storia potrebbe ripetersi o ripresentarsi con sembianza simili a quelle passate.

A gennaio scorso, su Il Messaggero, Nordio scriveva: 

Durante lo sbarco in Normandia, ai ragazzi inchiodati sulla spiaggia di Omaha dalle mitragliatrici tedesche il generale Norman Cota urlò: «Qui ci sono solo due categorie di soldati: quelli che sono morti e quelli che moriranno. Quindi alziamo il sedere e andiamo avanti!». Nei momenti cruciali, la comunicazione dev’essere chiara, motivata e convincente.

Per questo, una volta dimostrata la contagiosità di Omicron, il nostro governo avrebbe dovuto imitare il roccioso comandante americano e ammonire così i dieci milioni di italiani non ancora vaccinati: «Tra voi la distinzione è semplice: quelli che sono contagiati e quelli che si contageranno. Quindi vaccinatevi con le buone, o lo faremo con le cattive». Mancato il “Warning” è mancato il “Let’s go!” E i risultati si son visti: tre giorni fa cinquantamila positivi; l’altroieri centomila, ieri il doppio. E domani forse un milione. Con questa prospettiva, il Governo ha introdotto l’obbligo, sia pur limitato agli ultracinquantenni. Un provvedimento estremo e coraggioso, che tuttavia non è stato accompagnato da una comunicazione rapida e adeguata. Forse avrebbe convinto solo chi era già convinto. Ma almeno avrebbe eliminato alcuni dubbi ed evitato pretestuose obiezioni.

 

E poi in una intervista all’HuffingtonPost:

Ha creato scompiglio la notizia, lanciata dal Foglio, della prefazione firmata da Gratteri a un libro (trattasi di “Strage di Stato: Le verità nascoste della Covid-19” di Angelo Giorgianni, giudice di Corte d’Appello a Messina e del medico Pasquale Baccoche, ndr) strizza l’occhio a teorie complottiste. Il magistrato ha chiarito le ragioni della sua scelta e specificato che ha solo usato l’occasione per ribadire il rischio che la mafia approfitti della pandemia. Assodato ciò, è opportuno che un magistrato si esponga in circostanze di questo genere?

Considerato che le tesi negazioniste e no vax sono stravaganti e ai limiti dell’antisociale, no. Non è opportuno che un magistrato ne favorisca la diffusione in nessun modo. Neanche con scritti dove non affronta direttamente queste tesi.

 

Gratteri ha scritto la prefazione. Ma uno degli autori del libro è un magistrato in servizio. È in forze alla corte d’Appello di Messina e, contestualmente, ha da pochi giorni inviato al Tribunale del’Aia un esposto in cui denuncia il governo italiano per crimini contro l’umanità. Quantomeno singolare, non trova?

Non avendo letto il libro io non so se un magistrato in servizio si sia pronunciato nel senso che i vaccini sono funesti e l’epidemia non esiste. Se questo fosse vero, e spero non lo sia, confermerebbe quanto ho scritto 20 anni fa nel mio primo libro sulla giustizia. E cioè che per l’accesso in magistratura manca l’esame fondamentale: quello psichiatrico.

Chiarissimo. Ma, anche andando oltre questo caso, di fronte a opinioni così esuberanti, che mettono a repentaglio la credibilità della categoria, il Csm non può fare niente?

Il Consiglio superiore della magistratura non ha competenza sulle idee “sanitarie” delle toghe, né sulla loro istruzione, relativamente a vicende extragiudiziarie. Tuttavia espressioni così bizzarre, se realmente sono state espresse da un magistrato, minano ancor di più il nostro prestigio e la nostra credibilità, già ampiamente compromessa dalla vicenda Palamara e dall’ultima infelice sortita dell’Anm.

Si riferisce alla nota sui vaccini?

Già. È stata un’altra picconata alla credibilità. Per fortuna poi hanno fatto retromarcia e la ministra della Giustizia li ha bacchettati subito. 

(…)

Ma per tentare di risalire dall’abisso, cosa si dovrebbe fare, secondo lei?

De Gaulle direbbe: “Vasto programma”. Bisognerebbe cambiare la testa di alcune persone. Tanti magistrati avrebbero bisogno di un grande bagno di umiltà. E, anche, di leggere forse un libro di diritto in meno ma una tragedia di Shakespeare in più. Imparerebbero a capire le loro debolezze, e quelle degli altri.

 

In una lettera al direttore de de Il Gazzettino del 20 aprile 2021 così scriveva contro i non vaccinati: 

Caro Direttore

mi spoglio del mio gradevole compito di commentatore, perché non riesco a capire una cosa. Il governo consente la riapertura dei ristoranti pranzo e cena purché all’aperto. Nelle nostre bellissime città venete questi locali sono pochi, e comunque esposti ai capricci delle intemperie che, in questa stagione, particolarmente mutevoli. Domanda: poiché una buona dose di anzianotti e non solo è già protetta dal vaccino, perché non consentire la prenotazione anche all’interno, previa esibizione del certificato medico? Si risponde: perché il vaccinato può – almeno sembra – contagiare. Già. Ma se consenti l’accesso solo ai vaccinati, per definizione non contagi nessuno. Ho una grande stima nella razionalità del presidente Draghi (un po’ meno in quella di altri ministri) e quindi la colpa è mia. Sono certo che saprai darmi una risposta. Un caro saluto anche a tutti i nostri lettori.

 

Dopo tutto quello che è successo, usando le parole che Nordio ha proferito dell’intervista, ci chiediamo: Quale magistrato “avrebbe bisogno di un grande bagno di umiltà“?

Ovviamente ci auguriamo che le cose NON si ripetano, anche perché noi non prenderemo la Tachipirina ma saremo sicuramente in “vigile attesa”.

 


attuale

Sostieni il Blog di Sabino Paciolla

 





 

 

Facebook Comments
Print Friendly, PDF & Email