Dopo Argentina, Germania, Malta ed Emilia-Romagna ora anche dal Portogallo arrivano testimonianze di come un certo tipo di lettura di Amoris Laetitia porti diversi vescovi ad ammettere alla Comunione, dopo un cosiddetto “percorso di discernimento”, coppie di Cattolici divorziati e risposati i cui precedenti matrimoni religiosi non sono stati dichiarati nulli.

Questo articolo di Jeanne Smits, pubblicato su LifeSiteNews, che riprende un articolo apparso su un quotidiano portoghese, ci racconta come coniugi, divorziati e risposati, pur consapevoli che il proprio matrimonio religioso sia assolutamente valido, si sentono legittimati a partecipare all’Eucaristia con la benedizione del loro vescovo, il cardinale Antonio Marto.

Eccolo nella mia traduzione.

 Annarosa Rossetto

 

Papa Francesco abbraccia Antonio dos Santos Marto di Leiria-Fatima, il 13 maggio 2017 (CNS photo/Vatican Media)

Papa Francesco abbraccia Antonio dos Santos Marto di Leiria-Fatima, il 13 maggio 2017 (CNS photo/Vatican Media)

 

La “via del discernimento” del Cardinale è stata attuata sulla scia dell’esortazione Amoris Laetitia di papa Francesco.

 

In un articolo pubblicato a gennaio dal quotidiano portoghese Jornal de Noticias , il cardinale Antonio Dos Santos Marto di Leiria-Fatima (creato cardinale da Papa Francesco il 28 giugno 2018, ndr) ha annunciato ufficialmente che due coppie divorziate e “risposate” e una donna divorziata e “risposata” sono state autorizzate a ricevere la Santa Comunione nella sua diocesi “come qualsiasi cattolico”.

Altre tre coppie stanno seguendo un “percorso di discernimento” che consentirà loro di ricevere i sacramenti dopo aver dimostrato che “hanno un rapporto di buona fede con Dio”.

La prima coppia in assoluto ad aver ottenuto tale permesso ufficiale di ricevere la Santa Comunione con l’approvazione del cardinale Antonio Marto di Leiria-Fatima, in Portogallo, ha recentemente reso pubblico il suo caso.

Si tratta di una ex catechista e di un uomo divorziato che sono sposati civilmente da 10 anni. Sono stati autorizzati a ricevere i sacramenti da maggio 2019 dopo aver completato un “percorso di discernimento” organizzato dalla diocesi di Leiria-Fatima, in Portogallo.

Il “percorso” è stato attuato sulla scia di Amoris laetitia che apre le porte a tali situazioni.

I nomi di Rosalia Rodrigues e Gastão Crespo sono stati rivelati martedì nel tabloid Correio da Manhã , specializzato in prime pagine sgargianti e notizie sensazionali, e includeva una breve intervista con la coppia e con il cardinale Antonio Marto. Papa Francesco ha nominato Marto cardinale nel giugno 2018, pochi giorni dopo che Marto ha pubblicato una Nota pastorale il 31 maggio 2018, dando “linee guida pastorali in vista di una migliore integrazione ecclesiale dei fedeli divorziati che vivono in una nuova unione”.

PPer una strana coincidenza la storia è uscita nello stesso periodo in cui la stampa argentina raccontava come il nuovo presidente dell’Argentina, Alberto Fernandez,  ha ricevuto la Comunione insieme alla sua seconda compagna ufficiale, Fabiola Yañez, anche se è divorziato e sta lavorando attivamente per la legalizzazione dell’aborto nel suo paese.

Come ulteriore colpo di scena, la prima volta che Rosalia, 39 anni, e Gastão, 47 anni, di Leiria, hanno ricevuto la Comunione come coppia di divorziati e risposati, fu il 13 maggio 2019: il giorno della festa di Nostra Signora di Fatima che apparve a tre bambini da maggio a ottobre del 1917 nell’omonimo villaggio di montagna, a 30 km di distanza. Da allora, dicono di essere “in pace” e di sentirsi di nuovo accettati come “figli di Dio”.

Sotto il titolo “La Chiesa reintegra i fedeli divorziati”, O Correio da Manhã ha aggiunto un sottotitolo incisivo: “La diocesi di Leiria-Fatima apre le porte ai coniugi uniti in seconde nozze” – “Rosalia e Gastão hanno potuto tornare alla Comunione e ringraziano il papa “.

“Siamo passati da un cuore ferito a un cuore in pace. Grazie, papa Francesco”, ha detto Rodrigues al quotidiano.

Entrambi erano cattolici impegnati prima di unirsi in un’unione adultera. Secondo il Correio , si sono sposati civilmente 10 anni fa e si sono ritrovati obbligati a “limitare la loro partecipazione alla Chiesa”.

Rosalia ha detto: “È stato doloroso. Era come una ferita profonda. Ero catechista e ministro straordinario della Comunione. Mi sono resa conto che, nel momento in cui mi fossi sposata, che sarei stata in una condizione di adulterio.” Gastão ha aggiunto: “Non abbiamo mai più ricevuto la Comunione. Non aveva senso essendo in uno stato di peccato. Per la Chiesa sono ancora sposata e abbiamo accettato questa conseguenza”.

È stato solo quando la diocesi di Leiria-Fatima, citando esplicitamente l’esortazione apostolica di Papa Francesco Amoris laetitia, ha aperto incontri speciali per i cattolici divorziati e “risposati” che “una luce ha iniziato ad accendersi nelle vite di Rosalia e Gastão”, ha scritto il Correio. Hanno seguito gli incontri istituiti con la nota pastorale di “Don Antonio” [il cardinal Marto, n.d.t.], che seguono esplicitamente l’orientamento dato da Amoris laetitia. I due citano anche come fonte le linee guida dei Vescovi di Buenos Aires, “approvate come autentico magistero da una lettera del Papa”, e quelle dei Vescovi di Germania, Malta ed Emilia-Romagna in Italia. L’interpretazione di queste direttive vede in Amoris laetitia il permesso di dare i sacramenti alle coppie divorziate e “risposate” che rimangono nella loro unione illecita sebbene il loro matrimonio in Chiesa non sia stato giudicato nullo da un tribunale ecclesiastico.

Nello stesso popolare quotidiano, il cardinal Marto ha risposto alla domanda sul perché avesse “deciso di adottare la visione del Papa sulla famiglia”.

“Non è stato ancora trovato un percorso per i coniugi divorziati che consenta loro di essere reintegrati nella vita della Chiesa e della comunità cristiana che possa portare alla piena integrazione dei sacramenti. Nessuno può rimanere condannato per sempre, questo è ciò che ha detto il Papa”, ha risposto.

“La Chiesa deve adattarsi ai tempi?” gli ha chiesto il giornalista. “Certo. Deve accogliere queste famiglie, ma questa non è solo una faccenda che riguarda sacerdoti e vescovi, anche le comunità devono fare lo stesso”, ha affermato il cardinal Marto.

L’attuazione del suo “percorso di discernimento” era stata a presentata formalmente dal cardinale durante l’inaugurazione di un nuovo “Centro di Sostegno alla Famiglia” (“Centro de Apoio a Familia, CAF) presso il seminario diocesano di Leiria dedicato alle famiglie in crisi con un team di 21 volontari che forniranno loro consulenza psicologica, medica, legale e spirituale gratuite.

“La famiglia è il patrimonio immateriale più importante e prezioso dell’umanità”, ha detto il cardinale Marto. Secondo il Jornal de Noticias che ha riferito della cerimonia di inaugurazione, il CAF cercherà di aiutare le coppie a rimanere insieme, ma spera anche di “aiutare le future coppie divorziate a seguire questo processo” di discernimento.

Lo scorso giugno, un articolo su Rosalia Rodrigues e Gastão Crespo, completo di una loro foto con il figlio avuto da Gastão dal suo matrimonio religioso e i tre bambini della “famiglia mista”, tutti belli sorridenti, è stato pubblicato dal giornale della loro parrocchia e poi ripreso e pubblicato dall’ufficio comunicazioni della diocesi di Leiria-Fatima. Era intitolato “Una testimonianza di vita”.

Rosalia e Gastão hanno spiegato che nonostante si fossero uniti in modo civile, non avevano mai perso una messa domenicale e avavano voluto che i loro figli fossero battezzati e andassero a catechismo. Se il cardinale Marto non avesse istituito il suo “percorso di discernimento”, le cose sarebbero rimaste così. È stata l’esistenza di questo “percorso” che li ha portati a decidere di fare quanto necessario per ricevere i sacramenti.

L’articolo di giugno non rivelava che lo avessero fatto esattamente il 13 maggio – forse era stato scritto prima – ma in esso Rosalia e Gastão dicevano che “ultimamente” erano stati “invitati” e avevano “accettato” di diventare catechisti e di far parte della commissione parrocchiale.

Avevano anche raccontato di essersi incontrati un po ‘di tempo dopo il divorzio di Gastão nel 2006: “Ci siamo innamorati in maniera responsabile ed è stato con piena coscienza delle conseguenze religiose della nostra unione che abbiamo deciso di sposarci civilmente nel 2009.”

Rosalia era assistente sociale parrocchiale a tempo pieno e catechista a Santarém (sede di uno spettacolare miracolo eucaristico nel 13 ° secolo). Anche Gastão era catechista e impegnato nella Chiesa. Si era sposato nel 1998 e aveva avuto un figlio. Ha detto di aver “cercato in tutti i modi possibili” di trovare una riconciliazione con sua moglie, ma senza successo. Ha anche affermato che il suo matrimonio era stato “consapevole e responsabile” sia da parte sua che di sua moglie e quindi valido: “non c’era spazio per un processo di nullità”. Oltre a occuparsi da vicino del figlio, Gastão afferma di aver continuato ad avere una “relazione cordiale” con la madre del ragazzo.

Il “percorso di discernimento” ha portato Rosalia e Gastão a seguire incontri bisettimanali di due ore per sei mesi. “Alla fine di tutto questo magnifico percorso, ci sentiamo chiamati alla vocazione matrimoniale e ad essere ancora più vicini a Dio, anche senza essere uniti dal sacramento del matrimonio”, hanno detto.

Sperano di essere “un esempio” per le altre coppie che vivono in una seconda unione.

 

 

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