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Card. Radcliffe benedizione coppia omosessuale Londra 2026
Card. Radcliffe benedizione coppia omosessuale Londra 2026

 

La cerimonia, celebrata nella chiesa dei Santi Apostoli a Londra, ha previsto una benedizione formale della coppia al termine della Messa, in apparente contraddizione con i limiti stabiliti dallo stesso Dicastero per la Dottrina della Fede nel Fiducia supplicans.

Lo scorso 13 giugno, la chiesa dei Santi Apostoli, nel cuore di Londra, ha ospitato una «Messa di ringraziamento per 50 anni di amicizia, unione e impegno nella ricerca della giustizia» in onore di Julian Filochowski e Martin Pendergast, due noti attivisti cattolici omosessuali che convivono come coppia dal 1976 e che hanno formalizzato la loro unione civile nel 2006. L’evento è stato accolto con entusiasmo da New Ways Ministry, l’organizzazione statunitense di attivismo LGBT all’interno della Chiesa.

Alla celebrazione hanno partecipato oltre 150 persone provenienti da Spagna, Italia, Stati Uniti, Sudafrica, Guyana e Taiwan. Il celebrante principale è stato il sacerdote Jim O’Keefe, mentre hanno concelebrato Radcliffe, due vescovi emeriti inglesi: John Crowley, di Middlesbrough, e John Rawsthorne, di Hallam, insieme al canonico Chris Vipers, della parrocchia.

L’omelia è stata tenuta dal cardinale Timothy Radcliffe, O.P., figura di spicco dei recenti Sinodi sulla sinodalità e noto da decenni per il suo sostegno alla pastorale LGBT. Nella sua omelia, Radcliffe ha presentato la relazione dei due uomini come «una partecipazione alla vita di Dio»: «Ogni amicizia vera, fedele e ben vissuta è una partecipazione alla vita di Dio», ha affermato, senza alcun riferimento all’insegnamento della Chiesa sulla castità né sulla natura delle relazioni omosessuali.

Una benedizione rituale durante la Messa

Il momento più eclatante è arrivato alla fine della celebrazione, quando tutto il clero presente all’altare ha impartito alla coppia una benedizione con testo prestabilito, adattato — secondo gli stessi organizzatori — da un formulario «recentemente autorizzato dai vescovi belgi»: «Chiediamo, o Dio d’amore, che la tua grazia discenda su Julian e Martin in occasione del 50° anniversario della loro relazione».

È opportuno ricordare che la dichiarazione Fiducia supplicans (2023), pur nella sua controversa apertura alle benedizioni di «coppie in situazione irregolare», ha espressamente escluso qualsiasi benedizione ritualizzata, con testo prestabilito, impartita in contesto liturgico o che potesse assomigliare a una convalida dell’unione. Quanto celebrato a Londra — una Messa convocata espressamente per commemorare l’unione, con il rinnovo pubblico dell’impegno da parte della coppia e la benedizione collettiva del clero secondo un formulario prestabilito — sembra collocarsi al di fuori di tali limiti. Il Responsum ad dubium del 2021 dell’allora Congregazione per la Dottrina della Fede era stato ancora più chiaro: la Chiesa «non ha il potere di benedire le unioni tra persone dello stesso sesso».

Durante la Messa, inoltre, il Vangelo — il brano di Emmaus — è stato proclamato «in forma dialogata» da laici, tra cui la suora statunitense Jeannine Gramick e il teologo omosessuale James Alison, pratica contraria alle norme liturgiche vigenti, che riservano la proclamazione del Vangelo durante la Messa al ministro ordinato.

Nel video integrale della celebrazione diffuso dagli organizzatori si può inoltre constatare che uno dei due omaggiati ha distribuito il Sangue di Cristo ai presenti durante la Comunione, sotto lo sguardo del cardinale Radcliffe. Le norme sui ministri straordinari della Comunione, contenute nell’istruzione Redemptionis Sacramentum, richiedono che coloro che svolgono questa funzione si distinguano per la loro vita cristiana e non diano occasione di scandalo, condizione difficilmente compatibile con chi convive pubblicamente e notoriamente in un’unione contraria all’insegnamento della Chiesa.

New Ways Ministry e suor Gramick

La presenza di suor Jeannine Gramick non è un dettaglio di poco conto. Cofondatrice di New Ways Ministry, nel 1999 è stata oggetto di una Notificazione della Congregazione per la Dottrina della Fede, firmata dal cardinale Ratzinger e approvata da Giovanni Paolo II, che le vietava in modo permanente qualsiasi attività pastorale con persone omosessuali a causa degli «errori e delle ambiguità» del suo approccio, contrario all’insegnamento della Chiesa. L’organizzazione fu a sua volta screditata all’epoca dall’episcopato statunitense. Negli ultimi anni, tuttavia, Gramick è stata accolta e lodata pubblicamente a Roma.

Dall’intervento di Ratzinger alla normalizzazione

Il racconto degli stessi organizzatori illustra il cambiamento di clima nella Chiesa d’Inghilterra. Quando la coppia celebrò una Messa simile in occasione del proprio 25° anniversario, nel 2001, il cardinale Cormac Murphy-O’Connor ordinò al vescovo che avrebbe presieduto la celebrazione di ritirarsi. Come riporta il settimanale The Tablet, mesi dopo il cardinale Joseph Ratzinger comunicò a Murphy-O’Connor la delusione della Santa Sede per la risposta «timida» dell’episcopato inglese e gli chiese la destituzione di Filochowski dalla carica di direttore del CAFOD, l’agenzia ufficiale di cooperazione degli vescovi d’Inghilterra e del Galles. Murphy-O’Connor si rifiutò: «Non posso e non lo farò» («Non posso e non lo farò»).

Venticinque anni dopo, la stessa celebrazione che allora provocò l’intervento diretto del futuro Benedetto XVI si svolge con due vescovi che concelebrano, un cardinale che predica e senza che, per il momento, si registri alcuna reazione da parte della diocesi di Westminster né della Santa Sede.

La dottrina della Chiesa, contenuta nel Catechismo (nn. 2357-2359), non è cambiata: gli atti omosessuali sono «intrinsecamente disordinati» e «non possono ricevere approvazione in nessun caso», fatto salvo il rispetto e l’accoglienza dovuti alle persone, chiamate come ogni fedele alla castità. Quanto accaduto a Londra solleva, ancora una volta, la domanda su chi custodisca oggi tale insegnamento, quando sono proprio i vescovi e i cardinali a metterlo in pratica in modo contrario.

Infovativana

 

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