Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’intervista concessa dal Card. Raymond Burke a Michael Haynes e pubblicata su Per Mariam. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’intervista nella mia traduzione.
Michael Haynes: Eminenza, grazie per il suo tempo! Ovviamente, lei ha appena concluso la Novena di nove mesi a dicembre, che ha detto essere in risposta alle crisi della nostra epoca: nel mondo e nella Chiesa. Penso che, nonostante il fatto che molte persone vedranno queste crisi, il numero di persone che si sono unite a voi è sembrato comunque sorprendentemente alto. Con un misto di cattolici e non cattolici – credo che lei abbia detto 190.000?
Cardinale Raymond Burke: Sì, almeno quel numero di persone formalmente registrate, e ce n’erano molte di più che andavano sul sito [della Novena], e un certo numero di fedeli e altre persone mi hanno detto che, anche se non si erano registrati sul sito, facevano la preghiera ogni giorno per l’importanza che vedevano in essa.
Haynes: Ciò che ho trovato particolarmente bello è che, nel giorno della consacrazione, lei ha poi lanciato un rinnovato appello a continuare.
Mons. Burke: Esatto, perché la consacrazione significa che ci stiamo donando a nostro Signore attraverso Sua Madre, e questo significa che ogni giorno dobbiamo rinnovare questo dono, dobbiamo chiedere la grazia di essere fedeli al dono, perché, altrimenti, la consacrazione finisce per essere per un giorno o per pochi giorni e poi viene dimenticata. E questo non può essere perché si tratta di un atto d’amore per nostro Signore, ispirato dalla nostra Madre, in unione con il suo Cuore Immacolato.
Anche per questo motivo ho scritto una preghiera da recitare ogni giorno da parte di coloro che avevano fatto la consacrazione, affinché tutti noi che abbiamo fatto la consacrazione vivessimo anche la consacrazione.
Haynes : Soprattutto in un periodo in cui l’aborto e gli attacchi alla vita e alla famiglia in generale sono così diffusi, avere questa devozione a Nostra Signora di Guadalupe – la protettrice dei non nati – è fondamentale. Pensa che in un’epoca in cui si parla molto di nuova evangelizzazione – ma allo stesso tempo assistiamo purtroppo, soprattutto in Europa, a una perdita di pratica della fede, di numero di cattolici – pensa che questa devozione sia parte di un modo chiave per la Chiesa di rinnovare l’evangelizzazione?
Mons. Burke: Sì, perché quando andiamo alla Madonna, lei ci porta sempre al suo Figlio divino, a nostro Signore Gesù Cristo, e ci aiuta ad approfondire la nostra conoscenza di Lui e il nostro amore per Lui e poi il nostro servizio a Lui. Senza questa devozione la fede si riduce molto facilmente a un’idea o a un’ideologia, e questo non ispira nessuno, anzi porta le persone nell’errore. Credo che una delle più grandi tragedie del periodo post-conciliare sia la perdita della vita devozionale, che dobbiamo ripristinare.
Ho visto, dalla risposta travolgente all’invito a fare la Novena dei nove mesi, la grande sete e fame che le persone hanno di un rapporto personale con Cristo, che abbiamo direttamente nei Sacramenti. L’incontro con il Signore nei Sacramenti, soprattutto nella Santa Eucaristia e nel Sacramento della Penitenza, è sostenuto da una vita devozionale, dal rapporto con Nostro Signore durante la giornata e in vari modi con l’aiuto della Madonna e dei santi, degli angeli, del nostro angelo custode e degli altri angeli.
Credo quindi che assisteremo a una rinascita della vita devozionale, che porterà poi a una vita cristiana più profonda, e una vita cristiana più profonda porterà alla trasformazione della società, che – come lei ha giustamente osservato – è diventata ostile alla vita stessa, ostile al matrimonio, ostile persino alla libera pratica della religione. Con questa vita devozionale, avremo la resistenza – il coraggio e la resistenza – per lottare per una vita veramente cristiana.
Haynes: Certamente, è molto evidente come questo porti frutto. Pensando alle parrocchie che ho visitato o a quelle in cui ho vissuto, spesso le parrocchie più fiorenti sono quelle che offrono una vita sacramentale completa. Non solo la Messa, ma anche le confessioni regolari, l’adorazione del Santissimo Sacramento o parti dell’Ufficio divino…
Cdl. Burke: Sì, la Messa è un incontro così profondamente ricco con Nostro Signore che richiede, di per sé, queste altre devozioni [di accompagnamento], specialmente la Confessione regolare, ma anche altre devozioni per rimanere in compagnia di Cristo e per approfondire questo incontro.
Haynes : Ora, per quanto riguarda alcuni degli eventi più importanti accaduti nel corso della Novena nella Chiesa, abbiamo avuto la chiusura in un certo senso del Sinodo [sulla sinodalità], e si è parlato anche di possibili restrizioni alla Messa in latino. Volevo chiederle prima di tutto del Sinodo, perché nel documento finale c’è la dichiarazione che la questione dell’accesso delle donne al ministero diaconale rimane aperta. Naturalmente, lei e diversi altri prelati avete notato che la Chiesa insegna che non è così.
Mons. Burke: No, è falso, è un’affermazione falsa. Il Sinodo come assemblea non ha l’autorità di fare un tale pronunciamento e la dichiarazione finale del Sinodo non ha alcuna autorità. Si tratta di questioni che devono essere prese in considerazione dai Vescovi in comunione con il Romano Pontefice, e solo in questo modo ci può essere un ulteriore chiarimento dell’insegnamento della Chiesa, ma certamente sulla questione dell’ordinazione agli Ordini sacri – ciò che la Chiesa ha sempre e ovunque insegnato non cambierà.
Haynes: Come pensa che i normali cattolici, come me in panchina, dovrebbero rispondere? Ero nella sala stampa del Sinodo, dove abbiamo sentito domande su come i fedeli dovrebbero chiedere ai loro vescovi di essere più sinodali e più proattivi nel promuovere i punti chiave del Sinodo. Cosa fanno i fedeli quando vorrebbero che il loro vescovo fosse più fedele all’insegnamento cattolico?
Mons. Burke: È allora che dovrebbero pregare anche per i loro vescovi, perché siano pastori fedeli, perché siano fedeli all’insegnamento costante della Chiesa, perché siano fedeli nell’offerta degna del culto divino, perché siano fedeli nell’esercizio della disciplina della Chiesa.
Nessuno ha ancora definito cosa sia la sinodalità, e quindi è un termine pericoloso perché diventa uno slogan con il quale le persone introducono tutte le loro idee, alcune delle quali sono contrarie al costante insegnamento e alla pratica della Chiesa. Perciò i fedeli dovrebbero essere estremamente cauti riguardo a tutta questa nozione di sinodalità, e certamente, come si può chiedere al proprio Vescovo di essere più sinodale se non si sa cosa sia?
I segni della Chiesa sono Una, Santa, Cattolica e Apostolica, ed è così che ci identifichiamo. Sono segni immutabili. Il Sinodo come istituzione è esistito nella Chiesa, ma è un modo per i Vescovi e il Santo Padre di consultare i fedeli e altri su varie questioni. Ma spetta sempre al Santo Padre e ai Vescovi mantenere, in accordo con il loro ufficio, la fedeltà all’insegnamento di Cristo così come ci è stato tramandato in una linea ininterrotta attraverso la tradizione apostolica.
{La seconda parte dell’intervista sarà pubblicata su questo sito nei prossimi giorni.}
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