Il cardinale tedesco Rainer Maria Woelki sta contestando i suoi confratelli tedeschi (ma anche coloro che sono in Vaticano e che condividono la stessa posizione) su pretese aperture al mondo che consisterebbero nel liberalizzare il celibato, riconsiderare l’omosessualità, ordinare le donne, accettare il sesso al di fuori del matrimonio.

Ecco un articolo di David Oldroyd-Bolt, pubblicato sul Catholic Herald, nella mia traduzione.

Card. Rainer Maria Woelki, arcivescovo metropolita di Colonia (Germania)

Card. Rainer Maria Woelki, arcivescovo metropolita di Colonia (Germania)

 

“La Chiesa non può essere costretta a cambiare la sua dottrina se il cambiamento contraddice lo spirito del Vangelo”, ha detto il cardinale Woelki.

In un articolo per Die Tagespost, che probabilmente sarà visto come una severa contestazione di quei prelati che suggeriscono che il dogma dovrebbe essere modificato per riflettere gli attuali costumi sociali, il cardinale aggiunge:

“Tutti coloro che all’interno e all’esterno della Chiesa che spingono con tanta veemenza per i cambiamenti (liberalizzare il celibato, riconsiderare l’omosessualità, ordinare le donne, accettare il sesso al di fuori del matrimonio) non hanno risposto a una domanda: Perché i cristiani protestanti in Germania non stanno prosperando? Loro hanno [già] attuato tutto ciò che viene richiesto [ora nella Chiesa cattolica, ndr]. Eppure non sono in una posizione migliore, vista la loro pratica di fede, la scarsità di reclute per il ministero pastorale e il numero di persone che lasciano le loro chiese. Questo non indica forse che i veri problemi si trovano altrove, e che tutto il cristianesimo deve confrontarsi con una crisi di fede e di comprensione, piuttosto che adattarsi a una ‘nuova realtà di vita’ che si presenta come irresistibile?”

Prevenendo coloro che lo accuserebbero di essere un reazionario che reagisce automaticamente [ rifiutandolo] di fronte al cambiamento sociale, il cardinale Woelki scrive: “Non fraintendetemi: Non sto proponendo un tradizionalismo irriflessivo, o una nostalgia per i presunti bei tempi andati. Né voglio che facciamo fronte comune, come un piccolo gregge pio che si trincera. Al contrario, voglio crescita e rivitalizzazione; voglio la fede qui e ora”.

Richiamando direttamente l’insegnamento del Papa emerito, il cardinale Woelki suggerisce che “Papa Benedetto XVI ha raccomandato la desecolarizzazione (Entweltlichung) come via per la Chiesa. Questo importante concetto è stato troppo rapidamente messo da parte, ma dovrebbe essere riconsiderato più profondamente. Non significa ritirarsi dal mondo, credo, ma piuttosto ricordare il carattere unico del messaggio cristiano di salvezza. Solo se la Chiesa punta oltre questo mondo e testimonia che il Figlio di Dio ha redento il mondo, continuerà a conquistare gli uomini e a condurli alla salvezza”.

“Per dirla in maniera esplicita: Ci troviamo di fronte a un’alternativa profonda: la desecolarizzazione della Chiesa, o la scristianizzazione del mondo – quella parte del mondo, almeno, in cui viviamo noi tedeschi”.

L’articolo del cardinale Woelki sarà quasi sicuramente interpretato come una sfida non solo alla Chiesa tedesca ma anche alla gerarchia vaticana per riaffermare in termini inequivocabili l’insegnamento ortodosso in materia sessuale e sociale.

Il cardinale ha guidato un gruppo di sette vescovi che si sono appellati al Vaticano nell’aprile dello scorso anno, dopo che i vescovi tedeschi hanno approvato la proposta di permettere ai protestanti sposati con i cattolici di ricevere la comunione in determinate circostanze. Poi, in un discorso pronunciato al Corpus Christi, il cardinale Woelki si è spinto oltre e ha sfidato apertamente i riformatori: “C’è stata molta discussione sull’Eucaristia nelle ultime settimane. Qualcuno ha detto: ‘Di che cosa si tratta? Questa è un’assurdità’, altri addirittura hanno detto: ‘Questo è uno spettacolo di Punch e Judy’ (quello dei burattini, ndr). Io dico – si tratta di vita e morte….. Questo è fondamentale! Ed è per questo che dobbiamo combattere e cercare la strada giusta. Non in un modo qualsiasi, ma la via del Signore”.

 

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