Card. Gianfranco Ravasi

Card. Gianfranco Ravasi

 

di Sabino Paciolla

 

Si discute molto della funzione del diaconato femminile nella Chiesa. Alcuni si spingono addirittura a chiedere il sacerdozio femminile, accomunando la Chiesa Cattolica a quella protestante, almeno per questo aspetto. Le voci riguardanti il sacerdozio femminile sono diventate molto insistenti l’anno scorso, tanto da spingere il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede a scrivere un articolo su l’Osservatore Romano, nel quale ribadisce la Dottrina definitiva della Chiesa sancita da “Ordinatio Sacerdotalis di San Giovanni Paolo II. Nell’articolo dell’Osservatore Romano, si legge: “«la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa» (n. 4). Infatti, la Congregazione per la dottrina della fede, in risposta a un dubbio sull’insegnamento di Ordinatio sacerdotalis, ha ribadito che si tratta di una verità appartenente al deposito della fede”.

Anche l’insistenza sul diaconato femminile continua. Alcuni, a tal proposito, ipotizzano che la proposta di istituire il “diaconato femminile” sia in realtà un primo passo verso quello successivo rappresentato dal sacerdozio femminile. Per questo, da alcuni settori arrivano critiche ed obiezioni a questa proposta. Sembra che il diaconato femminile possa essere oggetto di approfondimento nel prossimo Sinodo dell’Amazzonia.

Per intanto, riporto una risposta data a questo riguardo dal Card. Gianfranco Ravasi, prefetto del Pontificio Consiglio della Cultura alla giornalista Stephanie Stahlhofen, di katholisch.de, il portale internet della Chiesa cattolica in Germania. La Chiesa tedesca è una di quelle che più insiste su questi temi.

Nella Intervista del 24 febbraio rilasciata a Stephanie Stahlhofen, di KNA, al cardinale Gianfranco Ravasi è stato chiesto quali opzioni veda per le donne nella Chiesa, in futuro.

Ecco la sua risposta, nella mia traduzione (confrontata anche con quella di Pray Tell):


Penso che un diaconato per le donne sarebbe possibile. Ma naturalmente bisogna discuterne, la tradizione storica è molto complessa. In generale, credo che fissarsi costantemente sul sacerdozio femminile sia clericale. Perché non cominciamo a parlare di altre funzioni molto importanti delle donne in chiesa? Per esempio, la direzione di una parrocchia, da un punto di vista strutturale. O il campo della catechesi, del volontariato, della finanza, della progettazione architettonica, del design. Perché non mettere queste cose nelle mani delle donne? Potrebbe esserci anche una maggiore presenza femminile nelle autorità vaticane, anche a livelli più alti. Questo è quanto ha detto anche il Papa. Naturalmente, questo non può essere fatto immediatamente”.

 

Nell’intervista, si apprende che il cardinale Ravasi ha istituito un consiglio consultivo tutto al femminile per i lavori del Pontificio Consiglio della Cultura. È composto da 35 donne di ogni estrazione sociale e comprende membri di diverse tradizioni religiose. C’è una professoressa universitaria, una madre, due musulmani, una ebrea, non credenti, donne dell’industria della moda, giornalisti. E’ molto variegato. Le donne del consiglio consultivo esaminano tutto ciò che il Consiglio della Cultura fa, offrono consigli critici e aiutano a selezionare i partecipanti alle varie riunioni del Consiglio. Nell’intervista a Katholisch.de si è discusso di questa iniziativa, attualmente unica in Vaticano. Il Cardinale spera che ciò possa offrire un modello ad altri Consigli Pontifici.

Il cardinale ha poi espresso pesanti considerazioni negative su coloro che esprimono riserve su alcuni aspetti di questo papato. Ravasi parla di “ultra cattolici”, minoranze deboli ma brave ad utilizzare siti web ultra-tradizionalisti, in modo che delle loro tesi parlino tutti. Siti da lui considerati estremamente poveri dal punto di vista tematico, teologico e intellettuale. Siti che, a suo parere,  spesso contengono banalità.

Si può leggere l’intera intervista su katholisch.de, il portale internet della Chiesa cattolica in Germania.

 

 

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