card. Joseph Ratzinger

card. Joseph Ratzinger

 

di Sabino Paciolla

 

Ma cosa sta succedendo nella Chiesa? Sì, questa è la domanda più frequente che tanti, tantissimi fedeli di tutto il mondo si stanno ponendo. E non perché essi siano semplicemente colpiti dalle notizie degli scandali degli abusi sessuali perpetrati da uomini di Chiesa, che pure giungono numerosi da tutto il mondo. Ma, soprattutto, per le prese di posizione di chierici, dal semplice sacerdote al più alto cardinale, che platealmente sono in netta contraddizione con l’insegnamento perenne della Chiesa.

A molti sembra che la Chiesa sia attraversata da una crisi profonda, che scuota le sue fondamenta. Tanti fedeli sentono intensamente le parole che il papa emerito Benedetto XVI scrisse in ricordo del cardinale Joachim Meisner, suo grande amico, in occasione delle esequie:

“Ma mi ha commosso ancora di più il fatto che in quest’ultimo periodo della sua vita abbia imparato a prendere le cose più serenamente e che vivesse sempre più nella profonda consapevolezza che il Signore non abbandona mai la sua Chiesa, anche se a volte la barca si è riempita [d’acqua] fino quasi a capovolgersi”.

Molti si fermano a riflettere profondamente sull’ultima frase: “anche se a volte la barca si è riempita [d’acqua] fino quasi a capovolgersi”.

Come, infatti, non rimanere turbati dinanzi ad affermazioni del tipo che riporto di seguito.

Il Card. Nichols di Westminster, Londra, durante la Messa di benvenuto ai cattolici LGBT+, nella festa del Battesimo del Signore, domenica 13 gennaio, ha fatto riferimento all’identità radicale che tutti i cristiani hanno con il loro battesimo, che trascende tutte le altre identità. E dunque, riferendosi alle famiglie ha detto: “La parola ‘famiglia’, quindi, è in grado di includere molti e diversi modelli e dimensioni di vita”.

Mons. Franz-Josef Bode, vice presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, a gennaio 2018, aveva proposto la benedizione per le coppie omosessuali, anche se non durante la messa: “Ormai sono un fatto: visto che c’è molto di positivo, buono e corretto in questo, perché non considerare non una messa, ma almeno una benedizione?”.

Quelle appena riportate colpiscono perché sono parole pronunciate da figure eminenti della Chiesa. Ma tante sono quelle proferite da personaggi “minori” (ad esempio qui e qui), in termini di rango ecclesiale, ma a volte molto più influenti a livello mediatico. Uno fra tutti è il gesuita padre James Martin, consultore dei media vaticani, che si dichiara in disaccordo con il Catechismo della Chiesa Cattolica sulla definizione dell’inclinazione omosessuale indicata come “gravemente disordinata”. Per questo padre Martin propone di cambiarla in “diversamente ordinata”. In pratica, una semplice variante. Ma allora, quante potrebbero essere le varianti?

Ancora più preoccupante, qualche giorno fa è giunta la notizia di una conferenza stampa nella quale il card. Marx, presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, ha annunciato che la Chiesa tedesca inizierà un “processo sinodale vincolante” su alcune materie, tra le quali quella omosessuale e quella del celibato sacerdotale. La notizia è preoccupante per due motivi: il primo, perché il cardinale Marx ha usato la parola “vincolante”;  secondo, perché a capo della commissione che si incaricherà degli sviluppi della materia sessuale è stato designato proprio il vescovo Bode, colui che ha proposto la benedizione delle coppie omosessuali.

Ci si chiede, allora, se la Chiesa tedesca dovesse approvare in maniera “vincolante” la benedizione delle unioni omosessuali, quali sarebbero le conseguenze sulla stabilità e soprattutto sulla unità della Chiesa?

I timori non sono di poco conto perché, proprio in questi giorni, è giunta una notizia riguardante la Chiesa Evangelica Austriaca (EKÖ), una denominazione luterana. Dopo settimane di discussioni, il Sinodo Generale di quella Chiesa ha concordato sabato 9 marzo di permettere alle coppie omosessuali di ricevere la benedizione della Chiesa durante una cerimonia pubblica di culto. La proposta è stata approvata con 45 voti contro 18.

Sebbene la decisione sia stata presa a larga maggioranza, la discussione è stata molto accesa. Per questo, molto fondati sono i timori che essa possa portare a spaccature all’interno di questa denominazione luterana.

Si dirà che questa faccenda tocca  molto poco il mondo cattolico. Errore! L’Austria è molto vicina alla Germania da tanti punti di vista: quello geografico, storico, culturale e, soprattutto, religioso.

Proprio qualche giorno fa parlavo con un teologo della crisi attuale della Chiesa. Una persona non italiana, ma che vive in Italia. Mi ha commosso l’acutezza del dolore che questa crisi ha provocato nel suo cuore. Mi ha colpito il fatto che abbia detto che, dati i tempi, la crisi è solo alle battute iniziali, che le distruzioni cresceranno e le rovine aumenteranno, che una parte dei chierici continuerà a fallire nella sua missione, nella ricerca di compiacere il mondo, e che un grande compito spetterà ai laici. In particolare, saranno le famiglie a giocare un ruolo importantissimo nella Chiesa. Ha detto che occorrerà intensificare il nostro essere cristiani attraverso la preghiera e l’aiuto reciproco. Sarà necessario preservare i doni che la Chiesa ci ha donato, che vivono di luce propria, contro qualsiasi affermazione o azione contrarie al loro significato fatte da uomini di Chiesa, qualunque sia il colore dei loro abiti. Occorrerà preservare il seme.

Infine, il teologo ha fatto riferimento alle “minoranze creative”, perché in questo mondo i cristiani sono destinati ad essere delle esigue minoranze. Esse vivranno come i cristiani nel mondo pagano dei primi tempi.

Il riferimento del teologo era alle parole di papa Benedetto XVI quando, durante il viaggio aereo da Roma a Praga per la Visita Apostolica nella Repubblica Ceca, aveva affermato:

“Direi che normalmente sono le minoranze creative che determinano il futuro, e in questo senso la Chiesa cattolica deve comprendersi come minoranza creativa che ha un’eredità di valori che non sono cose del passato, ma sono una realtà molto viva ed attuale. La Chiesa deve attualizzare, essere presente nel dibattito pubblico, nella nostra lotta per un concetto vero di libertà e di pace” (Intervista con Benedetto XVI, 26 settembre 2009).

Oppure, alle parole che l’allora card. Ratzinger scrisse al filosofo Marcello Pera:

E’ per questo che nella Chiesa stessa e per la Chiesa, ma anche e soprattutto oltre la Chiesa e per la società, è così importante che esistano minoranze convinte: uomini che nell’incontro con Cristo abbiamo trovato la perla preziosa (cfr, Matteo 13,45 e sgg.), che dà valore a tutta la vita, facendo sì che gli imperativi cristiani non siano più zavorre che immobilizzano l’uomo, ma piuttosto ali che lo portano in alto. (…) E così, attorno alle minoranze toccate dalla fede, si devono formare luoghi di incontro che poi diventino “lievito” (Mt 13,33), e cioè forza persuasiva che agisce oltre l’ambito più ristretto fino a raggiungere tutti. (cfr J. Ratzinger, Lettera a Marcello Pera, in J. Ratzinger – M. Pera, Senza radici. Europa, relativismo, cristianesimo, islam, Milano 2004, pp. 109-111)

 

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