foto: card. John Henry Newman

foto: card. John Henry Newman

Il giorno di Natale del 1841, il Bl. card. John Henry Newman scrisse una lettera al Rev. G.W. Church.


REV. J. H. H. NUOVO  J. H. H. NEWMAN A REV.  R. W. CHIESA

Giorno di Natale. 1841:

 

(…)

“Non è forse che tutta la nostra miseria come Chiesa è nata dalla paura di guardare in faccia le difficoltà?  Hanno trovato attenuanti agli atti quando avrebbero dovuto denunciare. C’è che il buon collega Worcester Palmer può mitigare la Commissione ecclesiastica e il vescovado di Gerusalemme, e quali sono le conseguenze? Che la nostra Chiesa, nel corso dei secoli, è affondata sempre più in basso, fino a quando una buona parte delle sue pretese e professioni è diventata una mera farsa, anche se è un dovere fare il meglio di ciò che abbiamo ricevuto. Tuttavia, anche se tenuti a fare del meglio delle vergogne altrui, non incorriamo in nessuna delle nostre. Gli amici più veri della nostra Chiesa sono quelli che dicono coraggiosamente quando i suoi governanti stanno sbagliando e le conseguenze. E (per parlare con catacresi) sono più propensi a morire nella Chiesa che (in queste circostanze nere) più preparati a lasciarla.

E aggiungerò che, considerando le tracce della grazia di Dio che ci circondano, sono molto sanguigno, o meglio fiducioso (se è giusto per così dire), che le nostre preghiere e le nostre elemosine si alzeranno come un memoriale davanti a Dio, e che tutta questa miserabile confusione si trasformerà in bene.

Non siamo dunque ansiosi di anticipare le differenze di prospettiva, quando siamo d’accordo nel presente.

PS – (…)

(Tuttavia) dovrebbero ricordare che più implicita è la riverenza che si presta ad un Vescovo, più acuta sarà la percezione che si ha dell’eresia in lui. La corda è vincolante e irresistibile finché non si spezza. Gli uomini di riflessione l’avrebbero percepito se avessero guardato in questo modo. La scorsa primavera un altissimo ecclesiastico mi ha parlato di resistere al mio Vescovo, chiedendogli sotto quali canoni (del Diritto Canonico) ha agito, ecc. Ma coloro che hanno coltivato un sentimento fedele verso i loro superiori sono i servi più affettuosi o più zelanti nel contestare. Se anche altri lo diventassero, se il clero di – denunciasse l’eresia della loro diocesi, farebbero il loro dovere e si solleverebbero dalla parte che altrimenti avrebbero in ogni possibile defezione dei loro fratelli.”

 

(Card. John Henry Newman)

 

N.B. Il grassetto è mio.

Fonte: Fr Z’s blog

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