Card. Newman: Dio avrebbe potuto rinnovarci con altri mezzi, con la ragione, con l’amore, ma ha scelto di “purificare i nostri cuori con la fede”

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Card. Newman: Dio avrebbe potuto rinnovarci con altri mezzi, con la ragione, con l’amore, ma ha scelto di “purificare i nostri cuori con la fede”

By |2018-12-21T23:57:17+00:00dicembre 16th, 2018|Categories: Chiesa, Opinion|Tags: , |0 Comments

Dal Regno Unito arriva la notizia che il beato card. John Henry Newman (1801-1890) potrebbe essere proclamato santo già il prossimo anno. Sia la Congregazione per le cause dei santi sia l’arcidiocesi di Chicago hanno giudicato miracolosa la guarigione di una donna incinta, che aveva chiesto l’intercessione di Newman dopo aver ricevuto dai medici una diagnosi infausta, con pericolo per la vita. I dottori erano stati poi incapaci di spiegare l’improvvisa ripresa della donna. «È probabile», scrive l’Herald, «che la canonizzazione avvenga dopo la Pasqua del 2019».

Vi propongo un suo sermone nella mia traduzione.

foto: card. John Henry Newman

foto: card. John Henry Newman

 

La fede ha cambiato il suo significato, o è meno necessaria oggi? Non è tuttora quella che era ai tempi degli Apostoli, la caratteristica stessa del cristianesimo, lo speciale strumento di rinnovamento, la prima disposizione alla giustificazione, una delle tre virtù teologali? Dio avrebbe potuto rinnovarci con altri mezzi, con la vista, con la ragione, con l’amore, ma ha scelto di “purificare i nostri cuori con la fede”; è stata la sua volontà di scegliere uno strumento che il mondo disprezza, ma che è di immensa potenza. L’ha preferita, nella sua infinita sapienza, a tutti gli altri; e se gli uomini non l’hanno, non hanno l’elemento e il rudimento, dai quali si formano, sui quali si costruiscono, i Santi e i Servi di Dio. E (se) non ce l’hanno; stanno vivendo, stanno morendo, senza le speranze, senza gli aiuti del Vangelo, perché, nonostante quel tanto di buono che è in loro, nonostante il loro senso del dovere, la loro tenerezza di coscienza su molti punti, la loro benevolenza, la loro rettitudine, la loro generosità, sono sotto il dominio (devo dirlo) di un fiero demonio; hanno in sé questo spirito forte, decidono di essere i propri padroni nelle questioni di pensiero, di cui sanno così poco; considerano la propria ragione meglio di quella di chiunque altro; non ammetteranno che qualcuno che viene da Dio contraddica la loro visione della verità. Cosa? Non c’è nessuno che abbia la loro stessa saggezza? Non c’è nessun altro la cui parola debba essere presa a proposito della religione? Non c’è nessuno che possa strappare da loro il loro ultimo appello a se stessi? Non hanno in alcun modo possibile l’occasione o l’opportunità di fede? È una virtù che, in conseguenza della loro trascendente sagacia, della loro prerogativa di onniscienza, devono rinunciare alla speranza di esercitare? Se le pretese della Chiesa cattolica non li soddisfano, lasciateli andare altrove, se possono. Se sono così esigenti da non potersi fidare di lei come oracolo di Dio, che trovino un’altra molto sicuramente lontana da quella Casa che Lui stesso ha istituito, che è stata chiamata con il suo nome, che ha sempre mantenuto le stesse affermazioni, che ha sempre insegnato la sostanza della dottrina e ha trionfato su coloro che hanno predicato qualsiasi altra. Poiché la fede apostolica era all’inizio affidamento alla parola dell’uomo, come parola di Dio, poiché la fede che era allora tale è oggi, poiché la fede è necessaria per la salvezza, cerchino di esercitarla verso un altro, se non accettano la Sposa dell’Agnello. Lasciate che, se possono, prestino fede in alcune di quelle religioni che sono durate per due o tre secoli in un angolo della terra. Che puntino le loro eterne prospettive su re e nobili e parlamenti e soldati, che prendano come profeta di Dio qualche mera finzione della legge, o aborto delle scuole, o idolo di popolo, o inizio di una crisi, o oracolo di aule. Ahimè, a malapena riescono ad ottenere risultati se devono possedere una virtù, che non hanno modo di esercitare, – se devono compiere un atto di fede, su chi non conoscono, e non sanno perché!

 

Che grazie dobbiamo rendere a Dio onnipotente, miei cari fratelli, che ci ha fatti essere quello che siamo! È una questione di grazia. Ci sono, certo, molte argomentazioni convincenti per indurre ad unirsi alla Chiesa cattolica, ma esse non forzano la volontà. Possiamo conoscerle, e non essere spinti ad agire su di loro. Possiamo esserne convinti senza essere persuasi. Le due cose sono ben distinte l’una dall’altra, visto che dovreste credere, credendo; la ragione, se lasciata a se stessa, vi porterà alla conclusione che avete sufficienti motivi per credere, ma la fede è il dono della grazia. Voi siete dunque ciò che siete, non per eccellenza o merito proprio, ma per grazia di Dio che vi ha scelti a credere. Potreste essere stati come il barbaro dell’Africa, o il libero pensatore dell’Europa, con la grazia sufficiente a condannarvi, perché non ha favorito la vostra salvezza. Potreste aver avuto forti ispirazioni di grazia e averle resistito, e allora potrebbe non essere stata data ulteriore grazia per superare la vostra resistenza. Dio non dà a tutti la stessa misura di grazia. Non vi ha forse visitato con una grazia sovrabbondante? E non era necessario che i vostri cuori duri ricevessero più degli altri? Lodate e benedite il Signore continuamente per il bene; non dimenticate, con il passare del tempo, che è di grazia; non vantatevi di essa; pregate sempre di non perderla; e fate del vostro meglio per farne partecipi gli altri.

 

E anche voi, fratelli miei, se presenti, che non siete ancora cattolici, ma che, venendo qui, sembrate mostrare il vostro interesse per il nostro insegnamento, e volete saperne di più, ricordate anche voi che, anche se non avete ancora fede nella Chiesa, Dio vi ha portato nel cammino per ottenerlo. Voi siete sotto l’influenza della sua grazia; Egli vi ha fatto compiere un passo nel vostro cammino; Egli vuole portarvi oltre, vuole darvi la pienezza delle sue benedizioni e rendervi cattolici. Voi siete ancora nei vostri peccati; probabilmente siete carichi della colpa di molti anni, la colpa accumulata per un’offesa profonda e mortale, che nessuna contrizione ha lavato via, e alla quale non è stato applicato alcun Sacramento. Attualmente siete tormentati da una coscienza inquieta, da una ragione insoddisfatta, da un cuore impuro e da una volontà divisa; dovete convertirvi. Eppure ora i primi suggerimenti di grazia stanno lavorando nelle vostre anime, e devono emettere il perdono per il passato e la santità per il futuro. Dio vi sta muovendo verso atti di fede, speranza, amore, odio del peccato, pentimento; non deludetelo, non ostacolatelo, concordate con Lui, obbeditegli. Guardate in alto e vedete, per così dire, una grande montagna da scalare; e dite: “Come posso trovare una sentiero per superare questi ostacoli giganteschi, che trovo nel cammino della mia conversione? Non capisco questa dottrina, e sono addolorato per questo; un terzo sembra impossibile; non riesco mai a conoscere una pratica, ho paura di un’altra; è un labirinto e un disagio per me, e sono portato a sprofondare nella disperazione”. Non dite così, cari fratelli, guardate in alto nella speranza, fidatevi di Colui che vi ha chiamati per primo. “Chi sei tu, o grande montagna, davanti a Zorobabele, non sei altro che una pianura”.  (Zorobabele era discendente della casa di Davide, guidò il popolo ebraico verso la loro terra di origine, in uscita da Babilonia occupata dai Persiani, ndr). Egli ti condurrà passo dopo passo, come ha portato avanti molti altri prima di te. Egli renderà ciò che è storto piano e ciò che è ruvido liscio. Egli girerà i torrenti e prosciugherà i fiumi che si troveranno sul vostro cammino. “Egli rinforzerà i vostri piedi come i piedi del cervo, e vi sistemerà in luoghi alti. Egli allargherà i vostri passi sotto di voi e il vostro camminare non sarà indebolito”. “Non c’è nessun Dio come il Dio dei giusti; colui che monta il cielo è il tuo aiutante; con la sua potente opera le nuvole si disperdono. La sua dimora è al di sopra, e sotto ci sono le armi eterne; Egli scaccerà il nemico davanti a te, e dirà: ti sbriciolo”. “Il giovane svenirà, e i giovani cadranno; ma quelli che sperano nel Signore saranno nuovamente pieni di forza, prenderanno le piume come aquile, correranno senza fatica, cammineranno senza svenire”.

 

Fonte: The Catholic Thing

 

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