Card. Gerhard L. Muller
Card. Gerhard L. Muller (CNS photo/Paul Haring)

 

di Sabino Paciolla

 

Il cardinale Gerhard Ludwig Müller, già prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, nominato da Papa Benedetto XVI nel 2012 e, allo scadere naturale dell’incarico, nel 2017, non confermato, come invece di solito avviene, da Papa Francesco, è stato intervistato dal Corriere della Sera sulla questione che ha suscitato clamore a livello mondiale riguardo le parole del Papa sulle unioni civili (leggi qui e qui).   

Le parole  del Card. Müller sono molto significative e conviene ascoltarle.

Il cardinale inizia la sua intervista facendo presente che tanti fedeli lo hanno tempestato di telefonate, perché smarrite e confuse, chiedendogli cosa mai volesse dire il Papa con le parole dette nel mezzo di un docufilm: “Gli omosessuali hanno il diritto di far parte di una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo”. I fedeli, inoltre,  gli hanno chiesto se sia mai possibile che un Papa possa esprimersi in questi termini. Si chiedono anche perché non si esprime chiaramente. 

Il Card. Müller precisa da subito che lui è dalla parte del Papa, che lo ha sempre difeso, che ha scritto libri sul primato del Papa, ma aggiunge un “però…”.

«Però il Papa non è al di sopra della Parola di Dio, che ha creato l’essere umano maschio e femmina, il matrimonio e la famiglia. Sono cardinale e sempre dalla parte del Papa, ma non a tutte le condizioni. Non è una lealtà assoluta. La prima lealtà è alla Parola di Dio. Il Papa è il Vicario di Cristo, non è Cristo. E io sono credente in Dio».

Il giornalista gli obietta subito che il Papa in fondo ha solo parlato del fatto che ci vorrebbe un riconoscimento giuridico per le coppie omosessuali, le unioni civili…

Lapidaria la risposta del Cardinale: 

«E qual è la differenza, in fondo? In molti Stati le cosiddette unioni sono state soltanto la premessa del riconoscimento dei matrimoni gay. Per questo tanti fedeli sono disturbati, pensano che queste parole sarebbero solo il primo passo verso una giustificazione delle unioni omosessuali, per la Chiesa, e questo non è possibile».

E perché? chiede il giornalista. Ed il Card. Müller risponde: 

«Dall’inizio della Scrittura, nella Genesi, si dice che Dio ha creato l’uomo e la donna. Gesù lo ricorda ai farisei: l’uomo si unirà con sua moglie e i due saranno una sola carne. Per questo il solo matrimonio possibile è tra uomo e donna e i rapporti sessuali sono riservati esclusivamente al matrimonio. Non vogliamo condannare le persone con tendenza omosessuale, anzi vanno accompagnate e aiutate: ma secondo le condizioni della dottrina cristiana».

Il cardinale precisa che le unioni civili che riguardano le coppie omosessuali non rispettano il diritto naturale poiché si rifanno ad una concezione antropologica, quella LGBT, che pretende di annullare il disegno di Dio che ha creato l’uomo maschio e femmina, affermando che non esiste un essere sessuato ma fluido nella sua sessualità. Il sesso sarebbe solo un costrutto sociale. Ma una umanità che si basasse su questa concezione non avrebbe futuro, osserva il cardinale. Occorre riaffermare la complementarietà tra uomo e donna.

Il giornalista chiede se la Chiesa possa riconoscere le unioni civili. Ma il Card. Müller risponde che non è possibile per le cose appena dette. Ma questa cosa vale anche per lo Stato laico poiché quando questo legalizza le unioni civili omosessuali, come un simil matrimonio, o legalizzando il matrimonio omosessuale stesso, viola i diritti fondamentali degli umani.  

E dove si violerebbero i diritti umani?

«Con l’adozione dei bambini, ad esempio. Un bambino ha diritto di crescere con un padre e una madre. E non parliamo della maternità surrogata, delle donne povere che hanno bisogno di denaro e vendono il proprio corpo. Un grande mercato contro la dignità umana».

Infine il Card. Müller ribadisce che lui e tanti altri rispettano il Papa, ma precisa che la persona di un Papa non coincide con il papato e, soprattutto, che non sempre tutti i Papi sono stati chiari nella Dottrina. Nel caso specifico, specifica che le parole di Papa Francesco non sono state espresse in via ufficiale ma all’interno di una intervista che, a quanto pare, è il frutto di combinazioni di dichiarazioni espresse in momenti diversi, generando così ulteriore confusione. E quindi osserva: 

«Tutto ciò non è buono perché un Papa, così come ogni vescovo, deve essere sempre molto cauto e chiaro, specie in questi tempi così delicati».

E proprio riguardo alla confusione generata, il cardinale dice: 

«Perché la Santa Sede non ha dato una spiegazione? E la Congregazione per la Dottrina della Fede? Eppure ha pubblicato testi su omosessualità e matrimonio, elaborati scientificamente. È un problema di confusione, nel mondo ora si dice “il Papa benedice le unioni omosessuali”: non lo ha detto, ma le conseguenze sono queste. Dovrebbe essere più attento».

 

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