In una nuova intervista concessa a Maike Hickson di LifeSiteNews, il cardinale Gerhard Müller presenta una critica più dettagliata alla prima assemblea sinodale che ha avuto luogo a Francoforte all’inizio di febbraio.
I vescovi tedeschi, insieme al Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi, stanno organizzando il cosiddetto “percorso sinodale” che mira a mettere in discussione la disciplina e gli insegnamenti della Chiesa su questioni importanti come l’ordinazione femminile, il celibato sacerdotale, la contraccezione e l’omosessualità. Per il cardinale Müller, è chiaro che questa “impresa sinodale” non sarà il ” Grande Balzo in Avanti “.

Ecco l’intervista nella mia traduzione. 

Annarosa Rossetto

 

Card. Gerhard L. Müller

Card. Gerhard L. Müller

 

LifeSite: Due giorni fa lei ha fatto osservazioni critiche sulla prima assemblea plenaria del Percorso Sinodale e ne ha definito “suicida” il processo e poi lo ha paragonato all’abrogazione della Costituzione di Weimar da parte del “Decreto dei pieni poteri”. Lei ha fatto qui riferimento al fatto che l’assemblea sinodale ha stabilito di accettare decisioni anche se fossero contrarie alla dottrina cattolica. Potrebbe spiegarci il suo pensiero in modo più dettagliato? E anche: è proponibile un simile paragone?

Cardinale Müller: Si richiede di dare sempre più potere politico ai funzionari laici in contrasto con l’autorità sacramentale – data ai vescovi da Cristo – o un maggiore potere alle conferenze episcopali locali (cioè al loro apparato) contro il potere centrale di “Roma”, come se la Chiesa si fosse persa nell’arena dei media e delle battaglie politiche. Laddove è in gioco il potere terreno, la separazione dei poteri è assolutamente necessaria. Le persone non hanno diritto al potere assoluto su altre persone. Ma qui si tratta del servizio della salvezza dei propri compagni di fede nel nome di Dio. Nella Chiesa, non tutto riguarda il potere, ma l’edificazione del Corpo di Cristo. Vogliamo servire o governare? Questa è la questione in gioco. Nella Chiesa si tratta di “conoscenza dell’Unico e Solo Dio e salvezza di tutte le persone attraverso Cristo Gesù come unico mediatore tra Dio e gli uomini” (cfr 1 Tim 2, 5). La Chiesa è sacramento di salvezza per il mondo e dello stesso Cristo “qui sulla terra come struttura visibile e dotata di organi gerarchici” (Lumen Gentium 8). Il sacerdozio comune di tutti i fedeli in virtù del Battesimo e della Confermazione e il sacerdozio gerarchico in virtù dell’Ordinazione (come vescovo, sacerdote e diacono) non possono essere posti l’uno contro l’altro in un atteggiamento di lotta di classe con l’obiettivo di una società senza classi che era invece la regola dei funzionari nel nome di un “popolo” anonimo. I Cristiani (come laici, religiosi e sacerdoti) sono organicamente (non meccanicamente) collegati tra loro nell’intera vita del Corpo di Cristo, nella misura in cui partecipano al sacerdozio di Cristo in un modo specifico ( Lumen Gentium 10). L’intero approccio del “Percorso sinodale” è ecclesiologicamente sbagliato. Una diagnosi errata rovina la migliore terapia. Invece di mostrare preoccupazione emotiva, la maggioranza che è al comando e al potere dovrebbe meglio conoscere la comprensione della Chiesa secondo il Vaticano II piuttosto che riferirsi semplicemente al suo “spirito”, altrimenti l’intera faccenda diventa una seduta di spiriti [“Geistersitzung“]. Mettersi in posizione diametralmente opposti alla dottrina rivelata della Fede e poi citare lo Spirito Santo è come piantare in profondità un cuneo in un ceppo. Siamo qui per “ascoltare ciò che lo Spirito dice alle chiese” (Ap 2, 11); ma questa è la “Parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo” (Ap 1, 2) e non la visione di una “chiesa” conformatasi alla società. Nella “Chiesa del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Lumen Gentium 4) non si possono mettere le basi cristologiche e storiche della Chiesa contro l’azione di Cristo praesens [presente] nello Spirito Santo.

 

LifeSite: Ha anche sottolineato che il Percorso Sinodale non è autorizzato “né da Dio né dagli uomini”. Potrebbe spiegarcelo in modo più dettagliato?

Cardinale Müller: Come ho detto prima: la “costituzione divina” della Chiesa viene da Cristo (LG 8) e non dai Suoi discepoli. Nella coscienza essa ha una forza vincolante superiore rispetto alla costituzione di uno stato o di una associazione secondo la legge umana. Cristo stesso costruisce la Sua Chiesa su Pietro e non sono Pietro e gli altri discepoli che costruiscono la loro chiesa su un’immagine di Cristo fatta da loro stessi. Gli Apostoli, e i vescovi come loro successori, non hanno conquistato il potere politico nella Chiesa per trasformarla quindi in un’opera umana, per prendere  così il potere dai laici e schiacciarli. Piuttosto, sono stati storicamente istituiti da Cristo un tempo attraverso la vocazione diretta e ora sacramentalmente attraverso la consacrazione, legittimati come servitori di Cristo a insegnare al Popolo di Dio con la sua Parola, a santificarli con i Suoi sacramenti e a guidare il Suo gregge come pastori (Lumen Gentium 18-29). Non appena insegnano e decidono qualcosa di contrario alla dottrina apostolica e alla costituzione sacramentale della Chiesa, perdono il diritto all'”obbedienza religiosa dei fedeli” (Lumen Gentium 25; Dei Verbum 10). Già molti vescovi nel corso della storia della Chiesa sono diventati eretici o hanno portato i fedeli loro affidati allo scisma, come ad esempio i Donatisti, che, essendo diventati la maggioranza, si sono opposti ai Cattolici nel Nord Africa.

 

LifeSite: una delle sue critiche all’Assemblea sinodale è che dà molto potere ai laici e che questo minerebbe l’autorità episcopale. A cosa si riferisce qui specificamente in relazione alla prima assemblea e quali sono le basi dottrinali cui fa riferimento? 

Cardinale Müller: Al papa e ai vescovi in ​​comunione con lui è stato anche affidato il Magistero di “interpretare autenticamente la Parola di Dio, scritta o tramandata (Dei Verbum 10) in relazione agli altri membri della Chiesa, ma in nessun modo in opposizione a loro, dal momento che tutti sono congiuntamente responsabili della trasmissione non alterata della Fede” (LG 12). Non critico che i laici rivendichino troppo potere o che venga loro dato, ma piuttosto che la natura e la missione della Chiesa – Corpo di Cristo e Tempio dello Spirito Santo – sono distorte con le categorie del potere e del prestigio mediante una auto-secolarizzazione. “La Chiesa di Cristo non è una ONG” – Papa Francesco continua a ripetere queste parole.

 

LifeSiteLei pensa che Roma dovrebbe fermare questo percorso sinodale, e se sì, perché?

Cardinale Müller: La Chiesa di Roma, guidata dal Papa, ha l’autorità e la responsabilità, comunicate da Cristo, per l’unità della Chiesa nella verità della dottrina apostolica. All’inizio della divisione della cristianità nel XVI secolo, che fino ad oggi ha profondamente scosso la credibilità della nostra fede cristiana davanti al mondo, i vescovi tedeschi e la Curia di Roma fallirono terribilmente, come confessò lo stesso Papa Adriano VI (Norimberga Reichstag 1522/23). Spero che non si ripeta questo errore storico. La conoscenza storica può aiutare a evitare in una fase precoce i pericoli futuri alla luce dell’esperienza storica e non solo a chiudere la stalla quando i buoi sono scappati. Il potente cardinale tedesco Alberto di Hohenzollern all’epoca finanziava il suo cumulo illegale e immorale di uffici con la vendita di indulgenze concessa da Roma. Quindi il denaro tedesco, l’analfabetismo teologico dell’episcopato tedesco, il primato del denaro e le politiche a Roma sono in parte responsabili dello scisma d’Occidente e delle sue tragiche conseguenze fino ai nostri giorni. Il denaro governa il mondo, ma è anche il mezzo migliore del diavolo per confondere la Chiesa. Per contrastare la secolarizzazione come comprensione totale e totalitaria di sé e del mondo senza Dio, esiste un solo antidoto efficace, l’annuncio credibile del “Vangelo di Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio” (Mc 1: 1) e una vita nell’imitazione di Cristo.  La prima parola di San Paolo dopo la sua conversione all’inizio del suo “annuncio di Gesù” fu, a proposito, storicamente non il riferimento a curiosità interessanti quali una donna come la prima donna cristiana in Europa o gli schiavi battezzati a Roma, ma la professione: “Questo è il Figlio di Dio” (Atti 9:20).

 

LifeSite: Lei è stato duramente rimproverato in Germania per aver paragonato il Percorso Sinodale alla presa di potere di Hitler. L’indignazione sembra essere maggiore riguardo a questo paragone piuttosto che per il fatto che i vescovi tedeschi stiano sconvolgendo l’intera gerarchia della Chiesa, così come gli insegnamenti sacramentali e morali della Chiesa, con gravi conseguenze per molte anime. Come commenta questo fenomeno?

Cardinale Müller: È tipicamente tedesco il non voler imparare nulla dalla storia. I nostri “progressisti” nella Chiesa e nella società si riconoscono attraverso i loro doppi standard e la loro brillante incapacità di rispondere con argomentazioni alle obiezioni. Vogliono intimidire coloro che non appartengono al loro campo ideologico con i loro incessanti attacchi personali chiamandoli arci-conservatori, fondamentalisti e di destra, ma in realtà è solo una contrapposizione del loro potere contro la ragione. In ogni caso, questa impresa “sinodale” non sarà il “Grande Balzo in Avanti”. Forse questo non-paragone comparativo con una metafora cinese risveglierà il loro senso dell’umorismo più profondo.

 

LifeSite: Lei ha fatto un paragone forte. È successo perché ha riconosciuto la gravità della situazione e perché è in gioco il benessere di molte anime? 

Cardinale Müller: È vero che le dichiarazioni più incisive vengono abilmente soffocate nella spirale del silenzio. Basta toccare il sentimento dell’indignazione e subito parte il rituale. Dopo tutto, conosco personalmente la maggior parte dei protagoniste e conosco come funziona questa rete. Con tutta la follia dei lavori su commissione, dei “cartelli delle citazioni” (ovvero la citazione reciproca solo tra autori di comodo, ndt), del gusto del sensazionalismo, del denaro per articoli ben pagati, degli intrighi politici personali e degli attacchi contro chi è estraneo al cartello, si rendono ridicoli i bei discorsi di fratellanza e misericordia, di sinodalità e dialogo davanti agli osservatori esterni, scoraggiando così i Cristiani che credono sinceramente.

 

LifeSite: il cardinale Woelki è stato duramente attaccato quando ha preso le distanze dalla prima assemblea sinodale. Lei è stato informato di non essere più un partner accettabile per una discussione. Sembra che chi vuole preservare la Fede sia emarginato, proprio come era in minoranza nell’assemblea sinodale. Tutto questo le ricorda altri momenti nella storia della Chiesa?

Cardinale Müller: Il cardinale Woelki è un vescovo ordinato da Cristo nello Spirito Santo e, come cardinale della Chiesa romana, è uno strettissimo collaboratore del Papa nella responsabilità della Chiesa universale. La violenza verbale con cui sono stati attaccati lui e altri non è che espressione di incapacità intellettuale e confusione morale “di persone con lo spirito del mondo che non comprendono ciò che viene dallo Spirito di Dio” (1 Cor 2, 13).

Alla luce delle rivendicazioni di potere – meritevoli di scomunica – di certi campioni, che difficilmente potrebbero superare un esame di dogmatica, posso solo pensare a Dietrich Bonhoeffer che, nel 1943,  riassunse come affrontare la stupidità: “Non tenteremo mai più di persuadere con argomentazioni lo stupido: è una cosa senza senso e pericolosa. ”(DBW 8, 26).

 

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