“Dietro ai dibattiti sul matrimonio di uomo e donna o sul matrimonio “per tutti e chiunque” dell’ideologia LGBT sta la diametrale opposizione tra due immagini inconciliabili dell’essere umano”.

Dopo il documento della Congregazione della Dottrina della Fede sulla benedizione delle coppie omosessuali pubblicato oggi, rilanciamo l’intervento del Card. Gerhard Ludwig Muller che di quella Congregazione è prefetto emerito. Il saggio è apparso su Kath.net e la traduzione da tedesco è a cura di Alessandra Carboni Riehn.

 

Card. Gerhard L. Müller - Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
Card. Gerhard L. Müller – Foto: Daniel Ibanez / ACI Group

 

1) Dietro ai dibattiti sul matrimonio tra uomo e donna o sul matrimonio “per tutti e per chiunque” dell’ideologia LGBT sta la diametrale opposizione tra due concezioni inconciliabili dell’essere umano. In questo contesto, è necessario comprendere correttamente e vivere in novità il matrimonio.

2) La concezione cristiana dell’essere umano si basa sull’ordine della creazione: filosoficamente, l’ordine della creazione ha una corrispondenza nel concetto di ‘natura’. Con il termine ‘natura’ si intende non il fattuale-materiale, ma lo spirituale-personale, che dà a ciò che ha consistenza materiale la sua forma, la sua essenza. L’essere umano è persona in una natura spirituale-corporea. La legge morale è stata iscritta nel cuore di ogni essere umano (Rm 2,16 ss.) e anche rivelata esplicitamente al popolo di Dio nella forma dei dieci comandamenti (Es 20,1-17; Dt 5,6-21). C’è quindi una visione comune della natura dell’essere umano, oltre le frontiere delle religioni e delle visioni del mondo, laddove l’uomo non è mai un mezzo per un fine, ma un fine in se stesso. Questo è anche il senso del diritto naturale e internazionale, che ha le sue origini nel pensiero della Scuola di Salamanca e di Hugo Grotius (1583-1645). Questi principi si sono riflessi, nel 1948, nella Carta dei diritti dell’uomo o nella Legge fondamentale tedesca: la dignità dell’uomo è inviolabile e questa dignità precede ogni legislazione positiva. Lo Stato non può affatto determinare quale sia la natura dell’uomo se non vuole stabilire una dittatura del pensiero e quindi minare alla base il suo stesso fondamento democratico.

3) La concezione dell’essere umano del genderismo, della costruzione socialmente arbitraria del sesso e del transumanesimo è puramente materialista, “come se Dio non esistesse”.

L’ideologia gender è dunque un’ideologia nemica dell’umano, che vuole distruggere l’ordine naturale e quindi l’integrità corporale e spirituale dell’essere umano: l’uomo non è riconosciuto come persona unica nelle condizioni della sua corporeità, della sua collocazione storica e sociale, ma è piuttosto visto come biomateriale utile al proprio piacere o alla volontà arbitraria di terzi per essere arbitrariamente modellato.

La natura umana, la creazione come uomo e donna, deve essere prima decostruita, cioè distrutta, per poi essere ricostruita e ridefinita da chicchessia a sua completa discrezione. Che gioco diabolico è quello che si fa qui con l’essere umano! Un gioco che da un punto di vista antropologico e cristiano è diametralmente opposto al principio che ‘la dignità dell’uomo è inviolabile’. In realtà, l’identità dell’essere umano risiede prima di tutto nella sua persona come uomo o donna, nella sua lingua, nella sua cultura, nella sua coscienza, ecc. – e non nell’attrazione erotica verso se stesso, verso un’altra persona, verso un feticcio come mezzo per un’autosoddisfazione sessuale.

4) Solo il sacramento cristiano del matrimonio fornisce la cornice perfetta per la realizzazione sessuale dell’essere umano come uomo e donna. Esso è infatti orientato verso l’altra persona amata e quindi verso Dio, che anche attraverso il matrimonio e la famiglia compie la sua volontà di creazione e di salvezza.

In tale contesto, il matrimonio di uomo e donna non è affatto solo una forma di reciproca soddisfazione sessuale, ma una comunità di intenso amore personale e di responsabilità integrale l’uno per l’altra (compresa la relazione di salvezza con Dio mediata dal sacramento) e per i figli e i parenti. La dottrina classica e allo stesso tempo molto moderna del matrimonio non ha nulla a che vedere con una destinazione dei coniugi finalizzata all’allevamento (utilitaristico) dei figli e alla soddisfazione egoistica di desideri sessuali. Il matrimonio è piuttosto la partecipazione degli sposi all’amore creativo di Dio nel diventare una sola carne (in Cristo come sacramento) e nella realizzazione della volontà del Creatore attraverso la successione delle generazioni. In questo, i bambini non sono i giocattoli dei loro genitori. Piuttosto, sono creati da Dio e affidati ai genitori perché trovino la loro salvezza nella glorificazione di Dio, che crea, redime e completa ogni essere umano.

5) Lo sforzo di comprendere adeguatamente il matrimonio nella volontà creativa e salvifica di Dio rimane cristiano solo se la testimonianza biblica e l’antropologia sviluppata nella vita della chiesa e la dottrina della sacramentalità del matrimonio non ricadono sotto il paradigma dell’antropologia non naturale ma materialista, cioè atea, del genderismo. Non si deve, come nello gnosticismo, mettere tutta la rivelazione sotto il segno di una speculazione ideologica e mantenere solo l’apparenza del Cristianesimo con alcune reminiscenze (con citazioni bibliche associative o affermazioni folli come ad esempio: “Dio mi ha creato diverso, egoista, razzista, nazionalista, etc.”, come se le disfunzioni e i difetti del carattere risalissero manicheamente a Dio).

6) Così pure lo Stato non può ridefinire arbitrariamente la natura del matrimonio in base a interessi politici, poiché la scambievole corrispondenza di uomo e donna fa parte essenziale della natura dell’essere umano. Il concetto di “matrimonio” può essere usato correttamente solo nel contesto della legge naturale e ancor più nel contesto ecclesiale: l’unione unica di un uomo e una donna nella comunione dell’amore, del corpo e della vita davanti a Dio. Pertanto l’uso della parola d’ordine politica “matrimonio per tutti e chiunque” è solo la prova che non si è capito nulla. Non si può escludere che una formulazione così confusa e deliberatamente cinica rappresenti una violazione mirata o un attacco alla libertà religiosa. Il marito e la moglie sono persone uniche nella loro comunità amorosa e non partner intercambiabili di giochi sessuali di un numero più o meno grande di persone.

7) Le persone con attrazione per lo stesso sesso sono persone amate da Dio come tutte le altre. Anche la benedizione di tali persone – proprio come la benedizione di tutte le persone con qualsiasi inclinazione – è sempre un atto di grazia divina e una chiamata alla conversione e a vivere secondo i dieci comandamenti. Ma all’alba della creazione, Dio benedisse il primo matrimonio come unione di un uomo e di una donna (Gen. 1, 28). Una qualsiasi unione che contraddica la volontà di Dio non può allo stesso tempo essere dichiarata ben accetta a Dio. Perché benedire, benedicere, significa dichiarare che qualcosa è buono, parte da Dio e porta verso Dio. Bisogna anche distinguere il rispetto per singole persone con determinate inclinazioni dagli interessi di gruppi di pressione che vogliono deliberatamente imporre il loro punto di vista alla società maggioritaria con la forza o con il lavaggio del cervello. E, in accordo con la dittatura del relativismo, chiunque contraddica come è suo diritto questa visione deve essere messo a tacere, ostracizzato dai media o addirittura perseguito legalmente.

8) Tuttavia, se la Chiesa rimane fedele al suo divino fondatore, essa non potrà benedire nessun’altra forma di vita oltre al matrimonio e alla vita consacrata – mentre tutti gli individui possono essere benedetti.

Questo non si riferisce solo alla partnership di persone con inclinazioni sessuali verso persone del loro stesso sesso. Anche l’unione di un uomo con più donne o di una donna con più uomini non può essere benedetta dalla Chiesa.  Perfino normali amicizie non vengono formalmente benedette. Il matrimonio tra uomo e donna fa parte della connotazione centrale della Chiesa, perché è il nucleo da cui germina la famiglia cristiana. È stato istituito come sacramento da Gesù Cristo ed è inseparabilmente legato alla comunità dei credenti. Solo con Gesù, rispetto ad alcuni oscuramenti del matrimonio (dovuti al peccato originale), è tornata alla piena coscienza e grazie alla sua elevazione a sacramento è stata messa in piena luce l’originaria volontà di Dio per un unico matrimonio, la sua indissolubilità, l’apertura alla generazione.

È quindi importante che i pastori, nel nome di Cristo Signore crocifisso e risorto e Buon Pastore, incoraggino i coniugi a riscoprirsi continuamente come persone uniche amate da Dio, a riaccendere continuamente nello Spirito Santo il fuoco dell’amore personale e integrale. La famiglia è e deve rimanere l’unico luogo dove si vive la forma più alta di questo amore spirituale e corporale e di questa unione reciproca e dove marito e moglie mostrano in modo particolarmente fecondo l’amore di Dio per la creazione.

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