Card. Gerhard L. Muller
Card. Gerhard L. Muller

 

 

di Elena Mancini

 

Il card. Müller torna a far parlare di sé i media tedeschi e austriaci come forse mai prima: nelle scorse 36 ore le testate online di diversi giornali hanno riportato con grande clamore stralci di un’intervista che sua eminenza ha rilasciato in collegamento streaming con l’istituto di cultura cattolica austriaco San Bonifacio. L’istituto ha preannunciato che l’intera intervista verrà pubblicata a breve, ma nel frattempo ha reso noto a tutti sul proprio account Twitter un estratto in cui Müller si esprime in maniera estremamente critica sull’attuale situazione politico-economica mondiale. Pur essendo estrapolate da un brano chiaramente tagliato, al quale mancano, quindi, sia l’inizio del discorso che la conclusione, alcune affermazioni del cardinale sono bastate a gettare i media mainstream in quello che sembra un vero e proprio panico. I giornali si sono affrettati a citare le frasi più scottanti corredandole di scetticismo e di giudizi tranchant sul cardinale e sulle sue “tesi” che furbescamente sono state derubricate a “teorie complottiste molto di moda ormai da qualche tempo”. Non sono mancati i tentativi di confutazione e screditamento come, ad esempio, quelli di un certo Jan Rathje, definito come “scienziato politico ed esperto di teorie complottiste”, il quale afferma che secondo la sua analisi, il fatto che il cardinale abbia criticato Soros (di nota origine ebraica) “potrebbe essere un segno di antisemitismo”, accusa infamante di cui non vi è alcuna prova, ma che ovviamente è stata ribattuta da quasi tutte le testate. Stessa sorte delle affermazioni per cui sarebbe un “mito” il Great Reset di cui parla il cardinale nell’intervista, citando Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum (Forum economico mondiale). I giornalisti però fanno finta di ignorare, che di grande reset parla esplicitamente Schwab in un libro e in un’ormai famosa intervista, ma l’arte del discredito e della mistificazione è diventata ormai la cifra stilistica di chi vuole negare certe scomode realtà senza entrarne nel merito.

 

Qui di seguito il testo del breve brano pubblicato su Twitter, dal quale potrete giudicare direttamente la veridicità o meno delle affermazioni del cardinale.

<< (Abbiamo) un certo caos, una confusione, perché da un lato le misure nascono dalla mancanza di conoscenza dell’efficacia e della pericolosità di questo virus, ma dall’altro lato nascono anche dalla volontà di sfruttare l’opportunità di uniformare le persone, di sottoporle al controllo totale, di instaurare uno stato di sorveglianza, come hanno detto gli stessi rappresentanti del Great Reset (Klaus Schwab: “Corona[virus] è un’opportunità”); molte persone muoiono, si ammalano, sono fortemente limitate nella loro vita, l’economia è gravemente danneggiata, i bambini non possono andare a scuola, il che si tradurrà in drammatici danni a lungo termine alle loro anime e alle loro menti. E poi ci sono persone che siedono sul trono della loro ricchezza e non sono toccate da tutte queste difficoltà quotidiane, che poi proclamano in maniera altisonante: “Questa è un’opportunità” per far passare adesso la loro agenda, che è un’agenda che si basa su un’impostura, cioè l’opinione “ora potremmo portare avanti una nuova creazione con l’aiuto della tecnologia moderna o delle comunicazioni, potremmo creare un nuovo essere umano”, ma solo a loro immagine e somiglianza. Non voglio essere creato e redento a immagine e somiglianza di Klaus
Schwab e Bill Gates o Soros, persone che volano a Glasgow nei loro jet privati e poi impongono grandi misure di austerità e restrizioni “alle masse” (come si esprimono loro).  Da un punto di vista politico, questo non ha niente a che vedere con una democrazia, dove tutti abbiano anche uguali diritti. >>

 

 

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