Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’intervista concessa dal Card. Gerhard Müller, Prefetto emerito della già Congregazione per la Dottrina della Chiesa, a Michael Haynes e pubblicata su Lifesitenews. Visitate il sito per leggere l”intervista nella sua interezza e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’intervista nella mia traduzione. 

 

Il cardinale Gerhard Müller (foto Edward Pentin)
Il cardinale Gerhard Müller (foto Edward Pentin)

 

Michael Haynes: Eminenza, vorrei iniziare con il Cammino sinodale, se posso. Abbiamo visto di recente che il Cammino sinodale stava per passare al voto sulla controversa commissione sinodale permanente. Poi, all’ultimo minuto, non sono andati avanti con la votazione. Il Vaticano ha chiesto di non procedere. Potrebbe quindi spiegare meglio cosa rende quella commissione così controversa e perché il Vaticano era così preoccupato di assicurarsi che non si svolgesse?

Cardinale Gerhard Müller: La ragione è molto semplice, perché il Comitato sinodale contraddice assolutamente la costituzione sacramentale della Chiesa cattolica, [con le idee protestanti o più anglicane in cui la Chiesa è governata dal re o direttamente da un comitato di vescovi, sacerdoti e laici]. Secondo la costituzione apostolica della Chiesa, essi [i vescovi] sono i successori degli apostoli, i vescovi, in comunità con i loro sacerdoti. Hanno tutta questa autorità spirituale nei sacramenti e nel governo della Chiesa, ma certamente governare la Chiesa non ha nulla a che fare con il governo politico, ma è una rappresentazione dell’opera pastorale di Gesù Cristo.

Gesù il pastore è il Buon Pastore, che conduce le persone non a una meta definita da noi o a un paradiso mondano, ma a venire a Dio, alla conoscenza di Dio in questa vita, in questo breve tempo. Abbiamo la nostra esistenza sulla terra, ma abbiamo la vocazione per la vita eterna e quindi i buoni pastori devono dare la loro vita per condurre tutti gli uomini a Dio e alla vita eterna.

E dietro la Commissione sinodale c’è un’idea sbagliata di cosa sia una Chiesa e di quale sia la missione della Chiesa, perché intendono la Chiesa come una realtà più politica, ideologica, per il progresso dell’umanità in un paradiso terrestre più socialista o liberale, che non arriverà mai.

Abbiamo visto nella storia del nostro ultimo secolo fino ad oggi che tutti questi tentativi di stabilire un “regno di Dio”, ma più che altro un paradiso secondo gli ideologi, sono finiti in un grande disastro nei Gulag e ad Auschwitz e anche in questi Stati liberali in Occidente che stanno diventando una democrazia totalitaria dove una piccola élite controlla tutti e tutto il nostro pensare, parlare, dormire, mangiare, tutta la vita privata, anche le nostre menti, le nostre teste sono assolutamente controllate da loro e plasmate con la loro incomprensione ideologica del mondo degli esseri umani e di Dio.

E quindi l’opportunità ultima di fermare questa via sbagliata non è una via sinodale, che è una via sinodale nell’errore. Per questo è molto importante che loro [il Vaticano] l’abbiano fermata [la Commissione sinodale permanente] all’ultimo momento, ma sarebbe stato meglio capire cosa sta succedendo, non per vincere il male all’ultimo momento, ma fin dall’inizio.

Bisogna andare per la strada giusta, e noi conosciamo e accettiamo una sola via, Gesù Cristo, il Figlio di Dio che ha detto “Io sono la via”. Dobbiamo andare con Lui e dietro di Lui per vivere secondo le sue parole, i suoi comandamenti, il suo grande esempio nella croce e nella risurrezione. E quindi la Chiesa è in greco “Synodos”, cioè Cristo è la via, e la Chiesa è una congregazione di fedeli, la parola greca “Synodos”, in latino “congregazione”, anche in inglese. Questa è la via della Chiesa con e dietro Gesù Cristo, di Gesù Cristo, [che è] il capo che va al Padre.

Haynes: Ora ci si concentra molto sul cammino sinodale. I vescovi tedeschi saranno a Roma per la prossima serie di discussioni con la Curia vaticana intorno al 22 marzo. Sembra spesso che il cammino sinodale faccia forse due passi avanti e poi il Vaticano li riporti indietro, ma sembra che il cammino sinodale abbia ancora un po’ di slancio. Come pensa che il Vaticano possa esercitare l’autorità che gli spetta?

Cdl. Müller: La Curia, la Curia romana, è responsabile della Chiesa universale con e sotto il Santo Padre. Non devono fare compromessi, [praticare] la diplomazia, come in politica, ma capire i principi di queste questioni e risalire alle radici di questa scissione, del pericolo, dello scisma o dell’eresia.

[La Curia] non deve solo gestire i sintomi, ma risalire alle vere ferite di questa malattia, perché si tratta di una malattia teologica, di un’incomprensione di ciò che è una Chiesa e non possiamo fare un compromesso tra la verità e l’errore. Non è possibile.

Si possono esprimere le stesse idee in modo diverso, questa è una vera pluralità, ma non si possono fare discussioni sulla verità rivelata. Si può anche pensare a sant’Agostino o a sant’Ireneo di Lione, o a uno dei Touro, all’Aquinate, a Rahner o a Balthazar, ma non si può discutere [di punti di vista diversi sulla] base [della verità].

Haynes: Una cosa che ha colpito nelle ultime settimane è che, dopo l’Assemblea di primavera dei vescovi tedeschi, hanno pubblicato un lungo riassunto delle loro discussioni. Tra i riassunti, hanno menzionato che il Sinodo sulla sinodalità e il Cammino sinodale sono molto simili. Ho una citazione che hanno riportato qui: hanno affermato che i due “vanno nella stessa direzione, lo sviluppo della Chiesa, solo con stili diversi e diversi temperamenti ed enfasi”. Pensa che il Cammino sinodale abbia gettato alcune basi per il Sinodo sulla sinodalità, oppure no?

Cdl. Müller: Si tratta di un gioco di parole, e anche Sinodale, Sinodo dei Sinodi, non è un termine assoluto, ma deve essere compreso nel contesto dell’ecclesiologia cattolica. Anche il Sinodo dei Sinodi non può cambiare né la dottrina, né la costituzione sacramentale della Chiesa.

Possiamo discutere di tutte queste cose, ma ciò che sta dietro a questa ideologia [sinodale] è che essi pensano “la Chiesa è antiquata, è medievale, e noi, questa è la nostra Chiesa, noi siamo il soggetto della Chiesa. Dobbiamo cambiare questa Chiesa come uno strumento per l’attuazione delle nostre ideologie, non per predicare la Parola di Dio, ma per attuare le nostre ideologie”.

Queste sono le ideologie del movimento verde, un po’ mescolate con il socialismo, e [che lavorano] sulla base di un’antropologia assolutamente sbagliata, di una comprensione sbagliata di ciò che è l’essere umano in relazione a Dio e alla sua responsabilità per il mondo, e che la salvezza viene solo da Dio – non da noi – solo attraverso la redenzione di Gesù Cristo, la sua croce e la sua resurrezione. Gesù è il capo della Chiesa e Dio è il sovrano della sua Chiesa. Gesù ha detto: “Su questa pietra edificherò la mia Chiesa, non la vostra”.

Come vescovi, siamo solo i rappresentanti di Gesù Cristo, ma non siamo i padroni e i proprietari della Chiesa. Pertanto, se parlano e si appropriano di questo vocabolario di riforma e modernizzazione, devono sapere che dobbiamo essere riformati nel nostro pensiero e nel nostro comportamento secondo Gesù Cristo. E [non devono] [pensare che] “noi siamo i migliori, non dobbiamo fare nulla, abbiamo la migliore ideologia, abbiamo la verità, e stiamo inquadrando il linguaggio cristiano, e stiamo plasmando la Chiesa, come se la Chiesa fosse un materiale e noi stiamo portando la forma, la nuova forma della Chiesa”.

Tutto questo si rifà all’Illuminismo, dove c’era questa idea dell’antichità e di un Medioevo che è finito, e “ora stiamo creando un nuovo essere umano in una nuova società secondo le idee della nostra ragione, e se la Chiesa vuole sopravvivere, deve accettare questo pensiero imminente, e la Chiesa deve diventare solo un’organizzazione umana per la vita sociale, per l’educazione, e per aiutare i poveri, o i migranti”.

Questa è una riduzione della Chiesa a non essere lo strumento e il segno, il sacramento per la profonda comunione di noi con Dio nell’amore, e a essere lo strumento per l’unità dell’umanità in Gesù Cristo: vogliono cambiare la Chiesa in un’altra organizzazione sanitaria mondana come una ONG.

Questo è assolutamente sbagliato, e quindi né il Sinodo della Sinodalità né questo Cammino Sinodale possono avere questa agenda, questo programma per cambiare l’essenza della Chiesa in un’organizzazione sanitaria mondana.

Haynes: Volevo riprendere il “programma” che lei ha menzionato. È interessante ora vedere che nel Sinodo della sinodalità stanno emergendo anche alcune delle questioni più controverse del Cammino sinodale. Era il marzo 2023 quando il Cammino Sinodale votò per andare avanti con una forma di diaconato femminile, e poi anche con una forma di benedizione per le persone dello stesso sesso. Naturalmente ora stiamo vedendo con il Sinodo della sinodalità alcune voci molto importanti che chiedono il diaconato femminile. Ora abbiamo Fiducia Supplicans che si occupa della benedizione delle coppie omosessuali. Lei ha parlato di “agenda”, pensa che ci sia un’agenda proveniente da certe forze in Germania o da certe forze forse a Roma, o è meno definita di così?

Cdl. Müller: Questa è una prova della nostra analisi, perché non sono interessati alla sostanza della missione della Chiesa. Gesù ha parlato del Regno di Dio, della vicinanza della grazia, della conversione e della vita eterna, della testimonianza del Vangelo e così porta speranza a tutti.

Ma loro hanno questi temi – il diaconato per le donne – non perché sia necessario o abbia qualcosa a che fare con il sacramento dell’Ordine, ma solo con questo motivo dietro: fare una concessione alle idee femministe, alla promozione delle donne e all’emancipazione, e stanno giocando con la dottrina della Chiesa solo per promuovere le loro idee non teologiche.

 

Le parti II e III dell’intervista esclusiva di LifeSite al cardinale Müller saranno pubblicate nei prossimi giorni e si potranno trovare integralmente su LifeSiteNews.com.

 


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