La diatriba tra il Vaticano e la Conferenza Episcopale Tedesca si accende sempre più. Da una parte i vescovi tedeschi che vogliono avanzare rapidamente su questioni delicate, già definite e di competenza della Chiesa Universale come: potere decisionale, celibato sacerdotale, unioni omosessuali e ruolo della donna nella Chiesa e, dall’altra, il Vaticano che frena. Il card. Marx, il presidente dei vescovi tedeschi, oramai è stato molto chiaro ed in forma pubblica: andranno avanti comunque. E allora, lo scisma è alle porte? E’ alle porte progressiste? 

Di questa faccenda ce ne parla Ed Condon con un articolo sul Catholic News Agency. Eccolo nella mia traduzione. 

 

Card Reinhard Marx

Card Reinhard Marx

 

Il capo della Conferenza episcopale tedesca ha detto la settimana scorsa ai funzionari vaticani che affrontare temi teologici controversi durante il “percorso sinodale vincolante” proposto dai vescovi tedeschi sarà un servizio alla Chiesa universale.

“Speriamo che i risultati della formazione di un’opinione [su questi temi] nel nostro Paese siano utili anche per la guida della Chiesa universale e per altre conferenze episcopali caso per caso. In ogni caso, non vedo perché le domande sulle quali il Magistero ha preso delle decisioni dovrebbero essere ritirate da ogni dibattito, come suggeriscono i vostri scritti”, ha scritto il cardinale Reinhard Marx in una lettera del 12 settembre al cardinale Marc Ouellet, che è a capo della Congregazione per i vescovi del Vaticano.

“Innumerevoli credenti in Germania ritengono che [questi temi] abbiano bisogno di essere discussi”, ha aggiunto Marx.

La lettera di Marx ha informato il Vaticano che il processo sinodale tedesco continuerà come previsto, nonostante le recenti istruzioni della curia e del papa vaticano, e tratterà questioni di insegnamento universale e di disciplina. 

La lettera fa seguito ad una settimana di lavoro sui piani dei vescovi tedeschi per la creazione di unAssemblea sinodale con “potere deliberativonell’affrontare questioni come la separazione del potere nella Chiesa, la vita sacerdotale, l’accesso delle donne al ministero e all’ufficio nella Chiesa, e la morale sessuale.

La lettera è stata una risposta all’ultimo intervento del Vaticano nei preparativi tedeschi per un processo sinodale, in cui Ouellet ha inviato a Marx una valutazione giuridica di quattro pagine dei piani tedeschi, che concludeva che l’Assemblea sinodale è contraria alle istruzioni di Papa Francesco e “non ecclesiologicamente valida”.

L’analisi giuridica [fatta dal Vaticano] ha criticato in particolare i piani tedeschi di discutere questioni di disciplina e dottrina che sono già state decise dall’insegnamento universale della Chiesa o legge universale.

“È facile vedere che questi temi non riguardano solo la Chiesa in Germania ma la Chiesa universale e – con poche eccezioni – non possono essere oggetto di deliberazioni o decisioni di una Chiesa particolare senza contravvenire a quanto espresso dal Santo Padre nella sua lettera, ha concluso la revisione giuridica, firmata dall’arcivescovo Filippo Iannone, capo del Pontificio Consiglio per i testi legislativi.

La CNA ha riferito il 5 settembre che il comitato esecutivo della Conferenza episcopale tedesca in agosto ha approvato il progetto di statuto per la creazione di un’Assemblea sinodale, in collaborazione con il Comitato centrale dei cattolici tedeschi – un gruppo di laici che ha chiesto l’ordinazione delle donne, la fine del celibato clericale e la benedizione delle unioni omosessuali nelle chiese.

Nella stessa riunione, il comitato esecutivo dei vescovi tedeschi ha respinto un piano sinodale alternativo che è stato elaborato per riflettere le istruzioni di papa Francesco, inviate ai vescovi in una lettera di giugno a tutti i fedeli della Germania. Queste istruzioni mettevano in guardia i vescovi dal cadere in un “nuovo pelagianesimo”, e insistevano sul fatto che la sinodalità non poteva essere usata come scusa per ridurre il governo della Chiesa e l’insegnamento ad un processo democratico.

Nella sua lettera del 12 settembre a Ouellet, Marx ha mostrato la sua evidente disapprovazione per la decisione del Vaticano di presentare la sua consulenza legale senza averlo prima consultato.

“Forse una conversazione prima di inviare questi documenti sarebbe stata utile”, scrive Marx.

In un evidente rifiuto della valutazione giuridica del Vaticano, Marx ha aggiunto che la Chiesa in Germania “condurrà una consultazione secondo la nostra modalità che non è coperta dal diritto canonico”.

Il parere legale della Pontificia Commissione per i testi legislativi, inviato ai tedeschi da Ouellet, concludeva che i vescovi sembrano intenzionati a convocare un concilio particolare “senza usare la parola (concilio, ndr)” come mezzo per adottare risoluzioni vincolanti senza l’approvazione romana.

Un concilio si differenzia da un sinodo nel fatto che, con l’approvazione del Vaticano, è in grado di fare nuove politiche per la Chiesa secondo una particolare ragione.

Ma Marx ha detto che i piani della Germania non sono finalizzati ad istituire un concilio, o addirittura un sinodo in senso tradizionale, ma qualcosa di unico e non previsto dal diritto canonico.

“Il percorso sinodale è un processo sui generis”, ha scritto Marx. “Il progetto di statuto non deve quindi essere letto e interpretato attraverso la lente degli strumenti canonici come un Consiglio plenario. Non è un Consiglio particolare!”

La lettera del cardinale ha insistito anche sul fatto che la valutazione giuridica vaticana si basa su una bozza dei piani tedeschi che “è stata a lungo superata” e da allora “ulteriormente sviluppata in luglio e agosto”.

La versione degli statuti approvata dal comitato esecutivo dei vescovi tedeschi il 19 agosto è stata ottenuta e pubblicata dalla CNA. 

Mentre Marx ha notato che gli statuti includono un riconoscimento dell’autorità sia del vescovo diocesano che della Conferenza episcopale, l’articolo 2 degli statuti attuali dice che l’Assemblea sinodale “ha potere deliberativo”.

Nonostante l’insistenza di Marx a Ouellet che gli statuti hanno subìto ulteriori modifiche in agosto, la CNA ha ottenuto dalla Conferenza episcopale tedesca documenti interni che dimostrano che gli statuti più recentemente votati dal comitato esecutivo, sono stati redatti il 1° agosto e sono rimasti invariati fino alla fine di quel mese.

CNA ha avuto conferma dai funzionari della Congregazione per i vescovi e del Pontificio Consiglio per i testi legislativi che il Vaticano era già in possesso dell’ultima bozza degli statuti sinodali tedeschi al momento dell’invio della lettera di Ouellet a Marx il 4 settembre.

Anche la versione attuale è stata considerata da Marx sufficientemente perfezionata tanto da incaricare i funzionari della conferenza di preparare traduzioni autorizzate degli statuti in varie lingue dopo la riunione del 19 agosto. Gli alti funzionari della conferenza hanno detto alla CNA che è intenzione dei vescovi tedeschi creare un esempio che possa essere “esportato” in altre parti del mondo. 

I risultati saranno “utili per la guida della Chiesa universale e per altre conferenze episcopali”, scrive Marx.

Il testo della lettera di Marx è stato distribuito ai media tedeschi durante il fine settimana, e apparso sabato sul Frankfurter Allgemeine.

 





 

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