Cari amici, con grande piacere condivido, nella mia traduzione dall’inglese, la lettera della meditazione sulla Santa Pasqua che il cardinale Raymond Leo Burke, con paterna benevolenza, mi ha inviato. 

Subito dopo trovate la versione originale.

 

Card. Raymond Leo Burke

Card. Raymond Leo Burke

 

Messaggio per la Pasqua, la domenica della Risurrezione di Nostro Signore

 

Cari amici,

 

Il mattino di Pasqua, noi, insieme alle sante donne che sono state fedelmente accanto a Nostro Signore nella Sua Passione e nella Sua Morte, ci troviamo davanti alla Sua tomba vuota. La tomba ricorda la profonda angoscia della morte e della sepoltura di Cristo, Dio Figlio Incarnato, che ha voluto soffrire la più crudele delle passioni e subire l’esecuzione più ignobile conosciuta in quel momento, per liberarci per sempre dal peccato e dal suo frutto più velenoso, la morte eterna. Ma la tomba vuota è pieno di luce e dentro di esso c’è l’Angelo Pasquale. Non è più la tomba, ma il Santo Sepolcro, il testimone di un mistero, del mistero di tutti i misteri: il mistero dell’Amore Divino che è la nostra salvezza. Il sepolcro è vuoto non perché qualcuno ha portato via il corpo del Salvatore.L’Angelo della Pasqua annuncia alle sante donne – e a noi – il mistero di cui il Santo Sepolcro è testimone:

«Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto». (Mc 16, 6-7).

Dio, nel suo incommensurabile e incessante amore per l’uomo, ha mandato il suo Figlio unigenito nella nostra carne umana, per realizzare nella stessa carne la vittoria sul peccato, la vittoria della vita eterna. Il Signore risorto ci precede sempre nella Chiesa ed è sempre al nostro fianco nella Chiesa per condurci sulla via che conduce alla vita eterna.

La nostra vita umana è, quindi, cambiata per sempre, nel modo più profondo possibile. Dal giorno della risurrezione del Signore, noi, che siamo rinati in Lui attraverso il Battesimo, viviamo in Lui. Noi che siamo stati adottati da Dio Padre nel suo Figlio unigenito, che è morto ed è risorto dai morti, viviamo in Cristo. Noi siamo vivi in Cristo. Egli, vivo in noi per la presenza dello Spirito Santo nelle nostre anime, ci precede, ci guida, affinché il nostro pellegrinaggio terreno raggiunga il suo vero destino: la vita eterna alla presenza di Dio – Padre, Figlio e Spirito Santo – e in compagnia degli angeli e di tutti i santi.

Per questo san Paolo ci esorta con tutta la concretezza e il grande realismo, comandandoci: “Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi” (1 Cor 5, 7). Non ci dà un ordine astratto o idealistico, al di fuori delle nostre capacità. Da soli non possiamo vivere liberi dal “lievito della malizia e del male” (1 Cor 5, 8). È lo Spirito Santo, che il Signore Risorto manda nei nostri cuori dal suo glorioso Cuore trafitto, che ci trasforma, affinché possiamo vivere “con il pane azzimo della sincerità e della verità” (1 Cor 5, 8). Non siamo più schiavi dei nostri peccati e del Principe delle tenebre. Siamo veri figli di Dio, fratelli e sorelle di Cristo Risorto, liberi cooperatori con la sua grazia che è sempre abbondante e che non manca mai. Il nostro destino in Cristo, come figli e figlie adottivi in Lui, non è la tomba, ma la vita eterna. Quando moriremo, il nostro corpo sarà posto nella tomba per attendere il giorno della risurrezione del corpo alla venuta finale di Cristo. Lo Spirito Santo, che abita in noi, ci rende capaci di ciò che altrimenti ci sarebbe impossibile: capaci di vivere in accordo con la verità e l’amore di Cristo, ora e nell’eternità.

Certamente, dobbiamo affrontare le difficili sfide della vita cristiana quotidiana, degli inganni del Maligno e della nostra stessa debolezza. Certamente, viviamo in un momento tumultuoso nel mondo, un momento di crisi sanitaria internazionale, di cui sappiamo così poco e di cui riceviamo quotidianamente resoconti confusi e persino contraddittori, e anche nella Chiesa, afflitta da tanta confusione ed errori. Ma noi guardiamo il Santo Sepolcro, e conosciamo la verità di cui esso è testimone. Rimaniamo saldi e forti, fiduciosi che il Signore è veramente risorto dai morti e che Egli ci precede e ci accompagna nella quotidiana battaglia per rimanergli fedele, per vivere in accordo con la verità e l’amore che hanno la loro fonte abbondante e inesauribile nel Suo Sacratissimo Cuore. I nostri cuori, posti nel Suo Sacro Cuore, ricevono la saggezza e il coraggio di vivere fedelmente la nostra identità di veri figli e figlie di Dio in Lui.

Uniti alla Vergine Madre di Dio, alle sante donne, a San Pietro e agli altri testimoni della Risurrezione di Nostro Signore lungo i secoli cristiani, in breve, uniti a tutta la Comunione dei Santi, guardiamo la tomba vuota del Signore, il Santo Sepolcro, e riceviamo con fiducia l’annuncio dell’Angelo Pasquale che ci assicura che Cristo è risorto e che ci precede, per incontrarci sempre nella Chiesa, soprattutto nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia. Alziamo oggi e ogni giorno il nostro cuore, uno con il Cuore Immacolato di Maria, al Suo Sacro Cuore. Consacriamo i nostri cuori al Suo Sacro Cuore, per vivere sempre in Sua compagnia, in comunione di cuore con Lui.

Si racconta la storia del santo cardinale Stefan Wyszyński, arcivescovo di Gniezno e Varsavia in Polonia e primate della Polonia, che fu prima incarcerato e poi messo agli arresti domiciliari dal governo comunista, a partire dal settembre del 1953. Lui e coloro che lo assistevano furono testimoni del trattamento disumano, anzi della tortura e dell’esecuzione, di tanti prigionieri. Uno di coloro che lo assistevano durante gli arresti domiciliari espresse, un giorno, il timore di chi potesse arrivare alla porta. La paura non era infondata. Si dice che il Cardinale abbia risposto che, quando la paura bussa alla porta, il coraggio apre la porta, e non c’è nessuno. In altre parole, in tempi di sofferenza e persino di morte, dobbiamo avere il coraggio di coloro che sono vivi in Cristo. Non possiamo cedere alla paura, che è un sentimento naturale in tempo di pericolo, ma che Satana usa per toglierci il coraggio di Cristo. Dobbiamo piuttosto avere sempre più fiducia in Nostro Signore che non ci abbandonerà mai. Se andiamo avanti con coraggio, sì, ci sarà sofferenza, ma non ci sarà sconfitta. Quando il coraggio apre la porta, ciò che temevamo tanto non ci sarà perché Cristo è con noi. Piuttosto, ci sarà la vittoria di Cristo nella nostra carne umana. Nella situazione attuale e più grave in cui viviamo nel mondo e nella Chiesa, ricordiamo l’esempio del Venerabile Cardinale Wyszyński. Quando la paura ci vincerebbe, restiamocoraggiosi in Cristo che è veramente risorto e vive in noi.

Riponiamo tutta la nostra fiducia nel nostro Signore risorto, facendo completamente nostra la preghiera del Salmista, cantata in modo così bello in questo giorno della Risurrezione di Nostro Signore:

Questo è il giorno che ha fatto il Signore:

rallegriamoci in esso ed esultiamo!

Ti preghiamo, Signore: dona la salvezza!

Ti preghiamo, Signore: dona la vittoria! (Sal 118 [117], 24-25).

Io prego per voi e con voi. Siamo insieme forti, fermi e coraggiosi testimoni del mistero della verità di Dio e dell’amore di Dio che opera in noi. Per favore pregate per me.

Possa la vostra celebrazione della Risurrezione di Nostro Signore portare gioia e pace durature nella vostra casa e fiducia e coraggio nel vostro cuore.

 

Raymond Leo Cardinale BURKE

12 aprile 2020

Domenica di Pasqua

 

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Message for Easter, the Sunday of the Resurrection of Our Lord

 

 

Dear Friends,

 

On Easter morning, we, together with the holy women who faithfully stood by Our Lord in His Passion and at His Death, find ourselves before His empty tomb. The tomb recalls the profound anguish of the death and burial of Christ, God the Son Incarnate, Who desired to suffer the cruelest of passions and to undergo the most ignominious execution known at the time, in order to free us forever from sin and from its most poisonous fruit, eternal death. But the empty tomb is full of light and within it is the Easter Angel. It is no longer the tomb but the Holy Sepulcher, the witness of a mystery, of the mystery of all mysteries: the mystery of the Divine Love which is our salvation. The tomb is empty not because someone has taken away the body of the Savior.

The Easter Angel announces to the holy women – and to us – the mystery to which the Holy Sepulcher gives witness:

Do not be amazed; you seek Jesus of Nazareth, who was crucified. He has risen, he is not here; see the place where they laid him. But go tell his disciples and Peter that he is going before you to Galilee; there you will see him, as he told you (Mk 16, 6-7).

God, in His immeasurable and unceasing love for man, has sent His only-begotten Son in our human flesh, to accomplish in the same flesh the victory over sin, the victory of eternal life. The Risen Lord goes before us always in the Church and is always at our side in the Church to lead us on the way that leads to eternal life.

Our human life is, therefore, changed forever, in the most profound manner possible. From the day of the Resurrection of the Lord, we, who are reborn in Him through Baptism, live in Him. We who have been adopted by God the Father in His only-begotten Son, Who has died and is risen from the dead, live in Christ. We are alive in Christ. He, alive in us through the indwelling of the Holy Spirit in our souls, goes before us, guides us, so that our earthly pilgrimage may reach its true destiny: eternal life in the presence of God – Father, Son and Holy Spirit – and in the company of the angels and all the saints.

For this reason, Saint Paul exhorts us with all concreteness and great realism, commanding us: “Clean out the old leaven that you may be new dough, as you really are unleavened” (1 Cor 5, 7). He does not give us an abstract or idealistic order, outside of our capacity. By ourselves alone, we cannot live free from “the leaven of malice and evil” (1 Cor 5, 8). It is the Holy Spirit, Whom the Risen Lord sends into our hearts from His glorious pierced Heart, Who transforms us, in order that we can live “with the unleavened bread of sincerity and truth” (1 Cor 5, 8). We are no longer the slaves of our sins and of the Prince of Darkness. We are true sons of God, brothers and sisters of the Risen Christ, free cooperators with His grace which is always abundant and which is never lacking. Our destiny in Christ, as adopted sons and daughters in Him, is not the tomb, but eternal life. When we die, our body will be placed in the tomb to await the day of the Resurrection of the Body at the Final Coming of Christ. The Holy Spirit, dwelling within us, makes us capable of what would otherwise be impossible for us: capable of living in accord with the truth and love of Christ, now and in eternity.

Surely, we face the difficult challenges of daily Christian living, of the deceptions of the Evil One, and of our own weakness. Surely, we live at a tumultuous time in the world, a time of an international health crisis, about which we know so little and about which we daily receive confusing and even contradictory reports, and even in the Church, beset by so much confusion and error. But we gaze upon the Holy Sepulcher, and we know the truth to which it witnesses. We remain firm and strong, confident that the Lord has indeed risen from the dead and that He goes before us and is at our side in the daily battle to remain faithful to Him, to live in accord with the truth and love which have their abundant and inexhaustible source in the His Most Sacred Heart. Our hearts, placed in His Sacred Heart, receive the wisdom and the courage to live faithfully our identity as true sons and daughters of God in Him.

United with the Virgin Mother of God, with the holy women, with Saint Peter and the other witnesses to the Resurrection of Our Lord throughout the Christian centuries, in short, united to the whole Communion of Saints, we look upon the empty tomb of the Lord, the Holy Sepulchre, and we receive, with confidence, the announcement of the Easter Angel that assures us that Christ is risen and that He goes before us, in order to meet us always in the Church, above all, in the Most Blessed Sacrament of the Eucharist. Let us, today and every day, lift up our hearts, one with the Immaculate Heart of Mary, to His Sacred Heart. Let us consecrate our hearts to His Sacred Heart, in order to live always in His company, in communion of heart with Him.

A story is told about the saintly Cardinal Stefan Wyszyński, Archbishop of Gniezno and Warsaw in Poland and Primate of Poland, who was first imprisoned and then placed under house arrest by the Communist government, beginning in September of 1953. He and those who assisted him witnessed the inhuman treatment, indeed torture and execution, of so many prisoners. One of those who was assisting him during the time of his house arrest expressed, one day, fear about who might arrive at the door. The fear was not unfounded. The Cardinal is said to have responded that, when fear knocks at the door, courage opens the door, and there is no one there. In other words, in times of suffering and even death, we must have the courage of those who are alive in Christ. We cannot give way to fear, which is a natural sentiment in time of danger but which Satan uses to take away our Christlike courage. Rather, we must have ever greater confidence in Our Lord Who will never abandon us. If we go forward with courage, yes, there will be suffering, but there will not be defeat. When courage opens the door, what we feared so much will not be there because Christ is with us. Rather, there will be the victory of Christ in our human flesh. In the present and most grave situation in which we are living in the world and in the Church, let us remember the example of the Venerable Cardinal Wyszyński. When fear would overcome us, let us be courageous in Christ Who indeed is risen and lives in us.

Let us make place all our trust in our Risen Lord, making completely our own the prayer of the Psalmist, sung so beautifully on this day of Our Lord’s Resurrection:

This is the day which the Lord has made;

let us rejoice and be glad in it.

Save us, we beg, O LORD!

O LORD, we beg you, give us victory (Ps 118 [117], 24-25).

I am praying for you and with you. Let us be strong together, firm and courageous witnesses to the mystery of God’s truth and love at work within us. Please pray for me.

May your celebration of the Resurrection of Our Lord bring lasting joy and peace to your home, and steadfast trust and courage to your heart.

 

 

Raymond Leo Cardinal BURKE

12 April 2020

Easter Sunday

 

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