Messa votiva del Santissimo Rosario, Suore Adoratrici del Cuore Regale di Gesù Cristo Sommo Sacerdote, Convento di San Tommaso d’Aquino a Barra – Napoli

5 ottobre 2020

Pr 8, 22-24. 32-35

Lc 1, 16-38

 

 

 

di Raymond Leo Cardinale BURKE

 

Predica

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

            Ricorderò sempre la prima volta che ho avuto il privilegio di vedere il Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina in Vaticano. Arrivato al Pontificio Collegio Americano del Nord a Roma nel settembre del 1971, per iniziare i miei ultimi quattro anni di studio e formazione prima dell’ordinazione sacerdotale, non vedevo l’ora di vedere tante grandi opere d’arte, di cui fino a quel momento avevo solo letto. Subito dopo il mio arrivo, ebbi l’occasione di visitare i Musei Vaticani, di cui una parte significativa è la visita alla Cappella Sistina.

            Sulla parete dietro l’altare del sacrificio della Cappella Sistina c’è il magnifico affresco di Michelangelo: il Giudizio Universale che raffigura la Venuta Finale di Nostro Signore, in cui i corpi dei giusti saranno accolti nella gioia eterna del Paradiso e i corpi degli impenitenti saranno consegnati all’eterna punizione dell’Inferno. Nello studiare l’affresco, mi colpì la figura di due giusti, i cui corpi erano portati in Paradiso dal Santo Rosario.

            Questa figura mi ha condotto a riflettere ancora una volta su quanto sia potente la preghiera del Rosario nella Chiesa e sulle molte grazie che ho ricevuto attraverso la preghiera del Rosario. Commentando la festa del Santissimo Rosario e, in particolare, l’Epistola della Messa tratta dal Libro dei Proverbi, Dom Prosper Guéranger ci ricorda le forti grazie di cui questa preghiera privilegiata è stata dotata da Dio. A proposito del dono del Santo Rosario, donato alla Chiesa nel XIII secolo, attraverso San Domenico Guzman, eroico guerriero contro la massiccia eresia e la violenza dell’epoca, Dom Guéranger scrive, citando una delle numerose encicliche di papa Leone XIII sul Santo Rosario:

Tale fu l’espediente divino, semplice come l’eterna Saggezza che lo concepì, e di vasta portata nei suoi effetti; poiché, mentre conduceva l’uomo errante alla Regina della Misericordia, sopperiva all’ignoranza che è il cibo dell’eresia, e gli insegnava a ritrovare “le vie consacrate dal Sangue dell’Uomo-Dio e dalle lacrime di sua Madre”[1].

In verità, il Rosario è il più concreto ed efficace richiamo quotidiano alla via della salvezza eterna, che si trova solo in Dio Figlio incarnato nel grembo della Vergine Maria.

            Il 16 ottobre 2002, Papa San Giovanni Paolo II ha pubblicato la Lettera Apostolica “Sul Santissimo Rosario”. Lo ha fatto per raccomandarci la preghiera del Rosario nel realizzare una nuova evangelizzazione nella Chiesa e nel mondo, cioè nello studiare e vivere la fede cattolica con nuovo entusiasmo e nuova energia, con l’entusiasmo e l’energia dei primi discepoli di Nostro Signore. Per Papa Giovanni Paolo II il Rosario “non è altro che contemplare con Maria il volto di Cristo”[2].  È un modo privilegiato di contemplare il volto di Cristo tramite la preghiera, attraverso la quale siamo in grado di portare Cristo più pienamente nella nostra vita e nel mondo, affinché Egli possa trasformare noi e il mondo.

            Attraverso il Rosario, la nostra Beata Madre stessa ci aiuta a guardare il volto di Cristo come Lei ha fatto dal momento della Sua nascita, durante tutto il Suo ministero pubblico, nella Sua Passione e Morte, e nella Sua Risurrezione e Ascensione alla destra del Padre. Pregando il Santo Rosario, imitiamo gli Apostoli che hanno pregato nel Cenacolo per la Discesa dello Spirito Santo, ci dedichiamo “concordi nella preghiera, insieme … a Maria, la Madre di Gesù, …”[3].

            Papa Giovanni Paolo II ci ha ricordato che il Rosario, pur essendo mariano, “è preghiera dal cuore cristologico”[4]. In altre parole, sebbene la preghiera consista in una ripetizione dell’Ave Maria, essa è incentrata sul mistero dell’Incarnazione redentrice, il mistero della venuta di Dio Figlio nella nostra carne umana, per liberarci dal peccato e dalla morte eterna. È la contemplazione del Mistero della fede dichiarato alla Beata Vergine Maria dall’Arcangelo Gabriele all’Annunciazione:

Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; e il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre, e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine… Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato santo Figlio di Dio[5].

Con i suoi predecessori, Papa Giovanni Paolo II ha giustamente definito il Rosario un compendio del Vangelo, perché i misteri del Rosario sono gli eventi essenziali dell’opera della nostra Redenzione, soprattutto come sono stati vissuti dalla Madre di Dio[6].

            Pregando il Rosario, noi, con Maria, riflettiamo sugli eventi dell’Incarnazione redentrice e, quindi, guardiamo il volto di Cristo, come lei ha fatto dal momento della Sua nascita fino alla Sua apparizione a lei dopo la Sua risurrezione. Guardando il volto di Cristo, ascoltiamo il Suo invito ad unire i nostri cuori al Suo Sacro Cuore, ad unire la nostra vita al Suo e, con Maria, diamo il nostro fiat alla nostra vocazione e missione, che è la conversione quotidiana della vita a Cristo nel Quale siamo vivi dal momento del nostro battesimo. Contemplando i misteri della vita di Cristo, riflettiamo su Cristo vivo nella Chiesa nel corso dei secoli e nella vita degli individui, nella Chiesa e nel mondo di oggi. Nel recitare il Rosario, ci mettiamo in stretto contatto con quello che Papa Giovanni Paolo II chiamava “il ritmo della vita umana”[7].

            Mie care sorelle, il Rosario è al centro della vostra preghiera come donne totalmente consacrate a Cristo attraverso la professione dei consigli evangelici, come vere spose di Cristo. Il Rosario è un potente richiamo quotidiano al cuore della vostra vocazione vissuta nel Cuore Regale di Cristo Sommo Sacerdote[8], la vostra vocazione ad adorare il Cuore Regale Eucaristico di Cristo, pregando, in modo speciale, per i sacerdoti che sono chiamati ad essere, come ha dichiarato San Giovanni Maria Vianney, “l’amore del Cuor di Gesù”[9].

            Adorando il Cuore Regale di Cristo Sommo Sacerdote, avete nei vostri cuori anche la Chiesa universale e, anzi, il mondo, afflitto nel nostro tempo da tanta confusione ed errori, con i loro inevitabili frutti di divisione e di violenza. Il Rosario è il nostro mezzo per guardare a Cristo che solo ci porta la pace. Allo stesso tempo, la preghiera del Rosario ha fortificato molti fedeli cristiani ad essere veri martiri e confessori di Cristo nel nostro tempo. I Romani Pontefici hanno spesso esortato i fedeli a recitare il Rosario per la pace, proprio come Nostra Signora ci ha supplicato, sia nelle sue apparizioni a Lourdes che a Fatima. Attraverso il Rosario, la pace sarà raggiunta nella nostra vita personale e nel mondo. Ricordiamo l’enorme potere del Rosario per salvare il popolo cristiano nella battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571. Nel nostro tempo, in cui tanta confusione, errori, violenza e morte affliggono il mondo e la Chiesa stessa, diventiamo, sotto la guida della Madre di Dio e di san Domenico Guzman, Guerrieri del Rosario.

            La vostra preghiera per la pace deve abbracciare, in modo particolare, la famiglia, “la cellula primaria della società” e il primo luogo in cui veniamo a conoscere, amare e servire Dio. La famiglia è oggi sotto costante attacco e ha bisogno dell’aiuto che viene dalla preghiera del Rosario. Nel nostro tempo, in cui la confusione e l’errore sempre più grande riguardo all’insegnamento della Chiesa sul matrimonio e sul suo incomparabile frutto, la famiglia, si diffonde in tutto il Corpo di Cristo, procurando gravi danni alle anime e minando totalmente la missione di una nuova evangelizzazione, rivolgiamoci in particolare alla Madonna, chiedendo la sua intercessione con la preghiera del Santo Rosario.

            Ora, uniti al Cuore Immacolato di Maria, Madre di Cristo e Madre della Chiesa, eleviamo i nostri cuori al Regale Cuore Eucaristico di Cristo Sommo Sacerdote. Poniamo nel Cuore Eucaristico di Gesù tutte le nostre preghiere per la riparazione dei peccati e per la pace delle anime. Prolunghiamo poi, lungo tutta la giornata, la nostra unione del Cuore con il Cuore Divino pregando il Santo Rosario con il quale contempliamo il volto di Cristo e, così, scopriamo la verità più profonda su noi stessi e sul nostro mondo.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 

(La traduzione è a cura di Sabino Paciolla)

 

Sito del Card. Burke: cardinalburke.com.

 


[1] “Divin expédient, simple comme l’éternelle Sagesse qui l’avait conçu, et dont la portée fut grande ; car en même temps qu’il amenait à la Reine de miséricorde l’humanité dévoyée, il écartait d’elle l’ignorance, nourricière d’hérésie, et lui réapprenait « les sentiers consacrés par le sang de l’Homme-Dieu e les larmes de sa Mère ».” Prosper Guéranger, L’Année liturgique, Le temps après la Pentecôte, Tome V, 12ème éd. (Tours: Maison Alfred Mame et Fils, 1925), p. 341. Traduzione italiana dall’autore.

[2]  “… nihil aliud plane est nisi Christi vultum una cum Maria contueri.” Ioannes Paulus PP. II, Epistula Apostolica, “Episcopis clero fidelibus de Mariali Rosario data,” 16 Octobris 2002, Acta Apostolicae Sedis 95 (2003) 7, n. 3. [RVM]. Traduzione italiana: Enchiridion Vaticanum, Vol. 21 (Bologna: Edizioni Dehoniane Bologna, 2005), p. 853, n. 3. [RVM It].

[3] At 1, 14

[4] “… precatio tamen ex animo oritur christologico.” RVM, 5, n. 1. English translation: RVM It, p. 847, n. 1.

[5] Lc 1, 31-33. 35.

[6] Cf. RVM, 5, n. 1. Traduzione italiana: RVM It, p. 849, n. 1.

[7]  “… eundem ictum ac vitae humanae pulsat.” RVM, 6, n. 2. Traduzione italiana: RVM It, p. 851, n. 2.

[8] Cf. adoratrices.icrss.org.

[9] “… l’amour du Cœur de Jésus.” A. Monnin, Esprit du Curé d’Ars Saint J.-B.-M. Vianney dans ses Catéchismes, ses Homélies et sa Conversation (Paris: Pierre Téqui éditeur, 2007), p. 90. Traduzione italiana: Alfred Monnin, Spirito del Curato d’Ars. Pensieri, omelie, consigli di san Giovanni Maria Vianney, tr. Maria Belardetti Maraschini (Milano: Edizioni Ares, 2009), p. 79.

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