Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Carlos Esteban e pubblicato su InfoVaticana. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella nostra traduzione. 

 

Card. Gerhard Müller e Card. Raymond Burke
Card. Gerhard Müller e Card. Raymond Burke

 

La ribellione contro la sinodalità sta avanzando allo stesso ritmo del sinodo stesso. Due dei capi visibili della resistenza, i cardinali Raymond Burke e Gerhard Müller, stanno mettendo in guardia da possibili cambiamenti nella dottrina che non sarebbero leciti perché, dicono, “lo Spirito Santo non può contraddirsi”.

Qualche settimana fa, alla vigilia del sinodo, uno dei suoi partecipanti più illustri, il gesuita americano James Martin, ha accusato i critici dell’assemblea sinodale di non credere nello Spirito Santo, come se la Terza Persona della Santissima Trinità fosse responsabile di qualsiasi cosa si proclami in suo nome.

Ma in una partecipazione sulla rete cattolica americana EWTN, l’ex prefetto del Tribunale della Segnatura Apostolica, il cardinale Raymond Burke, ha ricordato l’ovvio: Dio non può contraddirsi e dire oggi il contrario di quello che ha detto ieri.

Burke ha messo sotto accusa il continuo riferimento allo Spirito Santo nelle decisioni di questo Sinodo, sottolineando che “è lo stesso Spirito che ha ispirato la Chiesa per duemila anni e non si contraddice. Non può aver ispirato per duemila anni che una cosa è cattiva e ora ispirare che è buona”.

Burke e il suo collega Gerhard Müller, ex prefetto per la Dottrina della fede, hanno ribadito per EWTN la dottrina della fede e hanno esortato i cattolici a resistere con forza e a rimanere nell’unica Chiesa di Cristo.

I primi due atti del nuovo prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, ovvero la pubblicazione della lettera di Papa Francesco alla prima versione dei dubia di cinque cardinali e la risposta alle domande del cardinale Dominik Duka su Amoris Lætitia, hanno contraddetto l’insegnamento coerente della Chiesa su almeno un punto importante: il male intrinseco della sessualità esercitata al di fuori del matrimonio legittimo. Questi documenti portano la firma ex audientia di Francesco, ma manca la consueta formula: “il Sommo Pontefice NN, il…, ha approvato questa Lettera (o Istruzione/Decreto/Nota, ecc.) e ne ha ordinato la pubblicazione”. Il dettaglio è degno di nota e affidato alla riflessione dei canonisti.

“Restiamo con Cristo nella Chiesa”, implora Burke. “Anche se è il Papa a difendere il falso, noi difendiamo la verità (…). Crediamo che il Signore stia portando tutto a buon fine. Nel frattempo la sofferenza è terribile; non sottovaluto comunque la sofferenza dei cattolici; non so quanto io sia un buon cattolico, ma anch’io soffro. Ma dobbiamo confidare nel Signore, stare con Lui, non andare altrove”. E porta l’esempio della forza d’animo di Sant’Atanasio, che ha dovuto subire ogni tipo di punizione e sanzione per difendere la fede. “Anche noi dobbiamo essere disposti a farlo”, ha detto il cardinale.

Müller ha parlato del trattamento indegno che alcuni vescovi cattolici ricevono dal Papa, come il vescovo di Tyler, monsignor Strickland, mentre gli abusatori sessuali, come Rupnik, godono della sua protezione: “Il vescovo non è un delegato del Papa. Il Papa può intervenire solo quando ci sono gravi problemi morali o dottrinali”. “È una vergogna che buoni vescovi ortodossi siano soggetti a queste pressioni e che altri che fanno molte cose cattive e sono eterodossi ricevano grande tolleranza da Roma”.

 



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