Il card. Walter Brandmüller venerdì scorso ha concesso una intervista all’agenzia di stampa tedesca DPA in cui ha espresso dei pensieri sulla crisi della Chiesa e della piaga degli abusi sessuali. Di questa abbiamo riferito in questo articolo. L’intervista ha suscitato alcune critiche, come quella di Ulf Poschardt, redattore del quotidiano Die Welt, che lo ha accusato di “diffamare gli omosessuali”.

Egli è un ex presidente del Pontificio Comitato per le scienze storiche, nonché uno dei quattro cardinali che hanno firmato i cinque dubia con i quali hanno chiesto chiarimenti a Papa Francesco sugli insegnamenti morali contenuti nell’esortazione apostolica del Papa del 2016, Amoris Laetitia.

Il card. Brandmüller ha approfondito ulteriormente il suo pensiero in questa nuova intervista ad Anian Christoph Wimmer, giornalista della filiale tedesca del Catholic News Agency.

Ecco l’intervista, nella mia traduzione.

Tempesta sul mare di Galilea di Rembrandt (1633)

Tempesta sul mare di Galilea di Rembrandt (1633)

 

Eminenza, l’intervista di venerdì ha suscitato grande attenzione. Come affronta la copertura (mediatica) dell’intervista e le reazioni?

Ciò che i media laici fanno delle dichiarazioni che non corrispondono alla visione del mondo dei giornalisti potrebbe sollevare alcune domande. Ma ero preoccupato per gli scandali che sono più importanti del modo in cui mi trattano come persona.

Si riferisce agli scandali degli abusi e al loro insabbiamento?

Beh, direi che il vero scandalo è che quando si tratta di questo tema, il clero e gli impiegati della Chiesa non sono sufficientemente distinguibili dalla società nel suo complesso. L’apostolo Paolo ammonì i Romani: “Non conformatevi a questo mondo”. [12:2]

Ma l’abuso sessuale – in qualsiasi forma – è tutt’altro che un fenomeno specificamente cattolico.

Come deve essere inteso in questo contesto?

La sessualizzazione della società nel corso dei decenni – si pensi a Oswalt Kolle e Beate Uhse – ha lasciato il suo segno sui cattolici e sui membri della Chiesa. Questa affermazione può aiutare a spiegare l’atrocità delle trasgressioni, ma non è affatto una scusa!

[ndr Nota: Oswalt Kolle è stato autore, regista, sostenitore della rivoluzione sessuale in Germania, di spicco negli anni Sessanta e Settanta. Beate Uhse AG è un distributore tedesco di pornografia, “sex toys,” e lingerie.]

In altre parole, il ruolo e l’autocoscienza del clero sono al centro della questione?

Prima di tutto, bisogna sottolineare con enfasi che centinaia di migliaia di sacerdoti e religiosi servono fedelmente e altruisticamente Dio e gli uomini. Metterli sotto un generale sospetto è tanto offensivo quanto ingiustificato, considerando la piccola percentuale di coloro che abusano. D’altra parte, è ugualmente una visione eccessivamente ristretta della realtà guardare solo alla Chiesa cattolica.

Ma veramente bisogna distinguere tra gli abusi nella Chiesa e nella società?

Assolutamente.

Non sarebbe meno irrealistico dimenticare o nascondere che l’80 per cento dei casi di abusi nel contesto ecclesiale sono stati perpetrati contro adolescenti maschi, non contro i bambini. Questo rapporto tra abuso e omosessualità è stato statisticamente provato – ma non ha nulla a che fare con l’omofobia, qualunque cosa si intenda con questo termine.

Come si possono prevenire in linea di principio la cattiva condotta sessuale e gli abusi sessuali? Indipendentemente dal fatto che sia perpetrato contro minori o adulti, uomini o donne?

In primo luogo sarà necessario, prima di ogni considerazione religiosa, rendere nuovamente familiare e approfondire la nostra comprensione dei principi della moralità sessuale determinati dalla natura umana che è quella dell’uomo e della donna. Giovanni Paolo II, con la sua Teologia del corpo, ha apportato un contributo rivoluzionario su questo argomento.

Non sarebbe forse particolarmente richiesta una tale comprensione al clero, e a chiunque abbia una capacità di insegnamento, in termini di educazione sia su questa materia sia su se stessi, vivendole effettivamente?

Infatti, questo insegnamento dottrinale di Giovanni Paolo II dovrebbe anche costituire la base per la selezione e la formazione dei futuri sacerdoti e degli educatori religiosi. Poi dovremmo prestare attenzione alla loro costituzione psico-fisica. Tuttavia, non bisogna dimenticare che tutto questo non riguarda solo la psicologia e la sociologia, ma piuttosto il riconoscimento di una vera vocazione che viene da Dio. Soprattutto quando si tratta di sacerdoti! Solo quando questi aspetti sono debitamente considerati e presi in considerazione, un candidato può essere ammesso all’ordinazione.

Questo è quanto ha detto più volte Papa Francesco.

A proposito: un rigore sperimentato nella selezione dei candidati porta anche ad una maggiore attrattiva della professione sacerdotale.

Dato che questo cade sotto la giurisdizione di un vescovo, il suo è sicuramente un ruolo chiave nel realizzare questo obiettivo?

La crisi attuale può essere superata solo se, soprattutto, i vescovi la interpretano come una chiamata e uno stimolo a un nuovo risveglio spirituale, attingendo alle radici della nostra Fede. Non è sbalorditivo che i seminari “convenzionali” delle cosiddette comunità tradizionaliste, soprattutto in Francia ma non solo, non manchino di seminaristi? Allora perché non adottare questo modello di successo?

Di fronte alla crisi attuale, la credibilità della Chiesa come istituzione morale è duramente scossa agli occhi di molti. Inoltre, i cattolici si chiedono in quale direzione stia andando la Chiesa.

La domanda che mi chiedo è se ci sia davvero una qualche direzione. La Chiesa non è sballottata avanti e indietro su correnti contraddittorie? Si può riconoscere una qualche direzione?

In ogni caso, è ovvio che – almeno nell’Europa occidentale – le dichiarazioni della Chiesa sono più o meno in linea con il mainstream sociale, e che questioni puramente laiche spesso determinano i discorsi e le azioni delle autorità ecclesiastiche invece di seguire l’esempio di Benedetto XVI, che nel suo discorso di Friburgo del 2011 ha parlato del necessario distacco dalla mondanità, che è stato prontamente frainteso ed è stato oggetto persino di disapprovazione.

Nel frattempo, anche alcuni vescovi, soprattutto in campo morale, hanno espresso opinioni diametralmente opposte alla Scrittura. Ma così facendo, ci si allontana dalle fondamenta stesse dell’esistenza della Chiesa.

Quindi la Chiesa e le sue fondamenta sono ancora al loro posto?

Naturalmente. E naturalmente è tanto più imbarazzante quando una Chiesa economicamente potente ma che va a fondo spiritualmente in Germania ritiene di avere il mandato di dare lezioni ai suoi “fratelli e sorelle più poveri” nelle regioni  – tra tutti i luoghi – dove la Chiesa sta vivendo un periodo di vitalità e crescita spirituale, cioè nell’Europa orientale e nordorientale, così come in regioni come l’Africa e l’Asia.

Ciò che è degno di nota anche in Occidente, tuttavia, è il fenomeno del risveglio religioso tra i giovani, che non sono impressionati dal declino che li circonda.

“Fluctuat nec mergitur” – Questa espressione è scritta sullo stemma della città di Parigi, che mostra una nave sulle onde alte: nonostante sia sbattuta avanti e indietro, non è perduta! Infatti, Gesù Cristo è a bordo anche quando sembra addormentato. Questa è una rappresentazione della Chiesa.

 

Fonte: Catholic News Agency

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