In vista dell’inizio del Sinodo dei giovani, che avverrà domani, vi propongo questo articolo molto interessante di Diane Montagna sulle discutibili parole “giovani LGBT” poste dagli organizzatori nel testo di lavoro, ma non inserite dai giovani nelle loro proposte. Il card. Baldisseri, responsabile del Sinodo, ha chiarito che non ha alcuna volontà di toglierle.

Ecco l’articolo nella mia traduzione.

Foto Card. Lorenzo Baldisseri (Diane Montagna)

Foto Card. Lorenzo Baldisseri (Diane Montagna)

 

Il cardinale Lorenzo Baldisseri, responsabile ufficiale dell’organizzazione del prossimo Sinodo vaticano dei giovani, ha detto che non eliminerà l’acronimo di “giovani LGBT” dal documento di lavoro del Sinodo, anche se i giovani non avevano chiesto di includerlo. Il cardinale (in precedenza, ndr), tuttavia, aveva affermato che lo avevano richiesto.

In una conferenza stampa di questa mattina, LifeSiteNews ha ricordato a Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, che alla presentazione del documento di lavoro del Sinodo (Instrumentum Laboris) del 19 giugno, egli aveva detto che la frase “giovani LGBT” era stata tratta dal documento pre-sinodale compilato dai giovani nel loro incontro con il Papa e gli organizzatori del Sinodo, 19-24 marzo 2018.

Baldisseri ha sottolineato in quella presentazione che gli organizzatori del Sinodo erano stati “molto diligenti nel tener conto del lavoro svolto dalle Conferenze episcopali, ma soprattutto dei risultati di questo incontro con i giovani, di cui sono stati i protagonisti“.

Ci hanno fornito un documento, e noi lo abbiamo citato.  Questa è la spiegazione di questo (cioè dell’uso di “giovani LGBT, ndr)”, ha detto.

Oggi, abbiamo detto al cardinale Baldisseri che abbiamo riletto il documento finale dell’incontro pre-sinodale con i giovani di marzo, e l’acronimo “LGBT” non appare da nessuna parte.

“Non c’è in quel testo?”, Baldisseri ci ha risposto.  “No”, abbiamo detto.

Abbiamo quindi chiesto al cardinale Baldisseri se intendesse rimuovere la frase “giovani LGBT” dall’Instrumentum Laboris per evitare che venisse inserita nel documento finale, ed entrasse a far parte del Magistero della Chiesa.

La questione è significativa perché c’è una crescente preoccupazione che questo Sinodo sia usato come veicolo per una accettazione generale di uno stile di vita omosessuale all’interno della Chiesa. Questa preoccupazione è stata accentuata dal fatto che una nuova Costituzione apostolica sulla struttura dei sinodi, emanata due settimane fa, ha stabilito che il documento finale di un sinodo, se approvato dal Papa, entrerà a far parte del Magistero ordinario della Chiesa. Per implicazione, questo potrebbe significare che l’acronimo “LGBT” potrebbe essere inserito nel magistero papale della Chiesa cattolica romana.

La preoccupazione è ulteriormente accentuata dal fatto che una componente del Sinodo straordinario sulla famiglia del 2014 ha cercato di introdurre un cambiamento nell’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità attraverso il loro rapporto interinale, rilasciando il documento ai media prima che i Padri sinodali lo vedessero o lo rivedessero. All’epoca, il giornalista veterano vaticanista Sandro Magister disse che questa introduzione “non sarebbe stato possibile senza una serie di passi sapientemente calcolati da parte di coloro che avevano e hanno il controllo delle procedure”.

Guarda, non toglierò nulla“, ha replicato stamattina il cardinale Baldisseri. “I Padri sinodali discuteranno il testo articolo per articolo. Tutti i testi, anche i più alti del mondo, saranno discussi“.

Il brano in questione, contenuto nel paragrafo 197 dell’Instrumentum Laboris, recita:

Alcuni giovani LGBT, attraverso i vari contributi giunti alla Segreteria del Sinodo, desiderano “beneficiare di una maggiore vicinanza” e sperimentare una maggiore attenzione da parte della Chiesa, mentre alcune CE (Conferenze Episcopali) chiedono cosa proporre “ai giovani che invece di formare una coppia eterosessuale decidono di formare una coppia omosessuale e, soprattutto, vogliono essere vicini alla Chiesa”.

La Santa Sede non ha mai usato l’acronimo “LGBT” in un documento vaticano.

Gli osservatori notano che così facendo si legittima di fatto un acronimo inventato dai movimenti omosessuali e transgender.

I documenti ufficiali vaticani parlano invece di persone “che subiscono un’attrazione sessuale esclusiva o predominante verso persone dello stesso sesso“, o di coloro che soffrono di attrazione per lo stesso sesso. Il Catechismo della Chiesa Cattolica descrive l’omosessualità come “inclinazione oggettivamente disordinata” e gli atti omosessuali come “intrinsecamente disordinati” e “contrari alla legge naturale“.

La XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” inizia questo mercoledì 3 ottobre e termina il 28 ottobre.

 

Fonte: LifeSiteNews

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