Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Dorothy Cummings McLean e pubblicato su Lifesitenews. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

Fulmini su Roma e sulla Basilica di San Pietro
(us.fotolia.com/TTstudio, via CWR)

 

Il clero della Basilica di San Pietro benedirà le coppie omosessuali.

Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano italiano Il Messaggero, l’arciprete della chiesa più famosa di Roma, il cardinale Mauro Gambetti, ha dichiarato che le benedizioni di coppie omosessuali potrebbero avvenire in quella chiesa.

“Per mostrare al mondo il volto materno della Chiesa e sulla linea di ciò che [Papa Francesco] ha chiesto”, ha dichiarato Gambetti.

Tuttavia, ha aggiunto che per ora nessuno ha chiesto ai canonici della basilica una tale benedizione.

“Non mi sembra che siano arrivate segnalazioni”, ha affermato il cardinale e ha aggiunto che loro, presumibilmente il clero della basilica, “si muoveranno dritti lungo il solco che è stato tracciato”.

Gambetti ha fatto queste osservazioni durante una conferenza stampa sul prossimo restauro del famoso baldacchino del Bernini.

La possibilità di un evento del genere nella Basilica di San Pietro è stata resa quasi inevitabile dalla nuova dichiarazione di Papa Francesco sulle benedizioni, Fiducia Supplicans, che prevede la possibilità di benedizioni “non liturgiche” di coppie in situazioni irregolari e di coppie dello stesso sesso. Tuttavia, l’impatto psicologico e spirituale della benedizione di queste coppie nel santuario più famoso della cristianità sarà immenso.

La Fiducia Supplicans, preparata dal controverso nuovo prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il cardinale Victor Fernandez, ha ricevuto un’accoglienza contrastante da parte di vescovi, clero e laici sin dalla sua pubblicazione, avvenuta il 18 dicembre 2023. Il documento è stato salutato da sacerdoti attivisti LGBT come padre James Martin, la cui successiva benedizione di una coppia omosessuale è stata fotografata dal New York Times, e da vescovi in Germania e Belgio. Ha trovato anche il favore di Hong Kong, influenzata da Pechino. Tuttavia, le sue novità sono state contrastate dai vescovi dell’Europa orientale e centrale, dell’America Latina e, soprattutto, dell’Africa. Oggi il presidente delle conferenze episcopali dell’Africa e del Madagascar ha dichiarato che la benedizione delle coppie omosessuali da parte di Fiducia Supplicans non sarà attuata nel suo continente.

La difficoltà principale che vescovi, sacerdoti e laici hanno con la Fiducia Supplicans è che non riesce a fare una distinzione sufficiente tra la benedizione degli individui e la benedizione delle loro relazioni oggettivamente peccaminose. Come ha osservato di recente il vescovo bizantino cattolico americano di Parma, monsignor Robert Pipta, “nella nostra società, la parola ‘coppia’ è arrivata a essere intesa come due persone che hanno iniziato una relazione che può essere di frequentazione, di fidanzamento o di matrimonio. Secondo l’insegnamento della Chiesa, due persone dello stesso sesso non possono avere alcun tipo di relazione. Non ci potrà mai essere una benedizione della Chiesa per queste relazioni”.

Pipta non è l’unico a osservare che c’è una differenza tra la benedizione di un individuo e la benedizione di una “coppia”. L’arcivescovo emerito di Filadelfia, Charles Chaput, ha definito la Fiducia Supplicans “un esercizio a doppio taglio che afferma e sminuisce contemporaneamente l’insegnamento cattolico sulla natura delle benedizioni e sulla loro applicazione alle relazioni ‘irregolari'”. Ha anche osservato che il documento “è stato rapidamente interpretato come un cambiamento significativo nella pratica della Chiesa” e ha citato l’articolo fotografico di padre Martin sul New York Times.

 

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