Dr. Anthony Fauci, Director of the National Institute of Allergy and Infectious Diseases at the National Institutes of Health, listens during a Senate Senate Health, Education, Labor, and Pensions Committee Hearing on the federal government response to COVID-19 on Capitol Hill Wednesday, Sept. 23, 2020, in Washington. (Graeme Jennings/Pool via AP)
Il dottor Anthony Fauci, Consulente capo per la pandemia COVID del presidente Biden, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases presso i National Institutes of Health, ascolta durante un’audizione della Commissione Salute, Istruzione, Lavoro e Pensioni del Senato sulla risposta del governo federale alla COVID-19 a Capitol Hill mercoledì 23 settembre 2020, a Washington. (Graeme Jennings/Pool via AP)

 

 

di Sabino Paciolla

 

Oggi, la Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi del Senato ha votato, lungo le linee di partito, per dichiarare l’ex “zar” del Covid-19 Anthony Fauci colpevole di oltraggio al Congresso. Fauci è stato il principale esperto statunitense di malattie infettive durante la pandemia, consulente principe della Casa Bianca per la gestione della pandemia.

Secondo CBS News il voto finale è stato di 8 a 5, con tutti i democratici contrari (due tramite delega); Politico riporta invece un conteggio di 8 a 7. In ogni caso, la commissione a maggioranza repubblicana ha approvato la risoluzione presentata dal suo presidente, il senatore Rand Paul del Kentucky.

Alla base del provvedimento c’è il comportamento tenuto da Fauci durante un’audizione della settimana precedente, convocata nell’ambito dell’indagine della commissione sulle origini del Covid-19. Chiamato a testimoniare in seguito a un mandato di comparizione, Fauci ha invocato il Quinto Emendamento della Costituzione — il diritto a non autoincriminarsi — rifiutandosi di rispondere a ogni singola domanda rivoltagli, per un totale di 111 rifiuti secondo quanto riferito da Paul stesso.

Nella sua dichiarazione iniziale davanti alla commissione, Fauci ha spiegato la propria scelta sostenendo che l’audizione fosse un tentativo di indurlo a un passo falso: ha accusato Paul di nutrire un'”ossessione irrazionale” nei suoi confronti e di volerlo spingere a dire qualcosa che potesse essere usato per accusarlo di falsa testimonianza. Ha aggiunto di essersi già espresso ampiamente su questi temi in precedenti audizioni davanti al Congresso.

Il nodo centrale della vicenda riguarda la legittimità stessa dell’appello al Quinto Emendamento. Paul sostiene che Fauci non potesse invocarlo, poiché è già al riparo da un’azione penale grazie a una grazia presidenziale concessa da Joe Biden poco prima della fine del suo mandato. Si è trattato di una grazia “preventiva”, pensata — secondo le parole dello stesso Biden — proprio in previsione del controllo che i repubblicani avrebbero potuto esercitare su Fauci una volta tornati al potere. Il provvedimento copre la condotta di Fauci dal 2014 fino al gennaio 2025, ma non lo protegge da eventuali reati commessi successivamente, comprese dichiarazioni rese durante la testimonianza più recente, quella del 29 luglio scorso: è per questo che, secondo Paul, un’eventuale falsa testimonianza resa in aula potrebbe comunque essere perseguita. 

«Dichiarare un testimone colpevole di oltraggio al Congresso è una cosa seria e dovrebbe avvenire raramente», ha affermato il senatore Rand Paul, presidente della commissione, durante la riunione del comitato di giovedì. «Ma il potere di dichiarare l’oltraggio esiste proprio per questa circostanza».

Secondo Paul, la commissione non stava votando sulle opinioni o sulle politiche di Fauci, ma sulla questione di «se un testimone, che ha beneficiato di un ampio perdono federale, possa essere obbligato da questa commissione a rispondere alle domande — e poi disattendere tale ordine senza conseguenze».

«Abbiamo solo una domanda: se ritenere un testimone responsabile del suo oltraggio al Congresso», ha affermato Paul. «Il testimone ha avuto molte occasioni per rispondere alle domande pertinenti alla nostra indagine, e ha preso la sua decisione 111 volte».

L’avvocato di Fauci ribatte invece che il suo assistito avesse “solidi fondamenti giuridici” per far valere il privilegio, mentre Paul considera la questione ancora giuridicamente aperta.

Prima dell’audizione, Paul aveva reso pubbliche oltre mille pagine di appunti tratti dal diario personale di Fauci risalenti agli anni della pandemia, presentandoli come prova del fatto che l’infettivologo avrebbe nascosto pubblicamente le proprie incertezze sull’origine del virus. Fauci ha citato proprio questa pubblicazione nella sua dichiarazione di apertura, definendola l’ennesima dimostrazione della campagna che Paul conduce da anni contro di lui, promettendo pubblicamente — a suo dire — che sarebbe finito “dietro le sbarre”.

Sul piano procedurale, il passo successivo previsto sarebbe un voto dell’intero Senato, che però richiede 60 voti per superare l’ostruzionismo e dunque il sostegno di una parte dei democratici — sostegno che appare improbabile. Per questo Paul ha dichiarato di voler evitare tale passaggio e di voler inviare direttamente la risoluzione di oltraggio al Dipartimento di Giustizia come segnalazione, affinché sia quest’ultimo a decidere se procedere penalmente contro Fauci. La risoluzione prevede inoltre che il presidente del Senato, il vicepresidente JD Vance, certifichi il rapporto che documenta il rifiuto di Fauci di rispondere alle domande poste dalla procuratrice degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, Jeanine Pirro.

Proprio questa scelta di bypassare il voto in aula ha suscitato le proteste più dure da parte dei democratici. Il senatore Gary Peters del Michigan, membro di rango democratico della commissione, ha tentato insieme ai colleghi di rinviare la votazione, senza successo per l’opposizione della maggioranza repubblicana. Nel suo intervento, Peters ha definito l’iniziativa di Paul una “campagna pluriennale… contro un singolo individuo” e ha avvertito che l’accusa di oltraggio penale è una misura puramente punitiva, che non obbliga comunque il testimone a fornire le risposte o i documenti richiesti. Il rischio, secondo Peters, è quello di creare un precedente che in futuro altri testimoni potrebbero invocare per sottrarsi al legittimo controllo del Congresso, indebolendo così la capacità della commissione di raccogliere testimonianze. Peters ha giudicato l’ipotesi di inviare la risoluzione direttamente al Dipartimento di Giustizia, scavalcando il Senato, una mossa “ancora più pericolosa e senza precedenti”.

Il caso richiama precedenti recenti: nel 2021 e nel 2022 il Congresso a guida democratica raccomandò l’incriminazione per oltraggio contro diversi alleati dell’allora ex presidente Trump, rifiutatisi di ottemperare ai mandati di comparizione legati all’indagine sull’assalto al Campidoglio del 6 gennaio. Il Dipartimento di Giustizia incriminò allora Steve Bannon e Peter Navarro, entrambi condannati e detenuti per alcuni mesi. Diversi democratici temono ora uno sviluppo analogo per Fauci.

La parola passa ora al Dipartimento di Giustizia, che dovrà decidere se e come procedere nei confronti dell’ex consulente sanitario della Casa Bianca.

 

 

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