Nell’ottica del mero approfondimento dei fatti e di un sereno confronto, di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Raymond Wolfe, pubblicato su Lifesitenews. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

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Martedì la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il divieto del Colorado relativo alla “terapia di conversione” per l’omosessualità e la disforia di genere nei minori viola il Primo Emendamento.

La sentenza, approvata con 8 voti contro 1 nel caso Chiles contro Salazar, ha definito la legge del Colorado un “grave attacco” alla libertà di parola e una forma di “discriminazione basata sul punto di vista”.

La Corte Suprema ha confermato il diritto della consulente Kaley Chiles di svolgere terapia verbale con i clienti, compresi i giovani, che cercano di ridurre o eliminare le inclinazioni omosessuali, “modificare i comportamenti sessuali o crescere nell’esperienza di armonia con il proprio corpo”.

I giudici hanno sottolineato che il discorso dei professionisti abilitati non è vincolato dalle “opinioni professionali attualmente prevalenti”.

“Anche il consenso medico non è statico; evolve e lo ha sempre fatto”, ha scritto il giudice Neil Gorsuch a nome della maggioranza. “Uno standard di cura prevalente può riflettere ciò che la maggior parte dei professionisti crede oggi, ma non può segnare il limite esterno di ciò che potranno dire domani”.

Solo la giudice di estrema sinistra Ketanji Brown Jackson ha dissentito dalla sentenza, che ribalta una precedente decisione della Corte d’Appello del Decimo Circuito a favore del Colorado.

I giudici hanno rinviato il caso al Decimo Circuito, ordinando alla corte di rivalutare la propria decisione alla luce della sentenza odierna.

«I ragazzi meritano un aiuto concreto che confermi che i loro corpi non sono un errore e che sono meravigliosamente fatti. La decisione odierna della Corte Suprema degli Stati Uniti è una vittoria significativa per la libertà di parola, il buon senso e le famiglie che cercano disperatamente di aiutare i propri figli», ha affermato Jim Campbell, capo consulente legale dell’Alliance Defending Freedom, che ha discusso il caso davanti alla Corte Suprema lo scorso autunno. «Gli Stati non possono mettere a tacere le conversazioni volontarie che aiutano i giovani che cercano di sentirsi a proprio agio con i propri corpi».

L’Alliance Defending Freedom ha aggiunto che la decisione «contribuirà a proteggere i consulenti da leggi simili in più di 20 Stati e oltre 100 località in tutto il Paese, consentendo loro di aiutare i giovani in difficoltà che cercano una guida professionale».

Il severo divieto del Colorado sulla “terapia di conversione”, firmato dal governatore democratico omosessuale Jared Polis nel 2019, proibisce ai consulenti abilitati di intraprendere “qualsiasi pratica o trattamento” che tenti di modificare le inclinazioni omosessuali o la confusione di genere nei minori.

La legge vieta tutti gli “sforzi volti a modificare comportamenti o espressioni di genere o a eliminare o ridurre l’attrazione o i sentimenti sessuali o romantici verso individui dello stesso sesso”. Allo stesso tempo, tuttavia, consente pratiche che “offrano accettazione, sostegno e comprensione” riguardo alle inclinazioni sessuali di un minore e che promuovano “l’esplorazione e lo sviluppo dell’identità”.

Consente inoltre “l’assistenza a una persona che sta attraversando una transizione di genere”.

I terapeuti ritenuti responsabili di aver violato la legge possono incorrere in severe sanzioni, tra cui multe fino a 5.000 dollari per ogni violazione, la sospensione e la perdita della licenza di consulente.

Raymond Wolfe

 


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