BREAKING: Cardinal Burke has defended the title of Mary as Co-Redemptrix
— Michael Haynes 🇻🇦 (@MLJHaynes) September 7, 2026
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“The Blessed Virgin Mary is Co-Redemptrix, that is, she participates in Our Lord’s saving work, in a unique way.” pic.twitter.com/d0ZywHIm2M
di Sabino Paciolla
Il cardinale Raymond Burke ha difeso il titolo di “Maria Corredentrice” (Co-Redemptrix) durante un discorso tenuto il 6 settembre 2026 nei Paesi Bassi.
Il cardinale Raymond Burke si trovava ad Amsterdam (nella diocesi di Haarlem-Amsterdam) per partecipare all’annuale Rosary Rally Internazionale organizzato da Radio Maria Paesi Bassi, svoltosi il weekend del 5 e 6 settembre 2026.
L’evento è stato concepito con un forte intento di “riparazione” al Cuore Immacolato di Maria. Il contesto specifico di questa “riparazione” era legato al fatto che, solo un mese prima (tra fine luglio e inizio agosto), l’iconico Vondelpark di Amsterdam aveva ospitato gli eventi di apertura del “WorldPride”, inaugurati peraltro alla presenza della regina Máxima d’Olanda.
Il programma guidato dal cardinale ha previsto la celebrazione di una Messa Pontificale in rito antico (Vetus Ordo) presso la Onze Lieve Vrouwekerk (Chiesa di Nostra Signora) ad Amsterdam, sabato 5 settembre. Una processione mariana per le strade della capitale olandese, partita dalla chiesa e terminata proprio nel Vondelpark. La recita del Rosario di riparazione all’interno del parco, seguita da una riflessione del cardinale sui messaggi di Fatima e su argomenti mariani.
L’evento ha visto anche la partecipazione significativa dei vertici della Chiesa olandese, tra cui il cardinale Willem Eijk (arcivescovo di Utrecht), il vescovo Hans van den Hende (presidente della Conferenza Episcopale Olandese) e il vescovo ospitante Johannes Hendriks.
Nella riflessione del cardinale Burke si legge (vedere video più sopra):
Proprio come la Beata Vergine Maria, Madre di Dio, partecipa all’opera dell’Incarnazione redentrice in modo del tutto unico, cioè concependo Dio Figlio nel suo grembo immacolato per opera dello Spirito Santo, così anche noi siamo chiamati a essere collaboratori di Cristo nella verità. (17) Ciascuno di noi, in accordo con la propria vocazione e con i doni particolari con cui Dio ci ha chiamati alla vita, è chiamato a cooperare con la grazia divina e così a rendere gloria a Dio e a operare per la salvezza del mondo. La Beata Vergine Maria è Corredentrice, cioè partecipa all’opera salvifica di Nostro Signore in modo unico. Noi siamo, in virtù del Battesimo e della Cresima, corredentori, cioè partecipiamo all’opera salvifica di Nostro Signore santificando la porzione della Sua vigna che Egli ha affidato alle nostre cure.
Queste parole sono state interpretate dai commentatori come una decisa presa di posizione in reazione alla pubblicazione di un controverso documento vaticano nel novembre 2025, che aveva messo in discussione questo titolo mariano di cui abbiamo parlato ampiamente su questo blog.
Durante la riflessione, il cui testo integrale in inglese potete leggere qui, il cardinale Burke ha, tra l’altro, affrontato il tema della apostasia e della testimonianza dei cristiani nella società scristianizzata alla luce del Terzo Segreto di Fatima.
Questa apostasia non è alctro che l’allontanamento di molti fedeli, all’interno stesso della Chiesa, dall’amore e dalla verità che promanano dal Cuore di Cristo attraverso il Cuore Immacolato di Maria. Non si tratta necessariamente di adesione esplicita a dottrine eretiche, ma di uno stile di vita che, nei fatti, tradisce i principi fondamentali della fede cattolica, abbracciando invece la confusione e la violenza tipiche della cultura moderna.
Rifacendosi al Dictionnaire de Théologie Catholique, il cardinale distingue due forme di apostasia. La prima è esplicita e formale: riguarda chi dichiara apertamente di abbandonare la fede cattolica, per esempio convertendosi ad altre religioni, professandosi ateo o libero pensatore, aderendo a movimenti che rompono con la tradizione apostolica, oppure a gruppi storicamente ostili alla Chiesa, come la massoneria.
La seconda forma è implicita e interpretativa: riguarda coloro che, pur continuando formalmente a definirsi cristiani, agiscono in modo tale da rivelare un’effettiva estraneità alla fede. Rientrano in questa categoria quanti approvano gli attacchi alla religione, deridono il clero o i riti sacri, oppure promuovono leggi in contrasto con la legge divina. Quando questi comportamenti sono consapevoli e ripetuti, dimostrano che la fede si è ormai spenta nel cuore di chi li compie.
Il testo sottolinea come l’apostasia costituisca una colpa grave sotto molteplici aspetti: contro la fede, contro il culto dovuto a Dio e contro la giustizia, in quanto tradisce gli impegni presi con il Battesimo. Nella riflessione viene richiamata la definizione di un autore moderno che la descrive come una forma di “suicidio spirituale”, capace di separare l’uomo da Dio più profondamente di altri peccati.
Infine, il brano ricollega questo tema alla terza parte del Segreto, che narra il martirio dei fedeli a Cristo, rappresentato simbolicamente da angeli che raccolgono il sangue dei martiri per santificare le anime. Solo la fedeltà unita al Cuore di Gesù, mediata da quello di Maria, può salvare dai castighi derivanti dalla ribellione a Dio, anche a costo di affrontare emarginazione, persecuzione o morte in una società ormai secolarizzata. La riparazione e la penitenza vengono indicate come via di salvezza.
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