Commissione europea
Commissione europea

 

 

di Mattia Spanò

 

 

Sentite nell’aria, oltre ai ciliegi in fiore e il garrir delle rondini complice la tenera primavera, quell’inconfondibile fragranza di guerra? Se non la sentite siete allergici al polline, o quanto meno alla polvere da sparo.

I nostri cari leader per lo più non eletti – Von der Leyen, Charles Michel, Josep Borrell che tranquillizza tutti (la guerra non è imminente, dice, dunque ci sarà ma non subito) lo stesso Draghi improvvisamente folgorato sulla via del debito europeo comune nel silenzio degli ordoliberisti tedeschi e olandesi – l’avvertono eccome. Il profumo soave e pungente di eau de cadavre che stordisce i sensi. Prepariamoci, anzi: preparatevi. A versare il sangue, e a pagare per farlo.

“Gli stati sono troppo piccoli”, sentenzia Draghi a corredo del suo ragionamento sul debito comune per la difesa. Draghi, che gongola sempre quando può dire al popolino l’indicibile senza dire che ve lo sta dicendo, prestando egli servizio a cottimo come canarino nella miniera rivela la causa del disastro epocale che i tecnici come lui hanno creato, ma addossandovene la colpa inane, dunque non espiabile: è il debito cartolare fatto di bolle speculative digitali e verdognole, successivamente impresso da rotative tipografiche su cellulosa a beneficio di un manipolo di gerarchi geriatrici, da ultimo il Quantitative Easing necessario a distribuire cotanta cartaccia, ad essere troppo grande.

Traduco la menzogna contro fattuale draghiana in linguaggio meno felpato: non sono i reiterati atti di sodomia e stupri di gruppo ai quali vi hanno sottoposti a causarvi dolori lancinanti, è il vostro pertugio ad essere troppo angusto ed impraticabile.

Quanto alla teoria dello “Stato troppo piccolo”, faccio notare che simile fetente paccottiglia diversamente intelligente non esiste nella dottrina politica: enunciata durante una discussione di tesi causerebbe malori improvvisi nella commissione, boato di scherno e crasse risate negli astanti, ed espulsione a vita del candidato. Ma Draghi può dire qualunque cretinata perché come sappiamo è serio, competente e gode di ottima reputazione internazionale.

Beninteso gli stati piccoli esistono: Liechtenstein, Lussemburgo, Andorra, Gibilterra, Isole Cayman, Isole Vergini, Panama. Incidentalmente sono anche paradisi fiscali e bancari. Un bancario esperto e reputato come Draghi ben lo sa, ma non è di questi che parla: ad urtare la sua raffinata sensibilità sono la Grecia, l’Italia, la Francia, magari la stessa Germania entrata in recessione tecnica. Bisognerebbe chiedere al Migliore quali siano secondo il suo augusto parere gli stati grandi.

Vediamo rapidamente qualche recente politica bagatellare messa in pista da questi illuminati. Tutte le manovre sui cappotti termici alle case, ad esempio.  Preparatevi a case Cappotto 1, 2, 3, 4 e così via come vi siete abituati a cambiare macchine Euro da 1 a infinito: non vivrete mai in una casa green come non guiderete mai automobili pulite, ma ogni due o tre anni dovrete scucire cifre a cinque zeri di denaro che non possedete per adeguarvi alle scienza e al progresso.

Volete la pace o il condizionatore acceso, domandò Draghi stizzito mentre si apprestava ad inviare armi in Ucraina atte ad uccidere soldati russi senza il voto del parlamento e in barba alla nostra Costituzione. Salvo poi piagnucolare che la decisione della Russia di farsi pagare il gas in rubli costituiva una violazione dei contratti.

C’è poi l’agricoltura che inquina, le mucche flatulenti corresponsabili dell’era dell’ebollizione globale (Guterres dixit), il contante che inquina, come scrivono a giornali unificati. Tutto inquina, tranne gli insetti contenuti in percentuale pari a quella prevista dalle nuove leggi nel grano marcio al glifosato che arriva dal Canada. Lo sostiene un dirigente chimico industriale operante nel food da trent’anni che preferisce restare anonimo: la questione non è mangiare il pane di grillo, ma far accettare alle persone come “contenuto proteico” il 4-5% di vermi nel grano putrido. Idiozia? Complotto? Ognuno la pensi come vuole, ma l’idea è consistente e tutt’altro che pellegrina.

I soldi gli interessano, ma non nel senso di possederli loro (li stampano, diamine), quanto di sottrarli a voi. Meglio mettere via i quattro spiccioli che vi restano dopo aver comprato uova, zucchero e un pugno di farina – le prime cose a sparire dagli scaffali dei supermercati durante il lockdown – nelle banche digitali e nei server come quelli di Google, che solo negli Stati Uniti consuma 16 miliardi di litri d’acqua all’anno per tenerli freschi. Il problema siete voi che tirate lo sciacquone, lavate la macchina o innaffiate i fiori in terrazza d’estate.

La verità a volte ce l’hai davanti: siamo al cospetto, noi occidentali democratici e discretamente benestanti, al cospetto della classe dirigente più debosciata, amorale, imbecille, ignorante, arrogante e corrotta della storia. Roba da far arrossire di vergogna Eliogabalo.

Corrotta in senso paretiano, preciserebbe il professor Orsini, anche se io preferisco posare l’otium sulla cara vecchia bustarella, magari un trolley di contante inquinante, come chi ci governa in Europa ci ha insegnato a fare col Qatar Gate. Ci sono poi i bonifici a loro insaputa, come i 4 milioni di euro misteriosamente atterrati sul conto cipriota del marito di Stella Kyriakides, la commissaria alla salute pubblica europea responsabile dell’approvazione dei vaccini contro il Covid.

Senza dimenticare i messaggini fra Von der Leyen e il CEO di Pfizer precedenti acquisti multimiliardari di vaccini contro il Covid, per i quali anche perfino il New York Times ha denunciato l’Unione Europea e la stessa Ursula. La quale Vond der Leyen, dopo essersi cimentata nell’acquisto congiunto dei vaccini, sul riarmo unionista punta a centralizzare anche le politiche di riarmo, come fece da ministro della difesa, con inchieste in corso in Germania a suo carico per corruzione in appalti pubblici, distribuzione di consulenze fantasma e malversazioni varie.

Il problema che affligge questi signori è la legittimità delle elezioni russe. Non il fatto che nell’Occidente liberale la partecipazione democratica al voto sta miseramente crollando per un evidente mancanza di rappresentanza. O che bene o male sono gli stessi signori che strepitavano per togliere il voto a vecchi e “ignoranti” dopo la Brexit, come denunciava Luciano Canfora. O che, per guardare in casa nostra, tramite l’intoccabile Porcellum hanno di fatto blindato le candidature nei partiti riducendoli a consorterie di compagni di merende. L’insofferenza di questi signori per l’espressione democratica tracima senza ritegno ma il problema non sono i trucchi elettorali, le regole del gioco, le elezioni balneari, i referendum osteggiati. Il problema sono le elezioni in Russia.

Per tacere del voto digitale e postale che getta ombre cupe sulle elezioni americane del 2020, che hanno messo al potere un vecchio decrepito affetto da demenza conclamata. A riprova del fatto che persino un pupazzo potrebbe governare nell’Occidente liberale, dove tutto è deciso da gente non eletta, che prende decisioni omicide contro i popoli e odia e reprime qualsiasi espressione democratica o di dissenso nei medesimi.

Questa è la classe dirigente patologica, incompetente e criminale che plaude alla guerra. E plaude alla guerra, la cerca, la brama, la provoca perché solo una guerra sarebbe la giustificazione materiale della miseria che hanno creato con la loro inettitudine. Solo una guerra li assolverebbe dai loro crimini, consentendo loro di presentare il conflitto come causa del disastro.

Dal momento che in Russia – come prima in Serbia, Iraq, Afghanistan, Libia, Siria – sono in gioco “la democrazia e i nostri valori”, vale la pena battezzare quest’operazione bellica Brancaleone alle Valorate, dove valori fluidi, cangianti, indefiniti come il gender, la censura, il green, il delirio vaccinista e la decrescita felice hanno preso il posto della croce.

Falliranno perché sono mediocri anche nel male, ma bisogna darsi tutti una svegliata perché i danni che stanno producendo sono innanzitutto alla nostra civiltà: ci stanno portando esattamente dove promettevano di tenerci lontani. Non esiste civiltà che possa reggere l’urto di una simile menzogna. Gaza è il manifesto tragico della loro satanica cupio dissolvi.

 


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