Lewis Hamilton e Enzo Ferrari

Lewis Hamilton e Enzo Ferrari

 

di Leonardo Frascaria

 

Lewis Hamilton, pilota della scuderia Mercedes, e 6 volte campione del mondo di Formula 1, dopo la nascita del movimento di protesta Black Lives Matters decide anche lui di scendere ‘’in pista’’ nella lotta contro il razzismo, ma come tutti si presta a banali gesti ideologici e ambigui. Dopo aver implorato la scuderia di essere a bordo con una livrea nera sulla sua Mercedes-AMG F1 W11 EQ Performance, il pilota milionario fa pressione su tutte le altre scuderie a seguire il suo esempio in segno di ‘’responsabilità sul tema’’. Tuttavia c’è chi dice no e preferisce affrontare il tema nella concretezza della sua vita. Primo fra tutti Charles Leclerc, il monegasco che nell’ultimo campionato ha fatto gioire milioni di italiani con la vittoria al Gran Premio di Monza sulla sua Ferrari SF90. Nel primo Gran Premio di questa stagione decide di uscire ‘’fuori dal coro’’ non inginocchiandosi poiché cosciente della valenza politica ed ideologica di tale gesto, dichiarando a tutta la stampa che nella vita ‘’quello che conta sono i fatti’’, e di essere impegnato nella lotta contro il razzismo in forme più concrete (NDR e forse più utili del semplice colorare una macchina di nero).

Ma il pilota della Mercedes non ci sta, e dopo la gara di domenica, da lui vinta, si sfoga in conferenza stampa contro chi non si è inginocchiato durante ‘’il suo’’ inno, accusando direttamente proprio la scuderia Ferrari. ‘’Guardate la Ferrari: ci lavorano migliaia di persone e da parte loro non ho sentito nessuna parola, nessuna assunzione di responsabilità sul tema. E non lo faranno nemmeno in futuro’’.

Parole forti da parte di Hamilton, che tuttavia possono essere comprese solo perché dette da uno che non ha mai toccato con la propria vita lo spirito e i valori su cui si fonda la Scuderia Ferrari. Infatti, è bene far conoscere al nostro caro Lewis lo spirito della scuderia del cavallino rampante così come è stato impresso proprio da Enzo Ferrari. E’ possibile  apprendere da qualsiasi testimonianza, intervista o documentario la visione dell’uomo che Enzo Ferrari aveva, una visione attenta e rispettosa nei confronti di tutti i bisogni dell’uomo, una visione ereditata anche da un’educazione cristiana ricevuta dai genitori. A conferma di ciò sono numerose le testimonianze degli operai o dell’entourage vicini al Drake quando era ancora in vita.

Quando un uomo è certo delle proprio idee e dei propri valori, inevitabilmente li trasmette a tutti coloro che verranno dopo di lui. Ed è proprio quello che è avvenuto con Enzo Ferrari, il quale, fosse vivo oggi, avrebbe sicuramente condannato l’uccisione di Floyd, ma, nel silenzio, avrebbe continuato ad educare generazioni al rispetto dell’uomo senza far troppo scalpore fra i media con ‘pugni chiusi’, ‘genuflessioni’ e altrettanti gesti politicizzati.

Questa è la Ferrari che ancora oggi possiamo ammirare, una scuderia che non presta il proprio volto a semplici gesti, ma una scuderia che ogni giorno si educa nella vita al rispetto dell’uomo.

Caro Lewis, se c’è qualcosa che la Ferrari dovrebbe fare è quella di costruire un auto che permetta al suo pilota di poterti superare in pista, viste le ultime prestazioni.

 

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