Benedizioni unioni omosessuali: Il vescovo Bonny deve ritrattare, se non lo fa deve dimettersi immediatamente

“Il vescovo Bonny si trova di fronte a una decisione se vuole rimanere fedele a Dio e alle parole che ha solennemente giurato sulla Bibbia: ritrattare il suo rifiuto dell’insegnamento della Chiesa e proclamare fedelmente tale insegnamento nella sua diocesi. Se non può farlo, dovrebbe dimettersi immediatamente.”

Una articolo di padre Gerald E. Murray pubblicato su The Catholic Thing, nella mia traduzione. 

 

Johann Bonny, Vescovo di Anversa
Johann Bonny, Vescovo di Anversa

 

Il recente Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede, che riafferma l’insegnamento della Chiesa sulla natura peccaminosa degli atti omosessuali, e quindi l’impossibilità che un ministro ordinato della Chiesa conferisca legittimamente una benedizione all’unione di due omosessuali, avrebbe dovuto suscitare espressioni di gratitudine da parte di tutti i vescovi della Chiesa. Molti affrontano continue pressioni da varie parti perché si abbandonino la dottrina e la pratica della Chiesa riguardo all’omosessualità. Invece, un certo numero di vescovi, principalmente in Europa occidentale ma anche in America, hanno fortemente criticato e indicato il loro disaccordo, e persino disgusto, con il Responsum.

Forse il rifiuto pubblico più veemente è stato espresso dal vescovo di Anversa, Johan Bonny. Nel De Standaard in lingua fiamminga (citato in inglese qui e qui) ha scritto:

“Mi vergogno per la mia Chiesa. Provo soprattutto incomprensione intellettuale e morale”.

“Voglio chiedere scusa a tutti coloro per i quali questo è doloroso e incomprensibile”.

“Intellettualmente, questo non raggiunge nemmeno il livello della scuola superiore. Questo tipo di argomentazioni, la logica, si vede attraverso di esse. Al giorno d’oggi, non si convince nessuno in questo modo”.

“Il peccato è una delle categorie teologiche e morali più difficili da definire, e una delle ultime da attribuire alle persone e al loro modo di vivere insieme”.

“Io stesso conosco coppie gay, in matrimonio civile con figli, che formano una famiglia tenera e stabile, e che partecipano anche attivamente alla vita parrocchiale. Alcuni di loro sono attivi a tempo pieno come collaboratori pastorali o ecclesiastici. Sono molto grato a loro. Chi ha interesse a negare che qui non è possibile alcuna somiglianza o analogia con il matrimonio eterosessuale?”

“Un approccio rispettoso al matrimonio omosessuale può avvenire solo nel più ampio contesto dell’Ordine del Servizio del Matrimonio, come una conseguente variazione sul tema del matrimonio e della vita familiare, con un onesto riconoscimento delle reali somiglianze e differenze.”

Il chiaro rifiuto del vescovo Bonny dell’insegnamento della Chiesa sulla natura gravemente peccaminosa degli atti omosessuali e sull’impossibilità del cosiddetto matrimonio omosessuale è sbalorditivo. Egli si vergogna e si scusa per l’insegnamento e la pratica della Chiesa, che trova irrispettosi e incomprensibili.

Il Responsum viene deriso come illogico e intellettualmente infantile, in particolare perché, come egli afferma in modo notevole, la definizione di ciò che conta come peccato è estremamente difficile da raggiungere, così come lo è qualsiasi attribuzione di peccaminosità al comportamento delle persone che compiono atti omosessuali. Egli è grato alle coppie omosessuali che conosce che, pur scandalizzando i fedeli con la loro pubblica proclamazione del loro stile di vita peccaminoso, sono attive nelle loro parrocchie o sono addirittura impiegati della Chiesa a tempo pieno.  Come lui vede, la loro relazione, che si basa su una reciproca promessa di impegnarsi in atti di sodomia, è in realtà una “variazione” che possiede una “somiglianza” e “somiglianze effettive” al matrimonio.

È così che un vescovo cattolico dovrebbe insegnare, governare e santificare i fedeli? Il Direttorio per il ministero pastorale dei vescovi del 2004 afferma: “Conformandosi a Cristo, il Vescovo offre un servizio eccezionale all’unità e alla comunione ecclesiale: la sua condotta dimostra che nessuno nella Chiesa può legittimamente comandare agli altri se prima non offre se stesso come esempio di obbedienza alla Parola di Dio e all’autorità della Chiesa.” (#43)

“Alla luce della Parola di Dio, il Vescovo deve saper discernere e valutare le correnti di pensiero, come pure le tendenze antropologiche e scientifiche, per rispondere, con fedeltà alla dottrina e alla disciplina della Chiesa, alle nuove questioni che sorgono nella società.” (#52)

“Nell’esercizio del suo ministero pastorale, il Vescovo deve agire nella consapevolezza di essere il ‘principio visibile e il fondamento’ dell’unità nella sua diocesi, ma sempre in vista anche dell’unità di tutta la Chiesa cattolica. Egli dovrebbe promuovere l’unità nella fede, nell’amore e nella disciplina, in modo che la diocesi sia consapevole di formare una parte vitale di tutto il popolo di Dio”. (#58)

“È anche compito del Vescovo proclamare sempre e dovunque i principi morali dell’ordine sociale, annunciando così l’autentica liberazione dell’uomo, realizzata attraverso l’incarnazione del Verbo. Quando lo esigono i diritti della persona umana o la salvezza delle anime, è suo dovere esprimere un giudizio basato sulla rivelazione circa le realtà concrete della vita umana: in particolare, su questioni riguardanti il valore della vita, il significato della libertà, l’unità e la stabilità della famiglia, la procreazione e l’educazione dei figli. . . .Il Vescovo non deve mancare di far conoscere al suo popolo gli insegnamenti e gli orientamenti che riceve dalla Santa Sede”. (#120)

Il Vescovo Bonny non ha deciso di rifiutare l’insegnamento della Chiesa il giorno in cui la Santa Sede ha emesso il Responsum. I suoi commenti rivelano una lunga accettazione pratica dell’attività omosessuale come un bene morale che dovrebbe essere rispettato e approvato dai fedeli.

Al momento del suo insediamento come vescovo di Anversa, egli giurò pubblicamente il richiesto giuramento di fedeltà che include quanto segue: “Prometto che nelle mie parole e azioni conserverò sempre la comunione con la Chiesa cattolica. . …mi atterrò al deposito della fede nella sua interezza; lo trasmetterò e lo spiegherò fedelmente, ed eviterò qualsiasi insegnamento ad esso contrario… Che Dio mi aiuti”.

Il vescovo Bonny si trova di fronte a una decisione se vuole rimanere fedele a Dio e alle parole che ha solennemente giurato sulla Bibbia: ritrattare il suo rifiuto dell’insegnamento della Chiesa e proclamare fedelmente tale insegnamento nella sua diocesi. Se non può farlo, dovrebbe dimettersi immediatamente.

Per il bene della sua anima e delle anime del suo gregge, prego che ritratti. Se si rifiuta e rifiuta anche di dimettersi, dovrebbe essere rimosso da Papa Francesco come una pietra d’inciampo, un vero scandalo per i fedeli.