Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Phil Lawler e pubblicato su Catholic Culture. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella mia traduzione. 

 

Papa Francesco (Foto AP Photo/Markus Schreiber)
Papa Francesco (Foto AP Photo/Markus Schreiber)

 

No, Papa Francesco non ha detto che la Chiesa può offrire benedizioni alle unioni omosessuali. Non l’ha detto. Ma a questo punto, si può ancora dubitare che sia quello che pensa e che sia solo questione di tempo prima che lo renda ufficiale?

Dopo l’incontro con il Papa il 17 ottobre, suor Jeannine Gramick, cofondatrice del New Ways Ministry, lo ha ringraziato per “la sua apertura a benedire le unioni omosessuali”. O si è ingannata sulle intenzioni del Papa, o ci sta ingannando, o… sta riconoscendo correttamente il Pontefice come un alleato.

All’inizio di questo mese, quando il Vaticano ha reso pubbliche le risposte del Papa agli ultimi dubia di un gruppo di cardinali preoccupati, alcuni commentatori cattolici leali – tra cui alcuni per i quali nutro una buona dose di rispetto – hanno contestato le notizie secondo cui il Papa avrebbe aperto la porta alla benedizione delle unioni omosessuali. Hanno sottolineato la sua chiara affermazione che “la Chiesa ha una concezione molto chiara del matrimonio: un’unione esclusiva, stabile e indissolubile tra un uomo e una donna, naturalmente aperta alla procreazione. Solo questa unione può essere chiamata ‘matrimonio'”.

Sì, ma questa non è una risposta alla domanda posta dai cardinali dei dubia. Essi avevano chiesto: “Se la Chiesa possa offrire benedizioni per situazioni oggettivamente peccaminose, come le unioni tra persone dello stesso sesso”. Leggete le risposte del Papa e cercate una risposta Sì/No a questa domanda. Non la troverete.

Una risposta molto chiara si può trovare nella dichiarazione rilasciata dall’allora Congregazione per la Dottrina della Fede nel marzo 2021, in cui si dichiara che “la Chiesa non ha e non può avere il potere di benedire le unioni di persone dello stesso sesso”. Questa dichiarazione, firmata dal cardinale Luis Ladaria, ha avuto l’approvazione di Papa Francesco.

Ma quando Papa Francesco ha sostituito il cardinale Ladaria con il suo vecchio amico cardinale Victor Manuel Fernandez, il nuovo prefetto ha prontamente riaperto l’argomento. Nella sua prima intervista dopo aver assunto il nuovo ruolo di capo della dottrina vaticana, il cardinale Fernandez ha ribadito che un’unione tra persone dello stesso sesso non può essere considerata un matrimonio, ma ha comunque suggerito che “se una benedizione può essere data in modo tale da non causare questa confusione, dovrà essere analizzata e confermata”.

(A questo punto è importante sottolineare che, sebbene Papa Francesco abbia firmato la risposta ai dubia cardinalizi, lo stile della prosa di tale risposta assomiglia molto al lavoro del cardinale Fernandez, che in passato è stato un ghost-writer papale. Inoltre, voci di corridoio suggeriscono che il Papa non fosse soddisfatto della dichiarazione del 2021 rilasciata dal cardinale Ladaria. Non è quindi irragionevole credere che il pensiero del Papa sia più vicino a quello del cardinale Fernandez, che vuole analizzare e confermare la natura di una benedizione per le coppie dello stesso sesso).

Lo schema è abbastanza chiaro: la riluttanza a riaffermare la dichiarazione vaticana del 2021; la serie di dichiarazioni equivoche; l’incoraggiamento a discutere la questione al Sinodo; il fallimento nel rimproverare i leader della Chiesa che mettono in discussione la posizione cattolica tradizionale. E ora l’incontro amichevole con i leader del New Ways Ministry, un gruppo che è stato ripetutamente criticato per aver minato l’ortodossia cattolica.

Da più di vent’anni i leader della Chiesa avvertono che New Ways Ministry può essere dannoso per la fede:

Tutti questi vescovi – successori degli Apostoli – hanno stabilito che le posizioni pubbliche assunte da New Ways Ministry sono incompatibili con la vera fede cattolica. Eppure ora Papa Francesco si incontra con i leader del gruppo ed essi ne escono incoraggiati.

Anni fa il nostro vecchio amico Diogene mise il dito sul problema, commentando una dichiarazione del direttore esecutivo del gruppo:

La dichiarazione di DeBernardo inavvertitamente porta a casa il messaggio che New Ways Ministry prende posizione al di fuori della Chiesa cattolica:

New Ways Ministry continuerà il suo lavoro di costruzione di ponti tra lesbiche/gay cattolici e la Chiesa perché questo lavoro è necessario ora più che mai.

Non c’è bisogno di un ponte per arrivare dove si è.

Perché Papa Francesco ha trovato il tempo di incontrare i rappresentanti di questa organizzazione – che tanti leader della Chiesa hanno trovato fuori dalla tradizione cattolica – quando non ha trovato il tempo di dare una risposta chiara ai dubia cardinalizi? Perché il sottosegretario del Sinodo dei vescovi ha tenuto il discorso principale a una conferenza sponsorizzata da questo gruppo? L’unica conclusione ragionevole è che Papa Francesco simpatizza con il gruppo che, fin dall’inizio, ha messo in discussione l’ortodossia cattolica, nella sua campagna per cambiare l’insegnamento perenne della Chiesa.

Comprendo e rispetto le motivazioni dei miei fedeli amici cattolici che continuano a fare “popesplaining”, ossia a fare del loro meglio per mostrare come le azioni e le dichiarazioni del Papa possano essere interpretate in conformità con l’insegnamento cattolico ortodosso. Anch’io ho fatto la mia parte di popesplaining, finché alla fine lo sforzo è diventato più grande di quanto potessi gestire, come ho spiegato più di 5 anni fa, nella prima pagina de Il pastore perduto. Non posso fare a meno di pensare ad alcuni versi di una poesia di Hillaire Belloc:

Sua zia, che, fin dalla prima giovinezza,
aveva mantenuto un rigoroso rispetto per la verità,
tentò di credere a Matilda:
Lo sforzo per poco non la uccise…

Sì, ammetto che si può fare. Con uno sforzo prodigioso, con l’agilità di un ginnasta, con la volontà di trascurare le nomine e gli appoggi, i cenni e gli ammiccamenti e il linguaggio del corpo, si può – a malapena – difendere la posizione che il Papa sostiene l’insegnamento cattolico tradizionale. Ma vale davvero la pena di fare questo sforzo, quando il Papa stesso non difende questa posizione?

Phil Lawler

 


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