Il  papa emerito Benedetto XVI si sente frainteso nel dibattito sugli abusi. Allo stesso tempo lamenta ancora una volta l’assenza della parola “Dio” nella teologia cattolica e nella società occidentale nel suo insieme.

Un articolo pubblicato su Domradio.de e tradotto per noi da Alessandra Carboni Riehn.

 

Papa Benedetto XVI - (CNS photo/Paul Haring) Via Catholic Herald

Papa Benedetto XVI – (CNS photo/Paul Haring) Via Catholic Herald

 

Il papa emerito Benedetto XVI si sente frainteso nel dibattito sugli abusi. Allo stesso tempo lamenta ancora una volta l’assenza della parola “Dio” nella teologia cattolica e nella società occidentale nel suo insieme.

In un breve articolo per l’ultima edizione dell’ “Herder Korrespondenz” Benedikt XVI critica il fatto che il suo articolo sullo scandalo ecclesiastico degli abusi, pubblicato in aprile, sia stato in gran parte recepito erroneamente.

“L’alienazione dalla fede è il problema centrale”

Molte reazioni alle sue affermazioni hanno confermato la sua opinione che l’empietà e l’alienazione dalla fede siano il problema centrale, ha aggiunto. Per lui i dibattiti hanno mostrato “la gravità di una situazione in cui la parola Dio pare essere messa spesso addirittura ai margini in teologia “.

In un saggio pubblicato in aprile sul “Klerusblatt”, il Papa emerito aveva sottolineato che la ragione centrale dell’entità della crisi degli abusi risiedeva “nell’assenza di Dio”. Benedetto XVI ha aggiunto: “Anche noi cristiani e sacerdoti preferiamo non parlare di Dio, perché parlarne sembra non essere pratico”. Ma una società con un Dio assente è una società in cui “la misura dell’umano” va sempre più perduta.

Ma il successivo dibattito in pubblico, nella chiesa e nella teologia si era concentrato soprattutto sulle affermazioni sul ruolo del movimento del 1968 che l’ex Papa aveva fatto nello stesso contributo.

“Fisionomia della Rivoluzione del 68”

Benedetto XVI aveva dichiarato che faceva parte della “fisionomia della Rivoluzione del 68” il fatto che fosse consentita anche la pedofilia. Allo stesso tempo si è verificato un crollo dei valori sociali e anche un “crollo della teologia morale cattolica”, che ha reso anche parti della Chiesa “indifese contro i processi in atto nella società”.

Anche in diversi seminari “si erano formati club omosessuali che agivano più o meno apertamente e hanno cambiato nettamente il clima dei seminari”.

I critici hanno quindi accusato l’ex capo della Chiesa di descrivere la modernità solo come una storia di decadenza e di coltivare i propri pregiudizi. L’omosessualità di per sé non sarebbe una causa di abusi sui minori. Inoltre, ci sarebbero stati abusi in tutta la storia della Chiesa e anche in società che non furono toccate dal movimento del 1968. Né si potrebbe parlare di un declino della teologia morale cattolica, mentre sarebbero le norme ad essere soggette a modifiche.

 

(CNA)

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