Battesimo di Gesù
Battesimo di Gesù

 

 

Battesimo del Signore (Anno B)

(Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At 10,34-38; Mt 3,13-17)

 

 

di Alberto Strumia

 

Con la Festa del Battesimo del Signore, che chiude con oggi il Tempo di Natale, la liturgia completa la descrizione di quella “saldatura” tra Dio e l’uomo, tra l’Eternità e la storia che, con la giusta parola teologica della Dottrina si chiama “Incarnazione”.

La Rivelazione e con essa la liturgia, ci fa conoscere le fasi della storia, i passi della storia della “giustizia restituita” tra l’uomo e Dio Creatore. E ci offre la “chiave di lettura” adeguata per comprenderla correttamente nelle sue primarie relazioni di “causa-effetto”.

Veniamo così istruiti adeguatamente a non accontentarci di risalire la catena causale fermandosi ai suoi gradini inferiori (le “cause prossime”) la conoscenza dei quali è del tutto insufficiente, alla prova dei fatti, a porre rimedio alle serie contraddizioni che, soprattutto oggi, sono esplose nella vita degli uomini. A tutti i livelli: da quello intimamente personale (con distruzione dell’equilibrio interiore, psichico e spirituale), a quello domestico (con la distruzione della famiglia naturale e anche cristiana) a quello sociale (con i crescenti disordini e la progressiva ingovernabilità), a quello internazionale (con gli squilibri nei rapporti economico-politici e le conseguenti guerre).

La cura dei “sintomi” senza la cura delle originarie “cause” delle malattie dell’umanità, ha prodotto, ormai, un’assuefazione completa alla presunta “terapia”, rendendola del tutto inefficace.

Tutto è in preda all’“ideologia” e la “verità” oggettiva è divenuta irraggiungibile. Così che persino la cosiddetta “intelligenza artificiale”, che potrebbe essere anche utile, in queste condizioni, rischia di venire gestita così male da potenziare gli effetti negativi della sempre più incerta attendibilità delle informazioni che ci raggiungono.

  1. Il primo passo. L’Annuncio del concepimento di Gesù in Maria

Come l’umanità intera che, alle sue origini, coincideva con i progenitori – Adamo ed Eva – scelse liberamente di infrangere quella “saldatura originale” del “giusto rapporto” tra l’umanità e Dio Creatore (la “giustizia originale”), compromettendo il destino buono per la quale è creata, con l’Incarnazione, iniziata con il concepimento dell’Uomo Dio Gesù Cristo in Maria, Dio compie il primo passo, ancora nascosto, invisibile, della ricostruzione della “saldatura” spezzata tra l’umanità e il suo Creatore.

  1. Il secondo passo. Il Natale: la nascita del Salvatore.

Nel Natale, con la celebrazione della nascita di Cristo, si è iniziata a rendere “visibile” anche attraverso lo sguardo della liturgia, l’Incarnazione, quella ricostruita “saldatura” dell’umanità intera con Dio, della “giustizia” tra l’uomo e Dio Creatore. «Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo» (Rom 5,17).

  1. Il terzo passo. La Maternità divina di Maria e la Santa Famiglia

In Maria Madre di Dio abbiamo riconosciuto all’inizio del nuovo anno civile l’azione di Dio nella storia dell’umanità che ha ricostruito la possibilità di vivere nel “modo giusto” la collaborazione dell’essere umano nel dare una nuova vita e di accoglierla nella famiglia fondata sulla presenza reale di Cristo.

  1. Il quarto passo. L’Epifania: l’adorazione dei Magi

La celebrazione dell’Epifania, ci aiuta a riconoscere attraverso lo sguardo della liturgia, nel lungo percorso intrapreso dai Magi, il cammino della ragione dell’umanità intera quando  riconosce come ragionevole la possibilità della fede. Al termine di questo lungo percorso, orientato dalla luce della stella della Grazia, all’umanità intera, ai tre Magi, come fossero un solo uomo, sia offre la Presenza del Figlio di Dio, che essi adorano e onorano come il Signore della storia. Presenza che si manifesta ancora in una forma “discreta”, ma già gloriosa ai loro occhi.

Questa è anche la nostra condizione di cristiani rimasti fedeli, nella Chiesa e nel mondo di oggi, ormai sempre più ritirata in una grotta, sempre più “fuori” dalla “città” della vita che sembra contare. Una Fede che, come agli occhi dei Magi, rende già consapevoli la Gloria di Cristo, che tutti gli altri ignorano o disconoscono.

  1. Il quinto passo. Il Battesimo del Signore

Nella festa di oggi, la liturgia ci introduce nella “vita pubblica” di Gesù. La Sua presenza nella storia dell’umanità

– non è più “reale” ma “nascosta”, come allora al momento dell’Annunciazione e nei nove mesi successivi, o oggi nell’Eucaristia;

– non è più visibile ma ancora “discreta” come nella notte di Natale, per riconoscere la quale occorse ai pastori la chiamata degli Angeli («L’Angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”» (Lc 2,10-12);

– non richiede più un “lungo cammino” per essere raggiunta ancora nello stesso nascondimento, come per i Magi;

– ma è “pubblica” come lo è stata nei secoli più cristiani della storia, lungo il corso dei quali la fede e la ragione lavorarono concordemente ottenendo il frutto di una cultura e una civiltà pienamente vivibili perché cristiane. Epoche nelle quali si era capaci di riconoscere la voce del Padre che proclama la divinità del Figlio e la presenza dello Spirito Santo che lo accompagna («Si aprirono i cieli ed Egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”» (Mt 3,16-17).

Quando la Chiesa è consapevole di questo perché in essa si vive la Fede, allora essa “sfida” il mondo, che ad essa vuole opporsi fino a cercare di renderla “inutile”, perché “insignificante”. Quando, invece nella Chiesa si rinuncia alla “sfida al mondo delle ideologie”, ciò significa che si è persa la Fede – e con essa alla fine anche la ragione – e si è divenuti come un sale «senza sapore» (Mc 9,50).

Con questo Tempo di Natale la liturgia ci ha riassunto con l’incalzare delle sua Feste, queste “istruzioni” per la Verità della Vita.

Maria la Madre di Dio che abbiamo venerato particolarmente nel primo giorno di questo nuovo anno, ci protegga per tutti i nostri giorni e ci prenda per mano guidandoci a Cristo suo Figlio, nostro unico Salvatore.

«Dio ci benedica e ci protegga!» (cfr., Num 6,24).

 

Bologna, 7 gennaio 2024

 

 

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