Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Phil Lawler, pubblicato su Catholic Culture. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

Gesu e Bartimeo il cieco
Gesu e Bartimeo il cieco

 

Tra i personaggi che fanno solo una rapida apparizione nel Nuovo Testamento – i ruoli cameo, si potrebbe dire – la storia di Bartimeo, raccontata nel Vangelo di oggi, mi ha sempre affascinato. A prima vista la sua storia sembra semplice: Gesù lo guarisce dalla cecità. Ma c’è molto di più. In ogni incontro con il Signore, c’è sempre qualcosa di più.

Di Bartimeo sappiamo ben poco. San Marco racconta la storia in una manciata di versi. Ma da quelle poche righe possiamo dedurre molto.

Notiamo, innanzitutto, che conosciamo il suo nome. La maggior parte degli altri beneficiari dei miracoli del Signore rimane anonima. (Dieci lebbrosi furono guariti; solo uno tornò per ringraziare Gesù. Eppure non viene identificato). Perché conosciamo Bartimeo per nome? La risposta, a mio avviso, viene dopo.

L’immagine presentata da San Marco è abbastanza chiara: un mendicante cieco, seduto o accovacciato sulla strada fuori Gerico. Vuole aiuto, chiama Gesù e non sta zitto.

Ma non si limita a chiamare il Signore per nome, gli dà un titolo: “Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me”. Bartimeo riconosce in Gesù il Messia. Sarà anche cieco, ma vede molto di più, forse, della gente che cerca di zittirlo. Sta chiedendo l’elemosina, allora, o sta profetizzando?

Gesù risponde chiamando Bartimeo. “E gettando via il suo mantello, si alzò e venne da Gesù”. Ora immaginate questo: Un cieco, rannicchiato sul ciglio della strada, che chiede l’elemosina, disprezzato, che probabilmente si aspetta che la folla gli passi accanto e lo lasci nella polvere. Invece Gesù – che ha riconosciuto come il Messia, che tutto il mondo ebraico aspettava – chiede di parlare con lui. Naturalmente “si alzò” e senza dubbio corse verso il suono della voce del Signore. Ricordiamo che era cieco e che c’era una folla intorno a lui. Deve aver sbattuto contro le persone, disperdendole come una palla da bowling umana. Tuttavia, come presenta la scena San Marco, quando raggiunge Gesù, tutto è di nuovo calmo.

(San Luca racconta la stessa storia, senza nominare Bartimeo. Ma nel suo racconto manca la scena caotica. Come racconta, Gesù “ordinò che l’uomo fosse portato da lui”, consentendo un approccio più pacato. Preferisco pensare che San Marco sia più accurato; la sua versione è molto più divertente da immaginare).

Quando Gesù gli chiede cosa vuole (per noi, perché lo sa già), Bartimeo risponde semplicemente: “Maestro, fammi vedere”. Non è una brutta preghiera, perché tutti noi siamo ciechi in modo particolare e patetico. E Gesù, che risponde sempre alle preghiere dei fedeli, esaudisce la richiesta. Così Bartimeo ora può vedere. E anche noi potremmo vedere, se facessimo le nostre richieste con la stessa umile e piena sincerità.

“Va’ per la tua strada; la tua fede ti ha fatto guarire”, gli dice Gesù”. Poi San Marco aggiunge un’altra frase eloquente: “E subito ricevette la vista e lo seguì per la strada”. San Luca è d’accordo: “E subito ricevette la vista e lo seguì, glorificando Dio; e tutto il popolo, quando lo vide, rese lode a Dio”.

Quando Gesù disse a Bartimeo di andare per la sua strada, il mendicante un tempo cieco dovette prendere una decisione. Qual era la “sua strada”, ora che poteva vedere? Non doveva più chiedere l’elemosina di un aiuto fisico; aveva una nuova vita da condurre. Decise che la “sua” strada ora significava seguire Gesù. Non si limitò a ringraziare Gesù per averlo guarito; divenne un discepolo, “glorificando Dio” e senza dubbio continuando a proclamare Gesù come Messia.

Quindi, concludo, è per questo che conosciamo il suo nome. Bartimeo non era un altro volto tra la folla, non era una delle persone che chiamavano Gesù, venivano guarite e sparivano di nuovo sullo sfondo prima che qualcuno conoscesse i loro nomi. Gli altri discepoli ricordavano Bartimeo perché era diventato uno di loro, unendosi a loro nel fatidico viaggio verso Gerusalemme.

Phil Lwler

 


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