Don Fortunato Di Noto continua a cercare di attirare l’attenzione sull’orrendo fenomeno della pedopornografia online, e pochi lo ascoltano. Ora si aggiunge un tassello terrificante, come molti avevano tragicamente previsto: la maternità surrogata permette a un padre single di ottenere la tutela genitoriale su un bambino da lui “ordinato” in uno Stato estero, nonostante in Germania tale pratica sia (almeno formalmente) vietata. L’obiettivo? “Usarlo” per soddisfare i suoi istinti malati. Possibile che la nostra società chiuda gli occhi davanti a un simile orrore? Che un pregiudicato per pedopornografia possa tenersi altri due anni un bambino di un anno senza che nessuno si senta in dovere di controllare? Da solo? Senza madre? Ecco. Sì, è possibile. I più piccoli e i più innocenti pagano per primi la degradazione della nostra società tanto tollerante.

Della vicenda se ne parla nell’articolo di Anne Losensky, pubblicato su bz berlin, e che vi presentiamo nella traduzione di Alessandra Carboni Riehn.

 

Dennis S., 38 anni, Foto: Olaf Wagner

Dennis S., 38 anni, Foto: Olaf Wagner

 

Si è procurato un bambino per abusarne – l’accusa ne è convinta. Dennis S. (38) di Hellersdorf ha fatto nascere il bambino da una madre surrogata a Cipro. “L’acquisto di un figlio proprio” è servito a “poter vivere le sue inclinazioni pedofile”, afferma la procura. Processo a Berlino!

Finn* è nato a Cipro nell’agosto 2016. Lo scapolo si portò il bambino a Berlino e qui ne ottenne la custodia genitoriale esclusiva. Gli abusi sul bambino, documentati dal padre stesso con il cellulare, sono iniziati al più tardi quando il bambino aveva due anni.

Il processo è iniziato il 5 maggio. Nella seduta di martedì, l’imputato si è espresso per la prima volta sulle accuse davanti al Tribunale regionale di Berlino.

 

Confessione in tribunale

“È esatto che io abbia filmato spesso mio figlio”, ha detto nella sua dichiarazione. “In alcuni casi, l’ho anche toccato o l’ho incoraggiato a farlo. Ma la realizzazione dei video non era stata pianificata in anticipo. I video sono nati in maniera spontanea nel quotidiano, con la fotocamera del cellulare …”.

I fatti sono questi: l’accusa ha una lista di 16 filmini di Finn*. In un caso il padre ferisce il bambino durante l’abuso. Al proposito l’imputato dice: “Non volevo né che questo accadesse, né che patisse dei dolori”. “La cosa più importante per me è che stia bene”.

Già nel settembre 2017 il padre single era stato condannato per aver distribuito materiale pedopornografico: 10 mesi di carcere, ma con la condizionale. Il 9 ottobre 2019 agenti della GSG 9 [unità speciale della Polizia Federale tedesca] hanno fatto irruzione nell’appartamento di Hellersdorf e arrestato il padre. “Il bambino ha immediatamente teso le braccine verso di me”, ricorda una ispettrice capo (51 anni) dell’Ufficio federale di polizia criminale. “Il bambino si è aggrappato a me”.

L’Ufficio federale tedesco di Polizia Federale (BKA) di Wiesbaden aveva arrestato un altro pedofilo tedesco nelle Filippine, presso il quale gli investigatori avevano trovato prove contro il berlinese. “Nelle chat room si faceva chiamare Eddy Murphy”, racconta l’agente di polizia.

 

“Le immagini non possono sostituire un bambino”

“I due uomini avevano parlato di procurarsi bambini tramite madri surrogate, per abusare sessualmente di loro. “Eddy Murphy” lo ha fatto. Nell’agosto 2016, annunciò la nascita e inviò una foto: “Eccolo!”

Quando la GSG 9 ha preso d’assalto l’appartamento di Hellersdorf a mezzogiorno, il padre è stato colto in flagrante al computer in un forum di pedopornografia nel darknet. “L’appartamento era pieno di elettronica”, ha detto l’agente, “abbiamo sequestrato un’enorme quantità di supporti dati”. Alcuni di essi sono protetti da password e quindi non sono ancora stati valutati. Nelle trascrizioni di chat decodificate l’imputato rivelava: “Sono un pedofilo”, “mi piacciono i bambini maschi dai due agli otto anni”. E molto apertamente: “Le immagini non possono sostituire un bambino. È sempre stato il mio obiettivo quello di avere un maschietto”.

La sentenza è prevista per il 30 giugno. Finn* oggi ha tre anni e mezzo e vive in affidamento.

 

*Nome cambiato

 

Facebook Comments
image_print
1