di Roberto Allieri

 

Sale la strategia dell’odio. Ora il nemico più pericoloso non è più il virus. Il principale obiettivo da puntare nel mirino sono gli untori. Eppure, a detta di molti, sembra che il virus stia perdendo colpi, specie la nuova variante omicron, la meno letale di tutte. È un paradosso: meno morde il virus più mordono i virologi (vedere ad esempio il video al min. 21.51).

Ma perché tanto odio e persecuzione contro i non vaccinati e contro chi sceglie cure diverse dal vaccino?

Umanamente e scientificamente non si capisce. Forse che solo i non vaccinati sono untori da controllare e reprimere? No, non è così: è ormai assodato che anche chi è vaccinato può contagiare ed essere contagiato.

Sta di fatto che dopo le drastiche e molteplici esclusioni dalla vita sociale e i controlli rafforzati a cui sono sottoposti quasi quotidianamente i non vaccinati, la responsabilità dei prossimi contagi dovrà ricadere principalmente (se non quasi esclusivamente) sui vaccinati. Su quelli cioè che fanno quello che vogliono e vanno dove vogliono senza controlli sanitari perché si sentono protetti da un vaccino magari fatto nove mesi fa. Da qualche giorno l’untore da perseguitare dovrebbe cambiare casacca: se il virus circolerà non potrà essere colpa di chi non può circolare.

Altra stranezza: il vaccinato che si preoccupa tanto per la minaccia dei non vaccinati dovrebbe invece sentirsi al sicuro, dopo due o tre dosi di vaccino. Del resto, il vaccino non era stato profetizzato come la soluzione che ci avrebbe salvato? Poi la salvezza è stata via via condizionata all’immunità di gregge fissata al 60% di vaccinati, anzi no al 70%, anzi all’80% ed ora al 120%.

La narrazione talebanamente corretta cade in un’altra grossolana contraddizione nel seguente dilemma: se il covid si diffonde, i problemi non dovrebbero essere tutti a carico dei non vaccinati, in quanto categoria vulnerabile? Come diceva Draghi: non ti vaccini, contagi, muori. E come precisano oggi i preti collaborazionisti, quelli che sono passati dalla Chiesa della santificazione a quella della sanificazione: ti vaccini, fai quello che vuoi e vai in paradiso, senza neanche bisogno di venire a messa… Insomma, peggio per te non vaccinato se insisti. Gli altri sono al sicuro… O no?

Mi sa di no… Sembra che anche i vaccinati abbiano parecchi problemi. E allora ritorna la domanda: perché tanto accanimento? Perché criminalizzare una categoria di persone scaricando su di loro tutte le colpe? Insomma, perché lo fanno?

La pronta risposta, ammantata di ottime intenzioni, di virologhi, governanti, giornalisti e opinion makers è: ci preoccupiamo per voi, facciamo tutto per il vostro bene (come diceva l’aguzzino alle streghe mandate sul rogo).

Il fatto è che questo è il tipico bene imposto dal buonista di oggi: un bene infarcito di odio, discredito, umiliazioni, minacce e ricatti verso la categoria che si dice di voler proteggere. Un bene che si manifesta in terrorizzanti diktat sanitari e multe rovinose e spropositate. 

E’ utile allora cercare di capire dove affondano le radici di questo spietato buonismo: io credo che l’attuale giustizialismo sanitario abbia una chiara matrice giacobina. E’ un’ideologia che ripercorre le tappe del fanatismo in auge nel periodo del Terrore post-rivoluzionario francese (1793-94).

La figura di Robespierre incarna in particolar modo quella mentalità che oggi si sta riproponendo in vari ambiti politici, culturali e sociali. E ci può aiutare a capire l’odierno contesto politico-sociale-sanitario.

Tipico del suo giustizialismo è infatti il voler trovare sempre a tutti i costi qualcuno da punire, un colpevole da additare e su cui scaricare ogni responsabilità. La ghigliottina aveva sempre bisogno di vittime; così pure la gogna mediatica di oggi si nutre di colpevoli da additare al linciaggio.

E’ utile ricordare che Robespierre, con un passato di vari anni in seminario, detto l’Incorruttibile, era un puritano ossessionato da molte fisime. Questa sua esigenza di sanificazione personale e della società fu alla base dell’istituzione del feroce ‘Comitato di salvezza pubblica’, che finì lacerato da guerre intestine con reciproche accuse di tirannia ed eliminazione fisica di vari deputati.

Il pericolo del giacobinismo è l’assolutizzazione delle teorie, che diventano un carcere dal quale non si può più evadere. Se i fatti non si adeguano alle teorie tanto peggio per i fatti: qualcuno li piegherà alle esigenze dell’ideologia.

I principi che vengono fissati (libertà, uguaglianza, fratellanza ma anche sanità pubblica) oscurano l’uomo e lo marginalizzano. Da essi consegue che le piaghe da estirpare non sono i comportamenti errati ma gli uomini che non si comportano correttamente.

I riscontri del riemergere del giacobinismo li troviamo anche nei commenti quotidiani sia di personaggi famosi che di gente comune.

In proposito ecco, per finire, un campionario di chicche di odio, gentilmente offerto da sostenitori dell’inclusività, fustigatori del bullismo, paladini del rispetto e valorizzazione della diversità, etc. E’ un elenco raccolto dal blog di Silvana de Mari (qui)

 

I PENSIERINI DEI BENPENSANTI

Vorrei vederli cadere come mosche. Andrea Scanzi, giornalista.

Tutti i vaccinabili siano immunizzati con le buone o con le cattive. Matteo Bassetti, infettivologo.

Mi impegnerò a staccare la spina ai pazienti non vaccinati. Carlotta Saporetti. Infermiera.

I rider dovrebbero sputare nel cibo dei no-vax. David Parenzo, giornalista.

Gli bucherò una decina di volte la solita vena facendo finta di non prenderla e poi altro che mi verrà in mente. Francesca Bertellotti, infermiera.

Per loro non faccio più le corse, si arrangiassero. Stefania Trezza, infermiera.

Io sono molto democratico: campi di sterminio per chi non si vaccina. Giuseppe Gigantino, dottore.

Criminali no vax. Libero quotidiano del 21 agosto 2021.

Gli integralisti delle cure domiciliari. Zona bianca, Rete 4.

Soluzione campi di concentramento e camere a gas. Marianna Rubino, medico.

Carrozze dei treni dove segregare i no vax. Mauro Felicori, assessore alla cultura Emilia Romagna.

Ricoverare per Covid amici non vaccinati lo trovo uno dei momenti più straordinari dell’umanità. Mirco Ribul, medico.

Li intubo senza anestesia poi gli chiedo come stanno. Sara Dalla Torre, infermiera.

Sarò felice di mettergli le sonde necessarie negli appositi posti, lo farò con un pizzico di piacere in più. Cesare Manzini, infermiere.

Come sorci resteranno chiusi in casa, agli arresti domiciliari. Roberto Burioni, virologo.

Non voglio essere infettata da loro. Alessia Morani, deputata del PD.

Vorrei vederli ridotti a una poltiglia verdastra. Selvaggia Lucarelli, opinionista.

Appello a non vaccinarsi è a morire e far morire. Mario Draghi, Presidente del Consiglio dei ministri.

Prego Dio affinché i no-vax muoiano velocemente. Giovanni Spano, vicesindaco di Villacitro.

I cani possono sempre entrare. Solo voi, come è giusto, resterete fuori. Sebastiano Messina, giornalista.

Sono dei criminali, associazioni organizzate contro lo Stato. Matteo Bassetti, infettivologo.

I no vax si paghino i ricoveri da soli. Alessio D’Amato, assessore alla sanità del Lazio.

No vax fuori dai luoghi pubblici. Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana.

Escludiamo gli evasori vaccinali dalla vita civile. Stefano Feltri, direttore di Domani.

Stiamo aspettando che i no vax si estinguano da soli. Paolo Guzzanti, giornalista.

Non vaccinati mettano un cartello al collo. Sarà possibile scansarli.  Angelo Giovannini, sindaco di Bomporto.

I no vax sono terroristi e vanno sfamati con il piombo. Richiamate Bava Beccaris. Giuliano Cazzola, giornalista e candidato + Europa.

 

 

 

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