Cardinale americano pro LGBT si schiera con l’abortista Biden

Sua Eminenza Joseph William Tobin, cardinale dal 2016 sotto il governo di Papa Francesco, arcivescovo della diocesi di Newark, successore del famigerato Theodore McCarrick, ridotto allo stato laicale per i reiterati abusi a sfondo omosessuale su minori, seminaristi e sacerdoti, con cui condivide le simpatie LGBT, si schiera apertamente a favore dell’abortista Biden.

La sua posizione lo pone in aperto contrasto con i numerosi vescovi statunitensi che hanno evidenziato l’abominevole ipocrisia di un sedicente cattolico che utilizza strumentalmente la fede a fine elettorali, senza rinunciare a perseguire una politica in totale opposizione ai principi non negoziabili.

Purtroppo anche nel caso del vescovo Joseph Tobin è presente la stessa profonda ambiguità, aggravata dalla prestigiosa posizione ricoperta nella gerarchia ecclesiastica.

Per approfondire riportiamo l’articolo di Martin Burger pubblicato il 16 Settembre su LifeSiteNews nella traduzione di Wanda Massa.

 

Cardinal Joseph Tobin
Cardinal Joseph Tobin

 

Cardinale americano Pro-LGBT: I cattolici in “buona coscienza” possono votare a favore del radicale pro-aborto Biden

 

L’approvazione de facto del cardinale Tobin per Biden contraddice i migliori sacerdoti pro-life del Paese che hanno avvertito che “nessun cattolico può votare per Joe Biden“.

Il cardinale Joseph Tobin, che sostiene l’omosessualità, ha dichiarato che i cattolici in “buona coscienza” potrebbero votare per il candidato presidenziale democratico all’aborto Joe Biden. L’appoggio de facto di Tobin, dove ha menzionato Biden per nome, contraddice i migliori sacerdoti pro-life del Paese che hanno avvertito che “nessun cattolico può votare per Joe Biden” in quanto radicale sostenitore dell’aborto.

L’arcivescovo di Newark, New Jersey, si è spinto ancora più in là, affermando di avere “più difficoltà nel sostenere l’altra opzione“, senza menzionare il presidente Trump per nome.

Il Cardinale ha fatto questi commenti durante un webinar su “La Chiesa e gli elettori cattolici alle elezioni del 2020“. L’evento è stato ospitato ieri dal Boisi Center for Religion and American Public Life del Boston College.

Il Cardinale Tobin ha acquisito notorietà nel 2018 per aver twittato “Nighty-night baby. Ti amo“. In seguito ha cancellato il Tweet e ha affermato che era “inteso come una comunicazione privata con una delle mie sorelle”. Oltre a questo, Tobin manca di credibilità tra numerosi fedeli cattolici negli Stati Uniti. Tra le altre cose, ha sostenuto attivisti omosessuali, come p. James Martin, e ha personalmente accolto un “Pellegrinaggio LGBT” nella sua cattedrale. La sua posizione è che la Chiesa si sta “muovendo sulla questione delle coppie omosessuali“.

In contrasto con il cardinale Tobin, nelle ultime settimane e mesi hanno parlato diversi membri della gerarchia, indicando che i cattolici non possono votare per candidati pro-aborto come Joe Biden e Kamala Harris, così come il Partito Democratico nel suo insieme a causa della sua politica pro-aborto.

Il vescovo Joseph Strickland di Tyler, Texas, ha approvato un video di p. James Altman in cui sostiene che nessun cattolico potrebbe votare per il Partito Democratico alle prossime elezioni.

Come Vescovo di Tyler approvo la dichiarazione di p. Altman in questo video“, ha scritto il vescovo su Twitter. “La mia vergogna è che mi ci sia voluto così tanto tempo. Grazie a p. Altman per il suo CORAGGIO. Se amate Gesù, la sua Chiesa e questa nazione… CONSIDERATE QUESTO MESSAGGIO“.

Il vescovo Rick Stika di Knoxville, Tennessee, ha twittato: “Come può una persona dire di essere una cattolica fedele e tuttavia sostenere coloro che sostengono l’estremo abuso sui bambini e la violazione dei diritti umani di coloro che sono ancora nati? La schiavitù era legale un tempo, eppure ora la guardiamo con orrore. Un bambino ancora nato non è proprietà di un altro“.

Un bambino non ancora nato è una persona umana completa che deve essere protetta“, ha affermato. “Questa nazione continuerà a declinare se l’aborto continua“. Chi ama la vita non se ne andrà mai e continuerà a lottare. Proprio per la promozione della dignità della persona umana“.

P. Frank Pavone, capo dei Sacerdoti per la Vita, ha detto che “l’incapacità di Biden di proteggere il nascituro lo mette non solo in conflitto con la fede cattolica, ma anche con il Vangelo cristiano, i padri fondatori dell’America, il significato stesso del servizio pubblico e la decenza umana di base. Non si possono uccidere i bambini, e non si può autorizzare nessun altro a farlo“.

P. Stefano Imbarrato, un habitué della EWTN e membro del Red Rose Rescue, ha spiegato: “Molte persone rispondono ai miei commenti con: “E Trump? Non si tratta di Trump. Trump non è nemmeno cattolico. Questo è un problema cattolico. Un cattolico non può votare per Biden se si sente in buona coscienza di poter o non poter votare per Trump“.

I gruppi pro-vita hanno condannato Joe Biden e il suo compagno di corsa, il senatore Kamala Harris, come “la candidatura presidenziale più favorevole all’aborto della storia americana“.

Come ha spiegato papa Benedetto nel 2006, ci sono alcuni “principi che non sono negoziabili” nell’arena politica. Tra l’altro, il Santo Padre ha menzionato la “protezione della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del concepimento fino alla morte naturale“.

Secondo papa Benedetto, questa non era nemmeno una posizione cattolica, ma derivava dalla legge naturale, “inscritta nella stessa natura umana e quindi… comune a tutta l’umanità“.

Sia Biden che Harris hanno chiarito che, invece di proteggere la vita, avrebbero reso più facile per le donne procurarsi gli aborti, sia negli Stati Uniti che all’estero.

Biden ha dedicato una sezione della sua Agenda per le donne alla “Salute riproduttiva“, che è generalmente un riferimento all’aborto. L’ex vicepresidente sotto il presidente Barack Obama ha detto che “lavorerà per codificare Roe contro Wade, e il suo Dipartimento di Giustizia farà tutto ciò che è in suo potere per fermare l’ondata di leggi statali che violano così palesemente Roe contro Wade“.

Roe contro Wade è la sentenza della Corte Suprema del 1973 che sostanzialmente legalizza l’aborto in tutto il paese sotto le spoglie del diritto alla privacy di una donna. Molti stati hanno approvato una legislazione che cerca di limitare l’uccisione diffusa di bambini non nati.

Alcune legislazioni includono le cosiddette leggi sul battito cardiaco, che vietano l’aborto non appena il battito cardiaco del nascituro può essere rilevato dopo circa sei settimane di gravidanza.

Joe Biden ha detto di voler abrogare il cosiddetto Emendamento Hyde rilasciando una “guida che specifica che gli stati non possono rifiutare i finanziamenti Medicaid per la Planned Parenthood e altri fornitori e invertire la regola dell’Amministrazione Trump che impedisce a queste organizzazioni di ottenere i fondi del Titolo X“.

La Planned Parenthood fornisce più di 345.000 aborti all’anno, secondo il suo rapporto più recente. Inoltre, l’organizzazione ha distribuito più di 593.000 kit di contraccezione d’emergenza, comunemente noti come pillola del giorno dopo, che in molti casi possono anche causare aborti.

Il piano di Biden, di conseguenza, consentirebbe alle donne di abortire i loro bambini utilizzando il denaro dei contribuenti.

Il candidato presidenziale democratico, nella sua Agenda per le donne, ha anche promesso di revocare la politica di Città del Messico che richiede alle organizzazioni non governative (ONG) straniere di non “praticare o promuovere attivamente l’aborto come metodo di pianificazione familiare” come condizione per ricevere denaro federale.

Introdotta per la prima volta sotto il presidente repubblicano Ronald Reagan, è stata revocata dai presidenti democratici Bill Clinton e Barack Obama, mentre i presidenti repubblicani George H.W. Bush, George W. Bush e Donald Trump l’hanno mantenuta o ripristinata.

Il presidente Trump, a differenza delle proposte di Biden, ha preso numerosi provvedimenti per proteggere la vita.

Più recentemente, l’amministrazione Trump ha iniziato a muoversi per rafforzare ulteriormente la politica di Città del Messico, estendendo il divieto esistente ai contratti con gli enti che forniscono aiuti all’estero. Poco dopo il suo insediamento nel 2017, il Presidente non solo ha ripristinato la politica di Città del Messico, ma ha fatto un ulteriore passo avanti per ampliarla.

La politica, ufficialmente nota come Protecting Life in Global Health Assistance, si applica attualmente agli aiuti esteri erogati tramite sovvenzioni e accordi di cooperazione, ma la nuova regola proposta dal Dipartimento di Stato escluderebbe anche le entità che ricevono aiuti esteri tramite contratti, indipendentemente dal fatto che tali entità finanziano tecnicamente le loro pratiche relative all’aborto tramite fonti separate.

I lettori possono contattare l’arcidiocesi di Newark qui (https://www.rcan.org/content/contact-us ).




C’è del marcio in Danimarca: il genocidio dei bambini down

Da diversi anni la Danimarca ha intrapreso l’eliminazione scientifica di una precisa categoria di persone: i bambini affetti da sindrome di Down, con l’obiettivo di sradicare questa malattia entro il 2030, come ha dichiarato trionfalmente otto anni fa il quotidiano danese Berlingske.

Davvero folle una cura che debella una patologia semplicemente sopprimendo tutti coloro che ne sono affetti.

Si tratta di un vero e proprio genocidio, perseguito e vantato da una nazione, che nell’accezione comune è considerata un paese estremamente avanzato e progredito.

Dal 2004 esami diagnostici gratuiti, accompagnati da una diffusa cultura abortista, hanno consentito di raggiungere nel 2019 il minimo storico di bambini down cui è stato permesso vedere la luce: 18. Una minoranza dei quali sono nati per espresso volere dei genitori, parte perché la patologia non è stata identificata.

Il presidente dell’associazione delle ostetriche, Lilian Bondo ha commentato: “Quando riusciremo a identificare tutti i feti con la sindrome, ci avvicineremo alla situazione ideale, in cui tutti questi errori genetici, saranno abortiti”.

E’ il prometeico ideale della perfezione, proprio dell’eugenetica: il perseguimento della razza superiore, attraverso l’eliminazione degli elementi impuri.

Accadeva in passato nascostamente sotto il Nazismo.

Accade oggi alla luce del sole in una delle nazioni europee considerate più progredite.

Ce ne parla l’articolo pubblicato il 6 settembre scorso sul sito Catholic News Agency. Ve lo proponiamo nella traduzione di Wanda Massa.

 

 

Solo 18 bambini con la sindrome di Down nati in Danimarca nel 2019

 

Solo 18 bambini con la sindrome di Down sono nati in Danimarca nel 2019, il numero più basso mai registrato nel paese scandinavo, secondo un nuovo rapporto del Danish Central Cytogenetic Registry (DCCR).

Il DCCR, le cui statistiche risalgono al 1970, è un registro nazionale di persone che si sono sottoposte a test cromosomici prenatali o postnatali, a test genetici molecolari o biochimici.

I 18 bambini nati con la sindrome di Down in Danimarca lo scorso anno rappresentano lo 0,029% del totale delle nascite. Il CDC stima che circa 1 bambino su 700 (0,14%) negli Stati Uniti nasce con la sindrome di Down, ovvero circa 6.000 bambini all’anno.

In Danimarca, “il numero basso è probabilmente l’espressione di una fluttuazione casuale di numeri già piuttosto piccoli. Ma dovrebbe essere seguito da un importante dibattito sull’approccio della società ai bambini con disabilità”, ha detto Olav Bjørn Petersen, medico capo e professore di medicina fetale al Rigshospitalet e all’Università di Copenhagen.

La Danimarca è stato il primo paese al mondo ad attuare lo screening nazionale gratuito della sindrome di Down prenatale per tutte le donne incinte.

Con l’introduzione dello screening prenatale gratuito nel 2004, il numero di bambini nati con la sindrome di Down è diminuito significativamente, ma successivamente si è stabilizzato a 23-35 nati vivi all’anno.

Nel 2018 sono nati 22 bambini con la sindrome di Down, ma nel 2019 il numero è sceso ulteriormente.

Secondo l’Ente nazionale danese per la salute, “il 95% delle donne incinte il cui feto presenta un’anomalia cromosomica optano per l’aborto”.

In Islanda, “quasi il 100 per cento” delle gravidanze risultate positive alla sindrome di Down sono state abortite, secondo un rapporto della CBS News del 2017.

La Danimarca permette l’aborto su richiesta entro le prime 12 settimane di gravidanza. Dopo tale periodo, l’aborto è consentito solo se un consiglio medico ritiene che vi sia un rischio fisico e mentale per la salute della madre o un rischio di difetti alla nascita del nascituro. I minori di 18 anni necessitano del consenso dei genitori per poter abortire.




Un vescovo cattolico: Dobbiamo eliminare l’aborto come abbiamo abolito la schiavitù

Malta è l’unica delle nazioni dell’Unione europea in cui l’aborto è illegale.

Nonostante le pressioni delle lobby abortiste e gli investimenti internazionali, il popolo e il Presidente della Repubblica, insieme alla maggioranza dei parlamentari, resistono convintamente nella difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, sostenuti e incoraggiati dalla Chiesa Cattolica.

Domenica 13 Settembre il vescovo ausiliare Joseph Galea Curmi ha pregato pubblicamente perché le nazioni che in passato hanno abolito la schiavitù, possano fare lo stesso con l’aborto, che è la mercificazione della persona umana più debole e innocente.

Ce ne parla Micaiah Bilger nell’articolo pubblicato il 14 settembre su lifenews, che riportiamo di seguito nella traduzione di Wanda Massa.

 

Joseph Galea Curmi, vescovo

 

Un vescovo cattolico a Malta ha incoraggiato i cristiani a porre fine alle violazioni dei diritti umani dell’aborto, così come hanno fatto della schiavitù, domenica, durante una funzione speciale in ricordo dei bambini non nati che sono stati abortiti.

Il Times of Malta riferisce che il vescovo ausiliare Joseph Galea Curmi dell’arcidiocesi di Malta ha esortato la gente ad agire mentre il piccolo Paese insulare deve affrontare un’intensa pressione internazionale per legalizzare l’aborto volontario.

Oggi, in diverse parti del mondo, compresa Malta, c’è una mentalità che accetta e promuove le persone che mettono fine alla vita degli altri prima della nascita. È una mentalità diffusa“, ha detto il vescovo.

Speriamo e preghiamo che verrà un momento in cui, come quando varie società hanno aperto gli occhi e iniziato a lavorare contro la schiavitù, lo stesso sarà fatto quando si tratterà di proteggere la vita umana“, ha continuato.

Malta è l’ultimo Paese in Europa che protegge la vita dei nascituri, dopo l’abbandono dell’Irlanda e l’Irlanda del Nord è stata costretta a cancellare le leggi a favore della vita nel 2018 e nel 2019. Gli aborti sono illegali nella maggior parte dei casi in Polonia, ma Malta rimane l’unico Paese che vieta completamente l’aborto.

Galea Curmi ha pregato che il Paese non “ceda alla pressione contro la vita“, secondo il rapporto. Ha pregato per le madri e i bambini, nati e non nati, e per coloro che li sostengono. Il vescovo pregava anche che medici e infermieri lavorassero per proteggere ogni vita umana come parte della loro professione.

Malta ha resistito per anni alle pressioni internazionali per legalizzare l’aborto. Nel 2013, i gruppi a favore dell’aborto hanno accusato Malta di “tortura” perché il Paese protegge la vita dei nascituri. L’accusa è stata formulata dalla Commissione internazionale dei giuristi, un’organizzazione per i diritti umani, in un rapporto al Consiglio per i diritti umani. Ha anche affermato che Malta sta mettendo inutilmente in pericolo la vita delle donne vietando l’aborto.

L’aborto è un abuso dei diritti umani che uccide esseri umani unici e viventi all’interno del grembo materno. Si stima che nel 2019 circa 42,3 milioni di aborti abbiano distrutto la vita dei nascituri in tutto il mondo.




Prima elementare nell’era del Covid: la testimonianza di un nonno

Ho ricevuto questo commuovente messaggio da un amico e lo ripropongo ai lettori del blog perché esemplare della situazione paradossale che i nostri bambini e i loro familiari stanno vivendo in questi giorni.

 

 

Secondo giorno di scuola del mio nipotino, prima elementare. Alla richiesta di come è andata mi risponde: “devi stare a un metro di distanza dai compagni, devi seguire i percorsi per terra, stare fermo sulla piattaforma, sederti al banco e una volta seduto abbassare la mascherina, lavarti le mani con il gel, se cade qualche goccia sul banco asciugarlo con lo straccio, aprire il libro al capitolo, prendere il quaderno, far la punta alla matita … e poi quando sono arrivato a casa ho pianto !” .

Questa è la testimonianza di un bambino che pur a 6 anni ha già capito i condizionamenti a cui è sottoposto.

Quando raccontava mimava i gesti, sempre con la testa bassa a seguire un’ipotetica linea …

Mi è venuto il magone e poi tanta rabbia.  Non posso accettare tutto supinamente.

E adesso il piccoletto ha chiesto alla nonna di pregare la Madonna perché finisca tutto ciò e di mettergli la “musica della Madonnina”, cioè l’Ave Maria di Schubert che ogni tanto mia moglie fa sentire a loro.

Inutile dire che la nonna è scoppiata in pianto e il nonno … Sono un maschio, ma che mal di gola !




Il cattolicesimo ipocrita dell’abortista Biden

Abominevole e vergognoso è l’uso strumentale della religione cattolica perseguito dai democratici americani, a cominciare dal candidato alla presidenza Joe Biden, abortista militante.

Diversi leader cattolici degli Stati Uniti hanno denunciato l’abominevole ipocrisia di questo untuoso Erode mascherato da chierichetto, ma con le mani grondanti di sangue innocente.

Non si può servire Dio e Planned Parenthood.

Ce ne parla Micaiah Bilger nell’articolo pubblicato il 9 settembre su LifeNews. Ve lo riportiamo di seguito, nella traduzione di Wanda Massa.

 

Mons. Rick Stika, vescovo di Knoxville, Kentucky (USA)

 

Vescovo cattolico critica il falso cattolicesimo di Joe Biden: Dice di essere “fedele” ma sostiene l’aborto

 

Un vescovo cattolico del Kentucky mercoledì ha criticato il candidato democratico alla presidenza Joe Biden per aver evitato di parlare di bambini non nati quando cita Papa Francesco.

Biden, che asserisce di essere un cattolico devoto, sostiene l’aborto volontario e vuole costringere i contribuenti a pagarlo. Lui e la sua compagna di corsa alla vicepresidenza, Kamala Harris, sono stati descritti come i più favorevoli all’aborto della storia.

Il vescovo Rick Stika della diocesi di Knoxville ha detto che Biden continua a citare Papa Francesco durante la campagna elettorale, ignorando la frequente condanna dell’aborto da parte del leader della Chiesa, riferisce Breitbart.

Vorrei essere uno scrittore di discorsi per Biden e Pelosi, che dichiarano entrambi di essere cattolici fedeli“, ha scritto Stika su Twitter. “So che anche loro hanno usato citazioni di Papa Francesco“.

Il vescovo ha citato una delle dichiarazioni del papa sull’aborto nel 2014: “Purtroppo, ciò che viene gettato via non è solo cibo e oggetti superflui, ma spesso gli stessi esseri umani, che vengono scartati come “non necessari“. Ad esempio, è spaventoso anche solo pensare che ci siano bambini, vittime dell’aborto, che non vedranno mai la luce del giorno“.

Due anni fa, il papa ha anche paragonato un aborto all’ingaggio di un sicario per uccidere un bambino.

Stika ha citato anche Madre Teresa, scrivendo: “Ogni paese che accetta l’aborto è il più povero dei poveri“.

La Chiesa cattolica condanna chiaramente l’aborto e insegna che ogni vita umana è preziosa dal concepimento alla morte naturale. Eppure, Biden afferma di vivere fedelmente la sua fede cattolica. Per queste ipocrite affermazioni, è stato ammonito dai leader cattolici di tutta l’America. Nel 2019, un sacerdote della Carolina del Sud si è persino rifiutato di dare la comunione a Biden perché sostiene l’uccisione di bambini non nati con l’aborto.

Stika ha anche criticato Biden all’inizio di quest’estate per aver sostenuto “l’assoluto abuso dei bambini“, l’aborto.

Non capisco come il signor Biden possa affermare di essere un cattolico buono e fedele, poiché nega a tal punto l’insegnamento della Chiesa, soprattutto per quanto riguarda l’abuso assoluto dei bambini e le violazioni dei diritti umani dei più innocenti, i non ancora nati“, ha scritto il vescovo il mese scorso.

Anche altri leader cattolici hanno criticato Biden e il Partito democratico per aver rifiutato di sostenere la protezione dei bambini non ancora nati.

Il vescovo Thomas Tobin di Providence, Rhode Island, ha suscitato polemiche in agosto, quando ha negato che Biden sia cattolico.

Biden-Harris. Per la prima volta da parecchio tempo [sic] la lista democratica non ha un cattolico. Triste“, ha scritto Tobin su Twitter.

Quello stesso mese, il sacerdote del Wisconsin padre James Altman ha condannato in un video il sostegno del Partito democratico all’aborto.

Quando la politica e i politici agiscono in modo immorale, abbiamo certamente il dovere e l’obbligo di parlarne“, ha detto Altman. “Non si può essere cattolici e non si può essere democratici. Punto! La loro piattaforma di partito è assolutamente contro tutto ciò che la Chiesa cattolica insegna. Quindi smettete di fingere di essere cattolici [se votate democratico]“.

Biden sostiene di essere cattolico, ma le sue posizioni su una serie di questioni sono in conflitto con gli insegnamenti della sua fede. Egli sostiene l’uccisione dei nascituri negli aborti senza restrizioni e vuole costringere i contribuenti a finanziarli. A giugno, ha detto di sostenere gli aborti “in qualsiasi circostanza” e vuole codificare Roe contro Wade nella legge federale.

A marzo, Biden ha detto che uno dei suoi primi atti come presidente sarebbe stato quello di ripristinare i finanziamenti alla Planned Parenthood, la più grande clinica abortista in America.

Biden ha anche detto di essere impegnato a “garantire il diritto costituzionale all’aborto” e a invertire “l’assalto dell’amministrazione Trump e degli Stati al diritto di scelta delle donne“.

In aprile, ha persino definito l’aborto un “servizio medico essenziale” – come se macellare un unico, insostituibile bambino umano all’interno del grembo materno fosse qualcosa di buono.

Anche la posizione sua e di Harris sulla libertà religiosa è profondamente preoccupante. Biden sostiene di essere “un cattolico molto devoto e una persona di profonda fede“, ma si oppone a un’esenzione religiosa sull’imposizione dell’Obamacare [riforma della sanità di Barack Obama, ndt] per i trattamenti e medicinali anticoncezionali  a beneficio delle Piccole Sorelle dei Poveri, suore della carità che servono i poveri e gli anziani.




Acqua benedetta o amuchina ?

acquasantiera

 

 

di Wanda Massa

 

Quando entro in una Chiesa immancabilmente lo sguardo si posa sull’acquasantiera secca, ormai sostituita dal dispenser di amuchina, come se il gesto di segnarsi con l’acqua benedetta fosse del tutto equivalente a quello di disinfettarsi le mani per la paura di un virus, la cui carica contagiosa sembra più influenzata dall’ideologia che dalla realtà.

Infatti, a quanto pare, il Covid diserta le feste dell’Unità, i raduni dell’ANPI, i 25 aprile, i gay pride e simili eventi, per manifestare tutta la propria virulenza tra panche, cappelle e sagrestie, dove per giunta i frequentatori dovrebbero essere più interessati alla salute dell’anima, che a quella del corpo.

Il rischio è di dimenticare la ricchezza e la profondità di segnarsi con l’acqua santa, quando si varca la soglia delle nostre Chiese.

L’ho appreso anni fa, non alle lezioni di Catechismo in parrocchia, ma da una trasmissione di padre Gabriele Amorth su Radio Maria e oggi mi sembra doveroso ricordarlo.

Innanzitutto l’acqua santa, non l’amuchina, è un sacramentale e in quanto tale la sua efficacia è direttamente proporzionale alla fede di chi ne fa uso.

Il suo utilizzo nella liturgia cristiana è antichissimo e la storia ci dimostra la sua grande efficacia specialmente contro il demonio.

I due ossessi di Illfurt, quando veniva loro presentato un cibo nel quale fosse stata messa anche una sola goccia d’acqua benedetta, davano in smanie e non era possibile farglielo mangiare.

Segnarsi devotamente con l’acqua santa prima di entrare in Chiesa, ottiene al fedele tre importanti benefici:

  • rimette i peccati veniali, quando chi se ne serve ha il dolore nel cuore;
  • dispone l’anima a ricevere i doni di Dio;
  • protegge dalle insidie del demonio.

Niente a che vedere con l’amuchina il cui campo d’azione più umilmente si limita, come cita l’etichetta, a batteri, funghi e virus.

Non solo, padre Amorth ricorda che talvolta l’acqua santa libera dai dolori e dalle infermità del corpo; allontana la grandine e la tempesta, donando fertilità alla terra e può anche contribuire alla liberazione delle anime del Purgatorio, se accompagnata da preghiere di suffragio. Ne consiglia l’uso e l’aspersione nei luoghi dove sono stati commessi gravi peccati mortali (aborti, sedute spiritiche …) e di aspergere frequentemente i moribondi, che in quei momenti tremendi sono particolarmente vessati e colpiti dal demonio.

Tutte queste grazie il Signore le concede quando chi si serve dell’acqua benedetta e riceve le benedizioni della Chiesa ha viva fede nella potenza e bontà di Dio.

L’efficacia di questo sacramentale è inoltre testimoniata da numerosi santi.

Santa Teresa d’Avila, ad esempio, raccomandava alle sue consorelle di non girare mai senza acqua benedetta e di servirsene frequentemente. “Non immaginate il sollievo che si prova quando si ha con sé l’acqua benedetta”, diceva. “È un gran bene poter usufruire con tanta facilità del sangue di Cristo”.

Per tutte queste ragioni e in attesa di tempi migliori, consiglio a quanti leggeranno queste righe di portare sempre con sé una boccettina di acqua santa per segnarsi prima di entrare in Chiesa, tenendo bene a mente il triplice beneficio che tale gesto comporta.




La tragica follia della dittatura LGBT in Irlanda del Nord

Forse a qualcuno le centinaia di generi sessuali proposti dai social internet in luogo dei vetusti maschio e femmina potevano sembrare un’innocua bizzarria, una banale concessione alla vanità della lobby LGBT. In realtà si è trattato di una pericolosa arma ai danni della libertà di tutti.

Nella società relativistica, completamente in balia dell’io e delle sue voglie, si rischiano pesanti sanzioni nel non accondiscendere alla variegata e mutevole sensibilità degli LGBT, così è accaduto più di una volta che la possibilità di utilizzare locali riservati al sesso opposto ha causato episodi di violenza carnale.

Per tutti ricordiamo il caso del cittadino inglese Stephen Wood condannato e incarcerato per aver aggredito sessualmente un bambino, che dopo aver iniziato la riassegnazione di genere, si è fatto chiamare Karen White, ottenendo il trasferimento in una prigione femminile, dove ha stuprato quattro donne.

Nell’Irlanda del Nord  i dipendenti pubblici che si rivolgessero ad una persona appellandola in modo diverso da quello conforme alla sua personale percezione, rischiano perfino il licenziamento.

Per approfondire la tragica follia che si cela dietro questo genere di concessioni, riportiamo di seguito un articolo pubblicato sul sito inglese dell’associazione “Christian Institute” , nella traduzione di Wanda Massa.

 

Parlamento dell’Irlanda del Nord

Servizi civili in Irlanda del Nord: “Usa i pronomi trans o perdi il lavoro”.

 

I funzionari pubblici dell’Irlanda del Nord rischiano di essere licenziati se non usano i pronomi preferiti dai transgender, dopo che sono state introdotte nuove regole, durante la sospensione dell’Assemblea di Stormont.

Le regole stabiliscono che “i nomi e i pronomi devono essere conformi ai desideri dell’individuo“. La mancata osservanza di tale disposizione sarebbe considerata una molestia e potrebbe portare ad un’azione disciplinare, compreso il licenziamento.

La modifica è stata apportata al manuale del personale della funzione pubblica nell’aprile 2019, ma è stata resa nota pubblicamente solo il mese scorso.

Spettro di genere

La policy afferma: “Le persone trans possono descrivere sè stesse usando uno o più dei termini più disparati, tra cui (ma non solo) transgender, transessuale, gender-queer, gender-fluid, non-binario, gender-variant, crossdresser, genderless, agender, nongender, terzo genere, two-spirit, bi-gender, trans man, trans woman, trans mascolino, trans feminino e neutrois“.

E continua: “intenzionalmente e persistentemente” riferendosi a qualcuno in base al suo vero sesso o al suo nome precedente “equivarrebbe a una molestia e non dovrebbe essere tollerata“.

Afferma inoltre che coloro che si dichiarano transessuali dovrebbero poter utilizzare i servizi igienici e gli spogliatoi previsti per il sesso opposto.

Critiche

Le modifiche al manuale del personale sono state criticate dall’ex ministro delle Finanze Mervyn Storey MLA, che ha detto che molte persone non si sarebbero “accomodate” con la politica – sia quelle di fede che quelle non religiose.

Dei nove gruppi consultati per apportare le modifiche, sette erano gruppi di attivisti LGBT, tra cui Stonewall, TransgenderNI e GenderJam.

Ma Storey, che si attiene alla prospettiva biblica maschile e femminile, ha suggerito che “se si fossero consultati con il Christian Institute o con le organizzazioni religiose, avrebbero avuto una visione diversa su come applicare le regole“.

Ha aggiunto che la decisione non avrebbe dovuto essere presa per “capriccio” dei funzionari pubblici, dicendo: “È una questione da rivedere. La sua legalità dovrà essere esaminata“.

Discorso forzato

La Commissione per l’uguaglianza per l’Irlanda del Nord (ECNI) ha detto alla Belfast News Letter che “la legge sull’uguaglianza protegge tutti sul lavoro ed è importante che tutti i datori di lavoro operino nel rispetto della legge“.

Ma la quango [organizzazione non governativa quasi autonoma: nel Regno Unito, designa un’organizzazione istituita da un governo per considerare in autonomia un argomento di importanza pubblica, ndt] finanziata dai contribuenti, che ha perso la storica causa “gay cake” contro Ashers Baking Company presso la Corte Suprema del Regno Unito nel 2018, ha aggiunto: “La politica della NICS sembra essere in linea con le leggi sull’uguaglianza“.

Il vicedirettore per gli Affari Pubblici del Christian Institute, Simon Calvert, ha detto: “Questa è una forma di discorso forzato e molte persone si opporranno all’uso coatto di questi termini“.

La Bibbia è chiara: le persone sono fatte di uomini e donne”. I funzionari pubblici cristiani, in particolare, sentiranno che usare qualcosa di diverso dal vero sesso di qualcuno va contro le loro convinzioni sincere.

Le regole devono rendere chiaro che le persone che esprimono rispettosamente queste convinzioni sono ancora benvenute nella pubblica amministrazione e possono lavorare secondo la loro coscienza senza timore di rappresaglie“.




Grazie, Gioacchino

 

 

di Wanda Massa

 

Desidero rendere pubblica questa storia che, se da un lato è esemplare del grande inganno celato dietro il pretesto dell’autodeterminazione della donna nella scelta dell’aborto, dall’altro è una conferma di grande consolazione nell’efficacia della comunione dei santi.

Il 13 dicembre 2019 a Brescia si concludeva la vita terrena di Gioacchino, uno dei volontari dell’Associazione pro-life Ora et Labora in difesa della Vita.

Insieme a tanti altri amici ho partecipato ai funerali che si sono tenuti tre giorni dopo presso la Chiesa di San Michele a Rivoltella (BS).

In quell’occasione il parroco, durante l’omelia funebre, ci ha parlato delle tante altre opere di bene che Gioacchino aveva compiuto nel nascondimento e delle quali lui solo era a conoscenza.

E’ stato un momento davvero emozionante e commuovente.

Poco prima della celebrazione funebre, Giovanna, la responsabile del gruppo di Mantova  ci aveva parlato di una ragazza,  che stava subendo forti pressioni per abortire.

A tutti noi è venuto naturale chiedere a Gioacchino di intercedere per la salvezza di questa creatura e della sua giovane mamma, una ragazza di origine brasiliana, che per sottrarsi alle pressioni dei genitori adottivi, si era rifugiata a Brescia presso la famiglia, che ha adottato le sue due sorelle.

L’intervento di aborto era fissato per il giorno successivo, mercoledì 17 dicembre.

Terminato il funerale, Giovanna incontra una cara amica suora, che si mette a sua completa disposizione per aiutarla a salvare quella piccola vita: dopo aver recitato insieme il Rosario e contattato la responsabile del locale Centro Aiuto alla Vita, si recano dalla famiglia dove è riparata la ragazza per offrirle  il necessario sostegno morale ed economico.

Non viene consentito loro di parlare con la giovane, ma solo con la madre adottiva delle sue sorelle, che, constatata la nuova situazione, le ringrazia e le assicura che hanno rinunciato all’intervento di aborto.

Giovanna, che è vicina di casa di questa famiglia, ha l’impressione che la donna non sia sincera. Ne ha la conferma quando in serata, giungono da Monza i genitori adottivi.

Ha luogo una tremenda litigata, alla conclusione della quale questi prelevano la ragazza e la riportano a casa, evidentemente per non perdere l’appuntamento già fissato il giorno successivo per l’interruzione di gravidanza.

Fortunatamente il presidente dell’associazione Ora et Labora in difesa della Vita abita in provincia di Monza.

Gli telefono chiedendo di intervenire.

E’ già il 17 dicembre e per il bambino e la sua mamma ogni istante è prezioso.

Giorgio telefona ai Carabinieri per denunciare la vicenda.

Il maresciallo dei Carabinieri chiama direttamente la direzione sanitaria dell’ospedale di Desio, dove, la ragazza poiché ancora rifiutava l’intervento, è stata affidata alle cure di uno psicologo.

A causa della denuncia del fatto e delle evidenti irregolarità nella procedura che violava la volontà dell’interessata, l’intervento di aborto viene rimandato, con l’idea di fissarne uno nuovo per il venerdì successivo, direttamente all’Ospedale di Monza.

A questo punto tutto quello che umanamente era possibile fare è stato fatto, restava solo di affidarsi alla preghiera, nello spirito di Ora et Labora in difesa della Vita.

Così tutti i volontari e i simpatizzanti dell’Associazione invocano l’aiuto di Maria Santissima e l’intercessione di Gioacchino.

In quei tre giorni succede davvero un miracolo: i genitori adottivi, preoccupati per gli aspetti legali della vicenda, ormai nota anche alle forze dell’ordine, decidono di desistere.

Ormai il bambino e la sua mamma sono salvi.

Qualche settimana fa è nata una bellissima bimba.

La cosa incredibile è che le due famiglie adottive sono entusiaste di questa creatura, al punto da ritenere oggi inconcepibile l’idea di aver pensato di disfarsene.

Le femministe sostengono che l’aborto difenda i diritti delle donne; questa storia è invece esemplare del fatto che è soltanto la scelta per la Vita ad aver salvato questa giovane mamma e la sua bambina.

Grazie, Gioacchino.

 

 




Comunicato SCUOLA POST COVID-19

Condividiamo sul blog il comunicato SCUOLA POST COVID-19 di Iustitia in Veritate, rivolto a quanti ultimamente hanno scritto all’indirizzo di mail dell’associazione ([email protected]) chiedendo chiarimenti in merito ai trattamenti sanitari obbligatori previsti per insegnanti e studenti nel prossimo anno scolastico.

 

Maestro scuola elementare

 

 

Difficile è affrontare compiutamente i problemi relativa alla riapertura dell’anno scolastico “post COVID-19”, anche per il fatto che i decreti sia del Presidente del Consiglio che dei Ministri si susseguono (e a volte si contraddicono) a ritmi incalzanti.

Non possiamo pertanto che partire dai dati oggettivi valutati ad horas.

L’obbligo vaccinale, espressione della tutela della salute non solo per il singolo, ma per la stessa comunità, potrebbe confliggere con il diritto allo studio, che diviene per contraltare dovere all’insegnamento per le istituzioni scolastiche.

Le istituzioni scolastiche sono da sempre impegnate a rispettare le preferenze familiari, nel rispetto della tutela dei più ed anche dovendo necessariamente garantire il principio cardine dell’educazione che, in primis, è primo doveroso compito in capo ai genitori e, per quanto tale, tutelato dalla legge e insopprimibile.

Indispensabile è (o forse sarebbe) quindi una normativa chiara e intelligibile nel settore, evitando, ove possibile, di smistare ogni responsabilità ai Dirigenti scolastici che, evidentemente, rispetto a tale problematica rischiano di diventare i veri capri espiatori della situazione, dovendo necessariamente interfacciarsi con gli insegnanti, confrontarsi con i genitori ed adempiere agli obblighi previsti dalle normative nei confronti delle strutture sanitarie territorialmente competenti.

Il D.L. 73/17 ha posto l’attenzione sugli obblighi vaccinali.

Ai fini dell’iscrizione scolastica, a decorrere dal 2020 (prima dell’emergenza epidemica) non era necessaria la presentazione all’atto dell’iscrizione della documentazione sulle vaccinazioni per gli alunni, in quanto sarebbero state le ASL competenti a trasmettere direttamente ai Dirigenti scolastici degli Istituti le informazioni di cui alle anagrafi vaccinali.

La prima attenzione che deve prestare quindi il Dirigente scolastico è quella di evitare nella formazione delle classi che alunni non vaccinabili per motivi di salute siano inseriti in classe nelle quali siano presenti studenti non vaccinati.

La Circolare del Ministero della Salute del 16/08/2017 prevedeva quindi una contestazione formale dell’inadempimento dell’obbligo vaccinale ai minori non in regola con gli obblighi vaccinali e con l’avvertimento ai genitori della sussistenza di sanzione pecuniaria amministrativa.

Appare opportuno rammentare che per la scuola dell’obbligo, la mancata presentazione della documentazione vaccinale non costituisce requisito di accesso all’insegnamento. In altre parole, contrariamente a quanto può avvenire per la scuola dell’infanzia, dalla scuola elementare le eventuali inadempienze agli obblighi vaccinali costituivano presupposto per l’applicazione della sola sanzione pecuniaria, ma non potevano impedire la frequentazione dell’anno scolastico, in quanto appunto scuola dell’obbligo.

Il quadro normativo sin qui delineato riguarda(va) la situazione relativa alle vaccinazioni obbligatorie (vaccino esavalente, anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse e anti Haemophilus influenzae di tipo B; vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia; vaccino contro la varicella), sulla cui validità medica vi è sedimentata una evidenza scientifica nel tempo. Arduo è ritenere, allo stato, che un ipotetico vaccino, allo stato in via meramente sperimentale, possa costituire base scientifica tale da costituire requisito per l’iscrizione ai corsi di studio con conseguente eventuale valutazioni sanzionatorie per i non adempienti.

Pertanto, come sopra ricordato, è difficile allo stato immaginare che venga negato il diritto allo studio all’alunna che non sia in regola con obblighi vaccinali di sorta, posto che la Carta Costituzionale ha voluto sancire più principi (articolo 30, 33, 34), fissando in particolare il principio per cui “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita” (art. 34 Cost.).

E’ difficile quindi pensare di coniugare l’obbligatorietà della istruzione inferiore con una discriminazione di tipo sanitario; considerandone peraltro – come prima detto – la totale fase di sperimentazione.

Ancor più delicato appare il tema dei test sierologici per il personale docente e personale ATA, che coinvolge anche problemi giuslaburistici.

Obbligare lavoratori a sottoporsi ad un test sierologico, con rischio di quarantena per sè e per la propria famiglia appare in netto contrasto con tutta la lettura ermeneutica successiva allo Statuto dei lavoratori. L’art. 5, l. 20 maggio 1970, n. 300, limita il potere di controllo del datore di lavoro nei confronti del lavoratore assente per malattia ed infortunio, vietando i controlli diretti attuati mediante i c.d. medici di fabbrica e affidandone la competenza ai servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti (art. 5, l. 11 novembre 1983, n. 638), Servizio sanitario nazionale e Inail, previa richiesta

Il datore di lavoro può richiedere accertamenti sanitari sul lavoratore in malattia, ai fini di una successiva assunzione, ovvero per controllare periodicamente (ed obbligatoriamente) lo stato di salute del lavoratore medesimo.

Questi ultimi sono gli accertamenti sanitari sul lavoratore dei quali la legge impone l’attuazione al fine di assicurare l’interesse pubblico alla salute (art. 32 Cost.) nell’ambito del lavoro subordinato.  

Tale ultimo aspetto potrebbe essere interessante per la soluzione del caso in esame, tenendo conto che occorrerà quindi una legge che disponga la necessità ed i limiti di tali controlli che, allo stato, non esiste.

Pare dunque potersi confermare che si possa accedere a scuola con una temperatura superiore a 37,5°, pur non sussistendo l’obbligo (ed i fondi) per termo- scanner all’ingresso degli Istituti. Dovranno comunque essere utilizzati mezzi individuali di protezione (mascherine) per accedere agli spazi comuni, mentre se seduti al proprio banco la mascherina potrà non essere indossata.

Non può sottacersi che l’Esecutivo in data 29 luglio 2020 ha prorogato, fino al 15 ottobre 2020, lo stato di emergenza inconseguenza del rischio sanitario connesso   all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili; di conseguenza il Governo potrà sino a tale data emanare provvedimenti amministrativi con valore di legge.

La situazione appare comunque in continuo divenire, per cui restiamo a disposizione per ogni eventuale consulenza, considerando e sottolineando che solo a fronte di un provvedimento eventualmente impositivo potrà effettivamente configurarsi una eventuale azione legale rispetto alla sua asserita fondatezza e / o impugnabilità.

Certamente, considerando il nostro focus, possiamo quindi affermare che Iustitia in Veritate è pronta ad evidenziare i punti critici al verificarsi di tali ipotesi rispetto agli eventuali conflitti con i diritti della persona, della libertà di studio e, soprattutto, di educazione quale diritto / dovere dei genitori.

Per eventuali approfondimenti o richieste di chiarimento, è possibile scrivere all’indirizzo [email protected].

 

 




Joe Biden sceglie Kamala Harris, alleato di Planned Parenthood, come vice nella corsa alle presidenziali USA

L’ex vicepresidente Joe Biden, candidato alle presidenziali per il partito democratico, cattolico, noto per le sue posizioni di estrema sinistra, conferma e rafforza il suo sostegno alla lobby abortista, scegliendo come proprio vice Kamala Harris, un esponente sostenuto dalla multinazionale dell’aborto, Planned Parenthood,.

Il professarsi cattolico evidentemente non costituisce alcun problema per Joe Biden, come in generale per i dem statunitensi, anzi la notizia di questa decisione è stata resa nota solo poche ore dopo l’ammonimento pubblico pronunciato dal cardinale Raymond Burke (leggi qui), mentre è invece fondamentale pagare il debito di riconoscenza alla multinazionale abortista, che finanzia generosamente le campagne elettorali dei democratici. Il fatto che Kamala sia poi di colore, aiuta Biden ad essere vicino al movimento Black Lives Matter.

L’articolo è di Calvin Freiburger, pubblicato su LifeSiteNews; ve lo proponiamo nella traduzione di Wanda Massa.

 

Kamala Harris

 

L’ex vicepresidente Joe Biden ha nominato il senatore californiano Kamala Harris come suo vice nella lista presidenziale dei Democratici, raddoppiando la sua fedeltà agli elementi più veementemente a favore dell’aborto del suo partito.

Biden ha fatto l’annuncio martedì pomeriggio, definendo Harris un “combattente impavido per i piccoli e uno dei migliori funzionari pubblici del Paese”:

Con “piccoli non si intendono ovviamente i bambini concepiti“, ha replicato Kristan Hawkins, presidente di Students for Life of America (SFLA).

Come donna di colore, Harris soddisfa le richieste degli attivisti di sinistra per la rappresentanza femminile e delle minoranze, mentre la campagna può contare sul suo background di pubblico ministero per fare appello agli elettori che si appoggiano alla politica della sinistra ma non sono d’accordo con l’ondata di sentimento anti-poliziesco promossa da Black Lives Matter. Ma per quanto riguarda l’aborto, le questioni LGBT e la libertà religiosa, Harris è in piena sintonia con l’estrema sinistra.

Durante il suo periodo come procuratore generale della California, Harris ha giocato un ruolo chiave nella difesa della Planned Parenthood per la vendita di parti di bambini abortiti (che ha violato diverse leggi federali, secondo i video sotto copertura del personale dell’industria dell’aborto). La maggior parte dei filmati sono stati girati in California, eppure Harris ha annunciato che avrebbe indagato sui giornalisti del Center for Medical Progress (CMP) piuttosto che sulla Planned Parenthood, e ha continuato a fare irruzione nella casa del capo del CMP David Daleiden, mentre accettava le donazioni del gigante dell’aborto per la sua corsa al Senato.

Numerose organizzazioni pro-vita hanno chiesto ad Harris di dimettersi per l’apparente conflitto di interessi, e gli avvocati di Daleiden hanno citato e-mail trapelate che mostravano il coordinamento dell’ufficio di Harris con la Planned Parenthood su progetti di legge che avrebbero criminalizzato le indagini sotto copertura come quelle della CMP.

Come candidata al Senato, si è vantata di aver costretto le aziende di proprietà religiosa e i centri per la gravidanza pro-vita ad agire contro la propria coscienza. Durante le udienze di conferma del giudice della Corte Suprema Brett Kavanaugh, Harris ha cercato di convincerlo a chiamare la sentenza Obergefell che costringeva gli Stati a riconoscere il “matrimonio” tra persone dello stesso sesso come uno dei “grandi momenti nella storia della Corte Suprema”. Nel dicembre 2018, ha suggerito che l’appartenenza di Brian Buescher, nominato giudice di Trump, all’organizzazione di fraternità cattolica Knights of Columbus, fosse problematica a causa delle sue posizioni pro-vita, pro-matrimonio.

Durante la sua corsa presidenziale, Harris ha proposto un piano in base al quale gli Stati con un “modello di violazione di Roe contro Wade” non sarebbero stati in grado di far rispettare alcuna nuova misura pro-vita debitamente promulgata “fino a quando [il Dipartimento di Giustizia] non stabilisca che essa si comporta secondo gli standard stabiliti dalla Corte Suprema in Roe contro Wade, come applicato in Whole Woman’s Health contro Hellerstedt, e la legge sulla tutela della salute delle donne”. Queste condizioni distruggerebbero la capacità degli Stati di emanare anche la più lieve delle restrizioni all’aborto.

La posizione di Harris è perfettamente in linea con quella di Biden, che sostiene la “codificazione” del Roe nella legge federale; l’abrogazione dell’emendamento Hyde (che impedisce il finanziamento pubblico diretto della maggior parte degli aborti); l’obbligo per gli stati di accettare i finanziamenti Medicare per la Planned Parenthood; l’inversione della politica di Città del Messico (che impedisce ai fondi federali di sostenere l’aborto all’estero); e l’ordine al Dipartimento di Giustizia di “fare tutto ciò che è in suo potere” per bloccare praticamente tutte le leggi statali a favore della vita, compresi i requisiti di notifica ai genitori, le leggi sugli ultrasuoni e i periodi di attesa.

Laurie Rubiner, un ex vice presidente della politica pubblica per la Planned Parenthood, ha detto a Vox dei piani di aborto di Harris nel 2019: “Ciò che è diverso in questo caso è che lei sta davvero andando all’attacco“.

Questo è ciò di cui abbiamo paura e che ogni americano non dovrebbe ignorare”, ha detto Hawkins. “Il senatore Kamala Harris ha già dimostrato di voler usare qualsiasi autorità legale a sua disposizione per colpire gli americani pro-vita e, nei piani annunciati durante la sua corsa presidenziale, è stata diretta nel dire che voleva più potere. L’aborto sarà sempre un problema in queste elezioni, ma la posta in gioco è appena diventata più alta. La scelta per chi … rifiuta l’aborto in qualsiasi momento della gravidanza e con i fondi dei contribuenti è chiarissima“.

Kamala Harris è un estremista che sostiene l’aborto su richiesta attraverso la nascita, pagato dai contribuenti, e persino l’infanticidio – un’agenda respinta dalla stragrande maggioranza degli americani, compresi milioni di indipendenti e di democratici di rango“, ha aggiunto il presidente della Susan B. Anthony List Marjorie Dannenfelser. “In qualità di procuratore generale della California, Harris ha cospirato con l’industria dell’aborto per lanciare un’estorsione politicamente motivata di coraggiosi cittadini giornalisti che hanno esposto il ruolo della Planned Parenthood nel raccolto e nella vendita di parti di bambini abortiti a scopo di lucro“.

La posta in gioco è la vita e la morte e la scelta è chiara. Gli americani a favore della vita devono unirsi per sconfiggere Biden-Harris“.




La censura dei social internet sul coronavirus: un caso eclatante.

Lunedì 27 Luglio un autorevole gruppo di medici, aderenti all’associazione America’s Frontline Doctors ha tenuto una conferenza stampa presso la Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington, D.C.

In quell’occasione è stata denunciata la strumentalizzazione politica dell’epidemia da Covid19, che ha alimentato la politica del terrore, ha provocato la gravissima crisi economica a livello mondiale e ha ostacolato la possibilità di predisporre una cura adeguata ed efficace.

Il video dell’evento, che è subito diventato virale, dopo poche ore è stato rimosso dai grandi social network: Facebook e Twitter.

Nell’articolo seguente, pubblicato il 29 luglio su LifesiteNews a firma di Anthony Murdoch, la dichiarazione del presidente Donald Trump al riguardo.

 Trump: ‘Non so perché’ Facebook, Twitter hanno censurato i medici in prima linea che promuovono la cura contro il COVID. “Ieri c’era un gruppo di medici, un cospicuo gruppo di medici su Internet, e per qualche motivo Internet ha voluto toglierli di mezzo”.

 

America's Frontline Doctors

America’s Frontline Doctors

 

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato ieri che non “sa perché” un video visto milioni di volte con medici che sostengono l’idrossiclorochina come trattamento efficace per il coronavirus lunedì sia stato rimosso da Facebook, Twitter e YouTube.

“C’era un gruppo di medici ieri, un grande gruppo che è stato messo su Internet, e per qualche ragione, Internet ha voluto toglierli di mezzo”, ha detto Trump in una conferenza stampa martedì.

“Credo che Twitter li abbia tolti e credo che Facebook li abbia tolti. Non so perché. Penso che siano medici molto rispettati”.

Il video vietato è stato originariamente pubblicato da Breitbart News, e rimosso da tutti i social network di Breitbart (nonostante sia diventato virale), per presunta violazione delle politiche di “disinformazione” di Facebook, Twitter e YouTube.  

Il video mostra una conferenza stampa tenuta questo lunedì davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti dal gruppo America’s Frontline Doctors a Washington, D.C.

Il gruppo era a Washington per l’evento “White Coat Summit”, organizzato e sponsorizzato dal Tea Party Patriots e dal Rep. Ralph Norman (R-S.C.). Ha preso il via lunedì con un’agenda di un’intera giornata e si è concluso ieri.

Trump si è trovato sotto tiro per aver condiviso con i suoi seguaci clip del video del gruppo dei medici, che ha spinto Twitter a rimuoverli dal suo account.

Alla conferenza stampa di martedì, Trump ha detto che molti medici pensano che la U.S. Food and Drug Administration (FDA) abbia approvato l’idrossiclorochina (HCQ), se combinata con zinco e azitromicina, e che sia “estremamente efficace” e che lui “ci crede”.

“Molti medici pensano che sia estremamente buona, e alcuni non ci credono”.  Alcuni – penso che sia diventata una questione politica”, ha detto Trump

“Si dà il caso che io ci creda. La prenderei. Come sapete, l’ho assunta per un periodo di 14 giorni, e sono qui. Giusto? Sono qui. Si dà il caso che io pensi che sia… che funzioni nelle fasi iniziali. Credo che lo credano anche i medici in prima linea – alcuni, molti.  E quindi gli daremo un’occhiata”.

“E’… è sicuro. Non causa problemi. Non ho avuto problemi. Non ho avuto assolutamente nessun problema, non mi sono sentito strano. Non mi sentivo bene, male, o indifferente. Io – e ho provato, come sapete. Non mi ha – non mi ha preso, e non farà del male a nessuno, si spera”.

L’HCQ è usata principalmente per curare la malaria ed è stata fonte di molti dibattiti e speculazioni quando si tratta di curare il coronavirus. Se ne è parlato molto alla conferenza stampa del lunedì dei medici.

America’s Frontline Doctors è stata fondata dalla dottoressa Simone Gold, che secondo il suo sito web è un “medico d’emergenza certificato dal consiglio direttivo, avvocato laureato a Stanford”.

La conferenza stampa dei medici, lunedì scorso, ha visto la Gold dire di aver tenuto il summit perché “il popolo americano non ha sentito tutte le competenze che ci sono in tutto il nostro Paese”. Abbiamo alcuni esperti che parlano, ma ci sono moltissimi esperti in tutto il Paese”.

All’inizio della crisi del coronavirus, alcuni studi hanno dimostrato che HCQ potrebbe essere un trattamento efficace contro COVID-19. Tuttavia, uno studio pubblicato dalla rivista medica The Lancet ha detto che i ricercatori non avevano trovato “alcun beneficio” nell’uso del farmaco, aggiungendo che esso “ha diminuito la sopravvivenza in ospedale e una maggiore frequenza di aritmie ventricolari”.

Questo studio ha spinto molti governi mondiali a decidere di vietare o limitare l’HCQ per il trattamento dei pazienti affetti da COVID-19.

Lancet è stata costretta a ritrattare il suo studio, tuttavia, dopo le rivelazioni del quotidiano The Guardian, essa ha sollevato notevoli dubbi sulla credibilità del materiale di partenza.

Durante la conferenza stampa di lunedì, la dott.ssa Stella Immanuel, che ha una licenza medica valida secondo il Texas Medical Board, ha affermato che l’idrossiclorochina l’ha aiutata a curare i suoi pazienti affetti da COVID-19.

“Sono qui perché ho curato personalmente più di 350 pazienti con COVID […] … Li ho trattati con idrossiclorochina, zinco, Zithromax, e stanno tutti bene”, ha affermato Immanuel.

“E oggi sono qui a dirlo, America, c’è una cura per il COVID. Non c’è bisogno che accadano tutte queste sciocchezze. C’è una cura per il COVID. C’è una cura per il COVID che si chiama idrossiclorochina. Si chiama zinco. Si chiama Zithromax”.

La dott.ssa Stella Immanuel, anche lei pastore e fondatrice della Fire Power Ministries di Houston, è stata criticata per i sermoni che, tra le altre cose, includono la menzione del DNA alieno usato per le cure mediche, un vaccino per impedire alle persone di essere religiose, e l’attribuire la colpa delle condizioni mediche a demoni e streghe.

Il sito web dei medici è stato messo offline lunedì, non molto tempo dopo la loro conferenza stampa.

Gold ha confermato ieri, tramite la sua pagina Twitter, che il loro hosting provider Squarespace ha chiuso il loro sito per aver violato la loro “Acceptable Use Policy”.

“WOW: Il nostro host del sito web @Squarespace ha appena chiuso completamente e arbitrariamente il nostro sito web, sostenendo una violazione dei loro termini di servizio. Siamo un gruppo di medici che sostengono una migliore comprensione di COVID-19 e delle sue opzioni di trattamento disponibili. Questo è oltraggioso”, ha twittato Gold.

Nel suo tweet, Gold ha condiviso uno screenshot della corrispondenza che le è stata inviata da Squarespace, in cui si afferma che il sito è “in violazione della Sezione 3.1 della nostra Politica d’Uso Accettabile relativa ad attività false, fraudolente, inaccurate o ingannevoli”.

Nonostante sia offline, alcune parti del sito possono comunque essere visualizzate sul sito internet dell’archivio Wayback.

In un altro tweet inviato ieri, Gold ha menzionato su Twitter che il gruppo ha incontrato il Vice Presidente Mike Pence per chiedere aiuto alla sua amministrazione nella prescrizione di HCQ “senza ostacoli politici”.

“AGGIORNAMENTO: Abbiamo appena incontrato il Vice Presidente Mike Pence per chiedere l’assistenza dell’amministrazione nel dare ai medici la possibilità di prescrivere idrossiclorochina senza ostacoli politici. Abbiamo anche discusso della recente censura dei medici sulle piattaforme dei social media. #WhiteCoatSummit”, ha twittato Gold.

Ieri, i medici di America’s Frontline Doctors hanno tenuto un’altra conferenza stampa a Capitol Hill, in cui hanno affrontato la censura della loro conferenza stampa di lunedì.

“Siamo tornati per dire esattamente lo stesso messaggio che abbiamo detto ieri, e cioè che gli americani hanno motivo di sperare quando si tratta di COVID-19”, ha detto Jenny Beth Martin che è la co-fondatrice del Tea Party Patriots.

“Ci sono opzioni di trattamento disponibili. Ora sappiamo molto di più su questo virus rispetto a quando ha colpito per la prima volta le nostre coste. Ci sono opzioni disponibili per aiutare a prevenirlo, ci sono opzioni disponibili nella fase iniziale del virus”.

 Per chi desiderasse approfondire l’argomento, segnaliamo:

L’articolo di Leonardo Santi (qui ) che riporta un importante passaggio della dichiarazione della dott.ssa Dr. Stella Immanuel:

“Possiamo curare la malattia, decine di migliaia di medici sono stati messi a tacere, sotto ricatto, i bambini contraggono il virus senza alcun sintomo rilevante e guariscono con facilità, non c’è un solo caso documentato di uno studente che abbia trasmesso la malattia da COVID ad un insegnante. 

I bambini possono tornare a scuola in tutta tranquillità, li dobbiamo rimandare a scuola subito, non dobbiamo più alimentare la paura, abbiamo la scienza dalla nostra, le scuole stanno chiedendo soldi per i presidi di prevenzione, tutto questo è RIDICOLO! 

Le barriere sono per i maestri e non per i bambini e sono ridicole. 

I bambini tornino subito a scuola. 

Io sono diventata medico in Nigeria, ho avuto a che fare con malattie tremende, ho dato zitromax, plaquenil ai miei pazienti, anche di 88 anni, malati di cuore,

NON NE È MORTO NEANCHE UNO. 

Funziona!

Sono venuta qui a Washington per dirlo a tutti.

L’IDROSSICLOROCHINA CURA! SI GUARISCE IN POCHI GIORNI SI TORNA NEGATIVI. 

Sono furiosa per questo; ho pazienti diabetici senza fiato nel mio studio e dico loro, tranquillo non morirai.

Li curo tutti. Ne ho curati 350 e nessuno è morto. 

Sto dicendo all’America, idrossiclorochina, zitromax, zinco e si guarisce. 

Riaprite le scuole, togliete le mascherine, io sono un vero dottore.

Arrivano da me spaventati a morte, dalle vostre notizie senza fondamento scientifico, e a noi tocca curarli anche per le loro psicopatologie, provocate da questo terrore folle che stanno instillando in ogni modo. 

E’ TEMPO CHE VI ALZIATE IN PIEDI E REAGIATE;  NON SI MUORE DI COVID!

DOVETE  SAPERLO E DOVETE DIRE NO!

Quindi ragazzi non c’è bisogno di morire, il covid ha una cura efficacissima. 

Bisognava dire che questo virus è arrivato dalla Cina, è stato fatto uscire da un laboratorio. 

Non esiste un nuovo coronavirus, è lo stesso che abbiamo studiato noi medici.

IL COVID E’ SOLO UN ENORME BUSINESS.

Il testo delle relazioni degli America’s Frontline Doctors alla conferenza del 27 Luglio scorso è ancora disponibile a questo indirizzo: https://www.rev.com/blog/transcripts/americas-frontline-doctors-scotus-press-conference-transcript .

 




Dagli USA un argine alla dittatura del relativismo

Il 16 luglio scorso, il segretario di Stato Mike Pompeo ha presentato, durante la convention del Partito Repubblicano, la bozza finale dell’atto costitutivo della Commissione sui diritti inalienabili, firmata all’unanimità dai suoi 11 componenti.

L’obiettivo, dichiarato già nel titolo è quello di difendere i Diritti sacri e inalienabili, riconosciuti all’essere umano in quanto tale e, allo stesso tempo, denunciare l’infondatezza di quelli basati sugli istinti e i capricci individuali: l’io e le sue voglie di ratzingeriana memoria (leggi qui).

E’ un documento fondamentale che costituisce un argine concreto e razionale alla deriva totalitaria, cui inevitabilmente conduce il relativismo nichilista, ribadendo al contrario l’oggettività dei diritti umani, fondati sulla morale naturale.

Inoltre mette in guardia dal pericolo odierno in cui diritti pretestuosi hanno calpestato quelli reali.

Due esempi per tutti: la legge sull’aborto e le leggi contro l’omofobia.

Nel primo l’autodeterminazione della donna ha nei fatti negato il diritto alla vita del nascituro, nel secondo caso, l’esigenza di non recare offesa alle persone lgbt esprimendo un’opinione non allineata all’ideologia gender, è perseguita a prezzo di libertà fondamentali e proprie di ogni civiltà, degna di questo nome.

L’articolo di Douglas Clark pubblicato il 23 luglio sul sito ifamnews mette in luce l’importanza e l’opportunità storica del documento prodotto dalla Commissione presieduta da Mike Pompeo.

Ve lo presentiamo nella traduzione di Wanda Massa.

 

Michael Pompeo, Segretario di Stato USA, Commssione sui Diritti Inalienabili

Michael Pompeo, Segretario di Stato USA, Commssione sui Diritti Inalienabili

 

 

Proteggere i Diritti Sacri e rifiutare gli pseudo-diritti: Il Segretario Pompeo e il progetto di relazione della Commissione sui diritti inalienabili

 

L’IOF (International Organization of Family) plaude alla leadership del Segretario Pompeo e al lavoro della Commissione da lui istituita.

Parlando il 16 luglio 2020, a Philadelphia, vicino a dove due secoli prima era stata rilasciata la Dichiarazione d’Indipendenza, il Segretario di Stato Mike Pompeo ha riaffermato inequivocabilmente i diritti inalienabili ivi menzionati, chiedendo un ritorno ai principi fondatori dell’America e introducendo la bozza di relazione della Commissione sui diritti inalienabili. “I fondatori dell’America non hanno inventato i ‘diritti inalienabili'”, ha spiegato, “ma hanno affermato molto chiaramente nella Dichiarazione di Indipendenza che sono considerati ‘evidenti’: il fatto che gli esseri umani sono stati ‘creati uguali’ e ‘dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili… tra [quelli] sono la Vita, la Libertà e la Ricerca della Felicità'” – facendo di quel documento “la più importante dichiarazione dei diritti umani mai scritta”.

L’America trae forza e bontà dai suoi ideali fondatori”, ha continuato, e “anche la nostra politica estera deve essere fondata su questi ideali”. Ma noi lo sappiamo: Non possiamo fare del bene – in patria o all’estero – se non sappiamo esattamente in cosa crediamo e perché ci crediamo. Ed è per questo che ho chiesto alla professoressa [Mary Ann] Glendon di formare una commissione composta da alcuni dei più illustri studiosi e attivisti. Ho chiesto loro di non scoprire nuovi principi, ma di fornire consigli sui diritti umani basati sui principi fondanti della nostra nazione e sui principi della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 [UDHR]. Perché senza questo fondamento… i nostri sforzi per proteggere e promuovere i diritti umani sono immotivati e, quindi, destinati a fallire”.

“Senza frontiere” è una descrizione perfetta della pericolosa farsa mascherata in nome dei diritti, anche se minaccia i diritti inalienabili degli individui e dell’unità naturale e fondamentale del gruppo della società, la famiglia. “Lo sforzo di chiudere il dibattito legittimo riformulando le preferenze politiche contestabili come imperativi fissi e indiscutibili dei diritti umani promuove l’intolleranza, ostacola la riconciliazione, svaluta i diritti fondamentali e nega i diritti in nome dei diritti”, dice la bozza del Rapporto. O, secondo le parole del sociologo Gabriele Kuby, è “la distruzione della libertà in nome della libertà” da parte di una “rivoluzione sessuale globale [che] colpisce tutti”.

Questa insidiosa minaccia ai diritti umani riverbera nelle sale del potere in tutto il mondo e nelle Nazioni Unite. “La prodigiosa espansione dei diritti umani”, dice la bozza del Rapporto, in “molte diverse agenzie delle Nazioni Unite, sistemi regionali per i diritti umani” e “decine di trattati, centinaia di risoluzioni e dichiarazioni, e migliaia di disposizioni che codificano i diritti umani individuali… ha indebolito piuttosto che rafforzare le rivendicazioni dei diritti umani e ha lasciato i più svantaggiati più vulnerabili”. La descrizione richiama alla mente il lamento di Papa Francesco secondo cui “la rivoluzione dei modi e della morale ha spesso sventolato la bandiera della libertà, ma in realtà ha portato devastazioni spirituali e materiali a innumerevoli esseri umani, specialmente ai più poveri e vulnerabili”.

Non c’è da stupirsi che la bozza del Rapporto abbia attirato il fuoco pesante di organizzazioni come il Centro per i diritti riproduttivi, che ha lamentato che “l’istituzione, la composizione e il processo della Commissione stessa” sono “improprie” e i suoi sforzi “mal guidati”, e ha contestato “la falsa narrativa creata dal Segretario di Stato, e perpetuata dai membri della Commissione”. (I commenti scritti che sono stati presentati alla Commissione sono online, e ulteriori commenti pubblici possono essere inviati a [email protected] fino al 30 luglio).

L’IOF plaude alla leadership del Segretario Pompeo e al lavoro della Commissione da lui istituita – un’iniziativa storica, tanto audace e tempestiva quanto la creazione della stessa Dichiarazione di Indipendenza da parte dei coraggiosi delegati del Secondo Congresso Continentale che hanno osato affrontare la potenza del lontano Impero Britannico. In gioco ora, e messi in pericolo da potenti forze in tutto il mondo, ci sono quegli stessi diritti dati da Dio che hanno urgente bisogno di essere protetti. “Possiamo far luce sugli abusi” dicendo “la verità”, ha dichiarato il segretario Pompeo, e “dobbiamo insistere sulla giustezza e la pertinenza dei principi fondatori dell’America”. Vi prego di unirvi a noi, perché l’IOF continua a fare proprio questo, unendo e responsabilizzando i leader di tutto il mondo per proteggere la libertà, la fede e la famiglia.